Non posso dire non lo volevo,
perché non esistevo.
Di rosa, verde, arancio, giallo,
mi sono decorata;
ora vesto di nero,
non per lutto,
perché la saggezza è anche mistero!
Intrecci di conquiste e affanni
ho nei capelli;
negli occhi la mia terra.
Si alternano le note sulle scale
seguendo il ritmo dettato
dal registro del tempo.
Intorno, fresco vociare di bimbi:
nuova primavera;
inarrestabile energia!
Respiro aria pulita
e mi stringo in un abbraccio
la gioia d'esser nonna
che nuovi colori
regala alla mia vita.
e fragile si decompose velo in cristallo di sogno
accarezzato lieve dal morire del vento.
Solo un delicato reciso d’ombra sopravvisse
simile a sabbia riversa di dolcezza astrale
ora glaciale, ora agonizzante furia.
Seppi allora cosa fosse la delicatezza del dono
custodita l’eleganza nel sospiro del cuore
ne immortalai l’ultimo perdono.
sature di buio e crepe
le parole rimbalzano sui muri
flagellando il cuore
come saette taglienti
e polvere diventeranno
cordoni ridotti
in fili sottili
pronte a spezzarsi
E la luna
resta a guardare
accarezza quel sorriso spezzato
e lega una stella accesa
per ogni lacrima
caduta
La mente è in viaggio
un lungo viaggio
verso la vita
così lontano dal buio
e sposta pianeti e mondi
sotto i passi
da percorrere
... respirerò
labile volto adagiato in su le spoglie
al tremante cuore abdicante il vero.
Fluttuante anello di vita sulla riva
appena il bacio sorge dal delicato innesto
di chi si volta per ritrovar la via
nella carezza al pianto d’un addio risorto.
Da mesi ti penso non salto un giorno
sui tuoi occhi tremendi con lo sguardo ritorno
perche'
Mi perdo mentre ti ascolto
tremo ,di rabbia mi mordo
con le mia braccia ti stringerei
con la mia voce ti canterei
Fulmine che spacchi il mio cielo ,magica immagine
che dalla sera alla mattina picchia come grandine
perche'
ti vedo e ti voglio
con gli occhi ti spoglio
in quei capelli la mano passerei
su quelle labbra io mi fermerei
Ne ho viste tante come te nessuna
fatti amare un giorno ,andiamo sulla luna .
febbricitante tremito all’alba
per sentire il rantolo del tempo
come una rosa colta chiusa
nell’attesa di pioggia soffusa
con la fragilità della farsa resa .
La paura di suturar paura
specchio in frantumi d’ora
nel cuore una musica infinita.
L’anima uccide quel che ama
per tenere in caldo la promessa
e aspettar la tempesta alla costa
divertendo il dialogo col buio
avvolto nella gemma d’una stella
L’anima uccide quel che ama
nel silenzio dagli occhi chiusi
nel sentire perduto il domani
nell’adagio della caducità di stagioni
strozzando l’anima nel sorso.
L’anima uccide quel che ama
a inganno di quiete alla fine
inascoltato urlo al lume
cielo bruciato nella fossa
cesellando assenza e catarsi
riscritti al gemere del darsi.
L’anima uccide quel che ama
con l’ardore divorante della sorte
per sfidar vite appese alla morte
compianto vivere d'esserci.
si odono rumori
profumi e sensazioni uniche
avvertendo
sulla pelle il calore
del sole che ti accarezza
e quando
ti ritrovi solo
guardandoti intorno
senza meta
ti accorgi di quanto
amore hai perso
ascoltandolo nel
silenzio.
Aspetto che tu arrivi
ma tu sei altrove con i tuoi pensieri positivi
ho fatto la lista sono all’ultimo posto
mi sento su di un marciapiede
Il tempo che mi dedichi è l’avanzo della tua vita
intenta a sopravvivere
ho messo da parte l'amore
e sono rimasta su di un marciapiede
Prigioniera tra convenzioni e regole
non ho più tempo
il denaro non compra l’anima
è inutile che elemosini ora
Tu vedi le catene e mi doni gli scarti del tuo tempo
quando arrivi prendi il mio corpo
non sono amata
non devo amare
potrei morire
Morire di dolore
È una danza di promesse dai mille colori
che trascina l'oblio sul vento di primavera
nella leggerezza del risveglio alla natura
Che bella la carezza del sole sulla pelle
quando s’espande rassicurante e cara
È un sorriso infinito di tepori e fiori
che s’aprono accolti all’anima della terra
M’assale lo zefiro d’estasi in sogno
È un battito di zolla nel cuore del tempo.
scavasse lontananza
ricoperta di mare e cielo
io dilaterei il buio
nel pungente inverno
percorso in silenzio
da stille di malinconia
e tremolii di giovane brina
ancorata alla gelida ombra
una stella senza cielo
intinta di favole
e di bellezza rara.
Se la storia al bivio
traghettasse la ferita
sulla pallida riva
incatenando il cuore
io supplicherei l’infante
accecato timido arciere
senza pietà e senza cuore
di tessere sicario di parole
la scritta Amore
a effige della vita sul portale
nel ventre del tempo
ricamato di dolore.
Confiderei questo
al sole nel tramonto
riempendolo di vita
e ai superstiti in agonia
che chiedessero d’amare.
e vivo in un mondo parallelo
attimi lunghi un lustro,
simultaneamente durano
un battito di ciglia
Avvolta dalle onde del mare
spumeggianti, tiepide
dalla luce del sole che vi si specchia
sono acqua, muto in onda
agile il mio corpo sinuoso
danza nei fondali abbelliti
da coralli, anemoni colorati,
pesci di mille specie
Un attimo e sono fioco di neve
niveo e leggero, declino giù elegantemente
adagiandomi su un ramo di salice piangente
per donargli un sorriso
cancellando almeno una sua lacrima
Pochi secondi ed eccomi stella
lucente tra mille altre sorelle,
nel cielo buio illumino la notte ….
all'improvviso cado sulla terra
mi accoccolo nel palmo della tua mano ….
Dolce risveglio, ritorno alla realtà ostica di ogni giorno
unica certezza tu, il tuo amore
tu il tuo cuore che batte all'unisono col mio ….
del giorno inizio dei sette
solo foglie trascinate
dallo scorrere di poche auto
si accatastano ai piedi del muro
che mi sta a fianco
percorrendo
l'assoluta mancanza d'entusiasmo
già natia del giorno finito
che mi fa compagnia
nel cercar riparo dalla pioggia forzata
di una nuvola arrabbiata
che si unisce al camminar veloce
per allontanarmi ancor più
da questa compagnia
che non ho cercato
dalla quale non devo farmi portar via.
cercavi per sorridere
e nasceva il sole
che ora riscalda
quel piatto di ricordi dolciastri
Vestivi d'amore
dedicate parole
zuccheravi azioni
per dare importanza
a quei giorni noiosi
tra scartoffie
e momenti penosi
E tutto cambiava colore
arcobaleni abbracciavano stelle
il tempo fermava le ore
su quei baci dorati
che giuravano amore
Sfumavano pensieri bui
spazi colmati di noi
in mondi ogni istante diversi
per non piegarsi dentro
per darsi di più
Ah, potessi cantarti ancora!
E schiarivo la voce
le note danzavano
insieme a noi
respiravamo libertà
e profumi di vita
senza gravità
non eri mai stanco
della mia esistenza
di sognare
passi che costruivano storia
e chiedevi di viverne altrove
Di quei giorni
passati a gioire
non c'è più
nemmeno l'odore
di speranza
con cui mi rubava l'anima
Andiamo cuore!
La mente ha vinto
ha giocato l'ultima mano
la paura d'esser felice
dipinta d'orgoglio
ha lasciato cadere
quel fiore
e frantumi di te
lasciati essiccare
al vento
non hanno più un posto
dove volare
inverosimile
imprendibile
con sforzo immenso
larghi sorrisi
meravigliati occhi
pur da quaggiù, oltre il confine
semplicemente stando vicini
nei nostri bozzoli
rimanendo noi
osservatori pignoli
bronzi luccicanti
ricercatori di ragioni da sfamare
con i volti chini, pronti ad annuire
attraversando in volo
la moltitudine di astri
ultimo ricercato sentire, che governava i nostri ventri
il nostro saper gioire
era in quell'azzurro
folto e denso
maestoso
dove ci saremmo persi
come in un labirinto
come la voce di queste righe
in quel cielo finto
è il grattare della matita
nell'ora scura della notte
arrivata alla spalle
Il manto nero senza limite
perimetro del suo corpo
si rilassa su ciò che è grave
facendo uguale, ciò che è diverso
Quieta le domande, senza sapere
Tremiti d'inquietudine e tranquillità s'affacciano
come curiosi
Spariscono fiato e movimenti
immergendosi, senza resistere
La notte culla
spingendo al suo volere
anche l'aggravarsi della matita
Osserva
attende senza fremiti
con il suo profondo colore
Prepara al giorno imprevisto
amica per qualche ora
nemica al ritornar del sole
Amore notte
calda coperta
attesa finita.







