Incantato il giardino dove
dopo una notte travagliata da sogni mi sveglio,
ricco di fiori colorati ed alberi di pesco,
i cui fiori perdono, scompigliati dalla brezza

che soffia leggera come il respiro di un bambino,
petali profumati e sfiorano il mio corpo
con carezze leggere
Hanno vita propria simili a farfalline rosa
danzano nell'aria emanando un senso di pace,
si posano su di me, vestendo il mio corpo nudo,
nudo dalla serenità e dalla volontà di vivere,
con la loro essenza, simbolo di nuova fioritura,
di rinascita a nuova vita,
una vita che ormai percepivo statica
priva di emozioni se non dolore

Il corpo prende vita
in un ballo liberatorio, al suono di un flauto dolce
nell'aria profumo di pesco,
tatuare sulla mia spalla farò
un ramo di questo fiore meraviglioso
per non dimenticare ….

 
....Per non dimenticare
che si può rinascere ogni volta che si vuole
se veramente questa volontà è radicata alla terra
come le radici degli alberi incantati
che a tempo e debito daranno pesche dolci e succose,
metafora dei frutti che io donerò dal cuo






 
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Ho costruito intorno a me castelli di rimorsi e rancori, 
circondati da mura di paura. 
Erano castelli di sabbia ed io altro non attendevo 
che un soffio di vento improvviso li buttasse giù... 
ma questo vento doveva soffiare dall'animo; 
bastava una spinta interiore 
che avesse il sapore del coraggio, 
una forza che li abbattesse definitivamente 
per innalzare una struttura solida, 
il cui cemento fosse impastato con la spensieratezza, 
la tranquillità e la serenità... 
una struttura circondata da un floreale giardino
che avesse il profumo di libertà.
 
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Profilo Autore: Claudia Costa  

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Talvolta tentiamo di soffocare le parole,
a volte rimangono incastrate in gola,
possono vagare nello stomaco,
a volte sgorgano da sole.

Quelle dolci sono quelle preziose,
parole di stima e amore,
quelle che esplodono in milioni di stelle
fuochi di artificio del cuore.

Parole tranquille che talvolta hanno l'aria di nulla,
eppur ci placano l'anima e ci donano la pace.

E ci son quelle non dette, 
tradotte in sguardi, lacrime, sorrisi ed espressioni,

in quei momenti in cui il silenzio vale più di mille parole.
 
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Profilo Autore: TOSCA  

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Era alta laico-bianca
Di fregata caravella.


Questo è ciò che rimane di una poesia che mi è apparsa in sogno. Io l’ho vista nella sua stesura a versi sciolti ma regolari nella metrica, iniziava con le cartine stilizzate dei 6 continenti, a cominciare dall’Europa e chiudendo con l’Antartide, c’erano tutti, bene in vista, ma ricordo solo queste parole che sul momento erano chiarissime, le ripetevo nel sogno stesso spaventato dall’idea di non ricordarle al risveglio, come un bambino ripete a memoria le parole della commissione della mamma, latte, zucchero, pane e mortadella, così le ripetevo io, poi al mattino è apparsa in tutta la sua drammaticità la pena di quelle parole, il non senso di quel sogno affascinante, l’inutilità di quelle 7 parole messe lì come beffarda illusione.
Allora ho riflettuto sul sogno e sul suo contenuto e sono arrivato alla conclusione che ci vorrebbe una forza misteriosa per inviare subito dal sogno alla realtà una mail veloce, pronta e chiara, una stampa degli scritti che sogniamo, un riversare subito al mattino quello che il sogno benedetto notturno ci regala ogni notte: con dolore ho appurato che non si può, e forse è meglio cosi. Che i sogni rimangano tali e la realtà segua il suo corso. Rimane come sulla lavagna di un’aula scolastica delle elementari quel grumolo di 7 parole senza senso, come senza senso sono stato io quando mi sono svegliato dal sogno bellissimo che mi ha lasciato sulla bocca un sapore amaro di cose perdute.
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Rivedo i nostri corpi sdraiati al sole
sulla sabbia dorata, ascoltando il rumore
delle onde contro gli scogli,
ci nutrivamo dell'azzurro del cielo
del calore del sole
Ripenso alle nostre notti d'amore
le braccia intrecciate, baci appassionati,
carezze ardenti fino a vivere l'immenso
acme del piacere corpo nel corpo,
anima nell'anima
I ricordi sono luttuosi, un distacco da una vita
ormai passata e che credi non tornerà più,
creano lacrime, ferite che stillano sangue ….
Viviamo il presente giorno per giorno
come se ognuno fosse l'ultimo ….
e il futuro? credi non sia più possibile averlo,
allora costruiamoci un futuro di ricordi
Evochiamo alla mente i momenti passati
belli o tristi ma sempre doni del cielo
come gocce di mercurio che da esso scendono,
pioggia d'estate sui nostri cuori
Concepiamo una situazione di serenità
rivivendo con gioia i momenti che non torneranno,
rivivendoli in modo alternativo
continuando a farli nostri nel presente
per costruire il nostro futuro
Lasciamo il passato chiuso in uno scrigno
da aprire quando questa nostra vita terrena
più non sarà, chi ci ama allora
dei nostri ricordi vivere potrà
così che noi continueremo ad esistere
per sempre !!!!!











 
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Rio de Janeiro, maggio 1941.
Era una delle feste che venivano fatte ora a casa di uno, ora a casa di un altro, per festeggiare la maturità. Massimo si guardava attorno, cercando quel viso bellissimo che aveva scorto la festa precedente. Lei era arrivata tardi, con un codazzo di ammiratori che la circondavano come una nebulosa. Era davvero bellissima, e lui, che con le ragazze ci sapeva fare, voleva conoscerla meglio.
Improvvisamente la vide, dall’altra parte della sala emanava luce con il sorriso smagliante e gli occhi lucenti come piccoli smeraldi.
Massimo non ebbe esitazione. L’orchestrina aveva giusto iniziato una bella canzone lenta e romantica e lui era un gran ballerino.
Inizio a camminare con passo rapido verso la ragazza, stranamente libera da pretendenti per il ballo. Cominciò a sorriderle, anche se lei guardava da un’altra parte. Massimo guardò in quella direzione e vide un piccoletto che muoveva veloce verso la stessa preda. Massimo accelerò, ma il piccoletto era più vicino all’angelo e gli passò davanti, già chiedendo alla bella se voleva ballare.
A Massimo non restò che guardarli mentre si allacciavano nella lenta beguine.
Conosceva di vista il piccoletto, andava alle feste con una sorella anche più piccola di lui. Ah, eccola là; piccola, ma ben fatta, si disse.
In mancanza di meglio, si diresse verso la ragazza e la invitò a ballare.
Sei mesi dopo si sposarono e un anno e mezzo dopo nacqui io.
Anche il piccoletto sposò la statuaria bellezza. Massimo e lui divennero cognati.
Se Massimo fosse partito un attimo prima verso la preda, o il piccoletto un attimo dopo…
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Profilo Autore: Falug  

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ANDATE VIA!!!!
Voi vaganti, rattrappiti visi vomitati dal buco piu fondo degli inferi.
Perché vi aggrappate a questi  pensieri legnosi, e deridendomi vi dondolate sulle fragili corde di questo mio instabile equilibrio?
Tornate nella gola di  Asmodeo da dove siete venuti, e li rimanete, io v'imploro con le ultime mie forze rimaste
Andate!
Ormai da 1000 e più anni sonate i miei timpani con i vostri lamenti ferrosi, lasciate che queste quattro mura sudino la mia sofferenza,in modo che possa raccoglierne anche solo una stilla e mostrarvi il mio dolore, posato su questa fetida scodella di legno.
Vostra la colpa della mia prigionia maledetti.
E maledetto il giorno  in cui ho parlato a quel druido in veste bianca della vostra presenza. 
"Parlate senza problemi" diceva
"Non le succederà nulla" diceva.  
Mille anni son passati.              
Forse fuori il sole si è spento.
Eccolo...ritorna..e voi tacete vi prego..
non sentite i suoi  passi?
Non ho più la forza...
Buongiorno signore, mi dia la medicina.
Voglio dormire.
Voglio solo dormire.
E so che lei ha la pozione.
Me la dia signore.
E forse dormirò, sognando un altra vita.
O forse mi sveglierò. 
Da quest' incubo che voi liberi vi ostinate a chiamare malattia.
 
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Profilo Autore: gianluca  

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Dammi il pennino col quale dipingi un dolore taciuto nel tempo. Mi farò pittore per te usando colori pastello su tele soffiate dal tuo respiro... leggero... sopito... Per ora mi basta, disegno il contorno tuo col dito intanto tu dormi continua... il mio sguardo ti copre..
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Profilo Autore: gianluca  

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Perché mi chiedete di poesie altrui
frutti di grembi  sconosciuti
di alberi inpronunciabili
con i piedi su questo manto di  terra
visioni maledette giunte dalla storia
porte aperte su spazi interminabili
 
Ho imparato da giovani vecchi che
la poesia non è  nient’altro che se stessa
nascosta dagli uomini sterili e normali
in vetrina per altri 
pronti a tutto pur di lasciarla 
libera e frizzante
slegata dalla soggettiva razionalità
 
Non mi chiedete della poesia altrui 
so della mia     
senza data di nascita e senza vissuto
senza legacci o senza senso  
fascinosa o fastidiosa 
danzante o di freddo marmo
 
Non mi chiedete della poesia altrui
lei è  
qui, in ogni dove
è mia, nostra, da sempre
si presenta e va via
torna e resta 
lei c’è  ed unisce le nostre mani  
le nostre parole, cresciute versi
 
Perché mi chiedete di poesie altrui
senza farvi travolgere dalla sola richiesta
non ha senso essere passeggeri 
in un viaggio di giorni definiti
senza lasciarsi lievitare ed assalire
dalla magnificenza di quel che sarà
 
L’unica poesia non ha genitori o risposte
solo 6 sillabe
 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Sono ore calde e interminabili,
di passatempi ve ne sono a iosa,
ma l'unico a me disponibile 
è quello di pensarti,
pensarti nel mentre d'un abbraccio 
quando vibrante sfiori il labbro
e sussurri lagrimando: "T'amo".
Ma mi accorgo 
che è quello più angoscioso
perché non solo chiude 
il cuor crucciato
a qualsiasi cosa accada al mondo,
ma perché suscita enorme rabbia.
Rabbia per la rarità
con cui il mio sguardo vien ferito
dai tuoi occhi 
fissi su chissà quale sogno 
spennellato all'orizzonte,
dai capelli tuoi armoniosi 
dal vento mossi come onde marine,
e dalla bocca tua 
ch'al fiatar spande calma e pace come polline.
Sono ore soprattutto irritanti,
perché puoi apparire 
e incrociar un'altrui via,
anche in mezzo dì, 
anche per caso,
mentre io irrequieto 
attendo qui precisi istanti.
Il destino par che m'obblighi 
ad osservarti solo da lontano.
Ohi quanto vorrei incontrarti ogni misero giorno,
avvertire il tuo profumo per giornate intere,
averti accanto a me per ore,
accarezzar quegli'mpensati tratti almeno per pochi attimi,
mirarti dormire intanto che la Luna 
ti rimbocca le sue ricamate lenzuola d'argento,
ma non su quelle castane stelle, 
che sarìa ardua gara
per chi avrìa maggior lucenza.
 
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Profilo Autore: Alorian  

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