Ma ti sbagli.
Tutto finisce,
si spezza,
si frammenta.
Colassi su te stesso.
Puoi solo cercare di essere forte, sembrare forte
raccogliere i pezzi e ricostruire,
una corazza probabilmente
perché hai deciso che non vuoi più soffrire
perché non vuoi, perder più.
Il nulla abita auscultazioni d’io
diviene e nel divenire inganna
domicili antichi d’onnipotenza
Autocoscienza
rivisita con occhi trafitti di delirio
la fuga da se stessa e dall’oblio.
Cosa, chi, dove, come, quando?
-domanda-
ma il nulla risponde all’essere:
“il tuo limite è credere d’essere tempo”.
lo sdrucciolio dell attimo perso
e il tonfo pesante dell'ora infinita
che logora i pensieri.
Eppure era solo ieri
che i minuti di una intera vita
rapidi scivolavano tra le tue dita.
Senti come risuona il tempo
e l' eco degli anni che ti viene a trovare .
Scivola via il tempo
da un vetro appannato ,
goccia dopo goccia
In una profonda ruga .
che non si spogliano mai,
né con il freddo, né con il caldo,
non si abbandonano ma aspettano.
Imparano ad apprezzare la bellezza interiore
che traspare da un volto che da calore.
Osserva, attende,
il tempo che regala sogni.
Il vento spazza via i pensieri,
viaggia la vita, senza spine,
senza primavere, solo inverni.
La vita corre con piccoli momenti diversi
che insieme faranno il nostro sempre.
Immersi nell’oceano del tempo
attendiamo che la nostra esistenza
prenda forma, divenendo vita.
Questa vita, che ci tiene per mano…
ora stretta, ora lenta,
a volte lasciando la presa diventando
traditrice e bastarda…
E noi come flash, battito di ali,
o alito di vento,
siamo l’infinitamente piccolo
dell’oceano del tempo.
che non ti appartengono,
dette, volate via,
e che se un dì ritornassero
tu non riconosceresti
proteggendoti alla stregua
di una forte pioggia.
Deboli parole
non potranno,
di un secolare borgo,
seppur per un giorno in piu,
grande speranza e illusione
alleggia farisea sensi d’essere
trascende ideali di levità
pigolii, sfarfallii, tremuli tintinnii
esitanti appetiti d’istanti
a promessa che il tempo sia
oceano d’onde in eterno divenire
denudato l’uomo ad essenza, poesia
voce a testamento d’amore
piano, piano fino all’esile moira.
Indistinto canto alleva l’oblio
l’io assurto assolo di dimenticanza
controversa distesa d’innocenza
essenza impressa al folle esilio
giostra al divenire cava avvolta
appartenenza al soffio fetale
fino all’amore gestazionale
fino alla morte a briglia sciolte
sul collo del dolore.

Aborrii schiavitù,
rimasi schiavo
soggiacendo all’amore,
alle gelosie
ai sotterfugi e compromessi.
Schiavo del potere
“lo esercitai,”
Del lavoro
“lo ebbi”
della miseria
“la vissi”.
Schiavo della mente
“non riuscii a contenerla”,
delle convenzioni e delle ingiustizie
eternamente schiavo.
Sognai libertà,
non mi resi conto
d’esserne schiavo.
Ah, quanto sarebbe bello potersi beare della propria vita
incuranti di demoni e streghe
che macellano le notti già cariche di spettri ancestrali
se universalmente si potesse gioire di poesia
come natura stessa dice
senza mostri per l’indomani
né rimorsi per ieri
né colpe per il presente
accarezzandosi semplicemente tra pochi
nutrendoci dei frutti naturalmente ebbri
che ci ha dato il creato.

La solitudine è un'insegnante severa,
mi ha svelato il senso della realtà,
a contar su me stesso
e ad affrontare i rischi della società;
a saper piangere nel cuor della notte con umiltà ,
ad aver pazienza e rispetto con chi non ne ha.
Mi ha indicato la strada della verità,
ad esser sincero e generoso con vera umanità,
a riconoscere la maschera della falsità
e a lumeggiar gli spazi immensi dell'oscurità.
La solitudine mi ha insegnato il vero amore,
a decantar passioni che aiutano a sognare
e a vedere tutto ciò che non sapevo di avere.
Mi ha insegnato a comprendere,
ad apprezzar la vicinanza di chi ha voluto restare
e perdonare chi purtroppo non mi ha saputo amare.
La solitudine per chi sa attendere e capire
diventerà l'unica luce in grado di illuminare
senza mai pretendere né tradire.
il sole m'illumina della più eterna delle penombre.
Vita,
gloriosi attimi di pensante attesa,
schiva esistenza quella che mi consola.
Desidero rifuggire ogni amore,
intimorito dalla solitudine a cui esso conduce.
Osservo le farfalle colorare il verde del prato,
come macchie di speranza nella monotonia dei miei giorni,
grida nella tempesta,
tuoni nella notte,
attimi interminabili.
senza preoccupazioni di sorta
per gli occhi che lo cercheranno
- come spesso accade resteranno ferme;
-solo le nostre mani

Mille piccoli coriandoli,
Sparsi nel vento s'alzano,
Intorno turbinano.
Sopra scritte le tue parole
Cariche d'affetto, cariche d'amore
Ma vuote di te.
Sulle labbra tue bugiarde
Rimbalzano senza traccia,
Macchia che si muove senza rumore.
Delle flebili speranze
E rimasto un letto sfatto
E il peso di un dolore condiviso.
Mani sorreggono il fardello
Di un malessere che lede.
E solfeggi di note
Sosterranno il cuore.
Sulla via le mie scarpe
Si consumano, come
Gli anni che mi avvolgono, mi legano
Nel giardino spoglio.
Fecondità del presente
-Il suo principio
- L'Ampia Cascata!
-Come possiamo essere
Di una umanità così sfocata?










