Interminabili giornate a guardare
l’orizzonte del mare,
aspettando l’onda
che sta per arrivare, ...
mentre i gabbiani incuranti
continuano a volare,
cercando tra gli scogli un nido
dove riposare.
Terra bruciata e arsa dalla sete,
gente che cammina priva d’amore,
si ribella persino al loro cuore
che sanguinante forte duole.
Anima e vita, destini incrociati,
di sogni mai realizzati,
ma con perseveranza continuamente cercati.
Viaggia la mente portata dal vento,
superando tutti i confini del tempo,
vola lontana e nulla la può fermare,
perché alla sua meta vuole arrivare.
Si svegliano passioni che pensavi sopite,
guardi negli occhi chi ti ama
e scopri che tutto quello che non vedevi,
era sempre stato lì, vicino a te
che ti aspettava..
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Ma ora ti amo  
Ora che ti vedo lontana da me
Ma ora ti amo
Ora ch'ho il muso e le lacrime
Ma ora ti amo
Ti amo come un diavolo 
Ti amo come il vento
Ti amo in ogni singolo momento
Ti amo come folle, come angeli
Divi che spruzzano follie
Ti amo
Questo so farlo da me

Ti amo nel giorno nell'alba di albe
Ti amo in stelle che brillano morte
Ti amo in respiri di vita corazzati
Ti amo in gemiti impazziti
Ti amo in lune, martiri, spasmodici,
Ti amo nel mare
Ti amo come supplica, come parola in fuliggine
Ti amo, te lo dico, perché so farlo da me
 
Ma ora ti amo
Con spirito di sobrietà
Ma ora ti amo
Non voglio stigmate, per carità!
 
Ma ora ti amo  
Ora che vedo ricordi, te e me
Ma ora ti amo
Ora ch'ho la nausea ma non le lacrime
Ti amo
Ti amo
Ti amo
Ti amo
Ti amo
Questo so farlo da me
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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Ehi Ragazza! Qual è il tuo nome?
Mi hanno detto che ti fai chiamare Cenerentola
e sogni l’amore.
Ehi Cenerentola, al rintoccar dell’orologio,
questa notte, non scappare,
non confondere il tuo cuore.
Le scarpette di cristallo sono fragili
e si possono rompere, se corri giù per scale,
fuori dall’hotel è buio e non c’è il sole.
Ehi ragazza, mi hanno detto che vieni da lontano
e sei arrivata con il cuore in mano
per donare al tuo principe
che fosse arrivato su di una Ferrari,
regalandoti un anello con diamante,
per poi dirti: mia piccola TI AMO.
Ehi, mi hanno detto per questa notte
non vuoi farti chiamare Cenerentola,
lo sai che la vita non è una favola,
quindi non confidar sulla fata sbagliata,
poiché lei ti venderà, come ogni sera,
nelle squallide camere del piacere,
come fa da quando, quella notte, sei tornata
con le scarpette di cristallo rotte.
Ehi ragazza, mi hanno confidato
che ti piaceva ballare e, con il tuo principe,
stretti, stretti lo volevi fare
ma, negli Hotel, vogliono solo il tuo corpo da usare,
per poi andarsene lasciandoti da sola,
con le tue lacrime, che nessuno resterà ad asciugare.
Ehi Cenerentola, ho scoperto il sogno che avevi dentro il cuore
e so che lo vuoi continuare a cercare,
fin quando non lo sarai riuscita a realizzare.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Ti amo.

Un giorno di più
un giorno di meno

 ti amo cosi
senza quella morsa allo stomaco che stringe

  se guardi i miei occhi
li riconosci
 diventano laghi
quando dolcemente  ti  affondi.

Mi ami.

Un giorno di più
un giorno di meno

 mi ami cosi 

senza quel brivido tremulo  che prende

  mi siedi accanto con l'aria serena
 mi fai stare bene nell'ordine delle cose
senza pirotecnici artifici.

Tu sei qui ed io sono dentro di te

come una cicatrice incisa nel cuore

siamo un testo di parole
 composte nella pioggia che cade

un suono nella meraviglia del sole

lo sguardo del cielo acceso di stelle
quando dentro la notte
osa e riposa .



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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Mille e mille volte bussai alla tua porta,
l’alba non s’alzava di notte per aprirmi,
così passavo giorni ad aspettarti in compagnia del silenzio...
che, con gli anni aveva imparato a conoscermi,
mentre inseguivo improbali sogni davanti al tuo uscio,
aspettando che tu mi aprissi.
Con la fantasia costruivo castelli su vette di montagne
per esser più vicino alle stelle,
guardarle mi consolava,
non stancavano i miei occhi come fa il sole,
poiché con esso un tempo mi rubasti il cuore.
Non ci son più soldati e spose,
in questa vita sferzata dal vento
e nemmeno chiese con altari,
ma solo un Angelo che, nel buio, continua a pregare.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Giorni sull’onda, la cresta che affonda ebbra

per poi tornare su cristallina, dopo il passaggio

sul fondale di sabbia e se ti trovo tremenda

e se mi fai urlare di dolore, la ragione

è nella tua assenza, perché sino a quando

ci sei, la curva sinusoidale del cuore

punta verso l’alto sino a toccare le corde vocali

e ancora più su, gli occhi e la massa cerebrale.

E non vedendo lune di ghiaccio- le ha sciolte il sole

durante l’ultima tempesta- nemmeno i canali

di Marte, gli anelli di Saturno a togliere calore

ai nostri corpi, ti parlo, ti accenno, ti rispondo

ti ho raggiunta sul lato più colorato dell’aquilone

precipitando dalla brezza di aprile, la tenda

che ci accoglie è per due, forse è solo coraggio

o il riflesso dell’arcobaleno sulle tue labbra.

 
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Profilo Autore: mybackpages  

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Ajna-Light.jpg

Le nostre strade

non hanno più segreti.

Respiro e vivo
con la tua intensità
che si può trovare
sulle pagine dei giorni
segnati col segnalibro rosso.

A volte si pensa di andare in giro
per piccole storie,
incerte mete,
intimità provvisorie
e invece si trovano meraviglie
da gustare
come il sapore delle more
e ciliegie rosse d’assaporare.

Il sentire nel tuo corpo
l’odore del mondo intero
che si scuce
è una carezza che mi ritorna
in controluce.
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Profilo Autore: Grace D  

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E il deposito delle tempeste disposte in doppia fila

l’ho rimesso a nuovo da poco, rifatto l’intonaco

le pareti imbiancate, tutto lucidato per l’arrivo

di una nuova regina. Di spazio c’è n’è ancora

se vuoi scatenarne altre, magari posso guardarti

mentre cerchi il tuo centro di stabilità

nel raggio di luce che ci accarezza al mattino

o quando la notte ti chiude gli occhi in verticale

dopo il nostro saluto in codice accidentale

nella lingua che ci è ignota. E’ il tuo destino

ma mi riguarda da vicino, ti sento dentro la cavità

dei polmoni, il cuore in apnea, è per amarti

che ti ho cercata all’alba delle tue vesti di porpora

le orbite cieche dei pianeti nani, il tuo ulivo

che è rimasto a guardare il mare, il suono sinfonico

delle tua labbra nel soffio lieve sulla candela.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Profondi i tuoi occhi:

un oceano turbato dal volo degli uccelli
e quelle scintille illuminano
come sole sui campi di grano…

ti chiedo di sederti vicino a me,
l’aria carezzevole ha un suono rotondo
oggi, tutto è luminoso e domina la quiete
su questo prato dall’erba smeraldina.

Una giornata sfolgorante,
una di quelle frizzanti e leggere
come il sole presente sui sassi...
potrebbe essere estate e non primavera.

L’azzurro del cielo senza nuvole
e la sua bellezza
mi entra nella voce e la spezza…
e io mi lascio trasportare da quell’emozione
che canta allodole nel petto.
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Profilo Autore: Grace D  

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La nausea naviga in gocce
La nostalgia logora
Ma la scarlatta Vergine cammina
Con passo morigerato 
Tra le stelle? No
Tra gli alberi? No
Tra gli uomini,
Un'antica signora dei passi,
La sua mano loquace
Fende l'aria
Smorfia atroce di una carezza
Incessante raggio di nostalgia
Mi manca? Sì, come la vita stessa
Disse un vecchio saggio:<<Uomini,
Bestie infernali
Scendevano dai monti
In cerca di prede>>
Ma io nei miei sogni
Non vidi questa storia, l'epitaffio
Vidi la luce dell'aria
Disperdersi sul mio viso
Vidi le altere spighe gravide di semi
I coriandoli, i sorrisi di bambini
Qualche rottame, soli frugali,
Il silenzio della più nera notte,
Il rinnovarsi ad Est, lo spegnersi
Di una magra stella nell'alba
Vidi le sue mani
Piangere per feline ferite
Vidi i suoi occhi
Ebbri di una vegetale sacralità
Vidi lo scorrere
Delle sue braccia sul mio corpo
Poi non vidi più nulla
Né Lei, né il mondo, né la vita

Il sogno si esaurì
"Ormai è finita"
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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Questo è il luogo delle mie parole,

dettate al fango delle caviglie,

come briglie mi guidano,

nel vento di scirocco, che ancora

schiocca e fa agitare il mare

e schiumare le onde.

 

Di sponde ne vedo solo una,

la seconda è in un altro continente,

sono l'isola che più non vedo,

il corredo degli occhi socchiusi,

prima della notte incombente.

 

Prendimi al volo mentre cado,

il modo lo conosci,

poi raccoglimi in una pozzanghera,

col viso rivolto alle stelle

e il sorriso che torna pieno,

ora che ti ho conosciuta c'è il sereno,

a farmi respirare aria nuova.

 

Le uova nella pirofila nuova di zecca

la zucca che sono stato compreso di parrucca

la cricca che ho incontrato

sapeva di muffa, truffa al cubo e zuffa decuplicata

la solita solfa si direbbe, ma ora c'è il nuovo mattino

e ha colori perfetti,

ho rifatto i conti e mi stanno stretti,

dei trecento confetti ne sono rimasti due,

ed è con te che voglio dividerli.

Il mio al pistacchio e il tuo zucchero verde pastello.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Muore,
nella fuliggine di un fuoco ormai spento,
muore quest’amore.
Nato incompreso,
cresciuto all’ombra di mille sconosciuti.
Muore ingannato da rapprese parole,
muore quest’amore,immagine poesia
soffocato da tirannici suoni,
non resta nient’altro che cenere
e un nugolo di stridenti parole,
tristi aggrappate in gola.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Fu dolce quell’ora
di magico incanto
d’abbacinanti luci
ed esaltanti tocchi di rosso fuoco:
-soffi suadenti adagiati al cuore-.

S’accesero coni d’azzurro
in un pullulare d’afflati
ed emozioni di caldi fremiti
inviarono a quella danza divina
ed avvolgente di treccia d’amore
irretente i sensi
in quel bagliore magnifico
che non arretra ma risplende.
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Profilo Autore: Grace D  

Questo autore ha pubblicato 227 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Una preghiera a te dedico cuore,
una preghiera semplice e di
poche parole.
Lascia fuori da me il dolore e
fai sì che entri solo l’amore. ...
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Profilo Autore: Horion Enky  

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È nelle sere come questa
Che penso a te
Al tuo abbraccio, dal gusto d'antico 
Al tuo bacio, un no so che di seta
Al calore dei tuoi occhi
Al seme candido del tuo amore
All'eterno 
All'infinito
E poi 
Al nulla
Come se la notte ti avesse rapita
Ti avesse travolta
Col suo morbido drappo nero
Per portarti, dolce megera
Tra le stelle che immagino
Bellissime
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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