Sei nata nello smeraldo
sulla dura roccia marina
una volta in più ti colgo,
ho la bocca ansante.
Mi porta un velo di pioggia
che precipita nel fuoco,
Si accende in un secondo,
è vapore che mi investe.
La coltre bianca dirada
in un canto un po’ sommesso,
volano note miagolanti
che marchiano l’aria estiva.
in una vita fatta di gelo
i fulmini
illuminano il bosco
il buio non tornava
a vivere nell'alba.
Si scagliano
stilettate infuocate.
Cerco di ripartire
con il malfermo motore
arrivo senza rincorsa
in questi occhi
con la luce che abbaglia
tutto diventa
sapore, idillio
di azzurre parole.
Un fiume in piena
si abbatte in me.
Una mano bussa prepotente
in quella notte
che improvvisamente
spalanca la luce
ed entra senza bussare.
Quella voce
suona una melodia
che mi scioglie
portandomi a pronunciare
quella parola magica.
L’inverno si trasforma
in primavera ed estate insieme.
Non esito più
neppure a dire
che sarai per sempre.
Una porticina per te
Closed,
no open,
ho voglia di chiudere la porta,
di fermare tutto,
di stare per conto mio,
di non vedere il mondo,
con le sue storture,
le sue follie,
le falsità;
ho voglia di restare in casa,
tra le mie cose,
di lasciar perdere certa gente,
solo per te,
tengo una porticina aperta,
e una luce accesa;
per te,
spero ancora in qualcosa,
e mi fai sorridere,
e credere ancora,
per te,
faccio un eccezione,
per te,
per te.
e tra i raggi del sole
cerco la tua mano
o quanto meno le parole
per farmi forza
per farti forza
e uscire da quest’incubo
che provoca smarrimento
peggio di una guerra
peggio delle bombe
tirate a tradimento
sulle nostre ali
sulla nostra nuvola
dove tutto sembrava certo.
E viviamo in bilico
in attesa
di quello che invisibile
ed è ormai pandemia.
Arriverà prima o poi
anche da noi
a stringerci il petto
farci soffocare
senza il tempo di uno sguardo
ma prima di morire
vorrei respirarti
odorarti per l’ultima volta
e poi cadere
come le farfalle sui papaveri
aspettando primavera.
Avvicinati un po’
per vedere i tuoi occhi
così puoi vedere anche i miei.
È da un po’ che ci credo
che l’amore tra noi potrebbe rinascere
perché è come il sole
quando nasce non muore
avvicinati a me
dolcissimo amore dei miei sogni più strani
con te posso confessare pensieri impossibili.
Aiutami adesso è il momento migliore
lo hanno detto anche le stelle
nel momento che hanno visto
i miei occhi piangere
piangevano d’amore.
Non mi sembra impossibile
ricostruire il nostro sogno
anche se dovessimo inventare o improvvisare.
Voglio dirtelo adesso
che in due si sta meglio
sempre così vicini
senza mai stare lontani.
Abbracciami adesso
prima che sia tardi e tutto il resto
si dimentichi di noi.
Vorrei gridarlo al cielo
che è stata una bella giornata,
senza paura
senza urla interiori
senza questa vita sospesa.
Un pò vorrei dirtelo
sottovoce...
ce la faremo
torneremo
tra sorrisi sinceri,
troveremo
la vera Gioia.
Amico mio,
te lo sussurro stasera.
Perdiamoci nella musica
ritroveremo l' energia
e mille volte ci ameremo.
non solo quando
va bene la vita,
vorrei sussurrartelo
piano piano nell'orecchio
quando ci rivedremo
e avremo meno paura
l'uno dell'altro.
Vorrei dirti ti amo,
anche se non sempre
saprò proteggerti dal dolore,
ma se staremo vicini
a ogni nostro inverno
risponderà la primavera.
Tu, folgore del mio animo,
mio unico posto felice.
Chiuderò del passato
una vuota parentesi,
geroglifici d'amore
per te dipingerò
sulla tela del futuro.
I colori più belli
dall'arcobaleno attingerò
per il mio prezioso dipinto.
Saranno del tuo volto
le espressioni più tenere
che imprimerò
a testimonianza della dolcezza
che riuscirà a donarmi.
Rimirandolo
nel silenzio d'un tempo inesorabile
che quatto quatto avanzerà
e un sorriso spento
da immemore tempo
riaccenderà.
L'immaterialità prenderà forma
e al mio fianco aprirà le braccia
un insolita argentata quercia
forte e generosa,
a sostegno dei miei anni.
Indefinibile
il profumo della sua pelle
negli ultimi raggi lunari.
Mentre l’aurora famelica
divora i resti della notte
abbandono le sue lacrime senza lamenti.
Sfuggendo alla nostra realtà
sfioro i suoi occhi
in un’espressione
indefinibile.
Soffiamo tra le nuvole senza di noi,
i pensieri ci uccidono un futuro
che scalzo s'adagia sul bianco.
Vaghiamo fra le parole senza noi,
come lenzuola di un letto disfatto,
dove mancano intrecci di mani
dove i cuori non hanno pace alcuna.
Senza noi, non c'è odore di corpi
che ansimavano nel possederci.
Divenivano brividi sotto la pelle
per il nostro affondare tra gli sguardi
e ora senza noi tutto è diverso.
Si spengono gli le luci e il buio
da luogo ad affanni disperati.
Si smorzano le voci e
ci invadono in tormenti
che fanno male all'anima.
ho viaggiato il tempo e lo spazio
perdendo come un malato
i sogni l’amore
la musica del battito del cuore
le certezze e l’equilibrio sul filo dell’eterno
la luce colorata del mattino
la via illuminata del cammino
la danza dei passi del destino
stordito dalla paura del silenzio
vedo solo un quadro astratto
senza forma ne colore
dove sono, chi ero
seduto in cerchio con gli anziani
di una razza sconosciuta
parlano di giovani e delle loro stagioni
in braccio alle loro certezze
nel loro mondo dei giusti intelligenti
hanno difeso con la ragione le sacre scritture
conquistate con anni di appartenenza
voi che avete un lungo vissuto
aiutatemi a ritrovare me stesso
e ciò che mi apparteneva
tracciatemi la strada per ritornare
mi guardano sorridendo
con grazia, muovono le labbra
il suono delle parole sapienti
accarezzano le mie orecchie
in una lingua a me sconosciuta
la storia mi è comunque chiara
aspetto invano che il cammino mi sarà rivelato
non posso ascoltare quello che non sento
nel riflesso della luna
un sentiero di rose profumate
una donna, un sorriso luminoso
abbracciato alla pazienza
mi chiamava
le labbra, due ciliegie mature
la nebbia svanita in un momento
dimmi!! dove sono, perché mi sono perduto
“hai guidato una tempesta, con i sogni”
“non vedo segni del mio passaggio”
“accendi la luce dell’anima
tutto ti apparirà limpido e chiaro”
senza prevedere cosa farà la mia paura
dismesso l’abito della fragilità
inghiottite le mie incertezze
sconfitto la morte della vita
le attese buie degli abbandoni
la speranza riprende a germogliare
grazie di avermi cantato con dolcezza
la nostra canzone
a viso aperto salito sul deltaplano
delle sue verità senza pretese
darò finalmente libero sfogo al mio amore
planando come un gabbiano
incontro il calore del suo cuore
sfogliando il libro dei ricordi
tutto mi appare in un momento
si ora sono sicuro sei li dove io sono partito
non voglio più viaggiare
smarrirmi nella confusione dell’ incerto
ora finalmente sono qui
discutendo con le mie considerazioni
trovo il senso al mio viaggio
come due Soli
la mia vista cede
e subito mi stupisco
di nuovi mondi dai prati azzurri.
Ne sento il profumo!
Supino guardo il soffitto,
che trema e poi crolla
e senza pietà vengo trafitto.
Ritorno al sogno rivelatore
i fiori ora sbocciano d'inverno
dalle nudi non cade alcun fólgore
il nostro bacio sarà eterno.
che cicatrizza le lapidi marmoree
che ho innalzato sostituendo pareti.
Non le temo quelle invisibili emozioni...
quelle che mi hanno ucciso i sensi,
quelle stesse che mi hanno insegnato
a vivere, ad amare e a morire.
Non ti parlo più con la voce del cuore e,
non ti guardo più con gli occhi dell'anima e,
non ti sento più attraverso gli odori falliti.
Non ti temo, io non ti temo più.
E ti affronto a viso aperto,
ti affronto coprendo le spalle al cuore
sfidando il tutto quello che t'appartiene.
Dimenticami se ce la fai,
scordami se ne sei capace,
accetta la sfida di questo pazzo amore.
Io l'ho già persa.
o per lo meno cosi ti fanno credere...
tanto da rinchiudere il mio cuore in isolamento
per il terrore di un rapimento o di un futile innamoramento...
La stazione divenne la mia casa di cura e di speranza
perché, com'è vero che il treno giusto passa una volta sola,
è anche vero che non esiste un solo treno nella vita...
Presi centinaia di treni, incrociando sguardi vuoti e occhi estranei,
misti a baci insensibili come le labbra di chi le donava per gioco...
Mi fermai poi per un cambio, in una stazione in cui decisi di sostare
quando non ebbi più il pieno controllo del mio cuore...
E in quel preciso istante venni quasi devastato come la prima volta,
ma anche folgorato, cecchinato e immobilizzato
da due occhi che da soli tenevano testa
alle migliaia di occhiate languide e prive di valore
subite fino a quel momento...
Avrei potuto e dovuto reprimere ancora tutto, soffrire,
ripetendomi che i treni passano ogni giorno e ad ogni ora
come fanno da anni, o che non c'è due senza tre...
Oppure ritenermi già fortunato del fatto che l'amore, quello vero,
aveva deciso di darmi una seconda possibilità di possederlo davvero stavolta...
L'errare tradendo fu la mia scelta,
perché com'è vero che non c'è due senza tre,
è anche vero che non poteva esserci due senza TE!...
Ed io non potevo castrare metaforicamente il mio cuore per il resto dei suoi giorni...
E' vero quindi che il treno dell'amore passa una volta sola,
che puoi perderlo, o possono fartelo perdere...
Ma se combatti fino allo stremo ,
e non cedi a letti solo da disfare e non da riempire d'amore,
qualcosa di simile ripasserà almeno un'altra volta...deve ripassare!
Intrapresi così il viaggio della vita su quel treno chiamato amore,
che stavolta mi imposi di prendere e non di perdere come la prima volta...
Perché le cose speciali sono poche e rare,
ti sfiorano una sola volta nella vita, al massimo due o forse anche tre,
ma io non potevo cedere il posto ad un altro fallimento interiore...
Oggi del primo treno ne conservo, oltre che a un dolce ricordo,
una piccola parte che risiede nel mio nome d'arte...
Ma del secondo ne vivo ogni singolo istante di ogni mia giornata raggiante,
ogni alba e ogni tramonto che attraversiamo da quando ho deciso
che il macchinista di quel treno, del TRENO PER LA VITA,
sarei stato soltanto e per sempre IO!...










