Aleggia nella tarda ora
Più di dentro
Il sonno diluito e finito, fuori dai rumori del giorno
Più di dentro
Un velo d amaro ormai pelle
Più di dentro
mano di vecchio, mi nascondo
agli occhi, e ritrovo la linfa
che scorreva nel tepore dell'infanzia.
Mi fa da scudo alle insidie
del mondo in declino.
Mi accarezza come unguento
che risana, e ritrovo i volti
che erano appoggio.
Quante mancanze a questo cuore,
che stride nel petto,
quanti ricordi che velano gli occhi,
e so che non torneranno a sorridere
intonando un canto.
Il diciannove luglio
Di un anno qualunque
Non ricordo nulla
Ho perso tempo
A inseguire la fragilità
Della mia vita
Dentro tanti
Specchi d'acqua
Donne e ragioni
Hanno tradito sentimenti
Sono caduto nell'anima
Della sofferenza
Ho visto la fine
Di ogni speranza
Qualcuno mi ha detto
Che non servono certezze
Che non servo a niente
Non gli ho creduto
Ho seguito i passi
Del diavolo nell'ombra
Ho urlato il suo nome
Per amare
Per non soffrire
Per parlare
Per non morire
Per essere
Per non sparire
Ho spiegato le ali
Per volare verso i limiti
Di questa realtà
Tra il giorno e la notte
La luce e il buio
Quando faccio l'amore
Nessuno mi può sentire.
Quanta abitudine in questa vita
il caffè caldo che ha tolto il sonno al letto rifatto ,
inamidato , arruffato, morbido , pieno di sogni .
Si fa l’abitudine a tutto.
Mi accoglie l’alba in cucina seduta ,
mentre tutto prende posto ,
attraversa le finestre ,le pareti , le vie , i campi d’ombra che luccicano d’oro ,
in realtà è una sana abitudine l’ora in cui tutti dormono o quasi .
insegna che il giorno nonostante tutto
diventa cammino per chi parte e chi resta.
Marzo nei giorni di Aprile ,
gli anni che cambiano le carezze del tempo
quanto mi appassiona “ io” e le mie abitudini raccolte
tutti i pensieri che sono .
Questa notte
Potrei brillare
Come una stella
Scrivere
Versi coraggiosi
Urlando al vuoto
Che la vita è bella...
Con un solo bacio
Mi sentirei un uomo
E non l'ombra
Di un essere immorale
Che ha timore
Di parlare...
Con un solo bacio
Potrei scandire il tempo
Nella cattedrale
Dei desideri angusti
Sentire la differenza
Dei miei gusti
Senza essere costretto
A ingoiare
La solita storia
Dello stupido incompreso...
Con un solo bacio
Un solo bacio
Soltanto un bacio.

Si stria l'alba
sulla carta, troverò loro posto in una silloge dal titolo Pensiero notturno)

Il mobile con le ante

Posa
(Quando un dì questi versi spiccheranno il volo da inchiostro e profumo di grafite sulla
carta, troverò loro posto in una silloge dal titolo Non è del tórdo ostentar ‘l suo briciolo)
Una voce rimbomba
Il richiamo
Di una donna iraconda
Un infimo pensiero
Appeso al chiodo
Di un vano sentiero
Sorrisi e drammi
Nel tepore che attende
Un'altra primavera
La luce
Mi costringe al silenzio
Allontanandomi
Dalla speranza di un bacio.
tesse parole come pregiati fili d’oro, imprimendo il suo ingegno
sulle nivee pagine del tempo,
creando, con rinvigorente acume, trame che sfociano dalla mente, riflettendo l’essenza stessa dell’esistenza, in tutte le sue epoche, vissuta con sapidità di cuore!
Ogni frase è un soffio di vita
che accarezza l’anima,
nel brivido che avvolge e travolge. Ogni metafora è un battito universale del cuore, pregno di raffinata sensibilità, che attraversa
la fantasia nella realtà.
Ogni storia è fragranza d’emozione nei sospiri di lacrime e sorrisi,
nei quadrivi che originano
nuovi intriganti grovigli da districare.
Il suo naturale bernoccolo
è un inestimabile diadema che,
come una gemma rara,
brilla di luce propria!
Ad un autentico letterato,
alcuna importanza pone
sotto ai riflettori del giudizio altrui,
il frutto della sua passione,
spesso ruvidamente offuscato
da ispidi occhi incapaci
di vedere oltre la superficie,
incapaci di tuffarsi nella profondità delle sue percezioni!
Il suo forbito stile
è un universo inesplorato,
un cosmo di significati
che attende solo di essere scoperto!
Valorizzare uno scrittore
significa riconoscere la sacralità
del suo atto creativo e baldanzoso,
in tutte le sue sfumature,
un gesto che approda
nel coraggio che sfida il tempo
e le convenzioni,
portando armoniosamente
alla luce, dolci lodi,
ornate verità fiorite, da celebrare, cogliendo bellezze nascoste
da esaltare e sfoggiare
con blando orgoglio,
quella avvincente miscellanea
da onorare con propensione.
in silenzio al crepuscolo,
sotto gli occhi del tenero sole.
Sono flebile alito di tempo
che intona la mia nuda essenza,
tra i meandri dei miei anni.
Sono tenace speme
tra le mani di chi mi accoglie,
come ancora di salvezza.
Sono maledizione e benedizione
nell'attraversare i giorni della ressa,
guardandomi senza paura negli occhi.
Sono lacrime vissute
nei fondali delle sconfitte,
dopo manrovesci che fucilano.
Sono emozione che s'inebria
sul davanzale della vita,
nei respiri tra illusioni e realtà.
Sono dedalo nelle partite
più ardenti sul tavolo del fato,
mentre sudo l'agognata vittoria.
Sono scandalo su bocca di uomo
nella sua ceca prepotenza ignorante,
sfigurando labile la mia immagine.
Sono poema d'amore nella primavera
del cuore innamorato, nella veemenza
che toglie il fiato nelle corde dei baci.
Sono le quattro stagioni che temprano
i bagagli del mio vascello lungo la via,
nei quattro venti che mi creano.
Sono il tuo vestito che nasconde,
ciò che sotto le spoglie di uomo
non t'appartiene completamente.
Sono frammenti di mosaico
in continuo ricomporsi in inverno,
ed estate, autunno e primavera.
Sono madre per natura e latte per il suo pargolo, tra le braccia
della provvidenza per scelta.
Sono la geisha che ti ammalia
nell'arte della seduzione, tra perle
e piume nella seta che ti avvolge.
Sono e ancora io sono sempre
nelle mie infinite sfumature
anche quando non vuoi, perché,
sono un'anima che si rigenera
in generazioni e generazioni.
Chiamami, chiamami a squarciagola
e ti camminerò accanto,
saprò starti vicino, poiché,
il mio nome è Donna.
sulla fresca erba del mattin
colma di fulgente rugiada
confidato nei tuoi verdi occhi,
che brillano di speranza
quando son pieni
di dolci lacrime.
Innocente letto ove stendere
ogni viva emozione
accanto ai tuoi desideri,
integerrimo giardino
dal profumo di pulito
nel tenero dei tuoi primi anni
dove ogni malizia
non è ancora fiorita
intingendola di giallo e viola
quel prato con la mano dell’errore,
dove il rosso delle forti emozioni
stonano profondamente
col chiaro pastello dei tuoi
gentili sentimenti,
quando semplicemente
il tuo motivato sguardo
rivolto nell’azzurro del cielo
contempla tra le avvolgenti braccia
dell’amore di una mamma
che trasognante
non vede altro che
il suo futuro, quel futuro che
attraverso gli occhi di suo figlio,
dolce fanciullo ignaro
attende il suo domani
custodito sotto quel coltre d’amore
che mai il tempo avrà
braccio di baronia
per sgualcire il magico legame
di una madre con suo figlio,
quando ratificato col sigillo
di adorata predilezione.
di giorno, di sera.
Si nasce d'inverno,
a primavera.
Si nasce e vivendo
si spera...
di stare al mondo
una vita intera.
Senza pensare
a come va,
a come viene,
a come si vuole,
a come conviene.
Si nasce sperando
che un tempo mite
e incline
ci porti naturalmente
fino alla fine.
Come natura vuole,
come Dio comanda,
col passare del tempo
appassisce la pianta:
in autunno l'albero
si spoglia
e dall'albero
cade la foglia.
Esili e gracili fiori
appena nati,
vengono con violenza
recisi dai prati.
Uomini privi
di criterio e vili,
seminano panico
imbracciando fucili.
Non v'è più vita,
non v'è più buona sorte...
soltanto pietre,
fra le piante morte.
Desolate immagini
di terra bruciata,
erosa dal fuoco
e alla vita strappata.
Quando il sole s'alza
in cerca di nuovi nati
sbirciando dall'alto...
non trova né fiori, né prati,
ma solo terreni tristi,
arsi, bruciati
e tanti, troppi...
rami spezzati.
La foresta sterminata
di carnosi tronchi
Voci proclamano il loro io diverso
superiore
Diversi nei fiori, uguali nelle radici
da indecisi, sparsi, semi gettati
Più delle acque appoggiate sui mari
traspaiono ingannevoli intrecciate e garbate emozioni
Dal nascere, nel crescere, nell'essere
Incapace potenza
Nulla importanza
Finchè arrivar alla fine, non li redima






