I balli di campagna all’aria aperta
e le ragazze con le guance rosse
come le mani che volano sui campi.
Il fieno fresco, le ginocchia ferite,
i pantaloni corti della festa,
l’insonnia calda dei grandi primi amori
quando tutto festeggia i miei vent’anni.
La vite con le gemme, i primi bocci,
il vento dolce che mescola profumi.
La mia casa, i sogni,
il lavoro che si sposa con il sole,
il gracidar antico delle rane,
l’eterna gioventù del mio torrente.
Il richiamare di vecchie e nuove voci,
Sant’Andrea che chiama per il Vespro.
Un segno della Croce, una preghiera
e poi ancora in corsa dietro al lungo giorno
che sparge intorno tarda primavera.

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