Di suoni, di odori e di voci,
delle variazioni della luce
e di ombre in corteo.
Di albe tutte diverse
e dei tramonti visti un’unica volta,
del variabile vento,
dell’odore del latte che esce
dal bricco e che brucia,
dell’amore, magari espresso a fatica,
per i miei cari e non del mio ruolo
di figlio, di padre, di uomo.
Delle notti sudate passate in amore,
di quelle presenti e future
stretto al tuo corpo infinito.
Della polvere accumulata in cammino,
nel procedere per strade diverse,
del cadere e ricadere in simili errori,
dei giochi conclusi e anche di quelli non fatti.
Mi si chiederà conto,
non certo delle molte parole,
non certo dei tanti discorsi,
non certo di mille apparenze.
I tanti perché, i motivi,
l’immagine prestata alla gente
non interessano ai piccoli Dei
nati con il mio primo respiro.
E’ il come che conta
è il come che salva e decide
è il come si vive che vale.
Abner Rossi
15 Settembre 2012


Commenti
cari saluti
Abner
Abner
Bella introspezione,insegna.
Un saluto
Anto