Cielo e mare
Opera da castori
Nella foschia del Nordsee
tra flutti
arginati da quel gigante buono
che lo separò dallo Zuiderzee
s’intravedono all’orizzonte le Frisone
dai possenti cavalli
Dall’opposto lato
l’Ijsselmeer attende in silenzio il ghiaccio
mentre accoglie calmo in un abbraccio
L’Ijssel che da poco ha salutato il Reno
possa guarire
ci son tormenti
che non danno tregua
logorandoti all'infinito
su fili sottili, stesi
e mai guariti nelle anime
rapprese dei cervelli
pensanti di tutte le ore
sbiadite
Sebbene ci si provi
il rimedio non c'è
e passi dal buio del giorno
e della notte, ad immaginare
di salvare, l'universo crollato
È una corda tesa
la porta del silenzio
che spegne ogni pio sorriso
e oscillando tra le chete foglie
si cela in un granello di sole.
La porta del silenzio
è un bambino
perso tra le foto in cornice
e nel cielo che nasconde le stelle
senza lasciar traccia alla via.
La porta del silenzio
è un frutto maturo
che accarezza il palato
è l'essenza della solitudine
che libera dai ferri le caviglie.
Risplenderà il sole
che con le nuvole
ha aperto ferite
sconosciute
Risplenderà con le sue
rotazioni, scrutandoci
oltre l'infinito che passeggia
fra la nebbia ed un'oscurità
assopita. Risplenderà
come non mai, vivendo
nella pace di un'oasi deserta
che si disseterà e non avrà
timore, mentre vedrà tramontare
chi l'ha creata
Quanti ricordi
ci appartengono
quante storie vere
si mettono da parte
misurando il tempo
che brevemente
si consuma inumidendo
nostalgici occhi
fra righe ed ipocrisie
Quanti si lusingano
di riprendersi, raggiungere
il porto più vicino e accantonarlo
quando non gli va, per raggiungerne
uno superlativo, che indossa
una maschera falsa?
i colori seminati
dal verde tuo destino,
dai teneri fiori di campo,
dal tuo sguardo lucido
e il caldo tuo orizzonte.
Non est pecunia-
Affrettarsi di volti alla stazione
in cerca di solidità,
ma vuoto l'essere
si nutre del sottile balenare
di una felicità senza prezzo.
Appari mite, in un angolino
infreddolito, dove vicino
a finestre c'è il cielo
che si chiede, se sopravviverà
se i rumori potranno stonare
e dar spazio alla quiete felice
che non si spaventa, di quel che
accadrà, ad uno oscuro futuro
disarmato senza batticuore
e lame ben affilate, fra luci
nella nebbia calata
insistentemente
se il rimorso non è veritiero
e non si fa sentire con il cuore
che prega arginando i malumori
nel sorriso ritrovato uccidendo
il peccato? Dov'è la purezza
vera, attaccata alle sue teorie
senza rimanere distaccata
dal pensiero traditore, dove
si traveste per non essere riconosciuto
per quello che è, un vero sevitore
del Signore, fratello dell'umanità?
senza sole n’è stelle,
nella strada c’è la nebbia
solo a metà mattina
si dirada.
Fa freddo da cani
senti brividi addosso
e passano i giorni
si fa sempre più inverno.
Sei come un gattino
rimasto fuori di casa
smarrito e indifeso
non può più far le fusa.
Ora il cielo è così
durerà ancora tanto,
sarà ancora più grigio
ed arriverà la neve,
non potrai coccolarti
sei rimasto di pietra
e il tuo cuore è di ghiaccio
solo il sole lo potrà sciogliere.
Ti troverà rannicchiato e stanco
è stata dura aspettare al freddo
ma ormai il peggio sarà passato
tornerai quel gattino
così dolce e grazioso
non vorrai mai più uscire
è così bello far le fusa
e sentirsi coccolato…
Di che Natale moriremo
spina, stella, veleno
Quale Dio scenderà sulla terra
luce, cuore, sostanza
Ho visto Angeli strisciare nella melma
Santi elemosinare una carezza
Ho visto città addobbate a festa
e lacrime condensate
sui vetri della mia finestra
Ho sentito spari di campane
urla di bambini sulle strade
malati di gioia e d'amore
e vecchi seduti ad aspettare
il Do minore, l'alba, il candore
E' forse questa la magia del Natale?
E' questa l'atmosfera
il caldo, la gioia, la nenia?
Se oggi il cielo si colorerà di rosa
questo nero che offusca il mio cuore
volerà oltre l'immaginario
e sarà un altro scenario
dipinto nell'anima di chi crede ancora.
Sottomesso a quale fede
Invochi il perdono e la salvezza?
Chi sancisce il peccato e la vergogna?
Chi delinea la libertà del tuo pensiero?
Chi consola la tua uguaglianza al rango?
Chi sovrasta la vanità del tuo sesso?
Il tuo simile forse?
O la negligenza del tuo canto?
È sempre più brutta ogni giorno di più
Non fa più guardare giornali o tivù
Che senti nell’anima come finita
La gioia di vivere sempre tradita
Da furbi assassini che stanno lassù
Ove il mondo non guardano come quaggiù
Si vive e si muore in eterna sconfitta.
La vita si sta consumando nel nulla
Tristissima vuota nel mare dell’io
Perché dalla grotta dov’era la culla
Vogliamo estraniarci seguendo un pendio
Che porta alla strada divelta e fasulla
Lontano da ciò ch’è l’amore di Dio.








