polvere e fango.
Meditazioni indefinite
s’ annullano nella magnificenza
di una disprezzata penombra.
Solitudine immobile
attraversata da nuvole.
Colori umbratili ed evanescenti
come i toni di un paesaggio
disperso in nostalgici sorrisi.
L’aria è fredda
e il vento sibila
tra le foglie secche,
affastellate in impalpabili paludi.
Rumore di mulinelli
fra mura ingrigite
e scrosci irregolari di pioggia.
Sulle onde fiacche
di un lago diafano,
tra stanchezza di palpebre
e indifferenza di gesti,
si spegne la mia sete di verità.
Fuori dell’uscio di casa
suoni tristi e rabbiosi
avvolgono la disperazione dell’anima
con parole assenti di anonima protesta.
Tamburellano nella mente le parole
mentre i giochi si fanno memoria
tra le carezze che alleviarono il pianto.
E poi l’arroganza, le baldorie della scuola
e il rubar gocce di cioccolato
condite dal primo bacio
al sapor di vita
e sotto la luna l'intesa della carne
che guardava volar i giorni
tra ciel sereni e attimi in tempesta.
E dall’amore fiorì
novella vita
cosi piccina tra le giganti mani
bagnata di felicità in ogni sguardo
e il dolore messo in cornice
di chi caro se ne va.
E ritrovarsi infine
vecchio e solo
nella malinconia che si avventa
girando le spalle allo specchio
sigillando il tempo nei cassetti
cercando invano di non far cader foglia
per non trovarsi chiuso in trappola
a saziarsi di gocce amare di cioccolato
prigioniero del nulla.
soffrono, nell'arsura
di nuvole vicine
a colori
sgargianti che non sono
ma appaiono cosi, come sono
dimostrandosi veri ed incantevoli
sorridendo gentilmente
ad ogni favore che gli fanno
per non apparire abbattuti
nella vita depressa, attorniata
da mosche e zanzare
su fili sospesi
indugiando con prontezza le tue succose prede.
Parole spente traboccano dalle tue tetre fauci ingenti ,
di falsi sorrisi e grani di pregiudizi.
Con foga furbizia canti le lodi del tuo Io,
frantumando le stirpi di ingenui versi .
I tuoi contorti pensieri si tessono come serpi,
sputando veleno su chi non ti decanta.
Piove su questa casa
rimasta vuota
senza cielo.
E le mie mani
cercano ancora di difendersi
da raffiche di vento
venuto da lontano.
Uno schiaffo infinito
m’ha colpito in viso.
Piove così forte
fa rumore il fiume
trasformato in torrente.
Una voragine impazzita
ha trasformato la mia vita.
Ora non c’è più cielo
e la notte la vedo da vicino.
Cammino solo
con questo fischio assordante.
Non mi da pace
vorrei correre lontano
per disperderlo.
Piove ancora…
Quel fiume che era così calmo
scende a valle vertiginosamente.
Come il mio cuore
precipitato in un abisso
di dolore…
oramai è passato.
La spensierata gioventù
mai più ritorna.
Vecchi ricordi di un cuore
a volte ingannato.
Ora i fiori colorano i prati,
le verdi foglie
fanno da cornice,
ad un’estate così fresca
come non lo è mai stata,
poco rimane di un amore
perso nel tempo.
Troppe volte le tue mani
l’han cercato,
volevano solamente far sentire
quel calore,
la tenerezza…
per farne una cornice
dentro il cuore.
Oltre la luce
c'è un respiro
che nasce
e veloce
si nasconde
fra rive
di un tempo
che giudica
ma non conosce
cosa si respira
in quell'aria silenziosa
inseguita da pregiudizi
dolorosi, che indeboliscono
il cuore, e lo mettono
a macerare, con la testa abbassata
negli occhi spenti, dei tramonti bucati
che il tempo ti possa dare
per farti innamorare
e sperare che un giorno nuovo
torni a sbocciare in te
anche se non hai avuto
la fortuna di vivere la vita
con la gioia nel cuore
come volevi tu
Parli, perchè speri di ritrovare
quel tempo perso, e prenderlo
per mano, senza lasciarlo più
e cancellare quello che ti ha fatto
stare male, sulla soglia di un portone
che ha raccolto, la tua desolata storia
Dolce compagna della notte
degli anni senza fiato.
Vorrei averti sempre
senza perdere un attimo
senza inventare parole.
Dipingerei sui muri
ogni istante d’amore
ogni particolare importante.
Mi vorrai ancora.
Ora me ne sto da solo
ad osservare il soffitto
immaginando il cielo.
L’anima mia si perde amore
senza di te è una nuvola
disciolta nel cielo.
Dimmi dove sei
io ti stò pensando
dolcissimo tormento
del mio cuore.
Sai!Ho sognato te
eri dentro il letto
insieme a me.
Mancava solo poco
a dirsi ti amo
è successo qualcosa di incredibile
mi son perso
ha raccogliere le stelle
su in cielo
svegliandomi poi solo
nel letto non c’eri più…
Amore dove sei
dov’è finita l’allegria
dolce compagnia
di giorni fantastici.
Vorrei tanto mordere ancora
quelle tenere labbra.
invece di starmene solo
osservando il soffitto
immaginando l’amore…
Nell’interesse stupito, ascolto i miei passi cadenzati, echeggiare
Dall’alto le luci gialle al rallentatore, muovono le ombre, che mi fanno compagnia
Osservo la solitudine dei parcheggi, il ronzio di un campanello elettrico si fa sentire
mentre si spegne.
Non c’è altro suono, che distrae
Indimenticabile è l’ora
Poter sigillare tutto nell’immediato, sarebbe una gioia
Affido una preghiera al cielo, per questo.
Un colpo di vento caldo giunge, quasi come risposta.
Quest’ora tarda, mi attraversa con velocità e la sento sorella
In questa notte, mi pare un giovane zampillo
che bagna, donando freschezza
facendomi sentire leggero
in un paradiso
se nel cuore non c'è niente
lasciandoci condizionare
dalle vistose indifferenze, di cuori
egoisti che pensano al ricco
impresso nella mente?
Come possiamo essere generosi
inseguendo paroloni che aiutano
solo la carta stampata
e non il povero uomo
che si muove a piccoli passi
sulle linee tratteggiate
delle anime perdute, sotto ponti
straripati?
Quell'estate dell’ottantadue
c’era la luna
più vicina al sole,
ed io ragazzo
mi addormentavo
sotto un bel cielo
pieno di stelle.
Non c’era ancora
l’era moderna,
coi troppi computer
e gli smartphone.
C’era lo jukebox
andava a gettone
ed io ci mettevo
una bella canzone.
Quell'estate dell’ottantadue
c’era l’Italia
appena campione,
Gilles Villeneuve
non c’era più.
Una grave strage
restava impunita,
ed un generale
veniva ammazzato.
Iniziò la bancarotta
un grave sfascio
per la nazione.
Da quell'estate
son passati molti anni,
tutto è cambiato
ma non la gente
che nei ricordi
da brave persone
hanno lasciato le cose più belle
dimenticando le delusioni...




