piazzati ad arte per confondere, ciò che vorrei dalla mia vita
L'elenco è breve
Non vedere che il tempo, fosse chiuso in orologio
ma nei cuori che battano anche per inutili momenti
trasportando tranquillita alla furia
Vorrei che uno più uno, facesse tre
io abbondo sempre, nel vivere
non rinchiudo sensazioni, le libero
Vorrei che i colori tutti li sentissero
si sentissero perchè vederli è facile
immaginarli ti esalta
Vorrei che nel caos dei rumori
l'usignolo ci desse il buon giorno
la formica ballasse il tip tap
la zanzara diventasse vegetariana
Ma la cosa che più cerco
un alito di vento
fra i miei occhi e i tuoi
un rumore gentile
che accompagni
i sogni
delle mie notti
future.
Mi faccio cullare dalle favole
Chiudo gli occhi
E volo lontano, con te
Poi mi sveglio, apro gli occhi
Torno alla realtà
Capisco che è tutto finto
Anche le tue belle parole
E allora mi arrabbio
Sto male, piango.
Avevo promesso a me stessa
Che non avrei pianto più,
non per uno come te,
non per uno che non ho,
non per un giullare.
vorrei stringerti ancora una volta,
vorrei baciarti le labbra un ultimo istante.
Giovane sei caduta
nel vuoto e nel non ritorno.
Ricordo quella sera, pioveva.
Ricordo quell' istante, piansi.
Tetro era il mondo quando te ne andasti,
mi lasciasti un vuoto incolmabile.
Oggi nella mia solitudine,
amo ricordare il tuo volto,
amo ricordare il tuo sorriso,
amo ricordare te.
Sinfonia celestiale
respirar a bocca a bocca
il nostro amore mai banale
che cede il passo al giorno che rintocca.
Cerchi da contare
nei periodi di malasorte
distanti istanti da ricordare
come tramonti chiusi in cassaforte.
Istanti belli come trottole
capaci di far germogliare sorrisi
senza paura del tempo delle parole
istanti che velano lacrime sui nostri visi.
Immolarmi in Te,
anima mia,
questo m'è dato,
quest'estasi d'atroce delizia,
d'infame piacere
bramarti e morirti dentro
sfiorarti porgendoti il cuore.
Pugni di vento
in quest'alba che muore,
rinasco maestosa
fra fulmini che squaciano il cielo
ed i silenzi fatto di pianto.
In me la follia e la ragione,
la vergine scalza,
la gitana selvaggia
in passi slegati
ed inerti movenze,
di venti calmi
e tempeste furiose.
Alzati e schiantati illesa,
donati contro ai fendenti,
non temi ferite,
inghiotti quei fiumi ormai vuoti
ed esondi oltre le chiome più alte
in alture invisibili.
Oh, se t'avvessi toccata,
potessi esserti amante,
parlami ancora
t'ascolto mia musa,
t'accarezzo il ventre
ed aspetto che nasca la vita.
I nostri incontri,
attimi rubati al tempo.
Sfuggevoli sguardi,
intensi attimi vibranti.
Prigionieri di una promessa,
suggellata da un bacio.
Si fonde quell’attimo,
breve che ci ha visti
fra le braccia,
l’uno,
dell’atra.
Il tempo scorre,
e le nostre vite
corrono in parallelo.
La notte di stelle,
nello sguardo mio
si riflette,
luce di sogni.
Vorrei guardar negli occhi tuoi,
scrutando quell’anima tormentata,
da ciò che vide e che non vorrebbe
aver visto mai.
Vorrei guardar le stelle,
attraverso gli occhi tuoi,
brillerebbero ancor di più,
vorrei vedere i mondi
e i popoli scolpiti
nelle profondità dei tuoi ricordi.
Le strade corrono parallele,
quelle delle nostre esistenze.
Un giorno una curva,
e un'altra ancora,
le unirà in un punto,
ma fino a quel giorno:
i nostri incontri saranno
attimi rubati al tempo.

Amai di te la mente
gli occhi profondi persi all'orizzonte
dove sfioravi i temporali con le dita
tanta era la forza di graffiare spigoli di vita
che mai colsi
amai di te la smania d'euforia
l'ebrezza della corsa
la virgola di luna che ci spiò velata testimone
quella sera
attorno al cuore
amai
senza fermare il tempo che soffiava
dal primo a questo giorno vano
che dubito di me
e del sogno che mi strinse fra le braccia
donando di se stesso
solo l'orma
per sempre e ancora mia
vuota d'amore
gelata come brina nel riflesso di gennaio.
mentre la luna guarda le sue stelle
compagne della notte.
Notte ascolta le mie lodi
a colei che tace per non sorridere
mentre parole sfiorano l’aria
intrisa dal suo profumo. Forse sarà l'aria a confondere il mio cuore ma la mente ricorda i suoi baci.
innalza occhi nell'alba
delle tue labbra
lucente riflesso
su capelli sciolti
il grigio acceca
le colline in penonbra
si illuminano
la rugiada scivola
su ventre in notte
fino all'ombellico
che ti ha unito
poi trabocca
in fiume in piena
fino al tramonto
luce si attenua
e mostra
immenso.
Un' armonia di stelle a celar
Le umide schiene
smarrite
tra le candide lenzuola.
Si schiude avvolto
tra gli ansiosi strepiti
l’umano mistero
di lei che scivola discinta
tra le braccia mie roventi.
Un ultimo sospiro e
Svaniscono estasiati
Nella notte serena
I corpi
appagati e stanchi.
Puro, tra la braccia
un battito rigoglioso.
Tra gli occhi grati
e le carezze,
un sincero amor.
quando la folla in strada ci separa e ti perdo
Mi manchi in un'endemica patologia dell'abbandono
che m'afferra anche quando ti tengo per mano ed entro nei tuoi occhi
Semplicemente mi manchi per la tua dolcezza le attenzioni e fermezza sul mio volare arruffato in percorsi di vita discontnui a cavallo di sogni
Mi manchi accanto in auto e sulla panchina di un parco
a divorare un panino col sorriso sul mondo
Semplicemente mi manchi in quella stanza nella tua casa
nei giorni senza te quando ti cerco nel buio con la furia nel cuore

Pare lontano
visto da qui
perso negli anni
lattiginoso alone di memoria
e in fondo che cos'era...
un sentimento
forte
legato a doppio filo
un'emozione che toglieva il fiato
pura attrazione
o forse vera essenza
qualcosa che ti cambia e ti travolge
ti rivolta
e lascia un segno imperituro
le cicatrici mai scompaiono del tutto
e se le sfioro
il cuore mi racconta ancora
di un amore
che resta l'unico nel tempo e nello spazio
distante
eppure il solo
prigioniero
stretto nel palmo della mano.
ricreare un profilo sbiadito negli anni
Gli argini alti imbrigliano il corso del fiume
come il tempo che arido incalza
arginando speranze
Resta solo una traccia lontana
l'azzurro degli occhi ed un sogno ferito
Coraggio mancato di urlare quel nome
chiamare quell'ombra per farla fermare
raccontarle il dolore di un amore suicida





