..è un treno che sto a guardare
mentre mi sfiora
ma io so dove andare e
non salgo ancora
Lo sento carico d'amore
mentre avanza
grida con furore e
fuma di speranza
Ma in un istante è scomparso, non schivando
la parete ruvida della mia ragione
quasi un graffio sulla pelle, cercando
una vana senzazione
Così come per inerzia muovo un passo,
m'incammino piano al suo fianco
in attesa che ritorni
passino gli anni, i mesi e i giorni.
sono il tuo lago,
il vento fermo sui rami e lo sguardo dipinto
da un gesto di mare
Per, da te
l'uragano che ha rotto la vena
il fiato infranto in un vetro, da un sasso
e il pugno scagliato alla porta socchiusa
perché sarò il tuo cielo
sopra la notte fuggita
per l'amore tornato
dove gli ultimi giorni di sole
han lasciato, il tempo di noi
che dei giorni finiti abbiamo l'odore sui passi
e negli occhi
infiniti giorni di noi.
Mi trafiggi il cuore tu donna dei miei sogni
nulla sapevo di te del tuo corpo e tutto mi rapiva,
ora sento la tua voce tremula piena di paura
e sul tuo viso versi lacrime di cera .
Ogni notte ti sogno ancora
mi tendi la mano per raggiungere la mia,
invano cerco d’afferrarla e scompari all’improvviso
non mi mostri il tuo viso hai timore d’essere amata .
E tra le mani hai una mia poesia!
Dal contenuto triste e dai versi né escono canzoni
vai a dormire con la luna
e sparisci per ritornare ancora più sincera.
Mi avvicino carezzandoti i capelli
ti chiedo : Chi sei tu femmina meravigliosa?
Mentre una musica inghiotte melodie
è la frenesia di un momento tu mi vieni accanto .
… inghiotto attimi eterni al suono d’un violino
il mio corpo il tuo nell’anima si fonde,
scopro l’incredibile avventura ,il tuo amore!
In un reale che presto si fa vero .
Ritorno a sognare e tu mi volti di nuovo la schiena
ti chiedo :Perché tanto dolore?
Mi rispondi :Voglio attese !
Esserne certa per amarti all’infinito .
La donna dei miei sogni sei tu amore !
Dimmi se di me sai,
se per me hai perso il sonno
e nelle notti hai inchiodato il cuore
al soffitto sempre uguale.
Dimmi se con me hai percorso i miei stessi giorni
immersi nella nebbia delle strade
in quei mattini dov'è facile perdersi.
Emigro ai confimìnii della vita
come gabbiani stanchi
in cerca del loro cielo.
Uno scudo fragile è il mio vestito
e le mie mani rami d'albero
d'un verde nuovo
intinto dentro il cuore
e di speranza trabocca ogni frutto
in una nuova primavera
in questo lungo inverno.
dagli occhi al cuore spalanca le porte
che il buio sommerga le nostre paure,
gli errori degli anni e le tue avventure
lascia che il mare smetta di correre
che plachi gli affani e vinca le onde,
lascia che fissi nel cielo le stelle,
stupito e inconsapevole le rifletta su di se
così che l'orizzonte sia del tutto perso,
lasciami entrare con te nel cuore dell'universo
Quando sei lontano
Cosi tanti km dalla persona
Più importante della tua vita,
l’essere tristi, malinconici
diventa quasi una quotidianità.
Quello che più desideri e
Semplicemente un suo abbraccio,
una sua carezza,
sentirti dire che va tutto bene
e che qualsiasi cosa succeda
anche lui ti penserà sempre.
Penso che sia una cosa
che più ti renda felice.
Questo è solo un modo per
Ringraziare te…
Ti voglio bene
Fratellino.
di aver visto in me
in futuro lontano
ringrazio il tuo cuore
che a cullato
il nostro amore
ringrazio i tuoi pensieri
che anno svegliato
i miei torpori
ringrazio le tue mani
che accarezzano i miei sogni
la tua bocca che ti amo mi ha detto
i tui orecchi che parole inutili an sentito
ringrazio me che ti ho amato
e tu cullato
Ovunque guardando
ben oltre il vedere,
dietro gli occhi miei fissi
la sento fortissimo.
E’ nella mente
ed ogni altro pensiero
lo spazio divide,
lo spazio gli ruba.
Del cuore è il rumore,
il fluire del sangue,
il calore che vive,
il quotidiano motore,
Amore, bene, alito e forza.
Languido intuito dei sogni miei.
Luce al mattino e faro all’inferno.
Anima Mia, insieme, o anche senza la sua.
abbracciami ,scaldami l'anima
fai che io mai ,mi stanchi di te
scarabocchio disegnato all'infinito ,su te
pura e viva linfa , che scorre in te
calpestata umiliata e a volte bruciata per nascondere verità paurose
che accrescano l'anima
arricchiscono i nostri pensieri
e fanno tremare i potenti
che ti imbrattano con parole ricattate
piange la grammatica la punteggiatura chiede asilo politico
le maiuscole sempre prime si alleano con la madre penna
anchessa torturata e sempre messa in ballo
da mani troppo rosse del tuo indelebile sangue
in soppiatto le frasi si uniscono
il potere trema
e cerca manipolatori esperti
cancelletto censore il tuo tempo è finito
sillabe e consonanti i punti esclamativi sono schierati
le parentesi si accingono a scoccare le frecce
e tu purissima madre
accogli i tuoi figli
trasformandoli
in orgasmi mentali
e per loro
carta da culo
Imperversa il vento e ascolto
la forza del cuore, in tumulto
e del lamento, un dì sepolto
ora quel sole, ha un singulto.
Un’armonia infinita di parole
si affaccia ancora alla finestra,
orchestra pregiata, che vuole
riavere fragranza di ginestra.
E curva commossa la voglia
di urlare, sorridere, scrivere,
cullar corso come una foglia,
offrendo vita senza barriere.
poca riflessione arresta il loro passaggio
ed esse sfuggono creando scompiglio
insinuandosi in menti fragili
ma a volte qualcuna di loro sfugge al nostro controllo
e comincia a insinuarsi nei nostri pensieri
e ci rafforza creando in noi il vero pensiero
non quello di chi racconta falsità ma quello scritto
indelebile alle menzogne e forse il vento
lo porterà ovunque
seminando menti fertili
creando ragione
La pazzia coinvolge nelle mie vene tutto l’odio che ho.
Ho solo paura di te, e dei tuoi giudizi.
Potessi gioire con i tuoi sorrisi, No.
Non mi è concesso per niente, stare a mio agio in questo mondo.
Quanto più mi ribello, meno ottengo.
E intanto fuori dalla finestra, un campo desolato da ogni forma di vita mi passa accanto,scorgo nella lontananza, nella nebbia mattutina, un secchio di putridume.
Sembra che voglia essere qualcosa di gioioso,
Ma come può questo secchio fare finta che sia un cesto rose,e soprattutto come posso io fingere di poter amare?
Soprattutto amare te. Rimandare il tempo della depressione,
non risolvere i problemi non può essere, e non è uno stile di vita.Continuerò ad uccidermi, fino ad essere solo polvere.
Sarò completamenteAutodistruttivo;
Ma solo quando vedrò il sangue scorrere sul mio volto,
come fossero lacrime, io dirò che non sono felice.
Quanto desidero che tu estraessi a mani nude il mio cuore,
per poter finalmentecapire quanto nelle tue mani può battere sempre più forte, fino a esplodere.Esplodere di emozioni, di sensazioni immense.
E intanto.. quel pianoforte continua a suonare, con cadenze e con frasi in minore,ma forse è meglio così.
Man mano che il pianoforte avanza di tonalità, si abbassa il volume.Non voglio spegnermi proprio ora, No.
Ora in questa fusione di esseri, di spiriti e di un’apparente metodicità astratta, convenzionale, poco nobile, io sono disperso.
Odo Turpiloqui non inerenti alla corrente filosofica che io tento di seguire,cerco la voglia di essere tuo.
Essere finalmente tra le calde braccia di qualcuno,che mi protegga, e che con un bacio, con le sue mani, che accarezzano il mio volto,
cerco te. E non come un semplice acido che mi corroda le mie vene, ma comeuna bomba atomica di amore che esploda, e che continui a suonare le frasi giuste,con la loro giusta tonalità, fino a che non mi spengnerò con te.
il tuo volto stanco
i tuoi capelli grigi
orgogliosi, di una vita vissuta
insieme a me, che li ho accarezzati di tanti colori
la mia mano stringe
il tuo dolore che mi ha trasformato
in tuo sostegno non sempre forte
ma apprendista volenteroso
è la mano accarezza
il tuo volto mentre dormi
e ogni ruga mi racconta
i nostri prodigi
ognuno differente
ma cosi unico
che si trasforma
in una piccola parte di noi
mi sembrava di sognare
ma la mia mano
stringe la tua
Allora, cercami ancora
nelle foto, nei pensieri di ieri
nel riposo della follia,
perfino fra le inutili parole.
Cercami ancora, nelle pallottole
che, segnano orme sulle gote,
nella polvere di un vecchio grammofono.
tra le note, che si dileguano come aria.
Cercami ancora, nei rintocchi sordi
in dissenso, con il cuore
che soffre, per un'indolenza
dominata e mai nata.





