e rincorrere treni, per fare salire, con te, la tua malinconia,
affinché essi, per sempre, la portassero via.
Ho visto i tuoi sorrisi riempire il mio cuore
di gioia, tenerezza e amore.
Il tuo corrermi incontro per stringermi in un forte abbraccio,
un bacio, per poi finire in una giornata d'amore.
Ora più che mai sai essermi costantemente vicina, come un raggio di sole,
che arriva solo per me, a scaldare il mio cuore.
La brezza marina travolgeva il respiro
ed il vento giocava con i nostri capelli
sciamando con le nuvole
a battere i tamburi sugli scogli:
era la nostra scenografia
di estati smaglianti
riflesse in zolle di topazio e oro.
Gioia da incamerare:
nutrimento del nostro sentimento!
Ora questo tempo non ha più voce:
sono ore amorfe
passate nel seno delle distanze
mentre gli occhi osservano un buio arcano
che non trova più le stanze del cuore
avendo nello sguardo solchi avari di sorriso.
Ci muoviamo come sbiadite sagome
con mani che viaggiano disunite
in quell’indifferenza che sale dal profondo.
Un amore smarrito non riesce
a dissetare l’arsura
di due anime lontane.
o si gioca ad amarsi, come fanno i bambini
che un bacio diventa un sogno realizzato.
Alla mia età, la felicita è vedere brillare i tuoi occhi,
rubarti le lacrime come fa il sole con la rugiada
che, portandole via, le asciuga al calore del mattino.
Alla mia età, l’amore è una sinfonia
che si suona in due e nulla e nessuno la può fermare,
perché abbiamo imparato cosa vuole dire amare.
sulla tua pelle bianca,
corrono sul tuo corpo
libere di saltare
come stambecchi bradi
dalle colline al piano,
dagli anfratti alle cime.
Corrono le mie mani
ed ecco sono orecchie
che odono il tuo gemere
ed ecco sono occhi
che scrutano nel buio
le labbra, il seno, il sesso
ed ecco sono il tutto
che in te si fonde e affonda.
Resta lo scempio delle parole, l’intelligenza
tradita e la vergogna d’avere ferito
chi ami senza motivo. Quanto è stato vicino
il dirupo, spinto dall’amnesia, la via
che ho visto non ha sbocchi, solo blocchi
di carta compressa di giornale, il reale
al tempo delle giostre ferme per mancanza
di elettricità. E se mi guardi per capire
cosa mi sia successo quel giorno all’imbrunire
del sole, e se le labbra sfuggono all’aderenza
della lingua per poi abbandonarsi al fatale
di un bacio senza tempo, allora vedo nei tuoi occhi
la trasparenza dell’acqua, ma so che la mia
è acqua di spine. Avremmo potuto ascoltare il violino
della nostra canzone, ma senza lo spartito
delle note conosciute, la musica stessa è assenza.
per confondere le mie lacrime,
sapendo che oggi sarei rimasto qui da solo
e non t’avrei più avuta con me.
Devo pensare che diventerai un indimenticabile ricordo,
come una vecchia e romantica melodia che cantavo per amore.
Perderti senza aver potuto fermarti fa molto male,
quando l’orgoglio
è un bicchiere che hai riempito senza mai vuotare,
perché a te appare vuoto.
Così la solutine mi tiene prigioniero dei ricordi,
a chi potrei gridare la mia rabbia se nessuno mi ascolta
e allora vago nella notte per confidar nella pioggia
che sappia consolare le lacrime e non farle sentire sole.
La voce più non mi sostiene,
così abbraccio il silenzio,
credimi la luce si è spenta
e davanti a me non vedo più nessuna strada,
che mi possa portare nel luogo dove sei andata tu.
Non sarai un attimo fuggente,
o l'alba del mattino,
la fresca brezza di primavera
o una calda giornata d'estate.
Non sarai il crepuscolare,
che, nella notte, si va ad immolare.
Tu sei nel mio destino
e la tua bellezza s'accende,
come un sorriso di un bambino.
Labbra dissetanti di baci,
tu, mia passione,
non solo sei entrata nel mio cuore,
ma anche nella mia anima,
riempiendola di amore.
E ti ascolto sempre, voce su voce
silenzio su silenzio, talora sono altri
a parlarti, del tutto e del niente
che ti riguarda. Il picco del destino
della ruota celeste che deve arrivare
non ci troverà fermi ad aspettare
siamo in cammino, il volantino del giorno
dice che non ci sarà il ritorno all’ovile
ora che il confine è stato varcato.
E’ domenica, dicono, giorno di mercato
hai sistemato le tende per le foto nel cortile
della casa sul lago. Il mago ha un corno
rosso in tasca, la pesca è da valutare
con i balocchi in cantina, per amare
per amarti tutta la vita serve che il lino
della tovaglia porti le tue iniziali. E alla gente
cui mentiamo ogni giorno, diremo che siamo coltri
di foglie cadute ai piedi dell’albero di noce.
Vorrei incedere nei tuoi passi,
asfissiare nel tuo avviluppo
e discernere dal tuo sguardo...
Vorrei essere emozione
delle tue guance
e verbo delle tue labbra...
Vorrei che tu fossi
l'albeggiare e vespro,
genesi ed epilogo...
Sei bronzee sinuosità
che dannano da sempre
al perenne tormento...

Una goccia è una goccia
che fugge dal cielo
e non lascia traccia, rotolando via
muore da sola ed il vento la scaccia.
Così sarebbe la mia vita
se fosse vissuta solo per me
senza finestre spalancate
sulla tua…
se fossi senza
di te…
e invece la nostra vita
è pioggia dal dolce mormorio
che scivola a dilavare
e danzando rigenera l’esistenza
dei giorni a venire.
i sensi persi.
Anche un solo gesto
Forse,
era solo un mese eccellente
col suo diffuso luccicore metallico
e il suo prezioso verde malachite;
le piccole vele,
e una tempesta di rubini
come ciliegie rosse appese.
L’aria di minerali siderei,
immobile
come Lastra di diamante
in quel profumo,
cosicchè i pensieri
potessero legare l’anima e ciascuno.
E intanto cantavo, cantavo,
ascoltando
il violino di Chagall;
danzavo, danzavo,
guardando l’originario di Matisse
e scoprivo
di poter ridiventare
comee io volevo.
Danzavo.
Al chiaro di luna con un nuovo sfondo
nel deserto Mayenne
ora cuore innamorato,
con il cappello contornato di candele
di Vincent ,
ad Auverse- sur -Oise-
domenica 28 luglio e suoi ultimi fuochi nelle sere.
Cantavo!
L’amore è come una preghiera:
va canzone, vola rapida,
prima che tu te ne vada
nell’ombra interminabile a perire,
da sola.
Non importa dove andrai,
vola,
purchè sia altrove.
Se la vita è solo un ‘eco
basta riprendere fiato
e danzar di gioventù nuove.
Sui campi verticali:
grano- corse- gioia;
in strisce orizzontali:
letto – pace- amore-.
Ora.
Bisogna vegliare!
Nella notte scrivere pagine d’orgasmo,
colloquiare col silenzio.
Che accadano belli
i giorni,
come fanciulli nell’aurora;
che con pienezza vadano
mentre qui ,noi,
come Mistero Arcaico
e Padre eterno,
restiamo.
Ancora.

Eri così bella
che subito ti chiamai...
Ali di farfalla.
Minuscolo aquilone
tradito dal filo,
tramato... in una tela.
Ti liberai
e volasti via,
libera, come non mai.
E vola!
Di fiore in fiore
di ramo in foglia,
vola, Ali di farfalla.
E ti posi, leggera.
Poi... ti posi,
sulla mia spalla.
Che emozione,
Ali di farfalla!
quando le mie rughe saranno solchi
e nel cielo ci saranno le stesse nuvole
di quel giorno di maggio
quando la pioggia era un respiro
e le lancette un bacio
conficcate nel mio fianco.
Chiamami quando sarò un tronco
e le foglie un ornamento
sul mio marmo
e quel giorno vieni pure
a togliermi quei rami dagli occhi
che come aghi di pino
galleggiavano nel fiume del nostro destino
e non sarà mai tardi
non sarò più piombo
né zavorra sui tuoi passi stanchi.
Chiamami quando avremo la stessa solitudine
e la confonderemo con l'amore
senza più inquietudine
ansia e languore
ma con l'attenzione di due vecchi
storpiando poesie
sul viale che porta
all'inutile infinito
nello strapiombo di un bambino
tra la paura e il gioco
di euforica morte.
La traccia che ho seguito mi ha condotto
sino a te, forse un sesto senso o una visione
notturna di un altro tempo. C’è il lampo
e poi una quiete silente, il rombo del tuono
a scuoterci dalla routine, il dolore che irrompe
sgradito, di tanto in tanto. E le falci come parole
che si affilano lungo il percorso, poi l’ago ricuce
ciò che è smagliato nel cuore. L’emozione ha voce
e il sussurro è il fianco del suono, le cedole
sono in scadenza, già puoi vedere l’imbocco delle rampe
che portano in cima. E’ una questione di crono
di tempi sfalsati che si rincorrono, c’è il gambo
di rosa appassita sul velo da sposa e la delusione
che scompare quando anche l’amore è tradotto.






