Allora, cercami ancora
nelle foto, nei pensieri di ieri
nel riposo della follia,
perfino fra le inutili parole.
Cercami ancora, nelle pallottole
che, segnano orme sulle gote,
nella polvere di un vecchio grammofono.
tra le note, che si dileguano come aria.
Cercami ancora, nei rintocchi sordi
in dissenso, con il cuore
che soffre, per un'indolenza
dominata e mai nata.
Odo la voce del mare profondo,
sospinta dalle onde sulla sabbia,
avverto ogni moto, ogni emozione,
ogni battito del suo cuore.
Ascolto…
Troppo breve istante
non consente di comprendere
quell’anelito di immensità…
un’onda giunge a sfiorare la sabbia,
la mia anima,
accarezza il mio cuore,
fugge via.
Ecco …troppo veloce
scorre il tempo della felicità,
troppo rapido perché tu possa accorgertene.
Arriva inaspettato come un’onda
Ti sfiora
Svanisce…
Resta nell’anima solo un’impronta:
tenace ricordo.
Lucidamente
ti respiro lo sguardo
nei luoghi di noi
e mi racconto
bugie mai ascoltate e quelle dette sottovoce
perché non ascoltassi.
Per lievitare l’ego
del mio essere uomo
ho vestito il conoscere di ogni tuo segreto
sono stato pelle, la tua pelle
e mi sono trafitto il cuore
per conoscere il tuo male
ho pianto le tue lacrime
lucidamente
come ora
che non è pioggia il vento
ma il luogo
dove il silenzio parla
a quell’essere di noi.
Ha l'alba
di un tramonto questo mare,
un vento sulla faccia
e un bacio di ricordi.
Scrivo,
sui riflessi della luna
calpestando le ombre delle stelle
e le stagioni dei sogni.
- non ci sei e non sai
di come i colori di Marzo
aprono gli occhi sui rami
del mio domani.
- non sai, e non ci sei
ora
che i passeri provano le ali
nel cielo
che terso
non dirà più ti amo.
*
Paradiso non conobbi
ma appresi del Limbo dei bambini traditi
Felicità non respirai
ma ho succhiato dei figli la solitudine
Ricchezza non ho assaporato
ma ho stretto la misura delle mosche nel pugno
Di serenità non ho memoria
ma della paura ho leccato il sapore
Amore non mendico
compassione non reclamo
ma il diritto ad essere
quello sì lo rivendico
Da questo paniere
(di frutti amari,se vuoi)
ho serbato per te
la felicità del viversi
la ricchezza delle parole condivise
la serenità dell’abbraccio nel risveglio
l’amore incondizionato che si scioglie in radici
la voce dei silenzi
il gusto del sorriso sulla sconfitta
la forza della tenacia sulla vita
della voce l’esaltazione della carezza
Ti offro l’essere che io sono
l’anima che mi identifica
la passione che mi alimenta
la pazzia che mi canta
la donna che vivi per attimi
uniti di fianchi e di destino
Abbine cura
lei ne avrà di te
ma non promettere
l'eterna promessa
A te che hai colpito
a morte un amore
con un gesto compiuto
senza consapevolezza
ma che fu la causa di troppo dolore.
Eppur non riesco a provare rancore
e ancora sgorga amore dentro di me
poiché tutto fu frutto di fragilità
per questo ti amo: sei più infelice di me.
mentre noi due balliamo in un universo di normalità apparente.
Taci mentre il clavicembalo continua a suonare in quell’ambiente,
un sapore di neve e di sangue imperversa nelle mie vene,
insieme al colore nero, morte e distruzione regnano “emisfericamente”
la tua mente e il mio corpo. Non c’è corrispondenza.
Io potrei odiarti come potrei non amarti.
Ogni lacrima che versa il vento, tu riesci a farla diventare sangue rappreso.
Hai un potere oscuro, conosci la tua vita, conosci la mia vita, in parte.
Non sei di proprietà del clavicembalo, sei proprietà del balletto.
Apparentemente un tango, ma cantato.
Ho paura della tua nobile veste.
Ti versi un cucchiaio di acqua di rose, ne intingi il tuo dito e lo porti sulla mia bocca.
Mentre la musa Tersicore si appresta a farti ballare in un movimento liscio, ben definito, io mi verso negli occhi dell’assenzio per assaporare il dolore. Sai come sfidarmi, ma io non mi lascerò abbindolare dal tuo fascino.
Cogli il tuo fazzoletto caduto in basso, forse sarà l’ultima cosa che
riuscirà a fare il tuo povero corpo, ma quando io prenderò il sopravvento nel tuo cervello, ogni tuo meandro e ogni tua vena sarà mia.
Ogni goccia di sangue, ogni tuo difetto, ogni tua sensazione sarà mia.
Fammi vivere l’incubo di essere te. Non vorrei essere nei panni del vento.
Povero vento.
Dagli un’altra possibilità per vivere, non farlo piangere.
Ti prego.
Aumenta i passi, aumenta la voglia.
Un’esplosione e poi il sangue cola veloce dal tuo occhio fino al tuo braccio.
Che Tersicore possa farti capire con il tango ciò che vale la pena vivere.
Il vuoto imperversa nella tua stanza.
Il vento piangerà ancora di più.
Quanto, e ancora tanto c’è di te
nel lento scorrere della mia vita
ormeggiata a margine del tuo cielo.
Quanto lontana la tua mano
prima ad un passo dal mio cuore?
Ci sarai e saremo ancora
non soltanto le orme vuote
d’un alba alla deriva
Ma il vento che si fa respiro
sfumando nei colori della malinconia.
Domani, forse - avrà i tuoi occhi
il mio mattino
L’azzurro che mi sfiora,
anche se non ti vedo
Domani, saremo cielo e nuvola
E pioverà amore,
dai miei dentro i tuoi occhi.
Non ci apparteniamo
siamo come pioggia dimenticata
negli angoli della memoria
come
pianto versato
nei dirupi nascosti dagli inverni
siamo, gocce tornate
lontane dal mare
e non ci apparteniamo se non
nell'ora delle nuvole
siamo, come le stelle nelle notti d'Agosto
che dallo stesso cielo
diventiamo,
sole o isole.
"ti ho ascoltata passare, tra le voci della pioggia
e dalla mia finestra, ti ho vista, diventare altro cielo"
La nebbia
velo che offusca le cose
non inutile
sicuramente fredda
che ti lascia impotente
è lì che ti circonda
non puoi afferrarla
non la trattieni
ti tocca
ti penetra nelle ossa
ti passa attraverso e tu,
non puoi farci nulla...
più calda è la giornata
più essa diviene
spessa la notte
insistente al mattino
E' un silenzio che pesa
all'animo mio,
pezzi di felicità incompresa
di un grande amore,
grande come l'infinito del mare
che sbatte le sue onde
sullo scoglio.
E' il tuo silenzio che mi rattrista
che fa sentire il vuoto intorno,
smarrita, vago per le vie della città
aspettando che il tuo silenzio
svanisca nel nulla.
sfiorando dolcemente
le tue calde labbra,
è una carezza da brivido
che invade il tuo corpo!
Il calore della tua pelle
scalda il mio cuore
a te vicino e i battiti
aumentano sempre più!
E' una carezza che ricorderai
tenendola stretta a te
assaporando ogni momento
di una felicità infinita!
T'amo
eppur non ti conosco.
Sogno delle tue braccia
che mi cingono,
delle tue mani
che scorrono fra i miei capelli,
delle tue labbra
sulle mie per dirmi t'amo!
Se solo t'incontrassi
riconoscerei tra mille
quello sguardo
nel muto d'un sorriso,
mentre nei miei occhi
perderai il fiato.
T'incontrerò un giorno
in quel sentiero
dove ogni notte
vengo a cercarti.
T'aspetterò,
e voltandomi sarai li
ad aspettare me
amor mio.





