O dedica al poeta, dal popolo romano
anche se rinnegasti le tue parole
che sbeffeggiavano il parlar volgare e rozzo
della Roma del tuo tempo
tu, con alle spalle il fiume antico
vicino al palazzo di chi, di Dante è amante
mi hai portato nel quartiere
dove ho ritrovato Maria

Santa Maria a Trastevere
di marmi e travertino di Caracalla
mi ha rubato gli occhi, la vista, la luce

Con i suoi mosaici, lunette, pale
madonne e bambini, angeli e santi
mi ha fermato il respiro
mentre le donne con le lampade
mi han risvegliato l'amore per il barocco
e la sua devozione

Non posso che esser grato al poeta nominato
ricordando questo passo, tanto decantato

" da ste penne e sti libbri mmaledetti
ce vò ttanto a ccapì ccosa ne naschii?
Grilli in testa e un diluvvio de bbijjetti"








 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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I boscaioli tagliano gli alberi è il periodo della potatura, tutti attenti al loro lavoro. Quando ad un certo punto uno di loro inizia a guardare un pezzo di legno, grosso, alto, gli gira intorno... un pò perplesso.
Dopo un pò decide di portarlo a casa, si fa aiutare lo carica sul carro, arrivato a casa lo mette in legnaia e pensa ( verrà fuori un capolavoro )
La sera appena finisce di lavorare si rifugia in legnaia ed inizia ad intagliare quel pezzo di legno.
Studia come e cosa fare, parte da sotto forma un quadrato, man mano che va su forma una spirale intrecciata, un altro quadrato sulla parte superiore, con dei steli sottili formando una cornice.
Lo carteggia, lo lucida, con la passione di uno scultore, ecco è finito il leggio è pronto.




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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Urlo... urlo... perché
ho confuso
il cielo con il mare
e l'orizzonte non ha più una faccia
urlo... perché
ho chiesto agli alberi 
di germogliare in inverno
ed ora hanno la fragilità dell'erba 
con la falce,
urlo... perché
ho sussurrato al torrente
di credere d'esser fiume
e non rimane che acqua salmastra
ad imputridire rocce,
urlo... perché 
ho persuaso la Luna
convincendola 
ad esser la primadonna
nel mio teatro,
senza calcolare
le isterie capricciose delle sue fasi ,
urlo... urlo... perché 
come giocatrice  
ubriaca d'azzardo,
ho puntato tutto 
sull'Illusione,
in una partita a scacchi
con la realtà
ed ora sono qui
vestita di stracci,
ad un incrocio
tra orgoglio e pietà
a mendicare follia.
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Profilo Autore: SilviaRacanicchi  

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Profilo Autore: MattiaPelusi  

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Tanti auguri a te !!!!
Figli, parenti e amici a te intorno
sorrisi, baci e abbracci
brindisi di prosecco,
e la torta … oh la torta bella
e buonissima
Tu osservi, non bevi e non mangi
ma è il tuo compleanno quindi …
tanti auguri a te !!!!
Si scherza, si ride, si ricordano
momenti di gioventù ….
eh si come passa il tempo, cade dal cielo
pioggia di un estivo, violento temporale
trascinando con se giorni, mesi ed anni
Ripulendo la natura dalla polvere dall'arsura estiva,
provocando valanghe di fango che invadono la vita
buttando al vento tutto ciò
che negli anni hai costruito, mattone su mattone
Tanti auguri a te !!!!
tutti se ne vanno, ognuno al proprio lido,
altri abbracci e promesse di ritornare
com'è stato bello vederci ….
ed è vero … è stato molto bello
sensazione di calore ha investito la casa,
affetto ed amicizia che mai non muore
come la rosa di Gerico
Ora tu dormi, la festa è finita
aspetteremo un altro anno,
seduta in giardino sorseggio
il bicchiere della staffa, spizzicando
stuzzichini di malinconia,
sola, guardando il cielo trapuntato di stelle,
alzo il bicchiere
Tanti auguri a te !!!








 
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Dei tuoi colori siam stati fieri, nella storia, nella gloria e nella vita.
Hai fatto da madre e moglie a molti, perduti e soli
deboli o stranieri, migranti o viaggiatori.
E' passato molto tempo da quando, non ci consideri
e noi lo sentiamo.
Abbiamo perso l'amore che tu ci hai portato via
la speranza che noi ti avevamo donato
l'aiuto che ti avevamo concesso.
Siamo sempre tuoi figli, ma vogliamo sentirti di nuovo.
Ci manca l'abbraccio, ci manca la vecchia convinzione.
Ci mancano i tuoi figli più leali, più vicini, più italiani.
Li abbiamo persi un giorno
ed altri non abbiamo trovato.
Navighiamo a vista, senza un timone, senza un punto d'arrivo
senza genitori, senza fratelli, senza amici.
Stiamo perdendo la casa, il lavoro, la scuola, la salute.
Patria Italia, la libertà , l'uguaglianza e fraternità
che ci conquistammo, sono state svendute, tradite e perdute.
Siamo ancora qui, malgrado tutto, con l'orgoglio di sempre
nell'attesa del tuo rinsavire, nell'attesa di rinvigorire i nostri amati colori.
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Presagio
Come presagio di un'infame futuro, ho la visione dell'oggi, che già fra un secondo cambierà.

Flash
Mare che m'attira, onda che mi bagna e sabbia che m'inghiiotte.

Gioventù
Felici nell'atrio della stazione, fermi a guardare gli orari
abbiamo perso l'occasione di partire.

Voragine
Circondato da sguardi sconsociuti e minacciosi
apprezzo le luci della città, che mi fanno compagnia.

Jungle Man
Il precipizio appena visibile, evoca in me precise filigrane emotive
Intravedo in controluce, l'equilibrio che sapientemente mi salva. 






 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Rino mi ha portato una bella anguria. Vedo il carretto ancora fermo, giù in strada.
 
Quando avevo preso questa casa in affitto, l'avevo fatto perché era vicina al mare, e poi anche vicina ad un boschetto, e poi... il resto non è importante. O forse si…pensavo che lontano dal tran-tran quotidiano, dalle protettive mura di casa,  mi avresti detto tutto, di te, di lui….

No, non è vero niente, inutile che io cerchi d’ingannare me stesso. So che non hai nessun'altra storia. Sono io che non so cosa dire, come dirti la verità, il perché sono fuggito via senza spiegazioni.

L’anguria è freddissima e saporita, sento che mi scivola lentamente dentro e, come un fresco torrente, avvolge gradualmente tutte le viscere; anche il cervello, subito, lo sento meno infuocato e febbrile, più chiaro e cosciente.

Ci sono cose che sono difficili da spiegare, anche perché in parte non le comprendiamo nemmeno noi stessi. Crediamo di controllare ogni nostro pensiero e ogni nostra azione, invece spesso siamo trascinati da forze che ci fanno agire come disarticolati burattini e ci troviamo improvvisamente là dove non avevamo mai pensato di andare e ad aver fatto atti e sviluppato pensieri mai coscientemente voluti e pensati.

Le angurie sono grandi, sembra impossibile che si possa finirne una intera in pochi minuti, ma è ciò che sta succedendo e la cosa mi preoccupa; questo pomeriggio, senza questa fresca e dolce anguria, sarebbe stato un pomeriggio infernale, lei mi sta salvando da un incendio interiore che chissà fin dove mi avrebbe portato.

La mia incertezza, invece, mi ha portato in questo luogo che tu non conosci, ma che avevo pensato per te, anzi, per noi. Avrebbe dovuto essere il nostro piccolo Eden, il nostro rifugio incantato, il nido accogliente dove far fiorire l’amore che sentivo tentennante tra di noi.

E invece qui oggi germoglia solo la mia dipendenza da questa anguria, di cui sto succhiando le ultime stille di liquida freschezza dalle spesse bucce.

Sono qui da quattro giorni e non ho ancora risposto ai tuoi continui, ormai frenetici messaggi. Lo sento, che sei preoccupata, non eravamo mai stati così a lungo senza parlarci. Io avevo deciso di dirti tutto, credimi. Il buon senso non può prevedere altre soluzioni, il fuggire è l’ultima cosa che avrei mai pensato di fare.
 
Eppure sono qui, io e questi resti d’anguria, con le mani tutte bagnate ed appiccicose. Ne avrei bisogno di un’altra, altrettanto fresca e dolce, per poter continuare a pensare con discernimento, ma fino a domani né Rino, che ormai se ne è andato, né nessun altro passerà vicino a questa piccola casa nascosta tra mare, rocce e limitare del bosco.
 
La solitudine, che avevo sognato e preparato per noi, ora è una velo nero sui miei occhi, che mi separa da tutto e mi sconvolge ed impaurisce.
Non ti ho mai detto che ti amavo, perché non ne ero sicuro e del resto nemmeno tu. Pensavo che qui lo avremo capito, che i nostri corpi e le nostre menti, isolati dal resto del mondo, avrebbero riconosciuto nell’altro la metà mancante per il tutto e che, riflettendoci in questo grande specchio di fronte al letto, avremmo visto nell’immagine dell’altro il perfetto complemento alla nostra propria immagine. L’incastro perfetto di due pezzi del puzzle universale.

Ora vedo invece vedo riflesso un corpo seminudo, scomposto, un viso alterato, occhi sfuggenti, non sembro nemmeno io, è come se mi fossi perduto e qui fosse rimasta solo un’immagine sfuocata di me. E al posto tuo, dalla parte del letto dove di solito dormi, solo bucce d’anguria disseminate disordinatamente.

E’ come che, invece di aver fatto l’amore con te, avessi posseduto un’anguria, rossa e disfatta per la vergogna!… Dio, che stupida battuta!!  Ma confesso che sento per lei un vero e proprio desiderio carnale! 

Dovrei comunque chiamarti, tranquillizzarti, forse anche provare a spiegarti.
Il telefonino però è praticamente scarico, c’è spazio per una sola breve chiamata, se va bene. Posso chiamarti e dirti rapidamente dove sono. Poi ti aspetterò e chissà che qui, in questo isolamento paradisiaco, possiamo guardarci tranquilli negli occhi e dirci tutto, tu i tuoi sogni ed io le mie paure.
Al solo pensiero di chiamarti mi ritrovo quel fuoco infernale nel cervello, lo specchio mi rimanda ancora l’immagine di un essere macilento, impaurito, seduto appoggiato alla testiera del letto, con le mani attorni alle gambe magre, gli occhi incupiti dalle occhiaie, testimoni di notti insonni.

Va bene, ho deciso, non posso fare altro. 
Afferro il telefonino, meno male che ho memorizzato il numero, col velo di lacrime trattenute sulle ciglia, a malapena vedo i numeri sulla piccola tastiera.

Ecco, ora sento che suona, mi trema leggermente la mano.
“Pronto”, sento rispondere.

“E’ lei, Rino? Ho bisogno subito di un’altra anguria, venga presto, la prego…."





 
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Profilo Autore: Falug  

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Il caldo si faceva davvero sentire, in questa mattinata d’agosto piena di luce di sole e di sudore per le strade mezzo vuote della città, lontana dal mare e dalle spiagge di Alghero o di Platamona se non addirittura da quelle di Castelsardo o della famosa Costa Smeralda ; comunque non tutto era male perché qualcuno magari coraggioso si muoveva fra le strade e stradine del centro storico alla ricerca di una filo d’ombra dettato dai palazzi invecchiati dagli anni e dall’abbandono dei suoi abitanti.
Il vecchio era uno di questi passeggiatori che arrancava traballante fra i marciapiedi vuoti e gli alberi che gli davano comunque un po’ di sollievo corporale.
Camminava distratto guardando di qua e di là, qualche vetrina esponeva le poche mercanzie estive, qualche bar invitante era aperto ancora per un aperitivo veloce, e tutto procedeva serenamente, mentre lui con le mani dietro la schiena ammirava un po’  annoiato tutta la sua città.
Ad un tratto davanti a lui quasi per incanto si materializza una figura da sogno, una cosa mai vista, una gonna così corta che si poteva intuire il resto, una chioma bionda che incurante del caldo afoso sembrava una brezza di mare ondeggiante al poco vento che pietosamente si muoveva.
E come si muoveva davanti a lui il fondo schiena pieno e invitante, porca miseria, pensò in un attimo, che apparizione angelica, che dono della natura, che visione di Paradiso in questo agosto fulminante.
La seguì per qualche decina di metri, imbambolato e ipnotizzato da tanta abbondanza di forme e di curve che non sembravano neanche vere.
La seguiva come un automa senza respirare attento a non perdere neanche una oscillazione di quei fianchi meravigliosi, ed era felice, si ritrovò ad immaginarsi giovane, contento e di nuovo presente alla vita frenetica del tempo non più suo.
Era felice e sorrideva e la seguiva e la guardava sempre più da vicino, anche se quell’angelo andava per i fatti suoi ignara, o forse no, pensava lui, di quello sguardo d’ammirazione e di libidine nascosta.
Fu un attimo, d’un tratto pensò di avvicinarsi, chiamarla, sorridergli, invitarle una bibita fresca, insomma abbordarla per poi farsi fare  anche l’amore, in questo mese di canicola, e poi… e poi….
Di colpo  si fermò a debita distanza, un po’ emozionato e imbarazzato pensando tra se e se: E se mi dice si? E se ci sta, se mi risponde si che faccio? Ha trent’anni o giù di li, io più di sessanta, e se mi dice si?
Quell’angelo si volta lo guarda gli sorride. Forse ha capito tutto, lo saluta e se ne va dal Paradiso da dove era venuta. L’uomo alza le spalle, si raggomitola su se stesso, rimette le mani dietro la schiena e se ne va bel bello a casa sua, dove sua moglie le ha preparato un’insalatina fresca fresca, per questo mese di agosto malandrino e sognante.  
 
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Oggi splende il sole,
godo il suo calore. 
Mi do subito da fare,
ho molte cose da sbrigare.

La vita è sempre piena di sorprese,
ogni giorno succede qualcosa
non riesco mai a provare,
di che pasta sia fatta la noia.

Noi nonni poi siamo fortunati,
i nipotini ci riportano indietro negli anni
e sia pure con qualche fitta muscolare
abbiamo molto più tempo per farli giocare.

Ho abbandonato la competitività,
ora mi interessa di più la serenità.
Le amicizie sono davvero disinteressate,
i grandi amori diventano fiduciosi affetti.

Quando passo davanti al cimitero
saluto gli amici che riposano in pace.
Non ho alcuna fretta di andare a raggiungerli,
quando sarà il momento sarà bello rivederli.

Mi godo tranquillo questi anni di vecchiaia.
Non capisco chi si dice stanco di respirare.
Non sapendo bene cosa c'è nell'Aldilá,
mi godo fino in fondo quel che ho Quá!
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Profilo Autore: Falug  

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