Lasciamo alle spalle il passato,
si riparte , si ricomincia.
Il nome di un Dio romano,
che ha con se due care frecce,
orientate tra passato e futuro,
tu Gennaio porti.
E pensa un po’, sarà il caso?
Tu pur nasci quando,
altre due frecce,
quelle che segnano
l’inesorabile scorrere del tempo,
nella notte, si toccano perfette.
Gennaio giungi a noi,
invitandoci al silenzioso e
dolce riposo, alla calma dei sensi,
stato ideale per i profondi pensieri.
Tempo di vera meditazione,
di saggia riflessione,
su di un anno appena andato
e su valenti e colti progetti,
per i nuovi giorni, se pur misteriosi,
che il futuro per noi riserverà.
La quiete circostante tutto
assopisce e riposa.
Solo il vento s’ode ansare,
tra i rami ormai spogli, freddi,
che puntano al cielo.
L’eroe passerotto, in cerca di cibo,
battendo le ali si spinge
fin su ai davanzali,
mentre il piccolo e timido scricciolo,
da una siepe innevata, fa capolino.
Altro suono non v’è,
non versi di uccelli,
ne mosche o libellule, nessun volo,
nell’aria ormai fresca e pulita.
Un cielo plumbeo, presagio
di pioggia, neve e gelo,
e la terra, coperta tutta
da un leggero e bianco tappeto,
protegge i suoi viventi semi,
attendendo, della donzella
fiorita e profumata, il suo dolce ritorno,
che col suo tepore, farà germogliare,
d’un tenerissimo verde,
le tante pianticelle.
si riparte , si ricomincia.
Il nome di un Dio romano,
che ha con se due care frecce,
orientate tra passato e futuro,
tu Gennaio porti.
E pensa un po’, sarà il caso?
Tu pur nasci quando,
altre due frecce,
quelle che segnano
l’inesorabile scorrere del tempo,
nella notte, si toccano perfette.
Gennaio giungi a noi,
invitandoci al silenzioso e
dolce riposo, alla calma dei sensi,
stato ideale per i profondi pensieri.
Tempo di vera meditazione,
di saggia riflessione,
su di un anno appena andato
e su valenti e colti progetti,
per i nuovi giorni, se pur misteriosi,
che il futuro per noi riserverà.
La quiete circostante tutto
assopisce e riposa.
Solo il vento s’ode ansare,
tra i rami ormai spogli, freddi,
che puntano al cielo.
L’eroe passerotto, in cerca di cibo,
battendo le ali si spinge
fin su ai davanzali,
mentre il piccolo e timido scricciolo,
da una siepe innevata, fa capolino.
Altro suono non v’è,
non versi di uccelli,
ne mosche o libellule, nessun volo,
nell’aria ormai fresca e pulita.
Un cielo plumbeo, presagio
di pioggia, neve e gelo,
e la terra, coperta tutta
da un leggero e bianco tappeto,
protegge i suoi viventi semi,
attendendo, della donzella
fiorita e profumata, il suo dolce ritorno,
che col suo tepore, farà germogliare,
d’un tenerissimo verde,
le tante pianticelle.

Commenti
che scacciamo parlando di questo mese tirando un pò il filo, così da giungere subito alla sospirata primavera.
Dài, godiamoci un pò questa pausa di silenzio, saremo pronti e pimpanti per la prossima stagione.
Ciao carissima... ^-^