Inno a Venere
La tua voce profuma di rosa.
I tuoi baci morbidi come la seta.
Bambina mia,
Tu sei bella come un’armonia.
Guardando nel profondo dei tuoi occhi,
in te mi perdo
e ad un tratto divampa il fuoco della passione.
Poi il nulla, il vuoto, la pace dei sensi.
In te, il mio corpo si ritempra
E la mia anima s’acquieta.
In te vivo e muoio,
ricongiungendomi con l’assoluto.
Bella come il sole, forte come la tempesta e gelida come la neve.
Tu sei venuta lieve nel mio cuore,
accendendo in me forti desideri d’amore.
Ma poi, così come sei giunta, te ne sei andata.
Per un attimo, ho creduto di poterti amare;
invece, mi hai lasciato solo in questo mare.
Tuttavia, ovunque tu sia, io ti amo.
Anche se mi hai spezzato il cuore,
non reco rancore.
Ma, per te, nel mio animo, ho in serbo solo, e soltanto,
dolci pensieri d’amore.
Per te
non ho mai trovato l'amore,
per te
ho perso la testa e ogni valore.
Per te
il tempo rallenta, ti vede e si ferrma,
per te
un errore comprende, sorride e dimentica.
Per te
la notte è silenzio
e le stelle ascoltano e cullano in grembo
i tuoi sogni proibiti rubati dal vento.
E io
non ti conosco così bene
non so da me
cosa vuoi
ma c'è qualcosa che
ci vuole insieme
qualcosa che
sa di noi..
Per te
come un bacio sulla fronte,
cade la goccia della notte sulle foglie,
come pioggia cade il cielo,
senza nuvole, solo un pensiero
Perchè io ti cerco ancora,
finchè vivo,
finchè spero.
accendi il mio sguardo e sveglia la mia mente.
Luce così calda e sensuale, invadi il mio corpo
e fai scoppiare il mio cuore.
Sveglia i miei sensi, scalda le mie membra,
donami il tuo ardore e fammi morire!
Vivi la tua vita
accarezza
le verità del mondo,
non rubare sorrisi
dove non ci sono,
non piangere
lacrime amare
e non avere
più occhi per lui!
Vivi la tua vita,
cerca pace
nel tuo cuore,
la troverai solo
se vorrai vivere
e non lasciarti morire.
Non donare luce
a quegli occhi
con il gelo dentro
e non dare amore
a colui che
calpesta ogni giorno
la tua dolce intimità!
Vivi e non morire
ogni volta per lui!
Le mia mani nelle tue
fin dove non posso toccarti
fin quando posso scandire ciascuno dei tuoi respiri
indossarò la tua ombra
inabissandomi dentro di te
volterò le spalle alla ragione
in questo tempo di miele
cospargimi la bocca dello stesso sapore.
Parole frugate dentro ad un bacio
e nuove sfere di luce sul mio corpo,
slegami le catene dal cuore
ed accogli in te ciò che adesso è amore.
Mi accingo a te
nella speranza che queste
righe siano
l’ultimo suicidio del mio cuore.
Come trionfare
nel mondo sottomessi
a questa grande e avventata passione?
Se l’odore meschino
della tua pelle confonde
i colori,
e richiama a te ogni sapore.
Cos’è ormai un sapore?
Morirei bruciando in te,
morirei felice,
tra le gote tue e i tuoi sospiri.
Ma non posso stringerti,
e non posso parlarti.
E non posso smettere di sognarti.
E allora cesserò di
farti vivere nelle mie parole.
L’amor che uccide non è amore,
o forse è nel suo ghigno atroce
che è racchiuso il suo più
intimo segreto?
Nient’altro resterà di te
che un segreto
intimo,
da tenersi stretto.
Magari in un giorno
lontano,
un ricordo mi parlerà
di te.
Allora sarò un uomo,
e saprò fingere,
fingere che mai
il mio cuore ti abbia
amato tanto.
Intanto,
ingannato dall’invernale calore
le mani chiedono grazia
ed è ancora tempo d’amare,
svegliar destini nella notte fosca,
che,
senza riscontro, ricomincia a respirare
il domani che, profuma di ieri,
con parole, ancora parole
mentre, sulla via stanca delle scelte
attendo
come brezza invisibile,
di ritrovar la via del cuore
che, mi restituisca amabili agitazioni,
nella follia del tuo corpo,
…nel sole.
L’Italia fa sentire il suo canto
Un grido d’amore intonato col sangue
Di chi fortemente ha sempre creduto
Che il suolo natio odorasse di Patria
Le lacrime impolverate di chi ha combattuto
Impugnando ideali di vita e libertà
Prodi martiri che hanno amato un suolo schernito
Voci sommesse più forti di un boato
Quelle umili mani han battuto
Un nemico invincibile e agguerrito
Ma passioni e ideali più forti
Delle spade hanno avuto la meglio
L’invincibile armata di un canto
Che l’Italia assai amata acclamò
Or la storia ritorna sui passi
Rinnoviamo quest’inno d’amore
Non lasciamo che rabbia e dolore
Ci sovrastino il nostro destino
Raccogliamo le forze latenti
E la grinta esplodiamo nel cuore
Quest’Italia non facciamo morire
E quel canto d’amor intoniamo
O fratelli, fratelli d’Italia
Sfoderate i sopiti torpori
E i potenti riaprano i cuori
A chi crede nella nostra unità
e mille volte annego
in questo stagno maledetto.
Frantumo il tuo ricordo
come il vetro
di una finestra,
mentre ancora
sento il tuo profumo
in questa stanza.
Arsa la gola di te
come fossi
l'ultima goccia d'acqua,
e vedo morire
una farfalla
in questa vita fatta di ore.
Placo il mio pianto
nel tuo petto
e la mia fame
nella tua bocca.
Scandisco i tuoi respiri
come i secondi che passano,
interminabili
innesti di me e di te.
Prendi ciò che resta,
senza fermarti,
domani non sarà la mia
l'impronta sul tuo cuscino.
Coprimi gli occhi
con la tua mano,
voglio che questa notte
non finisca,
nel suo buio
la luce nei miei occhi.
AnnA Bonarrigo
(Bell'Anima)
In ciascun palpito
del tuo mondo
mi abbandono
con la percezione
dolce del tuo
esistere profondo
laddove
la lontananza tua
scompagina i pensieri
ricolmando l’intervallo
di memorie
a me interi
e nel corrente
mondo osserverò
unicamente il tuo viso
nello splendente
risvegliarmi
affianco al tuo sorriso
Ti sento,
so che ci sei!
non serve toccarti..
Noi,
anime perse dentro le righe
volti chini su due pagine diverse
sotto il cielo orlato di sogni
ai piedi della notte.
Lasciti accarezzare,
sono musica,
sono vento fra i rami,
sono l'ombra accanto alla tua.
Ti incontrerò li,
in ogni alba che nasce,
nel profumo di rosa,
nelle onde che lambiscono la riva,
nel volo di un gabbiano,
oltre le utopie
non sarò la tua illusione
baciami,
sono qui.
riflessi
alla soglia dei nostri destini
avversi.
..franò la notte
tra foglie di fico.
Umido
sul mio viso
il profumo del mattino,
che cantò di merli
e volò in stormi
sospesi
sul grande faro di cedro.
...alle mie spalle
il calore
nell'abbraccio d'oro
delle messi.
...mi colse, sicuro
il pensiero di noi,
leali
della nostra promessa.
Pioggia. Soltanto pioggia
la carezza che ogni giorno mi risveglia
Arriva e mi rimane dentro
tra l’anima il silenzio e il tempo che non è accaduto
Il cuore brina dietro una finestra
ogni volta che la tua mano dimentica il colore dei mie occhi
Ogni volta mi riscalda
di quel dolore liquido che sa di pioggia
Pioggia,
soltanto e ancora pioggia
che trascina via la sete che non hai di me
- soltanto pietre sulla polvere -
su di me,
tra sampietrini e ciottoli di vita
Dove ogni giorno arriva e s’interrompe ogni racconto
E rimane
inconfondibile l’odore dell’inverno,
saranno primavere partorite sugli scogli
Mentre adesso piove
da sotto il mare - e tu,
da dentro -







