Un bel po’ di tempo mi separa dal mio ultimo libro. Ho molte idee, ma non riesco a partire. Mi succede spesso prima di mettermi al lavoro i pensieri sono tanti e confusi, poi scrivendo tutto si calma e col tempo ogni idea prende il suo posto.
Ho avuto questo talento, quello della scrittura che mi ha permesso di trasformare una passione in un lavoro. Ai tempi del liceo gli insegnanti mi facevano i complimenti per i miei testi, mi dicevano che avevo “stoffa”.
Non ho mai detto a loro che per me scrivere era un' esigenza, che di fronte ad un foglio bianco io mi sentivo meglio, che i personaggi delle mie storie erano già tutti nella mia testa, dovevano solo uscire, prendere vita e partecipare alla loro storia.
Mi hanno aiutato i libri che fin da bambina leggevo e che mi facevano compagnia. Ero molto timida e introversa. Io leggevo e scrivevo.
Sono passati molti anni, sono diventata una scrittrice affermata. Sono rimasta introversa e timida, perciò le presentazioni dei miei libri e le ospitate in tv mi mettono sempre a disagio.
Non amo stare con molte persone, mi piace la compagnia di un uomo.
Ho avuto parecchi fidanzati – compagni – amanti chiamateli come volete.
Con tanta dolcezza ricordo il primo amore. Avevo sedici anni, ero al liceo. Lui mi accompagnava a casa da scuola, mi teneva per mano. Mi portava sulla sua moto, allora avevamo solo quella. Ci appartavamo su delle panchine al parco, o in campagna quando il tempo era bello. Sono le prime mani che hanno sfiorato il mio corpo.
E’ un ricorso così tenero che mi commuovo sempre quando ci penso. Lo amavo, era un amore puro. Un amore al riparo da tutti i ragionamenti razionali degli adulti, era pura irrazionalità. Lo amavo perché lo amavo non vi erano altre spiegazioni. Vivevo per lui e lui per me.
Ho sofferto molto quando l’ho perso. Se mi concentro riesco ancora a sentire quella disperazione e ancora oggi mi stupisco di come abbia fatto ad uscirne.
Non ho mai più amato così. Non ho mai più sofferto così.
Nessuno di loro si è fermato a farmi compagnia per la vita, io vivo sola in una grande casa. Non so se sia colpa mia o loro, fatto sta che sono sola.
Soli si sta bene, non si litiga con nessuno. Mi fa compagnia la natura che mi offre scenari meravigliosi ed è come se mi parlasse. Comunico anche con i miei gatti, loro parlano con gli occhi e con la loro più grande magia: le fusa.
Il mio più caro amico è il computer è con lui che trascorro la maggior parte delle mie ore.
Quando ero più giovane pensavo soprattutto al lavoro, gli uomini mi facevano compagnia, ma spesso non riuscivano a starmi dietro nei miei spostamenti per esigenze lavorative.
Ora sono sola anche perché posso permettermelo, guadagno molto e ho una bella casa. Non ho mai avuto la gioia di avere un figlio ed ora è troppo tardi e non saprei con chi farlo.
Una sera ho visto un messaggio su whatsapp, era una di quelle frasi spiritose che girano tra gli utenti.
Non ho riconosciuto il mittente la foto era di un uomo e una donna, il numero non era nella mia agenda.
“Ciao, chi sei?”, ho chiesto curiosa.
Sono Luca, ricordi? Mi hai telefonato tu due mesi fa per quello ho il numero!
Luca uno dei miei ragazzi di gioventù. C’eravamo frequentati per un anno poi io ero partita per l’Inghilterra e tutto è finito. Un giorno l’ho incontrato nel centro della città dove viviamo, sempre bello, sempre allegro e sorridente.
“Ciao, scrittrice. Lo sapevo che ce l’avresti fatta … eri troppo strana. Le persone particolari diventano artisti”, mi ha detto allegro.
“Anch’io sono un po’ strano ho due matrimoni alle spalle, tieni il mio numero, fatti sentire” , ha continuato sicuro.
“ Non posso sono sposata con tre figli” , ho risposto scherzando
“Ricorda che la tua vita è dietro ai libri che scrivi e poi ci sono le interviste in tv … Allora telefonami, ci conto”
Ho riportato il numero sull’agenda e un giorno convinta di telefonare ad un mio collega con lo stesso nome, ho telefonato a lui.
Perciò quella sera il suo messaggio risultò inaspettato e misterioso, continuai:
“Scusa, tempo fa, per sbaglio ho cancellato tutta la rubrica per quello il tuo numero non mi corrispondeva, poi in foto sei con una bella donna e hai la barba!”, ho scritto mortificata.
“E’ la mia compagna, vive a Milano ci vediamo solo nei week end e io ho cambiato look ti piaccio con la barba?”
“Certo, sei sempre bello”.
Mentre scrivevo mi tornava in mente quel periodo trascorso con lui. Io ero all’università, lui lavorava. Era sempre allegro e di buon umore, io sempre pensierosa e un po’depressa come adesso del resto.
“Grazie, ieri ho guardato delle foto tue che ti avevo fatto io al mare” ha scritto lui.
Mi ricordavo benissimo quelle foto, perché ero in topless e speravo le avesse buttate.
“ Le ho anch’io, mi ricordo …” , risposi preoccupata.
“ Eri bellissima e sei sempre uguale, dove vivi?” Rispose lui tranquillo
“Fuori città, in campagna”.
“Anch’io vivo in campagna, solo con due lupi. Dobbiamo rivederci e ricordare i vecchi tempi”
A queste sue parole ho pensato che il suo interessamento per me avesse un unico scopo.
“ Ho raggiunto la pace dei sensi”, risposi decisa
“Nooo, hai appeso il perizoma al chiodo? Che peccato!”
La sua simpatia era contagiosa, mi metteva di buon umore.
“No, lo metto per non far vedere il segno sotto ai pantaloni”, continuai più serena.
“Non è un po’ presto, sei ancora giovane e bella”
“Cosa fai? Lavori ancora in ufficio?” Ho chiesto per cambiare discorso.
“Sì, domani finisco alle due, mi vieni a trovare?”
“Non so dove abiti”, ho scritto decisa, quasi senza pensare e ho scoperto che viveva a quindici minuti di strada dalla mia abitazione.
“Allora vieni?” continuò
“ Sì, vengo … non sono più come su quelle foto!”, scrissi preoccupata
“Ma smettila, non ricordi che ci siamo incontrati in centro città? Sei sempre la stessa. Sei tu che non ricordi chi sei..”
“ Forse è vero..”,scrissi un po’ triste
“Quando verrai , mi spiegherai perché non hai memoria di te”
“Lascia perdere, vengo volentieri”
“Grazie, anch’io ti vedo più che volentieri, ti fermi a cena?”
“Non so, non voglio farti cucinare … sono in ansia .. a casa tua”,
“Calma, calma … siamo amici da tanto, pensami come un vecchio e caro compagno di vita, non accadrà nulla di diverso di quel che si vorrà … a casa come in giro. Pensi che ci sia il lupo che ti mangi?”
Il giorno dopo ho preso l’auto, ho lasciato il computer e mi sono recata da lui.
In effetti ci separava poca strada e il posto era molto bello, in aperta campagna, dietro una chiesetta un gruppo di case con il giardino tra cui la sua.
Lui mi aspettava sulla strada, sorridente e calmo come sempre. Mi ha indicato la casa che aveva un colore atipico per la zona era blu. Ad accogliermi anche due bellissimi pastori tedeschi, un maschio e una femmina. Il maschio stava sulle sue e la femmina mi ha fatto un sacco di feste.
“Ciao, ti faccio vedere la casa”, mi disse sorridente.
Ho pensato che la casa gli assomigliava, le stanze avevano colori vivaci, alle pareti bellissimi arazzi orientali, tutta la casa trasmetteva gioia.
Ci siamo accomodati sul suo grande divano e io ho detto: “ Posso togliermi le scarpe?”
“Certo tesoro”,ha risposto sorridendo.
Io abituata alla solitudine, ho iniziato a parlare di quello che mi era successo durante gli anni che ci eravamo persi di vista, lui mi guardava e sorrideva ad un certo punto ha detto: “ Sei sempre uguale, bella intelligente e ciarliera, hai conservato le tue qualità.
“ Come sei gentile, parlo solo con le persone di cui mi fido”, ho risposto sorridendo
“Passata l’ansia?”, mi ha detto avvicinandosi “ Non c’è nulla da temere”
“ Non ho paura, ti conosco bene e che …”
“ Parla chiaro”, mi ha detto girandosi verso di me e guardandomi dritta negli occhi
“Allora , quando mi hai cercata pensavo volessi tornare ai vecchi tempi”, dissi tutto in un fiato.
“ Ci vuole la macchina del tempo”
Ridendo dissi: “Pensavo volessi avere un incontro solo di sesso, per me non era così. Allora ero preoccupata di come gestire la situazione”
“ Ma io non sono così superficiale ….”
“ Lo so ti conosco bene”, dissi dispiaciuta.
Abbiamo chiacchierato per tre ore, quando mi ha accompagnata alla porta gli ho detto: “ Sei sempre tu gentile e dolce. Sei un po’ ingrassato ….”
L’ho abbracciato, mi scriverai ancora, ci rivedremo?
“Certo, però voglio che tu stia tranquilla. Sai che ti voglio bene”, mi disse prendendomi per mano
“Non hai mai smesso? Vent’ anni?”, chiesi incredula
“Mai, hai sempre avuto un pezzetto del mio cuore”
“Mi dici delle cose bellissime, mi fai piangere”
“E’ rara questa intesa, quest’affetto che non ha permesso al tempo di disperderci.. e noi l’abbiamo”, mi ha detto stringendomi a lui.
“ E’ vero, anch’io ho un bellissimo ricordo di te e ho sempre desiderato che ti accadessero le miglior cose. Temevo che mi odiassi un po’ perché me ne ero andata”, ho detto tenendogli le mani.
“ Tu hai sposato i libri, ognuno ha la sua missione”.
Sono salita in auto serena e a metà strada un messaggio: “ Mi sono pentito di non averti baciata”.
Sono tornata a casa sua altre volte.
“ Con la mia compagna le cose non vanno bene, lei è ossessiva e noiosa. Mi controlla, legge i miei messaggi è gelosissima”, mi diceva spesso.
Io dalle foto la trovavo molto bella. “ Penso che troppa gelosia sia dettata da nostre insicurezze, se una persona ti ama non pensa e vede altro. Il difficile è amare, amare profondamente, poi quanto tempo dura quest’ amore … ogni giorno siamo diversi. ” , gli ho detto un giorno.
“Ehi ! Scrittrice i tuoi ragionamenti mi fanno venire mal di testa.”
Mi ha guardato negli occhi e mi ha detto “Tu sei un diamante grezzo che racchiude un mondo interiore complesso . Vorrei baciarti, vorrei fare l’amore con te come ai vecchi tempi.”
Mi ha abbracciata e io ricambiando il suo affetto ho detto: “ Hai già lei cosa te ne fai di me?”
“Io non sono innamorato di lei, facciamo sesso, tanto sesso. Lei per me è come un gatto, mi fa compagnia”, ha detto tranquillo
“ Non è bello quello che dici”, ho risposto decisa.
“ Sono solo, mi pesa. Tu come fai?”
“Avrei voluto fargli il discorso sulla natura e sulle fusa dei gatti ma mi sono limitata a dire: “ Ho i libri, loro mi tengono compagnia”
Mi ha baciata con foga e ardore, non ricordavo quasi più quando fosse bello e appagante essere abbracciata e baciata. Mi ha sollevata e portata di peso dal salotto alla camera da letto.
Mi desiderava moltissimo si sentiva.
Subito dopo ha preso l’aspirapolvere per eliminare le tracce del mio passaggio, poi quasi subito ha iniziato a preparare la valigia.” Vado via qualche giorno con lei tra poco ho il treno” , ha detto con gli occhi bassi.
Io non ho fatto domande ma tutti i suoi gesti comunicavano che ero di troppo.
“Siamo due universi completamente diversi, due amine così distanti. Unico fattore comune la solitudine.”, pensavo.
“ Io vado”, ho detto avviandomi alla porta.
“ Ti accompagno, scusa te l’avevo detto che sarei andato via qualche giorno”
“Sì , mi ero dimenticata. Tendiamo a dimenticare le cose che non ci interessano o non ci piacciono”.
Il giorno dopo su facebook una bella foto di loro abbracciati con lo sfondo di una città d’arte. Sopra una dedica romantica rivolta a lei.
Ci sono delle volte che ci sentiamo soli e a volte che la solitudine supera il confine e arriva la desolazione.
Sono sola, ci rimango.
A qualcosa sei servito: diventerai un personaggio di un mio romanzo.

Commenti
un racconto bellissimo...
da grande sicuramente farà la scrittrice!