Proprio un bel sistema
il nostro
spinge in senso opposto,
beata libertà di scelta
bendata
senza indirizzo alcuno
nemmeno nav s'imposta.
Nostro ... nostro mostro
di robotica,
l'umanoide s'è lasciato
prendere la mano ed ora
ride, anzi u-ide
ride, anzi u-ide
o semplicemente s'irride
girando colpe come assegni
girando colpe come assegni
scoperti ... naturalmente.
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Mi rifugio le nuvole mi attendono , mi proteggono.
Sono soffici come panna montata, c' è un ' atmosfera incantata.
Sono dolci come zucchero filato, golose come il cioccolato.
Un raggio di sole mi guida, in quel paesaggio azzurro morbido e bianco.
Ecco ora qui non mi stanco, mi riposo e mi godo il panorama e questo cielo azzurro.
Odo solo sussurri e voci di angeli, che sono qui con me in questo spazio dove il tempo non è scandito.
Qui non esiste la violenza, c' è solo pace e tranquillità, è l' oasi della serenità.
Sulle valli sconfinate
Dove il vento ondeggia prati d'erba,
E reclina foglie d'albero,
Io poso lo sguardo e respiro..
Quanto è forte la vita
Mentre ti accarezza,
Ti fa capire quanto immenso è
Il suo dono d'amore.
Quando grida sotto pioggia incessante
Le sue lacrime di resurrezione.
Così piccola sono,
Sotto questo cielo che d'azzurro
Riveste i miei occhi,
E mi dona aromi intensi,
Di gelsomini in fiore,
Per far ricrescere il mio fervore.
Così fragile in me..
È questo alito di vita,
Ma negli anni si è rinchiuso
Come gabbia d'amore,
E consapevole ora più che mai,
Mi ritrovo sotto questo abbraccio,
Pieno di speranze,
Che mi vestono a festa
Sotto la luce di un faro.
Dove il vento ondeggia prati d'erba,
E reclina foglie d'albero,
Io poso lo sguardo e respiro..
Quanto è forte la vita
Mentre ti accarezza,
Ti fa capire quanto immenso è
Il suo dono d'amore.
Quando grida sotto pioggia incessante
Le sue lacrime di resurrezione.
Così piccola sono,
Sotto questo cielo che d'azzurro
Riveste i miei occhi,
E mi dona aromi intensi,
Di gelsomini in fiore,
Per far ricrescere il mio fervore.
Così fragile in me..
È questo alito di vita,
Ma negli anni si è rinchiuso
Come gabbia d'amore,
E consapevole ora più che mai,
Mi ritrovo sotto questo abbraccio,
Pieno di speranze,
Che mi vestono a festa
Sotto la luce di un faro.
Non ci incontreremo mai:
ci cerchiamo da una vita,
in mezzo a sguardi spenti,
musi lunghi e indifferenti.
In quella discoteca
viaggiano sgradevoli rumori;
sagome, si agitano costantemente,
alla ricerca di un giusto incontro
che mai verrà.
Un bar in pieno centro
rigurgita di acqua sporca;
rapido andirivieni
di folla senza lingua.
Viali alterati,
popolati di esseri affamati
di se stessi.
Chi mai risponderà al saluto
del viandante che passerà?
Ti ho nella mente disegnata;
carattere volitivo,
ti ho impressionata
nel mio flash.
E tu hai in mente me.
Trovi rifugio
in una zona ombra,
dove la mia mente
non riesce ad immaginarti.
ci cerchiamo da una vita,
in mezzo a sguardi spenti,
musi lunghi e indifferenti.
In quella discoteca
viaggiano sgradevoli rumori;
sagome, si agitano costantemente,
alla ricerca di un giusto incontro
che mai verrà.
Un bar in pieno centro
rigurgita di acqua sporca;
rapido andirivieni
di folla senza lingua.
Viali alterati,
popolati di esseri affamati
di se stessi.
Chi mai risponderà al saluto
del viandante che passerà?
Ti ho nella mente disegnata;
carattere volitivo,
ti ho impressionata
nel mio flash.
E tu hai in mente me.
Trovi rifugio
in una zona ombra,
dove la mia mente
non riesce ad immaginarti.
Primavera è amabile donna
che scioglie i freddi animi di un uomo solitario,
manchevole nell'amore,
severo nel raccontarsi.
Mi chiedo quale sia la ragione dietro il raro sentimento,
sempre che una ragione vi sia,
ed invidio chi non può farne a meno.
Le mie domande mai hanno trovato risposta,
perché mai mi fu concesso il dono della piena libertà.
Cammino per i prati che tu hai curato,
donna del mio desiderio,
dal male dell'odio,
portando la solitudine a divenire meno triste
e avvicinandola alla gioia della pace.
Vivrò eternamente con te, se mi vorrai,
ed imparerò ad amarti.
Sfiderò i miei venti per renderti felice,
mai più consapevole del mio desiderio di vivere per te.
Danzeremo, così, all'ombra della tua luce
ed eternamente ci troveremo.
che scioglie i freddi animi di un uomo solitario,
manchevole nell'amore,
severo nel raccontarsi.
Mi chiedo quale sia la ragione dietro il raro sentimento,
sempre che una ragione vi sia,
ed invidio chi non può farne a meno.
Le mie domande mai hanno trovato risposta,
perché mai mi fu concesso il dono della piena libertà.
Cammino per i prati che tu hai curato,
donna del mio desiderio,
dal male dell'odio,
portando la solitudine a divenire meno triste
e avvicinandola alla gioia della pace.
Vivrò eternamente con te, se mi vorrai,
ed imparerò ad amarti.
Sfiderò i miei venti per renderti felice,
mai più consapevole del mio desiderio di vivere per te.
Danzeremo, così, all'ombra della tua luce
ed eternamente ci troveremo.
La più cieca omonimia
lo stesso movimento- nello stesso istante
senza sapere dove mai ci porti.
Ottusità sapiente dello sciame
nuova serie umana-dalle braccia mutilate
spalle curve
bocche che non sanno la parola.
E si mantiene intatto un ordine straordinario
ai grandi tiranni della specie:
a loro il grande titolo onorario!
Vanno insegnando –accantucciati-
diffondono-ineguaglianza
-opportunismo di carezze
-parole di potenza.
Despoti-(chiedono la loro salvezza)
-inventori- venditori d’oppio e di ogni sfizio
-fabbricano soldati fino a farne un vizio.
( Perdonate l’amarezza: -sono un ottimista):
- ma questo è sicuramente un nuovo inizio!
Una specie di domanda
una nuova ricerca come dire-una barbarie nuova.
Chiedono di maledire l’anima andando assai di fretta
di avere in serbo l’oro nel pozzo
che il ragno deve cucire più non posso.
Cosa dire ai nuovi Galli?
Non parlano nanche la stessa lingua!
Dire che
-pensavamo tutti che la pace fosse giunta
Non parlano nanche la stessa lingua!
Dire che
-pensavamo tutti che la pace fosse giunta
-per diritto
- per democratica elezione -
che avevamo visto la fiamma rossa nel mattino
che avevamo visto la fiamma rossa nel mattino
ma che fu più forte il loro divino?
-Vinti
abbiamo scelto di non incontrarci
eludere è meglio
"quel mal di vivere” che spesso ormai incontriamo
-fino a evitare “gli ossi di seppia” prima che sia subito sera.
-e prima che si diventi uomini ridicoli usando –senso-
“ illuminandosi d’immenso”!
La caduta dell'Impero Romano : Museo Dorsay

Notturno italiano
Senza pretese
Sotto note d'amaranto
E dolci attese
Il cuore canta una lenta canzone
Ma senza porvi attenzione
Crea note armoniose
Punteggiate di stelle
Ma nessuna di esse
Profuma di pelle.
Languido il suono riecheggia
Nel mare d'amianto
Malleato da pensieri
Oggi ancora così vaghi e meri.
Sorridi alla musica dolce
Che leggera taglierà come falce.
Oscurato lo sguardo
Rimarrà in questa notte senza luna
Porvi l'anima sarà...
Come gioco d'incontro.
Senza pretese
Sotto note d'amaranto
E dolci attese
Il cuore canta una lenta canzone
Ma senza porvi attenzione
Crea note armoniose
Punteggiate di stelle
Ma nessuna di esse
Profuma di pelle.
Languido il suono riecheggia
Nel mare d'amianto
Malleato da pensieri
Oggi ancora così vaghi e meri.
Sorridi alla musica dolce
Che leggera taglierà come falce.
Oscurato lo sguardo
Rimarrà in questa notte senza luna
Porvi l'anima sarà...
Come gioco d'incontro.
Un naufrago
sta per affogare,
solo in alto mare.
Non ha appigli
cui aggrapparsi
ma appare
un provvidenziale legno.
Chiissà di essere vivo son degno
penserà,
ma quel legno è maledetto.
perchè quando vuoi sopravvivere,
non guardi
se ciò a cui ti attacchi
è sano
o marcio.
Navigherai
sano e salvo
su un legno tarlato
dalla stoltezza degli uomini
sta per affogare,
solo in alto mare.
Non ha appigli
cui aggrapparsi
ma appare
un provvidenziale legno.
Chiissà di essere vivo son degno
penserà,
ma quel legno è maledetto.
perchè quando vuoi sopravvivere,
non guardi
se ciò a cui ti attacchi
è sano
o marcio.
Navigherai
sano e salvo
su un legno tarlato
dalla stoltezza degli uomini
Barlami nella mia stanza
sono quelli del comodino
di una luce soffusa mentre guardo un film
Barlumi di una speranza
che non so cogliere troppo prigioniero
dei miei pensieri
Mi servirà una maschera o parleranno gli occhi
per quanto tempo ancora
arrabiato con me stesso
Troppo confuso stanco e teso
impaurito come non mai
a volte ti cercavo
ora non vorrei incontrarti più
Quanto mi abbatte questa solutidine
di una domenica tra me e me
davanti un mare di strade
che non so scegliere
Quanto mi spaventa questa solitudine
ho perso un pò di forza e convinzione
Quanto mi spiazza questa solitudine
l'ascolto dentro me non riesco a spengerla
Quanto mi merito questa solutidine
forse è giusto così
quasi un incubo senza uscita
che mi imbruttisce palesemente
e mi lascia lo sfogo di scrivere
in attesa che scenda la notte
e che mi consigli
dentro il cuore
mi prendo a botte
e un voce che mi dice " te lo meriti "
sono quelli del comodino
di una luce soffusa mentre guardo un film
Barlumi di una speranza
che non so cogliere troppo prigioniero
dei miei pensieri
Mi servirà una maschera o parleranno gli occhi
per quanto tempo ancora
arrabiato con me stesso
Troppo confuso stanco e teso
impaurito come non mai
a volte ti cercavo
ora non vorrei incontrarti più
Quanto mi abbatte questa solutidine
di una domenica tra me e me
davanti un mare di strade
che non so scegliere
Quanto mi spaventa questa solitudine
ho perso un pò di forza e convinzione
Quanto mi spiazza questa solitudine
l'ascolto dentro me non riesco a spengerla
Quanto mi merito questa solutidine
forse è giusto così
quasi un incubo senza uscita
che mi imbruttisce palesemente
e mi lascia lo sfogo di scrivere
in attesa che scenda la notte
e che mi consigli
dentro il cuore
mi prendo a botte
e un voce che mi dice " te lo meriti "
Guardo alla vita e annego nei miei pensieri,
circondato dalle interminabili scogliere della ragione.
Perché viviamo, se non per morire di rimpianti,
strazianti tentativi, di un'esistenza fragile,
di sopravvivere all'eterna apparenza di bellezza.
Passi difformi e stanchi mi conducono al castello,
protetto nella mia solitudine da caldi venti che soffiano nella mia mente,
colorati respiri, gioia, passione.
Cala la notte,
confine tetro di un'amabile vita trascorsa all'obbedienza della brutale normalità.
Mi sono salvato da ciò che mi detesta,
mi sono circondato di libertà,
ho imparato a respirare e a vivere.
Ogni dolore è per me gioia,
ogni lacrima dolce poesia,
ogni sguardo una storia.
Mi siedo ed osservo la vita,
sorrido alla libertà che mi sento ardere dentro.
Respiro, vivo.
Mi lascio consolare dalla primavera,
immerso nelle verdi distese di pace,
odo le gioie della natura e chiudo gli occhi.
Respiro, vivo.
Contemplo la ricca ed invidiabile vita del cane,
che corre ad ogni suo istinto,
rispettando con straordinaria serietà il dono della libera esistenza.
Respiro, vivo.
circondato dalle interminabili scogliere della ragione.
Perché viviamo, se non per morire di rimpianti,
strazianti tentativi, di un'esistenza fragile,
di sopravvivere all'eterna apparenza di bellezza.
Passi difformi e stanchi mi conducono al castello,
protetto nella mia solitudine da caldi venti che soffiano nella mia mente,
colorati respiri, gioia, passione.
Cala la notte,
confine tetro di un'amabile vita trascorsa all'obbedienza della brutale normalità.
Mi sono salvato da ciò che mi detesta,
mi sono circondato di libertà,
ho imparato a respirare e a vivere.
Ogni dolore è per me gioia,
ogni lacrima dolce poesia,
ogni sguardo una storia.
Mi siedo ed osservo la vita,
sorrido alla libertà che mi sento ardere dentro.
Respiro, vivo.
Mi lascio consolare dalla primavera,
immerso nelle verdi distese di pace,
odo le gioie della natura e chiudo gli occhi.
Respiro, vivo.
Contemplo la ricca ed invidiabile vita del cane,
che corre ad ogni suo istinto,
rispettando con straordinaria serietà il dono della libera esistenza.
Respiro, vivo.
È facile incolpare il fato,
la bestia degli inferi, dio.
L'uomo stolto vuole dare il torto all'altro;
riuscirà mai a capire
che l'mondo gira per sua mano?!
Quale demone?
Il male è lui che decide di ferire le creature.
Gli imperatori non entrano
nelle faccende dell'uomo,
quindi smettete di mentirvi
e ammettete che avete deciso il male,
perché è dentro di voi.
la bestia degli inferi, dio.
L'uomo stolto vuole dare il torto all'altro;
riuscirà mai a capire
che l'mondo gira per sua mano?!
Quale demone?
Il male è lui che decide di ferire le creature.
Gli imperatori non entrano
nelle faccende dell'uomo,
quindi smettete di mentirvi
e ammettete che avete deciso il male,
perché è dentro di voi.

Le parole, sono come sassi quando offendono o criticano.
Le parole , sono come sassi quando le usi per spargere cattiveria.
Le parole , invece quando sono dolci diventano fiori.
Le parole, impariamo ad usarle nel modo giusto, per dare amore e pace.
Le parole, impariamo ad usarle per consolare e rispettare, il nostro cuore sara' pieno di armonia e di tanta allegria.
Sulla due, nel metrò di Milano
tra Lambrate e Loreto
c'è un bambino che suona il violino
e una bambina, che per un soldino
ogni giorno mi portano in giro
in un posto diverso nel mondo.
Ho chiesto alla bimba
se fosse gitana o romena;
" non so - mi ha risposto -
io sono di Fino Mornasco
e anche il mio fratellino!"
Ora so che il violino che suona
sulla due nel metrò di Milano
è un violino italiano.
tra Lambrate e Loreto
c'è un bambino che suona il violino
e una bambina, che per un soldino
ogni giorno mi portano in giro
in un posto diverso nel mondo.
Ho chiesto alla bimba
se fosse gitana o romena;
" non so - mi ha risposto -
io sono di Fino Mornasco
e anche il mio fratellino!"
Ora so che il violino che suona
sulla due nel metrò di Milano
è un violino italiano.
Che la mia vita sia
un’esecuzione di musica classica:
il pubblico attenda
che entri l’orchestra,
il direttore
un gesto
il fremito!
Palpiti il cuore
il timpano anche.
I violini dilettino l’orecchio
coi loro mezzi celesti.
Squillino le trombe,
preparino l’assalto!
Seguano i flauti,
elevino l’animo
oltre la cupola celeste.
Il pubblico attenda,
torni in fine
il silenzio
ineffabile
da cui tutto fu
soffiato.
un’esecuzione di musica classica:
il pubblico attenda
che entri l’orchestra,
il direttore
un gesto
il fremito!
Palpiti il cuore
il timpano anche.
I violini dilettino l’orecchio
coi loro mezzi celesti.
Squillino le trombe,
preparino l’assalto!
Seguano i flauti,
elevino l’animo
oltre la cupola celeste.
Il pubblico attenda,
torni in fine
il silenzio
ineffabile
da cui tutto fu
soffiato.






