le note volano via
e mi sono ritrovo da sola.
per affollare i pensieri.
dire è finita
ascoltando il rumore del silenzio
l'anima vola lontana
nei pensieri che urlano.
immaginando quel leggero fascio di luce
che mi avvolge,
cammino sospesa nell'aria
dentro la luce
senza toccare la mente
momenti in cui la mente...
Non esiste
penso alla mia vita,
penso che rifarei tutto,
anche gli errori
che mi hanno fatta crescere
piangere e cambiare.
dove dico addio...
ieri, oggi, domani, sempre
di quello che sono e che sarò
o che sarò diventato
sono l'uomo e la donna in divenire
sono l'attimo presente
sono il qui e ora
e sono l'eternità di sempre.
Secondo dopo secondo
ritorno sempre primo
comincio con le news il ritmo del mattino
io sono il tempo sulle tue tempie
il bimbo di ieri
l'uomo di oggi
il vecchio che sarò
orologi stinti su vecchi comò
quasar e lampi magnetici
fulmicotone
sono la tua, la mia generazione
sono Carosello, sono il Pianeta Papalla
la Carmencita, John Travolta che balla
sono forse un Medioevo precoce
dove quasi più nessuno ha la sua voce?
Bisogna urlare allora per farsi sentire
in questa giungla di rumori...
E canto e danzo con disperata allegria
"La vie en rose" di e con Grace Jones.
ora penso, ma penso per altri.
Stanca mente ricolma di nozioni,
stanca mente sola nel tempo,
nell'evolversi dei tempi.
Vivo fra gli altri e con gli altri,
odio, dolore e amore
sono le vie inconsce
per le menti altrui.
E vagare nel loro pensiero
senza trovare che disperazione,
il vuoto del nulla non ha alcun amico,
se non la pazzia e la mente sola.
La mente è la vita,
il pensiero che scorre:
come l'acqua dei fiumi soggetti alle piene
invade gli altrui terreni
per nutrire altre terre
e da esse trovare un senso di vita
attraverso la vita.
Le lacrime dei poeti
non possono morire
asciugate dal vento
o accartocciate
fra le pieghe della pelle.
Le lacrime dei poeti
non possono morire;
sono stille di ghiaccio
che il calore della passione
scioglie su fogli bianchi di farfalle.
Le lacrime dei poeti
non possono morire;
sono l'inchiostro
dell’anima
che si libra leggera
nel vortice delle emozioni.
Le lacrime dei poeti
non possono morire
quando graffiano la pietra
con il soffio delle parole.
Sogno di dipingere
le storie infinite dei giorni
che passano,
i volti sconosciuti
che mi sfiorano ogni giorno.
Sogno di dipingere i sorrisi dell’infanzia e i
profumi della terra calpestata
e le onde del mare all’orizzonte.
Sogno di dipingere lo sguardo di mio padre
quel giorno lontano.
Sogno di dipingere i colori della vita
e le correnti dei fiumi
che trascinano
impetuose
le stelle
della notte.
in prima linea,
Basta,
me ne vado via.
Non è una resa ma
desiderio acuto
di solitudine.
Sola con me,
far chiarezza
a dubbi, confusione.
Cercarti senza sapere
ancora chi sei...
Voler essere piccolo,
quasi invisibile,
come la coccinella,
il fiordaliso,
il pettirosso.
Secerne un succo di prigionia
- acido -
questo silenzio dentro me.
Immerso in schiume di vita,
una volta mi parlavo più spesso
senza guardar dalla finestra il fuori.
Non ascoltavo i sospiri dei vecchi
o gli schiamazzi di chi pensava
che i vecchi non esistevano.
Dovrei rivisitarmi con cura,
spazzolare i persistenti dubbi,
ripianare zolle mai coltivate,
accendere luci nascoste.
E guardar dalla finestra il fuori,
ascoltare i sospiri dei vecchi
o gli schiamazzi di chi pensa
che i vecchi non esistono.
(Al tempo del coronavirus)
Tra le mani il niente
se non la speranza
di gocce frammentate
sgorgate dalla sapienza
e da assimilati tomi
di qualche romito vate
che dall’alto dell’olimpo
sputa sentenze
restando a debita distanza.
A loro la priorità
del diritto alla parola
e a noi poveri artigiani
l'illusione della parvenza
che tutto debba finire
così come è cominciato.
Non prendete atto
di queste mie parole
sono solo lo sfogo
e non la pretesa di un richiamo
per l’incontrollata paura
di quello che ci vive intorno.
La paura del subdolo
è la peggiore
lo è da sempre stata.
Allora non resta
che impadronirci di quel tempo
dando voce alla resilienza
per rinascere migliori.
Ridi ridi ironico pagliaccio
col tuo vestito dai mille colori:
d’improvviso il tuo viso di ghiaccio
e fai ammutolir tutti i signori.
Fai divertir grandi e piccini
con le tue smorfie, i salti, le moine:
si divertono un mondo i bambini
tra balzi mimiche e canzoncine.
Piange piange il mesto pagliaccio,
una lacrima scende sul cerone:
dal viso al pianto, rimane di ghiaccio
in un attimo cambia l’espressione:
Simbolo della gioia e del dolore,
Specchi delineano i percorsi
di noi, raccolti e mascherati:
nel nostro guscio assaporiamo morsi
d’esistenza,giammai appagati.
Disegniamo sulla lavagna
della mente figure universali
e il tragitto che ci accompagna
alla meta, in un batter d’ali.
I disegni tracciati e scolpiti
in noi, originali architetti
di sogni e aneliti mai sopiti
di amarezze e dolori che non t’aspetti.
La geometria della vita
così veloce e fugace
come uno schioccar di dita
tra frastuono e pace.
Verso l’agognata meta
di ragione e istinto
scriviamo una storia segreta
con parole o con un dipinto.
Riesco a sentire i tuoi pensieri
crepitare col camino,
e ti sento che mi leggi (dentro)
mentre ti rilassi sul divano
con un bicchiere di vino.
Fuori dalla finestra un uccelletto
raccoglie i tuoi pensieri.
Si posa sul bracciolo,
e la mia sedia torna a dondolare.
Sulla tristezza di ieri.
Ora
lascio scorrere
piano la mia vita
così come scorre piano
l’acqua di un ruscello
priva di quell’ansia
di raggiungere il mare
che mi può portare
alla deriva
come c’è scritto
nel mio passato
e sulle bianche ali
di un gabbiano impaurito.
Non ci sarà veliero
e sentimento
che mi potrà
portare al largo
restando qui
all’approdo
del mio scorrere lento
ad aspettare l’onda
che lascio infrangere
sugli scogli
così come si infrangono
i pensieri
che solo il vento
porterà lontano.
Se fossi vento sfiorerei le
labbra al mondo, ponendovi parole buone.
Se fossi cielo avrei volato sul
deltaplano a salutar ogni vivente.
Se fossi mare, vi adagerei sull'onda
ad attraversar i mari del mondo.
Se fossi terra, seminerei i campi
di orchidee e magnolie per
profumar l'aria.
Se fossi “Eolo” soffierei
sulle corolle dei fiori e
di petali tappezzerei le strade.
Se fossi il cuore del mondo
ogni mattino vi donerei il bacio del buongiorno!
Se fossi amor ad estensione inimmaginabile
e non un sogno a svanir al risveglio
avrei dato pace al vento,
al cielo, al mare e avrei creato
barriere difensive per
scongiurar ogni pericolo.
Se fossi stata seme di pace e
di misericordia
avrei fatto nascer l'amor mondiale,
seme ad attecchir per cielo, terra e mare.








