Ricordo in quel vagone letto
Il viaggio
Scesi alla stazione salutasti
Con un cenno della mano e un sorriso
Io mi avviai lento verso casa
Tu guardavi la città fuori dal finestrino
Stesso portone
Un piano più su
Stessa luna quella sera
Ancestrali gli occhi tuoi
Mentre la notte va via
Poi bussai
Mi ricordo
Alla tua porta
Col sorriso m'accogliesti
Ed un bacio solo un bacio
Ed un bacio solo bacio
Tra di noi...
Ho disegnato un cerchio nel grano
fissando un punto imprecisato con
lo sguardo, l’immaginazione da compasso.
Ci avrei messo il mare, e al centro una vela.
Ma da qui si vede la terra che mi è rimasta
tra le dita quando qualcosa accidentalmente
s’è rotta, e l’ho stretta quasi volessi afferrarne
l’essenza: sa di parole pulite dette con cautela.
Di acqua, germogli e radici, profuma d’un
tempo impreciso, di semi, parole e di passi.
Ci avrei messo te dentro, e intorno una fila
di angeli in coda nella luce di una candela
supplicandoli di illuminare il buio dove esisti
solo tu che sai accostare l’orecchio… un tocco.
Un fruscio, forse un gorgo di foglie d’autunno.
Ora voltati, come piroetta nel vento quella vela.

Stagli vicino
racconta il tuo destino
e digli che uguale al suo.
Mordilo
fagli sentire te
e quanta fretta c’è
di stargli attaccata addosso
e fare le cose che
vi mancano da un po’.
Non avere paura
è una cosa normale
amare e desiderare
fa bene al cuore
così scoppia il motore
bruciando le ore
perse solo a pensare se era giusto
o sbagliato.
Stagli accanto per sempre
e non solo un momento
fai sentire alle labbra
quanto bene può fare
l’amore.
Raccogliti i capelli
sei pronta adesso
per sorridere e vedere un nuovo giorno.
dentro il tuo sguardo intenso
dentro il tuo sorriso
che illumina come il sole
dopo la pioggia.
Il tuo profumo sulle mie labbra
la nostra canzone va alla radio.
Emozione improvvisa
il tuo abbraccio
non mi fa pensare al domani,
se sarò felice
se sarà solo un momento,
se possiamo viverlo
senza farci domande
non pensare
respirando
questo istante.
nei momenti essenziali della vita,
l'amore mai conosciuto e mai compreso,
strappato come frutto maturo dall'albero delle incertezze,
l'amore che non porta con sé i limiti del corpo,
ma che conclude in esso quelle inimmaginabili sensazioni
mai provocate prima.
Oggi sei lontana,
sperduta,
remota anni luce;
ti ho persa un po’,
e non vuoi saperne di me,
non ti lasci recuperare,
non mi lasci parlare,
vederti,
sentirti;
cosa hai,
non lo sai nemmeno tu,
sei incavolata,
di cattivo umore,
chiusa nelle tue cose,
irraggiungibile,
come un pianeta lontano,
lontana,
sei lontana da me,
da me.
Il nostro regno è un castello,
le fondazioni sono sull’argilla,
Si adattano al sisma, sono verità,
amore, fede, speranza e carità.
Da esse si innalzano solo quattro mura,
ci proteggono sempre, non crollano mai,
il terremoto le scuote, può farle vibrare,
Dio le protegge, non le fa mai spaccare.
Ogni brama voglia ce la facciam passare,
badiamo solamente a quel che è necessario,
la saggezza poi, di certo non ci manca,
anche se spesso, la nostra notte è bianca.
L’amore è la nostra forza, ci dà coraggio,
ci fa vincere tutto sempre, qualunque male,
la pioggia il vento, fulmini e temporali,
non saranno per noi mai abissali.
La fede in Dio sarà nostra salvezza,
Lui ci aiuta sempre, ci ha già dato tanto,
le preghiere non sono mai sufficienti,
ci vuole altro, servono nuovi incredienti.
La speranza ci fa sempre credere
a qualcosa che potrebbe migliore,
essa è sempre l’ultima a morire,
è sempre viva in noi, non ci fa soffrire.
La carità ci ha sempre gratificati,
l’abbiamo fatta con immenso piacere,
è quella che ci ha raccomandato Dio,
questo lo sappiamo bene lei ed io.
Il nostro regno è grande, impenetrabile,
Il nostro regno siamo soltanto noi due,
Il premio di questa vita sana e forte,
ce l’ha donato Dio, fino alla morte.

Una semplice follia
È sempre stato aperto per te.
Sia tu uno qualunque.
Si nutriva di sospiri lenti
e morbidi. Si riempiva, svuotava;
un’urna silenziosa, un grembo freddo.
Ma un’ambizione covata da sempre,
gocce di speranza cadevano dentro,
increspavano l’orizzonte
di quel cuore che ti aspettava.
Che ti ha aspettato, aperto.
Tu mi porterai
polvere nel vento
acqua dal bicchiere
nuvole nel tacere
umido nel pesare
lacrime da pacere
Tu mi porterai
parole come fili
mani di monili
frecce di dolori
suoni di fucili
Tu mi porterai
come non so fare
sollievo
nello sperare
trattenere
per scoppiare
lasciar segno
nel mancare
come non so fare
nel cercare
e poi allontanare
Cuore, non dare corda a questo amore,
lascia che i giorni passati
vadano dimenticati.
Cuore, batti più forte quando devi,
ma gli istanti della vita sono brevi,
lunghe Odissee d’amori fugaci,
storie inattese, accese come braci,
ma tu, Cuore, non morire di lei.
Resta solo quel che sei, senza lei,
e senza falsi dei, non è quel che vorrei.
Silenzi affini e lotte contro l’infinito,
ma cuore mio dove giaci?
Ti culli nel pensiero,
e per l’anima sua già taci,
a questo veleno non c’è siero,
che fatto solo di parole audaci
e quel che resta del dolore,
ciò che è falso rende vero...
Amami,
quando il tramonto scende.
Amami,
in quel buio che mi fa tremare.
Amami,
in questo gelo che mi attraversa.
Amami,
ascoltando insieme questo silenzio...
Amami,
al tramonto del giorno
che raccoglie i cocci di noi
tra le rime di questa vita
sfuggente da ogni dove.
Raccogliamo, le nostre mani nelle mani
increspate e sudice di questa terra
che non raccoglie più radici...
Strappami l'anima
come non hai fatto ancora,
indossala se ti va, saprà come farti osare...
Amami,
in questo trambusto di voci
che ormai l'unico osare, è urlare...
Amami,
in questa pace che ci riserva la vita
tra lacrime di gioia e dolori pieni di noi...
Sfiniscimi
col tuo amore,
che mai sazia ne sarà
l'anima mia.

Un cuore immenso











