Grida il tuo dolore
fertile, arida, amata Terra;
antica e sempiterna
madre e matrigna,
altruista e incompresa,
sfregiata alle radici
nel corpo e nell'anima:

la tua ribellione è giunta!

Alza la voce ora
senza colpo ferire,
vivi con l'umanità che sfami
l'armonia del Creato;
che l'uomo sia
riconoscente e degno
della tua benevolenza.
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Profilo Autore: Sergio Camellini  

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Agosto se ne va
già nell'aria si sente
il vicino settembre.
La luce è più soffusa
l'aria si fa più mite.

La vigna è piena e fiera.
Le foglie sono tristi
perchè stan per morire.
Radioso invece è il bosco
che mostra i suoi colori
e offre a chi ne vuole
funghi, castagne e more.

Si affrettano a stivare
le previde formiche.
Negli alberi gli uccelli 
parlano di emigrare.
Pronte sono le tane
di chi dovrà dormire.

La terra assiste placida
a queste attività
perchè sfruttata e stanca
a riposare andrà
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Profilo Autore: maria fontana cito  

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Percorro un sentiero
coperto da foglie
cadute dagli alberi,
il freddo e il vento
le hanno strappate.

Si sbriciolano
sotto le scarpe,
uno strano rumore
mi insospettisce,
risalgo il sentiero.

Intravedo attraverso
gli alberi spogli
un piccolo ruscello,
ai lati l’acqua ghiacciata,
nel centro scorre velocemente.

Il letto del ruscello è coperto
da sassi bianchi luminosi,
il rumore si trasforma in suono,
dell’acqua
che scorre.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Un alito di vento e uno starnuto improvviso

ecco che l'autunno è pronto a guardarmi inviso.

Nuvole grigie sin dal mattin s'avvicendano

e ridono, piangono, creano spettacolo tanto umano

con forme strane e bambini che ti tengono per mano.

Nell'alba tranquilla s'ode qualcuno che spara,

v'è il cacciator che il fucile imbraccia e, sorte amara,

preda cade nella buia radura nostrana.

Per le vie del paese d'una domenica pomeriggio,

sentendo l'odor di caldarroste al fuoco,

dimentico quasi d'improvviso il cielo grigio

e non penso più a quella preda, in quell'istante, da poco.

Sento che la stagione grigia dell'autunno è arrivata,

coi suoi lati oscuri e l'odor della sua beltà s'è rinata

in un paesaggio che per tre mesi, da questo momento,

farà intristire qualcuno, ma talun renderà contento

del profumo d'un autunno da assaporare,

trascorrendo liete serate davanti al focolare.

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Profilo Autore: Maurizio Vecchi  

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C'era il sole fra i cespugli
spostati di curiosità
attraente come amore
stranezza, in tanto scalpore
invadente, come superba
le braccia punte da rovi silenti
che con il loro sanguinare
rallentavano, delle gemme
l'attesa della pioggia nel cadere

C'erano fiori dalle forme d'orchidea
fiamme di cristalline sfere
come da bere
scie disegnate
quasi stelle copiate

Sotto secche foglie
il prato salvato
dal passar di elefanti
trascinar di negligenti

Lascio i rami al loro stare
tardi soppeso
questo mio calpestare

I fiori raccolti calpestando un prato
non sono la bellezza che aspettavo
un desiderio appagato

Ritorno sul sentiero con questo pensiero

la natura non fa niente per niente

non era giusto cogliere quei fiori
solo per farli vedere
ad altra gente



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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Un colibrì fra le mani, frullio d'ali
colori come giroscopio
caduto dal cielo
miracolo raccolto
bucando l'attenzione, con la dimensione senza rilievo
inebriato dal suo succhiare
avvolto in luccicanti semi
lontano dal timore, d'istinto guidato
Arrivato con sospetto
gettato nella frenesia sconosciuta ai simili
circospetto negli  interrogativi
nel roteare continuo
Bellezza senza voce, di foglie grondanti, felci giganti
acqua senza fiume
sguardi nascosti
alfabeto Morse di versi
Dormono sospese civili conpagnie
al timore del buio più totale
della notte non normale
Fumo sopra le chiome
nuvole più vicine
terra più lontana
freddo bagnato da fumar sui fili tesi
Dispetti di qualche scimmia, ragnatele a lenzuolo
fiori e frutta da non avvicinare
Il colibrì è scattato nel vuoto
seguendo i raggi penetranti del sole ancora alto
per avidità del cibo
la paura di qualche pappagallo
Le mani sono vuote, non ancora appagate
pronte a conoscere, toccare nuove gemme
forse nuovi giorni
in questo aggrovigliato
Amazzonico paradiso.
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Assaporando l'uva raccolta fra le mani rosse d'insetti ammaliatrici si respira il fervore lavoratore del ritorno in patria trascorsa l'estate Ceste e carri con velocità tengono i ritmi annullando l'esistenza di orologi buttati al calar del buio giunto prima di quando atteso prima di distendere corpi e pensieri dedicati alla notte al suo ristoro Profumo di mosto, ribollire di tini il cocker interessato un po' brillo negli occhi lecca le spine, accovacciato vicino Si aspetta il mattino fra previsioni discordi la luce lenta dell'alzarsi l'odore del caffè di una torta appena bruciacchiata I sentori non levigano non hanno ragione l'attesa del languido lieve letargo che il tempo porterà trasformerà in ricordo questo giorno solo un piacevole trascorso passato imbevuto di felici calici.
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Saltella e corre
rincorsa, impaurita
l'emozione dei luoghi
bianchi natura
limpidi vetri a ragnatela
disordinati
barcollanti venti
cocenti vie
Fichi d'India fra gli arbusti
abbandonati dall'acqua
impolverati dalla calce
che le case assorbono
fra grasse piante
azzurre ringhiere
Effluvi di salsedine, pesce
sabbia cotta
incrostano il paese
i capelli
la pelle
Stridenti versi di gabbiani sazi
ammarano al porto
nei cerchi dove il giocoliere sole
termina sbadigli
prima di scaldare
il respiro della luna
Fra gli ulivi e l'uva si placano i riposi
le pause ritrovate
la calma, nell'ambizioso vivere
Il cuore rallenta, senza ricordo
affidandosi al mare battente
sui faraglioni modellati
lasciando in dote
gli affanni
le corse
tutto il galleggiare  
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Brezza con voce suadente a scuoter le piante,

batton le foglie come mani protese al plaudo

e più forte si agitano a sembrar acqua scrosciante.

Profumi… d’estate calante,

tra rivoli e fossi di una campagna fiorente,

che dolcemente infrange

il cuore dormiente.

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Profilo Autore: Carlo P.  

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Sarà per questo sole si splendente

che scalda fino a divenir bollente,

nasce ad oriente al fare del mattino,

ad occidente muore…è il suo destino.



Sarà perché nascendo già ben sa

d’illuminare terra e ogni sua beltà,

pur non avendo vita lunga alcuna

sa di lasciare il posto alla luna.



Luna che s’alza con le luci accese

perché essa è una Luna calabrese.

Non è diversa e solo un po’ sorniona.

Non parla ma canti d’amor intona.



E il mar che specchia sua bellezza

danzar fa l’onda come una carezza.

Dal suo profondo nasce l’ippocampo

se tu l’ascolti poi non hai più scampo.



Spiagge dorate, rupi e rocce dure

senza scordar migliaia d’insenature,

sono cornice alla sua natura

fatta soltanto di bellezza pura.



Terra di sole, mare e poesia

per questo  voglio decantar la terra mia.

Della bellezza non siatene sorpresi

sol perché a dirlo siam noi : i Calabresi.
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Profilo Autore: Bronson  

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Ne lo giardino
non sento l'usignolo.
Vizzo il roseto!
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Fuma Luglio
in fondo a corridoi africani
sabbiosi
distese senza ventagli
il sole insegna
il giorno egiziano sarà per altri mesi
Le notti sono una fessura
i lapilli coprono i respiri
l'aria corrente
bizzarra come sempre
manca nel sollievo
Luglio
piramidi abitate
da corpi nudi affaticati
per alcuni, ultimi ripari
dalle tende carnevalesche
dai balconi di natura secca
senza rimedi
senza ristoro
La terra folgorata
inspira gradi da liquefarsi
segnano il catrame poche scarpe, alcune ruote
flettono esausti i muscoli 
il loro direttore

lanciando occhiate ai cambi di luce sulle case
di rabdomanti improvvisati

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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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                   Vicino al muro della serranda

                  lento come il tiepido scivolante vespro

                  ti sistemi appiccicandoti come un sigillo

                  sul cementizio piatto scranno

                  senza badare ove mettere piedi o testa.

                  Baci la superficie avidamente

                  con zampette francobollate sulla presa

                  ingannando le newtoniane forze

                  invertite nel sottosopra

                  che tu solo hai deciso.

                  La luce attira le prede e te

                  che velocissimo smorzi il ronzio petulante

                  di falene e zanzare ignare

                  nel silente agguato teso all'ombra

                  artificiale

                  d'una stasi crepuscolare.

                  IL tuo corpo tatuato sul grigio dell'intonaco

                  con lui sembra involontario sposarsi

                  condividendo il movimento del colore

                  che lento segue il silenzio della notte.

                  All'alba,

                  l'aurora veloce ti sfratta

                  dalla gabbia del  vivere in attesa

                  verso una fessura nera tra le tegole

                  dove dormirai sognando la sera seguente

                  mentre mi pento della mia scelleratezza

                  d'averti finora schifato per apparente bruttezza.



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Profilo Autore: alsemer  

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Non la indosso mai

questa calda stagione

la guardo solamente

 

lì, aspetta da qualche parte

la mia voglia di camminare

d'immergermi

nell'appiccicoso labirinto

 

C'è il sole

ansimo per la notte

non ho il permesso d'interrogarmi

su altro

 

Prima di alzarsi

le mie spalle attendono

che il respirto si liberi

che l'aria rinfreschi

che i pensieri ritornino leggeri

 

 

insieme alle previsoni metereologiche

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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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                  Guardarti
                  cielo sovrastante
                  oscuro d'infinito m'intingo
                  nel calamaio di stelle sparse
                  velate talora dalla carta assorbente
                  di nuvole scivolanti
                  e scrivo e scrivo
                  con la mente sperduta
                  e col pennino del pensiero
                  brividi puntiformi di luce
                  che nel sangue si sciolgono
                  come scialuppe di salvataggio
                  d'un nero immenso cosiddetto celestiale
                  che mi strangola di meraviglia siderale.
 
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Profilo Autore: alsemer  

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