Si accarezzava il grembo,
ancora così piccolo
ma già pieno di speranza.
Mille progetti per il futuro,
mille emozioni e soprattutto
l'amore per quella creatura
che si stava generando.
Un gesto disperato
fu abbandonarla,
così che almeno
il suo amore potesse
avere un futuro,
uno diverso, migliore.
Non sentirà più
il suo battito,
non lo vedrà mai più;
eppure è rimasto il legame,
come se il cordone
non fosse mai stato reciso,
anche se si trovano
a chilometri di distanza.
Lei non c'è più;
quanto dolore
proverà lui,
nel scoprire
che ora è rimasto
solo il ricordo
di quell'amore infinito?
ancora così piccolo
ma già pieno di speranza.
Mille progetti per il futuro,
mille emozioni e soprattutto
l'amore per quella creatura
che si stava generando.
Un gesto disperato
fu abbandonarla,
così che almeno
il suo amore potesse
avere un futuro,
uno diverso, migliore.
Non sentirà più
il suo battito,
non lo vedrà mai più;
eppure è rimasto il legame,
come se il cordone
non fosse mai stato reciso,
anche se si trovano
a chilometri di distanza.
Lei non c'è più;
quanto dolore
proverà lui,
nel scoprire
che ora è rimasto
solo il ricordo
di quell'amore infinito?
6 commenti
Voglio portar con me, di te,
i tuoi sorrisi,
il brillar di gioia dei tuoi occhi...
e il profumo della tua pelle,
delle notti d’amore.
Voglio poter unir
in un unico sogno
i nostri cuori,
con frasi colme d’ardore,
fare diventare, in un abbraccio
eterno, il nostro amore.
Voglio poter dire sei mia,
non per possederti,
ma solo per condividere
con te la vita mia
e insieme farla diventare melodia.
i tuoi sorrisi,
il brillar di gioia dei tuoi occhi...
e il profumo della tua pelle,
delle notti d’amore.
Voglio poter unir
in un unico sogno
i nostri cuori,
con frasi colme d’ardore,
fare diventare, in un abbraccio
eterno, il nostro amore.
Voglio poter dire sei mia,
non per possederti,
ma solo per condividere
con te la vita mia
e insieme farla diventare melodia.
Sconosciuto è il tuo cuore
Che non parla alla mia vita,
Sei il presente che scompare,
Come fosse foschia,
Sotto l'ombra malinconica
Dei tuoi occhi.
Mi annienti con i tuoi silenzi rarefatti,
Eppure sento la pienezza
Che trasmettono.
La tua anima è come il mare.
Questo amore fantasma,
Che mi sfiora, mi accende,
Mi dà vita.
Troppo poco mi sono bagnata
Dei tuoi baci senza fine.
Poco cuore ho ascoltato,
Nel suo battito, del tuo fiato
Ho preso respiro,
La tua pelle ho toccato con
Carezze di velluto,
Come sogni li ho vissuti
Tra un alito di vento e un profumo.
Resta la certezza che, domani
Forse tornerai..Tra le mie mani.
Che non parla alla mia vita,
Sei il presente che scompare,
Come fosse foschia,
Sotto l'ombra malinconica
Dei tuoi occhi.
Mi annienti con i tuoi silenzi rarefatti,
Eppure sento la pienezza
Che trasmettono.
La tua anima è come il mare.
Questo amore fantasma,
Che mi sfiora, mi accende,
Mi dà vita.
Troppo poco mi sono bagnata
Dei tuoi baci senza fine.
Poco cuore ho ascoltato,
Nel suo battito, del tuo fiato
Ho preso respiro,
La tua pelle ho toccato con
Carezze di velluto,
Come sogni li ho vissuti
Tra un alito di vento e un profumo.
Resta la certezza che, domani
Forse tornerai..Tra le mie mani.
Il freddo allunga le braccia
riveste l'intorno spogliando gli alberi
dalle foglie caduche dan forma
al tappeto scrosciante ove cammino piano
Mi stringo nel caldo piumino,
non ho più il tuo abbraccio
a riscaldare le mie spalle
nella mano non stringo la tua ma una conchiglia
raccolta sulla spiaggia l'ultimo inverno tuo
Riempivi la vita di colori
il rosso amore, l'arancione del sole
l'azzurro del cielo che si sposava
all'orizzonte col blu verde del mare,
talvolta il grigio di un breve temporale
e poi l'arcobaleno simbolo di pace
E ci amammo, quanto ci amammo
e le risate insieme fino alle lacrime,
anche il pianto ci appartenne
insieme asciugammo le pozzanghere
Arrivò quella “ DONNA” si innamorò di te,
ti ammaliò, non resistetti al fascino maledetto,
ti fece suo poi ti lasciò, un altro amante l'aspettava,
la gelosia non mi appartenne
ti consolai, curai le ferite dolcemente
e ci amammo ancora con il solo sguardo
fin quando arrivò il giorno della partenza
Ora il tuo carro è una nuvola bianca
sento il tuo profumo quando sfrecci nei cieli
nel sonno mi vieni a trovare,
amo vivere il giorno ma con ansia aspetto le notti
Se un giorno verrai di nuovo a cercarmi
- giacché io già lo faccio ora nei mie sogni
e per questo non vedo l’ora che il sole tramonti-
ti chiedo solo di non usare le mie stesse parole
che ora ti canto nei miei sogni.
Ma quando verrai,
se vorrai di nuovo cercarmi,
non dirmi che ti sono mancato...
che non hai smesso di pensarmi;
non usare qualche semplice schema d’amore,
per rincominciare a prendermi le mani.
Anche se c’è sempre la convinzione che forse
tu non mi cercherai più
perché impegnata nei tanti sogni di uno “sconosciuto”
- che non riconosci essere me -
che ti parla d’amore ogni notte.
Ma quando vorrai di nuovo camminare,
per ascoltare il canto d’amore,
come nel più bel sogno d’amore delle tue notti,
non far arrossire la luce del sole,
come fanno due amanti al loro primo bacio,
quando inaspettatamente ritroverai me…
E quando verrai di nuovo verso me
con la voglia di chiamare finalmente per nome
quell’ uomo che ti parla d’amore nei tuoi sogni,
e mi riconoscerai dalla voce
come potranno i tuoi occhi mentire ai miei occhi
quando capirai che quel “sconosciuto” che viene
a cercarti nei tuoi sogni ogni notte
sono io.
Ti prego però non dirmi che invano ci siamo smarriti;
che avevamo chiuso gli occhi
e per un attimo
perdere l’orientamento di noi due.
Quando riprenderai le mani miei nelle tue
Io ti dirò:
”Lasciami stare,
si è fatto tardi,
ho un appuntamento...
devo parlare stanotte d’amore
alla donna del mio cuore...”
Ma io già lo so che tu non verrai a cercarmi
e le mie mani resteranno senza presa anche stanotte.
Io continuerò a
sognarti venire da me
con il desiderio di stringere le tue mani alle mie;
mentre io continuerò a dirti ogni notte:
“lasciami stare,
si è fatto tardi,
ho un appuntamento...
devo parlare stanotte d’amore
alla donna del mio cuore”
- giacché io già lo faccio ora nei mie sogni
e per questo non vedo l’ora che il sole tramonti-
ti chiedo solo di non usare le mie stesse parole
che ora ti canto nei miei sogni.
Ma quando verrai,
se vorrai di nuovo cercarmi,
non dirmi che ti sono mancato...
che non hai smesso di pensarmi;
non usare qualche semplice schema d’amore,
per rincominciare a prendermi le mani.
Anche se c’è sempre la convinzione che forse
tu non mi cercherai più
perché impegnata nei tanti sogni di uno “sconosciuto”
- che non riconosci essere me -
che ti parla d’amore ogni notte.
Ma quando vorrai di nuovo camminare,
per ascoltare il canto d’amore,
come nel più bel sogno d’amore delle tue notti,
non far arrossire la luce del sole,
come fanno due amanti al loro primo bacio,
quando inaspettatamente ritroverai me…
E quando verrai di nuovo verso me
con la voglia di chiamare finalmente per nome
quell’ uomo che ti parla d’amore nei tuoi sogni,
e mi riconoscerai dalla voce
come potranno i tuoi occhi mentire ai miei occhi
quando capirai che quel “sconosciuto” che viene
a cercarti nei tuoi sogni ogni notte
sono io.
Ti prego però non dirmi che invano ci siamo smarriti;
che avevamo chiuso gli occhi
e per un attimo
perdere l’orientamento di noi due.
Quando riprenderai le mani miei nelle tue
Io ti dirò:
”Lasciami stare,
si è fatto tardi,
ho un appuntamento...
devo parlare stanotte d’amore
alla donna del mio cuore...”
Ma io già lo so che tu non verrai a cercarmi
e le mie mani resteranno senza presa anche stanotte.
Io continuerò a
sognarti venire da me
con il desiderio di stringere le tue mani alle mie;
mentre io continuerò a dirti ogni notte:
“lasciami stare,
si è fatto tardi,
ho un appuntamento...
devo parlare stanotte d’amore
alla donna del mio cuore”

Quel soffio di vento
che unì le nostre essenze
con una melodia di canto primordiale
percorrendo il canyon della nostra pelle
allacciò le mostre vite
congiungendole
in amalgama di pensieri e d’intenti
in cui sole e nuvole
furono la nostra scrittura
mentre le nostre voci
divennero stretto nodo
emanante vibrazioni
scaturite da profondità inesplorate
da cui ancora fuoriescono emozioni
ad un ritmo
che si rispecchia nelle nostre iridi.
Noi due sotto la rima aulica del cielo
navigando tra le rive delle nostre braccia.
Se me l'avessero narrato
di una notte insonne
di questi occhi sconosciuti
che mi avrebbero inondato l'anima di fiori
e raggiunta alla foce del desiderio
se mi avessero raccontato questa favola e i suoi intenti
la sua morale indistinta
il suo corpo e la stola con cui mi ricopre
tela e fondo di un cobalto immemore
non avrei creduto al suo nero sfondo
occhi che di madreperla mi vestono
e m'intonano i loro segreti
nella benedizione della carne e dei seni
perpetuo moto del tuo corpo nel mio
in cerca dell’ignoto e dei suoi segni,
del brodo dell’origine, dell’argine celeste,
della lettura telepatica dell’anima
nella distensione dei sensi. E i quadrati
dei cateti uguali a quello dell’ipotenusa,
-geometrie triangolari a rischio implosione-
i lati della realtà, ogni nucleo è denso
prima della sottrazione d’energia. Corpi
a contatto come torce, l’incandescenza
è il reato, la macchia sullo stato di quiete.
Perché chi ha sete deve bere alla fonte
dell’acqua del piacere, delle sere nel peccato
della trasparenza, fuochi che cambiano colore
all’esistenza, giochi d’amore nella vasca
con l’acqua ad amplificare le vibrazioni della pelle.
E stelle sul cruscotto del cielo, anni luce
distanti da ogni palpito, eternità in un bagliore.
E intreccio parole, verbi a complemento, rime
come arabeschi, suoni sincopati, fiabeschi
affreschi del reale, del nucleo in divieto di sosta
nel traffico del quotidiano. Per dirti cos’è l’amore
al tempo del tramonto, un segno nello spazio,
una porzione di cielo illuminata a giorno,
l’epicentro di ogni emozione, la regione
di ogni canto. E se come d’incanto ogni equazione
ha una soluzione e se vedo chiaro ogni contorno,
-le ombre insieme a barbagli, dono e dazio
agli angoli della tua figura- il petalo di un fiore,
la lente del talento, quei versi nella busta
abbinati ai confetti al pistacchio: siamo questi,
sensi come torce, lame di luce e gocce di sublime.
No, non scriverò più poesie d’amore per te
Non spremerò il cielo
per prendere del nero bucherellato
da puntini luminosi
e incollarlo su pagine vuote.
Non guarderò più i fianchi e le mani
del sole e della luna e delle brusche montagne
per usare sempre le stesse parole d’amore.
Lascerò il canto libero alle stelle;
-un tempo tacquero per ascoltare il mio canto;
ma ora lascerò libero il loro canto -.
Potrei ancora stringere sul mio pugno
la danza delle prime luci di ogni giorno.
O pressare la superficie di sopra
per qualche stella in più...
per darti parole che il tuo cuore già sa?
Per donarti un pezzo di carta
con ripetizione di ciò che il tuo respiro ormai conosce?
No, non scriverò più nessuna poesia d’amore.
Né raschierò più la superficie dei giorni.
Non incalzerò più l’anima irrequieta del tempo
per sterrare profumi da forme e orizzonti;
scovare nuovi colori,
e incastonarli qua e là
sulla facciata bianca di un foglio.
Questa volte lascerò da parte
gli oceani ruggenti e schiumosi,
i venti irrequieti della bruna stagione,
gli assalti del sole su giovani girasoli;
per non dover riempire
con gli stessi verbi d’amore
bianchi fogli.
No, non scriverò più poesie d’amore.
Non farò più sgorgare dall’ inchiostro
aggettivi d’amore.
Intrecciando le stesse frasi:
“… luna danzante…”
“… rosso tramonto…”
“… sole cocente …”
Poi la pioggia;
e le montagne;
e le cadute d’acqua;
il ruzzolare di foglie.
No, non renderò più irrequieta
l’anima di nessun foglio con nuove poesie.
Sarei costretto a ripetere
incastonando in modo diverso
il desiderio delle mie labbra;
il canto dell’anima mia,
l’ardore del mio petto.
Stesse parole.
Stesse consonanti.
Stesse vocali.
No!
Stavolta non afferrerò la mia mano sull’anima del foglio.
Cosa potrei raschiare più dalla creazione per dirti che t’amo
Forse molto più rosso,
o di giallo,
ancora più verde ?
No,stavolta non scriverò più nessuna poesia d’amore per te.
Semplicemente d’ora in poi
non strapperò più
l’azzurro dal cielo;
il giallo dal sole;
la leggerezza
della caduta dalla foglia;
la scioltezza del volo dalla farfalla.
Non sorreggerò più colori inzuppando fogli bianchi.
Non sospingerò più profumi amalgamandoli a verbi d’amore.
D’ora in poi,
senza affannarmi,
lascerò insecchire l’ inchiostro,
appassire il foglio,
e siederò come ogni sera acconto a te…
ma stavolta ti guarderò,
e non allontanerò il mio respiro da te.
Non staccherò i miei occhi da te.
E quando mi chiederai:
“Amore, perché hai smesso di scrivere poesie d’amore
e mi stai guardando senza separare i tuoi occhi dai miei occhi”.
Io risponderò,
semplicemente ti sussurrerò:
“Fai silenzio!
Sto leggendo e rileggendo la più bella poesia d’amore
mai scritta da Dio per il mio cuore”
Non spremerò il cielo
per prendere del nero bucherellato
da puntini luminosi
e incollarlo su pagine vuote.
Non guarderò più i fianchi e le mani
del sole e della luna e delle brusche montagne
per usare sempre le stesse parole d’amore.
Lascerò il canto libero alle stelle;
-un tempo tacquero per ascoltare il mio canto;
ma ora lascerò libero il loro canto -.
Potrei ancora stringere sul mio pugno
la danza delle prime luci di ogni giorno.
O pressare la superficie di sopra
per qualche stella in più...
per darti parole che il tuo cuore già sa?
Per donarti un pezzo di carta
con ripetizione di ciò che il tuo respiro ormai conosce?
No, non scriverò più nessuna poesia d’amore.
Né raschierò più la superficie dei giorni.
Non incalzerò più l’anima irrequieta del tempo
per sterrare profumi da forme e orizzonti;
scovare nuovi colori,
e incastonarli qua e là
sulla facciata bianca di un foglio.
Questa volte lascerò da parte
gli oceani ruggenti e schiumosi,
i venti irrequieti della bruna stagione,
gli assalti del sole su giovani girasoli;
per non dover riempire
con gli stessi verbi d’amore
bianchi fogli.
No, non scriverò più poesie d’amore.
Non farò più sgorgare dall’ inchiostro
aggettivi d’amore.
Intrecciando le stesse frasi:
“… luna danzante…”
“… rosso tramonto…”
“… sole cocente …”
Poi la pioggia;
e le montagne;
e le cadute d’acqua;
il ruzzolare di foglie.
No, non renderò più irrequieta
l’anima di nessun foglio con nuove poesie.
Sarei costretto a ripetere
incastonando in modo diverso
il desiderio delle mie labbra;
il canto dell’anima mia,
l’ardore del mio petto.
Stesse parole.
Stesse consonanti.
Stesse vocali.
No!
Stavolta non afferrerò la mia mano sull’anima del foglio.
Cosa potrei raschiare più dalla creazione per dirti che t’amo
Forse molto più rosso,
o di giallo,
ancora più verde ?
No,stavolta non scriverò più nessuna poesia d’amore per te.
Semplicemente d’ora in poi
non strapperò più
l’azzurro dal cielo;
il giallo dal sole;
la leggerezza
della caduta dalla foglia;
la scioltezza del volo dalla farfalla.
Non sorreggerò più colori inzuppando fogli bianchi.
Non sospingerò più profumi amalgamandoli a verbi d’amore.
D’ora in poi,
senza affannarmi,
lascerò insecchire l’ inchiostro,
appassire il foglio,
e siederò come ogni sera acconto a te…
ma stavolta ti guarderò,
e non allontanerò il mio respiro da te.
Non staccherò i miei occhi da te.
E quando mi chiederai:
“Amore, perché hai smesso di scrivere poesie d’amore
e mi stai guardando senza separare i tuoi occhi dai miei occhi”.
Io risponderò,
semplicemente ti sussurrerò:
“Fai silenzio!
Sto leggendo e rileggendo la più bella poesia d’amore
mai scritta da Dio per il mio cuore”
Caro amore,
domani ti porterò
un mazzo di rose rosse
abbelliranno la tua casetta
è già così piccola e fredda,
per te che amavi tanto il sole
Un tempo portavi tu a me i fiori
di varie qualità e colori
rallegravano e profumavano la casa
erano un tuo dono, ogni cosa venuta da te
era preziosa più dell'oro
provavo felicità ringraziando
di averti incontrato amore mio
Era una speranza che non facevo mia
trovare l'uomo della mia vita,
invece eri dietro l'angolo per farmi tua per sempre,
far di me una donna con il tuo amore ed il mio
che crebbero insieme fino alla fine
So che lì giace solo il tuo corpo
la tua anima è stella lucente
quella che la sera brilla
più di ogni altra e saluto con bacio
prima che venga il sonno
Io amavo anche il tuo corpo
che racchiudeva il meglio di te
mi accoccolavo fra le tue braccia
il mondo si tingeva dei più bei colori
che affrescano il quadro della vita
Sono semplici parole queste ma sentite
sono dolci ed amare insieme perchè mi manchi,
ogni giorno continuo ad innamorarmi di te
come un romanzo tratto da una storia vera
Il suo sguardo era spento, vuoto
Il suo viso era delineato dai contorni della sconfitta, dello sconforto
Della voglia di arrendersi…
Ma poi lassù qualcuno decise per lei
Decise che quello sguardo non poteva essere spento
Decise che quel sorriso non doveva rimanere nell’oblio
E in quel momento
In quel preciso momento
Lei guardò il Sole
Ed il sole diventò Luna
Decise di mettere da parte la sua luce vitale
Poiché si accorse che l’universo doveva essere irradiato da un altro bagliore
Più forte
Più dolce
Più sincero
Il suo…
Il suo viso era delineato dai contorni della sconfitta, dello sconforto
Della voglia di arrendersi…
Ma poi lassù qualcuno decise per lei
Decise che quello sguardo non poteva essere spento
Decise che quel sorriso non doveva rimanere nell’oblio
E in quel momento
In quel preciso momento
Lei guardò il Sole
Ed il sole diventò Luna
Decise di mettere da parte la sua luce vitale
Poiché si accorse che l’universo doveva essere irradiato da un altro bagliore
Più forte
Più dolce
Più sincero
Il suo…
No, non penso alla gelosia,
forse sono un folle, a crederti mia!
Io ci credo che tu sei mia!
Perché ti amo alla follia,
dolce donna mia.
Sai questo sentimento,
è nato dentro di me piano piano,
trovandomi senza accorgermi
a dirti ti amo.
La mia vita è nata per te,
anche quando non sapevo chi tu fossi,
ma ero consapevole che tu c’eri.
Donna, donna mia,
come posso pensare che tu non sia mia?
Quando insieme a te la mia vita,
diventa poesia.
No, non posso pensare che tu
te ne possa andare via,
lasciandomi credere che il nostro amore
sia solo una follia.
forse sono un folle, a crederti mia!
Io ci credo che tu sei mia!
Perché ti amo alla follia,
dolce donna mia.
Sai questo sentimento,
è nato dentro di me piano piano,
trovandomi senza accorgermi
a dirti ti amo.
La mia vita è nata per te,
anche quando non sapevo chi tu fossi,
ma ero consapevole che tu c’eri.
Donna, donna mia,
come posso pensare che tu non sia mia?
Quando insieme a te la mia vita,
diventa poesia.
No, non posso pensare che tu
te ne possa andare via,
lasciandomi credere che il nostro amore
sia solo una follia.
Ieri ho capito
che non posso viverti
sei il mio amore sbagliato
quello che mi farà male,
mi farà soffrire.
Per questo anche se ti desidero,
non ti cerco.
Vorrei sapere come stai.
Hai litigato con tua madre oggi?
Stamattina hai già bevuto il tuo cappuccino?
Sei andata in palestra?
Sei felice o sei triste?
Vai a ballare piú tardi?
Quando sei tornata dal mare?
Vorrei tanto sapere di te
Sei sempre nei mei pensieri
Ma non domando
Non chiedo alle persone
che ti conoscono
Ho il tuo numero
Ma non ti chiamo
vedo la tua foto
salvata trai i contatti
del mio telefono
Ma non ti mando un messaggio
Ho il tuo indirizzo
Ma non ti aspetto sotto casa
Non mi fermo neppure a guardare
sotto la tua finestra
Eppure ti penso e soffro
Amare e soffrire sono due emozioni diverse
Ed io amo e soffro
Ed ho paura
Per questo non ti cerco.
E tu non mi cerchi
Chissà se mi pensi.
che non posso viverti
sei il mio amore sbagliato
quello che mi farà male,
mi farà soffrire.
Per questo anche se ti desidero,
non ti cerco.
Vorrei sapere come stai.
Hai litigato con tua madre oggi?
Stamattina hai già bevuto il tuo cappuccino?
Sei andata in palestra?
Sei felice o sei triste?
Vai a ballare piú tardi?
Quando sei tornata dal mare?
Vorrei tanto sapere di te
Sei sempre nei mei pensieri
Ma non domando
Non chiedo alle persone
che ti conoscono
Ho il tuo numero
Ma non ti chiamo
vedo la tua foto
salvata trai i contatti
del mio telefono
Ma non ti mando un messaggio
Ho il tuo indirizzo
Ma non ti aspetto sotto casa
Non mi fermo neppure a guardare
sotto la tua finestra
Eppure ti penso e soffro
Amare e soffrire sono due emozioni diverse
Ed io amo e soffro
Ed ho paura
Per questo non ti cerco.
E tu non mi cerchi
Chissà se mi pensi.
Ti sembra niente -se adesso ti sorseggio
da dentro il mio muro graffiato
e la mia maschera nera - bisognosa del tuo dono .
Ti sembra niente l’immersione mia
nelle tue profondità
per risalire con le labbra
la tua spina dorsale
-tutto l’intero che c’è in te.
E ti sembra niente la segreta rispondenza
-il rito comune
-il nostro corpo unico;
in una mano sola- tutta la vita dell’anima!
Ti sembra vero poi
-se in autunno noi siamo primavera
-fiori non più disabitati
-se in autunno noi siamo primavera
-fiori non più disabitati
-spighe lucenti
come gocce di fresca pioggia.
Risorti
- nella pelle sciupata
- nella pelle sciupata
sopra le ossa sotterranee
senza giardino -senza oli- senza incensi.
Asciutte senza il tremito del vino.
Non ti sembra santo
l’incontro delle nostre tenebre
l’incontro delle nostre tenebre
nella miseria d’amore in cui ci lascia il tempo?
-Poterti dire che sei la vita della mia vita;
sentirmi dire che sono vita della tua vita.
Restiamo qui…con questa stagione:
io ti farò il tè
-tu mi farai carezze buone.
MImmo Depinto: La carezza buona.

MImmo Depinto: La carezza buona.







