anno ci saluterà, un anno dove
lacrime tante hanno rigato i visi,
dove il dolore ha preso il
sopravvento dove la gioia ha
faticato.
a entrare dentro.
Donne e bambini trattati senza amore
sofferenza ha invaso la terra, un anno
di incredibile follia respiro affannoso
nella via .
Quando il cuore piange è come se il
mondo gioisce, tutto intorno questo
anno ha sempre provocato dolore ,
stanchezza e tristezza si sono.presi per
mano in questo anno sempre giudicato
C’è un cantuccio
appartato dentro di me
che tutto acquieta.
Forte nave
di semine e raccolti,
paure da colorare,
mani vuote da riempire ,
occhi da specchiare,
canti da mitigare e poesie cariche
da leggere
e il sonno accompagnare.
È ora di recidere il filo invisibile
dai nodi costanti.
Tagliare, bandire, cambiare.
È tempo di tornare a vivere.
Chiamo il vento, a ripulire I pensieri
insieme ad acqua di cascate armoniose
per eliminare I veleni.
Madre terra, complice di magia
i miei desideri per sempre, sostieni.
Indomabile fuoco,combatti I sentimenti più oscuri.
Io un tempo, forse apparentemente strega
ma mai fui solo, un'immagine riflessa.
Un giorno, caduta nell'abisso obliquo
e poi rinata.
Dagli elementi universali,battezzata.
Non ho più dolore
non ho più rancore.
Questo,adesso è il tempo
di ergere il mio tempio ed il mio ruolo
e manifestare, ogni mio intento.
Quando ho permesso alle mie emozioni
di vincersi il loro spazio
ho perso ogni ragione lucida,
scavando fossati attorno a me,
pieni di mostri orripilanti,
spaventati e pericolosi,
irraggiungibili.
Quando ho deciso di permettere alle mie emozioni
di prendere possesso di me,
ho vinto la più sola e dolce delle sconfitte.
E se in ogni viale, in ogni muro,
nei filari arrugginiti stesi al sole , c'è il tuo conforto .
E se nei ricordi dei tizzoni accesi ,
nei sassolini piatti non troppo leggeri,
non troppo pesanti,
nelle caselle irregolari bianche e polverose di gessetto
che avvolgevano pochi metri di selciato,
c'è la mia infanzia .
E se nelle pettinature composte delle signorine ,
nel cielo stellato come un pezzo di cartone,
nei: “ un , due , tre stella “ che carezzavano le mani ,
c'è la nostalgia .
C’è sempre un silenzio imperfetto di parole
che sempre torna a farmi compagnia .
vi è la verità
che si sgretola via
come frammenti di puzzle,
esiguo germoglio
è il suo palpitare
nei lassi dei tempi
dagli ostili eventi,
avvilita senza speranza
di sopravvivere
si corruga alle intemperie
delle menzogne,
che come fiocchi di neve
lentamente scendono
al suolo pregno di probità
nel suo cuore,
seppellendo incatenando
zirli di quei graffi
delle stanche mani
al suo volere ammutolito,
Oh imbelle verità,
monti in sella alla pavidità
cavalcando pusillanime!
Dileguandoti tra le vie,
illustri fievole baldanza
agli iridi degli andirivieni!
Disperdi dignità
sui sassi del tragitto
tra le lacrime di cicatrici
che in bisaccia raccogli
per dissetare la tua doglianza,
ti lascerai perire
sotto le ali del vittimismo,
poiché è più facile annullarti
che continuare
a preponderare orgogliosa
le tue ragioni in una élite
sagomate di fumo e fuoco
su ciocchi di abete,
dalla pelle di fuliggine
e dalle vesti di aria,
Fuggi lontano o verità delusa,
deponendo l'ascia
sul tuo grembo partoriente
di sfacelo per allattarlo
nei suoi lamenti!
Demotivate ormai
son le tue parole,
pugno di mosche al vento
in arbitrio in aura priva di vita,
una dignità ammalata
coinvolta nel grande turbine
della rassegnazione
a estirparla come fola mentecatta.
è come un germe infante
piantato nella terra dell'anima,
germoglia silente come delicato fiore
dai suoi gracili petali vellutati
alla pelle percettibile!
Autentica la bontà
si apre nei suoi sorrisi più sinceri
ai raggi del sole nella vita
nonostante riluce
con le sue lacrime di rugiada
cadute dalle foschie
sulla costa delle controversie.
Solo quando consapevole
del suo olezzo,
cresce vigorosa e rigogliosa
come altissimo albero maestoso,
donando i suoi frutti più dolci
gratificando nei riverberi
dei cuori malleabili,
melodie di giustizia alle pupille
che accarezzano il suo sguardo
colmo di brezza d'amore!
Così,con le sue blandizie
la bontà nutre arricchendo
anche noi in ogni angolo
del cuore alacre alla sua voce.
La bontà, come segreto giardino
che mai sfiorisce negli anni
nella sua empirea bellezza
ma si valorizza nelle pieghe
delle sue esperienze,
spiega comprensione
dopo calvari vinti con placidità!
Ma se calpestata
dal piede del violento fato
svellandola dalle sue
candide vesti ricamate in Calais,
certo potrà godere
umiliandola sui selci
dell'arrogante manrovescio
che con protervia
infligge dolore,
ma non potrà mai
privarla del suo puro spirito
a farla vivere in eterno
nell'etere della natura
nell'umanità che vuol amare
in ferace vallea di pace
senza nembi di nefaste oscurità,
vangeli di distruzione
mediante impure entità
chiamate uomini
a scompigliare l'equilibrio
che il feeling del buon senso
traduce in dolce bontà!
La sua dolce essenza
non potrà morire mai
neppure se ignorata a vita.
a un salice piangente
Ha le sue stesse lacrime verdi
e un dolore ripiegato
in qualche modo sulla riva
E il sole, non so come sbiancato, sfiora
saluta una barca che non tornerà
Un quadro sfuocato
Oggi assomiglia tanto a me.
Ho imparato a riaccendere la luce ogni volta che qualcuno mi oscurava l'anima.
Ho imparato a correre a perdifiato ogni volta che misteriose mani han cercato di fermarmi.
Ho imparato a bastarmi
ogni qualvolta chi doveva amarmi ha saputo solo affamarmi.
Illumino da sempre ogni mio passo,cercando, aspettando,
fiduciosa,ma non so più chi,
ne cosa.
al grido d'odio dei Mujaidin
Su quella terra promessa
non resta che la parola: "Pace".
Innumerevoli pianti:
alte grida: fuochi nella notte
di missili e difesa.
Si appendono le nostre cetre
al suono delle armi, così che piangano
i nostri cuori con loro: fratelli lontani.
di un anima perduta,
ritrovo il senso del tempo,
che mi solleva il mento,
e mi fa guardare.
Imponente la roccia mi sovrasta,
ma io non mi sento piccola,
sono arcaica e smarrita,
ma non ho posto le mani,
in panieri nascosti,
so ancora danzare con movenze
aggraziate.
So ritrovare l'ordito
che ha i fili della mia vita,
e nulla toglierà la sorridente
primavera che fiorisce
sulla mia pelle maculata
dal tempo.
l'oscura tentazione...
- Il mondo è dolore:
ma del vino cogliamo
come del frutto proibito
surge anelito
con le sue campane azzure
aspetta il nostro cielo.
Ma nella terra avida dell'acqua
il tempo che scorre
a cui si ribella velle
sempre temendo
del fotogramma
di Mamma che cucina.
Mentre della stirpe borghese
si instaura prostituzione
stacco un altro pezzo secco
di quel velle che risurge
nella poesia: il porto.
Ed ancora clandestino
nella mia nazione
per gli aità che non verran...
che non cerco solo
come di un pettirosso
che non può volar
- non può trovar il modo.
Ed ancora il tempo
che vigila e sorveglia
l'inutilità del tutto
della vita medesima
e di pure ricorda nella vecchiaia
il bagno che non è verità.
Ma solo, un rimpianto all'indietro.
Ed ora è notte: il tempo del sogno
scrivo e mi amorbo di mille veleni
per il silenzio osceno di chi non combatte
combatte chi cambia
come di un otre pieno
il cimbalo dionisiaco espanda
e lugubre a se stesso: domanda.
Immeritato del suo stesso ideale
che volle la passione non distribuir
a se stesso: come di funeree cineree
- vitali: essenze.
come i segreti che fanno paura:
ma non rigirar sopra i sofismi
il demone l'hai scelto
- l'hai scelto: naviga.
C’è una parte di me
che non conosco
che respira senza naso
parla senza voce
vola senza ali.
C’è una parte di me
che non capisco
abita tutti gli angoli del mondo
soffre e piange per ogni dolore interiore
passeggia nelle trappole
sopravvive , si difende ,
scrive per non morire .
C’è una parte di me
ancora bambina
lei saltella, non cammina,
sempre allegra, spensierata,
fatta di latte caldo e
mani di carezze
ha bisogno di certezze
con le sue cinquantaquattro primavere
viaggia leggera
fa cuore
con i tramonti in controluce
affronta le
tempeste
sogna in pace
sospira
desidera
prega .






