Come sai già, questa notte son qui da solo
e, come sovente, scrivo poesie,
oggi, però, questa la scrivo per te, donna della mia vita,...
per dirti tutte quelle cose
che nei nostri giorni trascorsi insieme
non sono mai riuscito a dirti.
Forse sarà la lontananza che s’aggrappa
alla disperazione della solitudine,
che mi porta a confessare
che in questo momento mi manchi tanto
e vorrei essere lì, con te.
Ma il crudele destino non me lo permette,
mi chiude in codeste quattro mura lontane.
Queste notti non ci son le tue carezze
e nemmeno i tuoi abbracci e baci,
che ci portavano a perderci in calde e lunghe ore d’amore,
ma soltanto sconsolati e lunghi freddi giorni d’inverno,
dove mi ritrovo a versare lacrime di malinconia
che cercano, tra i ricordi, d’essere rubate
dalla tua dolce compagnia.
Lo sai che, per me, è molto più facile scrivere
che dirti, a voce, ti amo,
forse dentro, nel mio cuore, sono sempre rimasto,
quel timido bambino che ti ha sempre sognato,
che ora, da te, vorrebbe essere consolato e amato.
e, come sovente, scrivo poesie,
oggi, però, questa la scrivo per te, donna della mia vita,...
per dirti tutte quelle cose
che nei nostri giorni trascorsi insieme
non sono mai riuscito a dirti.
Forse sarà la lontananza che s’aggrappa
alla disperazione della solitudine,
che mi porta a confessare
che in questo momento mi manchi tanto
e vorrei essere lì, con te.
Ma il crudele destino non me lo permette,
mi chiude in codeste quattro mura lontane.
Queste notti non ci son le tue carezze
e nemmeno i tuoi abbracci e baci,
che ci portavano a perderci in calde e lunghe ore d’amore,
ma soltanto sconsolati e lunghi freddi giorni d’inverno,
dove mi ritrovo a versare lacrime di malinconia
che cercano, tra i ricordi, d’essere rubate
dalla tua dolce compagnia.
Lo sai che, per me, è molto più facile scrivere
che dirti, a voce, ti amo,
forse dentro, nel mio cuore, sono sempre rimasto,
quel timido bambino che ti ha sempre sognato,
che ora, da te, vorrebbe essere consolato e amato.
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Quando Dio si sedette
iniziò dal lunedì
poi venne martedì e il mercoledì...
e le settimane seguite dai mesi e dagli anni.
Solo in quel momento Dio pensò all’amore.
E' fu così che Dio creò l’amore.
Sicuramente creò le profondità e le altezze...
e l’intimità in una goccia d’acqua.
E quando infilò la mano dentro di se,
per riempire lo spazio che stava creando,
scavò così a fondo che uscì fuori
una lunga giornata di sole...
e poi le stelle in alto
e il vento qua e là;
e ancora l’azzurro e la notte;
il rimbalzo della pioggia,
il sale nell'acqua e il cerchio sospeso della luna;
e scese sempre più giù
fino ad arrivare nella parte più profonda
del suo cuore
perchè non vi era ancora nessuna bellezza...
- a pare Lui naturalmente-
e quando frugò nella parte più nascosta del suo cuore
raccolse il primo vento tra i capelli,
la prima forma delle labbra sulla pelle,
il primo bacio che interrompeva il sonno della notte,
le prime parole spezzate da uno sguardo.
Poi dopo tutto questo
Dio il settimo giorno si sedette
e guardo te.
iniziò dal lunedì
poi venne martedì e il mercoledì...
e le settimane seguite dai mesi e dagli anni.
Solo in quel momento Dio pensò all’amore.
E' fu così che Dio creò l’amore.
Sicuramente creò le profondità e le altezze...
e l’intimità in una goccia d’acqua.
E quando infilò la mano dentro di se,
per riempire lo spazio che stava creando,
scavò così a fondo che uscì fuori
una lunga giornata di sole...
e poi le stelle in alto
e il vento qua e là;
e ancora l’azzurro e la notte;
il rimbalzo della pioggia,
il sale nell'acqua e il cerchio sospeso della luna;
e scese sempre più giù
fino ad arrivare nella parte più profonda
del suo cuore
perchè non vi era ancora nessuna bellezza...
- a pare Lui naturalmente-
e quando frugò nella parte più nascosta del suo cuore
raccolse il primo vento tra i capelli,
la prima forma delle labbra sulla pelle,
il primo bacio che interrompeva il sonno della notte,
le prime parole spezzate da uno sguardo.
Poi dopo tutto questo
Dio il settimo giorno si sedette
e guardo te.
Resteranno i nostri pensieri
Immuni da ricordi
Sotto un tacito assenso
Vegliera' la mente
E lascerà libero il campo.
Ci riempirà di noi
Di ogni nostro respiro
Illuminerà i nostri corpi
Nel muto abbraccio.
E le labbra saranno sfiorate
Da carezze di baci.
Sotto sorrisi di specchio
Ferme le immagini di noi..
Di noi, che ci completiamo
Sotto lo stesso cielo.
Sotto i rami del bosco,
Sotto l'ombrello
Di un amore in crescendo.
Immuni da ricordi
Sotto un tacito assenso
Vegliera' la mente
E lascerà libero il campo.
Ci riempirà di noi
Di ogni nostro respiro
Illuminerà i nostri corpi
Nel muto abbraccio.
E le labbra saranno sfiorate
Da carezze di baci.
Sotto sorrisi di specchio
Ferme le immagini di noi..
Di noi, che ci completiamo
Sotto lo stesso cielo.
Sotto i rami del bosco,
Sotto l'ombrello
Di un amore in crescendo.
Camminiamo in quelle vie dai nomi impronunciabili. Le stesse di ieri.
Non ricordo i nomi ma non importa. Ti dirò di più: non importa neanche dov'è che portano.
E' da ieri che camminiamo lungo le vie di questa splendida città e l'unica cosa che riesco a vedere sono le nostre mani.
Mi affascina il modo in cui si incontrano. Anche quando non si cercano prima o poi si trovano.
Mi affascina la perfezione con cui si incastrano... non tutte le mani sono fatte per stare insieme. Le nostre si, ne sono sicura, perché il cuore, tutte le volte che si trovano, per un istante si ferma per poi battere più forte che mai.
A volte si stringono forte, a volte si sfiorano solo poche dita. A volte non si accorgono di essere vicine, a volte si sciolgono in lunghe carezze.
Smetto di pensarci e stiamo già aspettanto l'aereo che ci riporterà a casa. Tu di nuovo mi tieni per mano.
Arrivederci Vienna, dolce cornice di questo nostro giovane amore.
Non ricordo i nomi ma non importa. Ti dirò di più: non importa neanche dov'è che portano.
E' da ieri che camminiamo lungo le vie di questa splendida città e l'unica cosa che riesco a vedere sono le nostre mani.
Mi affascina il modo in cui si incontrano. Anche quando non si cercano prima o poi si trovano.
Mi affascina la perfezione con cui si incastrano... non tutte le mani sono fatte per stare insieme. Le nostre si, ne sono sicura, perché il cuore, tutte le volte che si trovano, per un istante si ferma per poi battere più forte che mai.
A volte si stringono forte, a volte si sfiorano solo poche dita. A volte non si accorgono di essere vicine, a volte si sciolgono in lunghe carezze.
Smetto di pensarci e stiamo già aspettanto l'aereo che ci riporterà a casa. Tu di nuovo mi tieni per mano.
Arrivederci Vienna, dolce cornice di questo nostro giovane amore.
E sono dentro ogni tuo spasmo,
troppo tempo è stato perso
forse avresti potuto chiamare
al compimento della maggiore età…
e dirmi “ So che un giorno mi amerai
allora perché non accorciare i tempi?”
Pensi che non ti avrei creduto?
Di sicuro avrei riconosciuto
la tua voce, è parte dei miei lampi
di poesia e del raccolto nei granai
dei miei campi. Avrei bevuto di te a sazietà
ogni goccia di saliva, sempre connesso
ai tuoi perché, da ogni regione del cosmo.

Fa’ si
che il mio sguardo
non si perda negli intercalari
dei sogni traditori
ma che torni notte dopo notte.
Fa’ si
che le mie parole
abbiano più senso compiuto
delle mie opere
che solo il tempo giustifica.
Fa’ si
che non sia vano
l’agire forte e sconsiderato
dei miei pensieri
che s’inondano di ogni attimo tuo.
Fa’ si
che tutti possano sentire
udire e guardare la luce piena
del mio cuore
che danza con e per la musica.
che il mio sguardo
non si perda negli intercalari
dei sogni traditori
ma che torni notte dopo notte.
Fa’ si
che le mie parole
abbiano più senso compiuto
delle mie opere
che solo il tempo giustifica.
Fa’ si
che non sia vano
l’agire forte e sconsiderato
dei miei pensieri
che s’inondano di ogni attimo tuo.
Fa’ si
che tutti possano sentire
udire e guardare la luce piena
del mio cuore
che danza con e per la musica.
Strizzai tra mani
nel vello dell'infanzia
candela bianca
lasciando un leggero acre pensiero
sull'erta dove more il cielo.
Parva scese luce
e fui non più mortale.
Raccontai di me in odio pervaso
in buio non voluto.
“Traccia in circolo il sangue reso,
move fruscio finestra in tempo preso.
Conta frastuoni taciti
in quel dell'alma
e troverai spiga di primavera.”
Raggiunsi 'sì tal riguardo
meco discorrendo
al sol giammai nato in grembo.
“Leggi il giudizio
col passar tuo non senza perduto vizio.
Sarò nel mio inverso
dove il gesso preme scritto immerso.”
Seppi essere ombra amara
dal sapore di ricchezza rara.
Osai dettare nomate cadenze
tinte in pastelli d'eccelse movenze.
In tela posai dando vita alla morte
morendo in vita ancor pria della istessa fine.
Non negai sguardi d'amore,
come piangenti salici
mi vestii d'abiti fradici
fra terre erose
e viti dal color rese generose.
Nacqui quando solstizio volle
in tempestosa alba
che vita non fu scialba
tanto tempesta irrigò zolle.
Ecco allor venne sonno
dell'immaginare straziato mio monno.
Venne nell'occhi tui
decretando imperituro esalare di me che fui,
nel giorno del selciato
al tuo passo abbandonato.
Abbandonai, dettando anafora,
ai posteri amor gridato.
Ancora tesi palmo di mano
proteso a te in gioco vano
e nel sussurro d'un mare frastagliato
compresi d'aver colto l'ultimo mio respiro in sol fiato.
nel vello dell'infanzia
candela bianca
lasciando un leggero acre pensiero
sull'erta dove more il cielo.
Parva scese luce
e fui non più mortale.
Raccontai di me in odio pervaso
in buio non voluto.
“Traccia in circolo il sangue reso,
move fruscio finestra in tempo preso.
Conta frastuoni taciti
in quel dell'alma
e troverai spiga di primavera.”
Raggiunsi 'sì tal riguardo
meco discorrendo
al sol giammai nato in grembo.
“Leggi il giudizio
col passar tuo non senza perduto vizio.
Sarò nel mio inverso
dove il gesso preme scritto immerso.”
Seppi essere ombra amara
dal sapore di ricchezza rara.
Osai dettare nomate cadenze
tinte in pastelli d'eccelse movenze.
In tela posai dando vita alla morte
morendo in vita ancor pria della istessa fine.
Non negai sguardi d'amore,
come piangenti salici
mi vestii d'abiti fradici
fra terre erose
e viti dal color rese generose.
Nacqui quando solstizio volle
in tempestosa alba
che vita non fu scialba
tanto tempesta irrigò zolle.
Ecco allor venne sonno
dell'immaginare straziato mio monno.
Venne nell'occhi tui
decretando imperituro esalare di me che fui,
nel giorno del selciato
al tuo passo abbandonato.
Abbandonai, dettando anafora,
ai posteri amor gridato.
Ancora tesi palmo di mano
proteso a te in gioco vano
e nel sussurro d'un mare frastagliato
compresi d'aver colto l'ultimo mio respiro in sol fiato.
E io son qui che ti guardo,
mentre il vento accarezza i tuoi capelli.
In silenzio t’ascolto, ...
non so se ti avrò questa notte
come faccio con i sogni,
ti tengo stretta tra le carezze del cuore.
Avrò un tuo bacio al sapore del lampone,
il tuo profumo pregna l’aria.
Parlami ancora,
adoro sentire la tua voce,
mi fa volare in alto, su nel cielo
e riempie tutti i miei silenzi.
Nei tuoi occhi neri leggo le tue emozioni.
L’ estate è finita,
eppure sento il tuo calor sulla mia pelle,
in questa magica notte.
Dammi ancora un bacio,
non roviniamo questa magica atmosfera,
continua a parlare amore
che ti starò ad ascoltare.
mentre il vento accarezza i tuoi capelli.
In silenzio t’ascolto, ...
non so se ti avrò questa notte
come faccio con i sogni,
ti tengo stretta tra le carezze del cuore.
Avrò un tuo bacio al sapore del lampone,
il tuo profumo pregna l’aria.
Parlami ancora,
adoro sentire la tua voce,
mi fa volare in alto, su nel cielo
e riempie tutti i miei silenzi.
Nei tuoi occhi neri leggo le tue emozioni.
L’ estate è finita,
eppure sento il tuo calor sulla mia pelle,
in questa magica notte.
Dammi ancora un bacio,
non roviniamo questa magica atmosfera,
continua a parlare amore
che ti starò ad ascoltare.
Assopita sul divano di rocce
tra un sospiro d'arancio
osservavi terre d'alabastro
e giare d'oro.
Nel tappeto d'alpaga avvolgevi
un passato mai trascorso
trascorrendo il tempo sotto
i cerchi del rosso morire.
Scie d'inesistenti maree
si sostituivano ai toni bruni,
prendendo per mano una luce spenta.
Scendeva sera sulla risacca purpurea,
scendeva lasciando nomi sui rami pendenti
che anelavano pensieri alle frantumate sabbie.
Eri lì immobile nel tuo correre oltre le barriere,
eri lì per fatue promesse,
eri lì per esser parte d'un dipinto vuoto.
Spesso tornavo sulle scogliere del profondo io
che il mare delimitavano,
spesso tornavo senza sapere d'essere,
senza essere nella sapienza,
privo di coscienza
scevro della mia intelligenza.
Forse t'avrei ancora amato
se mai avessi incontrato quegli occhi chiusi,
se mai l'argano che muove il celeste orologio si fosse fermato,
se le storie scritte sulle scie delle comete avessero oltrepassato le porte dell'universo,
se il mondo si fosse fermato per respirare il tuo amore.
Eppure di te riuscivo a scorgere un'inerme tela ombreggiata
da neri pastelli spezzati,
eppure potevo sfiorare il tuo viso,
ascoltare il canto dei tuoi sogni,
ascoltare il lamento delle stelle,
ascoltare quello che nessuno poteva.
Ero lì insieme a te nell'estasi del dolore,
insieme ancora una sola volta,
noi che insieme non eravamo mai esistiti.
Ero lì solo nell'insieme,
insieme a una vecchia mano
che incerta in un buio dimenticato
scriveva tremando
ancora ti amo.
tra un sospiro d'arancio
osservavi terre d'alabastro
e giare d'oro.
Nel tappeto d'alpaga avvolgevi
un passato mai trascorso
trascorrendo il tempo sotto
i cerchi del rosso morire.
Scie d'inesistenti maree
si sostituivano ai toni bruni,
prendendo per mano una luce spenta.
Scendeva sera sulla risacca purpurea,
scendeva lasciando nomi sui rami pendenti
che anelavano pensieri alle frantumate sabbie.
Eri lì immobile nel tuo correre oltre le barriere,
eri lì per fatue promesse,
eri lì per esser parte d'un dipinto vuoto.
Spesso tornavo sulle scogliere del profondo io
che il mare delimitavano,
spesso tornavo senza sapere d'essere,
senza essere nella sapienza,
privo di coscienza
scevro della mia intelligenza.
Forse t'avrei ancora amato
se mai avessi incontrato quegli occhi chiusi,
se mai l'argano che muove il celeste orologio si fosse fermato,
se le storie scritte sulle scie delle comete avessero oltrepassato le porte dell'universo,
se il mondo si fosse fermato per respirare il tuo amore.
Eppure di te riuscivo a scorgere un'inerme tela ombreggiata
da neri pastelli spezzati,
eppure potevo sfiorare il tuo viso,
ascoltare il canto dei tuoi sogni,
ascoltare il lamento delle stelle,
ascoltare quello che nessuno poteva.
Ero lì insieme a te nell'estasi del dolore,
insieme ancora una sola volta,
noi che insieme non eravamo mai esistiti.
Ero lì solo nell'insieme,
insieme a una vecchia mano
che incerta in un buio dimenticato
scriveva tremando
ancora ti amo.
Leggendo nei tuoi occhi
dolcemente espressivi,
vedo la tua anima.
Intorno a te c'é un energia
che mi accoglie mai stanca.
Coperta calda
dove mi rifugio,
se il freddo della tristezza
mi assale.
Le tue parole
musica rilassante,
mai banali.
La tua bocca socchiusa
nell'assaporare il mio amore,
mi riconcilia con il mondo.
dolcemente espressivi,
vedo la tua anima.
Intorno a te c'é un energia
che mi accoglie mai stanca.
Coperta calda
dove mi rifugio,
se il freddo della tristezza
mi assale.
Le tue parole
musica rilassante,
mai banali.
La tua bocca socchiusa
nell'assaporare il mio amore,
mi riconcilia con il mondo.
io sono insieme a te lì che t'abbraccio
non devi essere triste amore mio
se puoi sentire il sangue che ti scorre
io sono lì con te che t’attraverso
se puoi sentire il petto che s’affanna
io sono lì in quel ritmo che t'ascolta
se puoi sentire il soffio che ti chiama
io sono dentro te in un fiato lieve
non devi essere triste amore mio
se puoi vedere il cielo che s’espande
io sono lì che stringo un suo pigmento
se puoi vedere l'alba che si scioglie
io sono lì che m’apro al tuo disvelo
se puoi vedere il buio che s'appressa
io sono lì in un bacio sulle palpebre
non devi essere triste amore mio
io sono insieme a te lì che t'abbraccio
non devi essere triste amore mio
se puoi sentire il sangue che ti scorre
io sono lì con te che t’attraverso
se puoi sentire il petto che s’affanna
io sono lì in quel ritmo che t'ascolta
se puoi sentire il soffio che ti chiama
io sono dentro te in un fiato lieve
non devi essere triste amore mio
se puoi vedere il cielo che s’espande
io sono lì che stringo un suo pigmento
se puoi vedere l'alba che si scioglie
io sono lì che m’apro al tuo disvelo
se puoi vedere il buio che s'appressa
io sono lì in un bacio sulle palpebre
non devi essere triste amore mio
io sono insieme a te lì che t'abbraccio
Ero piccola a credere
che l'amore
non poteva avere
lo stesso colore dell'anima
e che il rosso vermiglio ,
l'azzurro del cielo ,
l'arancio caldo dell'alba
era concesso agli occhi e non al cuore .
Un occhio spento
non può vedere
i colori della fantasia.
E serve amare
cosi come serve
la spuma del mare a sussurrare
il chiaroscuro delle foglie a ricordare
l'eco dei passi a coprire la notte.
E sospirare all'insù la luna cerimoniosa
che ruba le parole e fa perdere il sonno.
Ma io amo!
Ed ora che ho imparato ad amare
non smetterò.

Un fazzoletto di cuore trascurato:
<Passa, ti voglio far guardare,>
mi disse, alquanto amareggiato,
<quelle vecchie carte da buttare,
c’è un foglietto con un fiorellino,
secco, incollato sopra una figura,
che sembra faccia capolino.>
Il petto sussultò fuori misura,
impallidito e scolorito in volto
rinnovellai la faccia, la persona;
crudele tutto, riconobbi il torto;
una come lei non s’abbandona.
<Passa, ti voglio far guardare,>
mi disse, alquanto amareggiato,
<quelle vecchie carte da buttare,
c’è un foglietto con un fiorellino,
secco, incollato sopra una figura,
che sembra faccia capolino.>
Il petto sussultò fuori misura,
impallidito e scolorito in volto
rinnovellai la faccia, la persona;
crudele tutto, riconobbi il torto;
una come lei non s’abbandona.
Tutto potrebbe accadere
amore mio
quando incontro
il tuo sguardo
che si posa
come muschio profumato
sul mio viso
rifulgendomi
la luce chiara dei tuoi occhi:
- liquida parola –
che mi attrae come poesia
spingendomi
a seguire l’ebano intarsiato
d’ogni tuo pensiero
nel riflesso d’argento
della tua cometa.

Ci sono giorni in cui mi manchi fortemente,
sento un nodo in gola,
mi manca il respiro e una lacrima prepotente
si fa strada sulle gote del mio viso.
Il silenzio prevale
facendo un rumore assordante,
rendendo quell'attimo, spietato e straziante.
Mai come in quel momento
desidero esser vento
spazzando via ogni spietato tormento.
Il desiderio di essere una stella
per portar luce dove il buio si ribella;
il desiderio di essere un nuovo giorno
e udire un suo nuovo canto;
quel forte desiderio di aver Paky al mio fianco.
Lei mi affascina, mi ammalia,
mi dona speranza e conforto
dove tutto sembra perso e corrotto.
Lei non è un ideale
trovato forse in un film,
tra le pagine di un libro
o in un desiderio lontano.
Lei è semplicemente vera,reale,
lei è Paky,
immensamente bella e speciale.











