il tuo sentiero seguo,
al tuo voler m’adeguo
e guardo alla TV,
quello che vuoi tu.
Vorrei spezzare in due
queste serate,
lasciarne parte a te
e portarmi una
per al destarmi
ritrovare
qualcuno a cui donare
il mio diario,
per poi ricominciare
l’itinerario che piace a te.
Sarà un ritorno, pochi mesi appena
ma c’è la piena sotto il ponte della città sul fiume
un lume di notte, una candela avvolta nel fumo
a sigillare un patto. Del tuo primo sorriso
ho rivisto ogni frame e i successivi hanno raggiunto
il nucleo denso dell’emozione, cambiando ogni stato
-la gioia sotto pelle e le faglie richiuse dell’amarezza-
e il fondamento delle incertezze. Della carezza
che ti ho chiesto è arrivato il primo boato
la firma al quadrato sulla tenerezza. Ho un punto
di liquefazione, forse è vicino al tuo, sul viso
acceso di rosso o facendomi inondare dal profumo
delle tue mani, del giorno e della notte cosa rimane
se non ci sei tu a riempire la scena?
che dagli occhi, sei scivolata,
prosciugando così il cuore
scendendo, lentamente,
su una guancia già bagnata.
Inesorabilmente senti la tua fine arrivare,
tra le labbra dischiuse,
dove soffocare e poi morire,
poiché è finito il tempo per gioire.
Tiepida lacrima salata, triste ed umiliata,
versata per chi ha già spiccato il volo,
per altri lidi e lo ha lasciato solo,
nella disperazione, a combattere il dolore,
affinché tu sia davvero l'ultima lacrima
che sgorga direttamente dal suo cuore.
la scrivo per te che fai parte di me.
Una poesia d’amore,
scritta con le parole
che sgorgano dal profondo del mio cuore.
La scrivo perché tu sei fuori e dentro di me,
mia anima dolce e sublime essenza
che nutre il mio amore,
ti porto sempre dentro nel cuore.
Per quello ti scrivo questa poesia,
per dirti quanto tu riempia la vita mia
e senza di te non saprei mai stare
che tu sia strega o fata,
ma da me sempre desiderata e amata.
Di te ricordami
… E come aquile a cui le ali
E cosa c’è di male
una stella attaccata al blu della notte.
La tazzina del caffè che bevi al mattino.
Nutrirmi dei tuoi baci,
specchiarmi nei tuoi occhi.
Voglio stare con te.
Anche se il vento ci soffia contro,
anche se il soffitto si sgretola
sotto i nostri piedi e le pareti della nostra vita,
Stretta stretta a te,
senza pensare a domani.
Come il sole abbraccia il mare al tramonto.
Noi due abbracciati sospesi nel tempo.
mentre sul far della sera
il Grecale vento, sussurra piano
in attesa di una tua carezza.
Cosi...
si librano le dita sui tasti
cullando ora i bianchi, ora i neri
a frantumare il tempo rimasto
tempo, che amalgama nuvole e lacrime.
Nel frattempo...
celo gli occhi al tramonto
mentre una mano mi cinge la vita
e immergo il mio sguardo nei tuoi occhi
che taciti affiancano i miei passi
verso la luce del mattino.
E...
in quel bagliore ti ritrovo
a sfiorar le mie membra stanche
ed io mi beo dell'arcobaleno
del tuo viso
che ancora oggi, vicino a me ritrovo
ripetè il cuore al dolce amante.

Pensi ancora a lui?
Mi lascerai ancora da solo, a pensare a te?
Perché te ne vai via da me?
Nulla di nuovo l'alba ti porterà, se torni da lui.
Dimmi dove vai che io ti seguirò,
per non abbandonare i sogni miei,
in cui unicamente tu, ci sei.
Se resterai e lo vorrai, potrai unirli insieme ai tuoi.
Ti chiamo al tuo telefono, ma non mi rispondi mai.
Dimmi perché, se l'ultima volta mi hai giurato:
"Non ci lasceremo mai".
Dove sei andata?
A me non pensi mai?
Sei tornata da lui?
E' questo che tu vuoi?
Sei fuggita dai sogni miei,
eppure fai parte di me
e qui, adesso e per sempre, ti vorrei.
sfioro il profilo denso
stordito
annuso pianto
che vento asciuga.
Ma ripervade
un trìlogo di spine in squarcio
dal petto e irrora.
Àncora pregna
riposa in bassa
marea d’effluvio
assenza
di tuberosa
di te
mia sposa essenza.
ma profuman d’amore ad ogni carezza.
I tuoi occhi hanno pianto molte volte,
però quando ridi illuminan il mondo.
Hai un corpo esile tanto da sembrar debole,
ma ad ogni sussulto scorre l’ardor nelle tue vene.
Sembran sorrisi le rughe del tuo viso
e le smagliature
segnan il passar degli anni che ti porti addosso, son diventati adulti i tuoi figli.
Han molte cicatrici i tuoi ricordi, tante grida e rabbia,
tradita dall’uomo che ti aveva giurato per l’eternità sull’altare.
Sei ancora bella per chi ti ama,
perché non ha età l’amore per chi ha messo in gioco il suo cuore.
Non aveva fedi, l’ultima era sparita
quel giorno di ritorno dalla Versilia
li vedeva i poeti col labbro scucito
e il cuore a ridosso dell’abisso
e pregava. Nella sua notte serena
a tinte grigie solo la memoria di fedi antiche
l’oro slabbrato, il gancio della luna
a dividere le ombre. Al cambio di scena
qualcosa si ruppe, furono ortiche
e gelsomini, poi vide la carena
della nave uscire dal porto, l’asso
calato sul tavolo verde, il mito
del cuore sorgente, lei che non t’umilia
e ti ascolta, quasi il riverbero di un’altra vita.
Va il pensiero
s'invola su alture
su monti e pianure
s'alza più in alto
e s'imbeve di cielo
raccoglie nuvole di velo
poi ridiscende
e si tuffa nel mare
ne assorbe il colore
e si fa trasportare
sopra un'isola senza persone
per un attimo si ferma a riposare
poi riprende il viaggio e giunge da te
ti porta i doni
che ha trasportato
sono piccole cose ma molto preziose
una stilla di pioggia
un'onda di mare
un profumo di bosco
trasparenti luci suoni e voci
ogni piccola parte che ti è giunta
parla per me
parla del mio amore
fatto di niente.









