raggomitolata su me stessa
gli occhi chiusi.
Brividi di freddo
mi manca un abbraccio
che mi scaldi.
Non sento più
le tue mani
sul mio corpo.
Le tue carezze
i tuoi baci
i tuoi abbracci.
Un cammino
faticoso
pesante.
Non so come
e se ultimerò
il cammino intrapreso.
La strada è lunga
e la tempesta
si avvicina.
divisi ma non troppo.
Vediamo
lo stesso cielo azzurro.
Osserviamo la luna
ci sta a guardare ma ci divide.
Due mondi
con la stessa tristezza.
Malinconia che oscura
quel mare di stelle.
Vorrei essere una rondine
per volare fino a te.
E' vedere quel sorriso
che a volte mi manca.
il sole mi fa sentire un leggero tepore,
un filo di vento mi spettina i capelli.
Osservo il mare
una distesa immensa di acqua
senza fine...senza confini.
Navi in lontananza, piccole barchette a vela,
qualche ragazzo con la tavola
da windsurf colorata.
Un giorno di festa,
la gente
si diverte come può.
Si sente l’odore
della salsedine,
i gabbiani volano a filo d’acqua.
Il rumore delle onde
si infrange a riva e sui piedi
è fredda...non è ancora estate.
Penso a tante...mille cose
non so
se ne vale la pena.
Ci guadagna la testa
ne trae vantaggio
raggiungo la pace dei sensi.
Ma le persone
che mi vogliono bene
ne soffriranno molto.
alito vitale desto al giorno nel sospiro colmo di cielo
senza più resa, plaudito porto di vivere sfiorendo
consacrato dono soave di bellezza al desiderio
adagio ignoto e serrato compianto di morente altero
miracolo a spicchi di soffio del divino amplesso.
nella morte senza senso passo dopo passo
ventagli di nostalgie arredano il vivo.
A passeggio il cuore legge l’amore
chiama a sé l’aquilone dai giochi di notte
trama colori immersi nell’addio in esilio
sulla nuvola la paura rema scie di sogno
e il pianto ha il capo chino su note senza tempo.
il mio corpo
in questa magica notte
è l'abbraccio tuo
Il calore che il viso distende
dagli affanni del giorno
è la mano tua leggera
sulla mia guancia addormentata
La brezza rinfrescante
che soffia nella notte afosa
è il tuo respiro,
vento leggero il tuo profumo porta
Il battito del cuore tuo sento,
mi culla, mi ama,
ed io ti amo tanto, tanto
da sentir dolore nell'anima
Quante notti così magiche
vissute da noi,
un fiume che scorre all'infinito
fluisce nel mare, sequenza perpetua,
perfetta perchè di Dio creazione
… Il nostro tempo
scivolava al ritmo naturale
di una vita normale ….
All'alba nulla è normale,
svanita la magia dell'ultima notte con te
solo freddo mi avvolge
assenti le carezze,
il battito del cuore tuo è lontano
ed il tuo profumo più non sento …
nemmeno la tua voce ricordo
scivola al ritmo innaturale
di una vita per nulla normale …
L'amore è sempre tanto, tanto
da far male all'anima ….
ma l’avverso e crudo destino
la madre per altri viali portò.
Il frugoletto, oltre al yo-yo,
ebbe le tenere cure dei nonni.
Il pargolo, divenuto fanciullo,
dormì tranquilli i suoi sonni
e dei nonni fu il vero trastullo.
Elementari, medie e superiori,
ma al ricevimento dei genitori
la madre fu assente all’appello
e la domanda fu vero martello:
“Hai tu una madre o non l’hai?”.
La risposta fu cagione di lai.
Un dì nella stesura di un tema
alla penna diede il suo cuore
e l’inchiostro dipinse il patema
di chi non ha materno l’amore.
Letto ciò che scrisse il discente
la docente, costernata, esclamò:
“Il tuo quadro è nero e dolente,
quindi, al bisogno, io ci sarò”.
L'ALUNNO ALLA SUA INSEGNANTE:
La felicità, forse, esiste in terra,
ma sol nell’urna dov’io riposerò.
Pure l’amore nel mio cuore erra,
ma se lo sfioro, tosto lo perderò.
La tua lettera, Valeria, è la speme,
che mi toglie dal baratro esiziale,
della gioia giorno e notte è seme,
nonché lanterna per il mio ideale.
Insegnavi, ma ti sentivi mamma,
leggendo l’affanno del mio cuore.
Il giusto ruolo a te più confacente
con grazia mi leniva il dramma,
affievoliva ogni dì il mio dolore,
mi schiudeva l’anima e la mente.
La radice verbale del tuo nome
compendia le tue parole, gli atti,
la premura di docente e mamma.
Aurora sarà il tuo soprannome,
sorella di Elios e di Selene, infatti
ai miei dì hai dato luce e calma.
Il tempo fugge, però non cancella
il tuo ricordo, che per me è vita;
io non ti oblierò, anima gemella,
tu sei il balsamo per la mia ferita.
ricordando il passato
con una piccola goccia
che riga il mio viso
pensando a quei ricordi belli,
anche meno belli,
che il vento ha portato via.
Ti aspetto
in questo vuoto assordante
che riempio in un foglio
con la penna,
un alito di vento
ha portato via le nubi
e un sorriso ci scalda...
con i suoi raggi lucenti.
invola mente sulle vele del tempo
amore per la vita in scrigni d’uomo.
Scava ricami di mare dal dolore cullato
profondo fianco, specchio muto di ventre.
Risuona armonie di flauti e violini in poesia
aperte su sentieri di cielo a nido d’arpa
di primo mattino in corteo lungo il cammino
dove la morte ladra non può rubare la scena.
E’ nel pudore il racconto del tragitto
ruba pensieri di lacrime ripiegate
una ad una rifugia l’amata solitudine
sospesa assenza d’assolo fragile
tra ghirlande di stupori bianchi.
Margherite sul verde in cori danzanti
orme di vita sulla pelle di primavera
trema gemme, incanti d’unione
estasi d’innocenza in sinfonia d’amore
sognando piccoli miracoli di solenne tepore .
che non ci sei più
tutto è diverso
tutto molto doloroso.
Tutto è
diventato estraneo
una montagna ci è crollata addosso
distruggendo tutto.
Ci osservi... un nome...
una frase famigliare la sento ancora per casa
con la stessa intensità
ma con molta tristezza.
Vorrei pensarti
con meno dolore
non sei più con noi
a infonderci coraggio e sicurezza.
Pensieri... ricordi
che fanno male
ridiamo nascondendo
il dolore che ci affligge.
Un lungo... breve...tratto di strada con te
vorrei avere la forza
di dire quello che ho dentro.
che pesa come un macigno.
Lo affido ad un foglio è una penna
guardo i tuoi gioielli
quelli che amavi tanto
cosi mi sento piu vicina a te.
Eri la nostra guida
e lo sarai sempre
anche se non ti vediamo
tu ci sei sempre.
Cominciamo dalle piccole cose
che diventano importanti.
quello che ti piaceva
quello che ti rendeva felice.
NON E' MAI FACILE ACCETTARE LA MORTE DI UNA PERSONA MERAVIGLIOSA, UNA PRESENZA IMPORTANTE, UNA GUIDA, UN FRATELLO, GRAZIE PER TUTTO QUELLO CHE CI HAI INSEGNATO, NON TI DIMENTICHEREMO MAI, OGGI E' GIA' UN ANNO CHE NON CI SEI PIU, MA SAPPIAMO CHE VIGILI SU DI NOI, CHE CI GUARDI E CI SORRIDI, CIAO ZORRO SARAI PER SEMPRE CON ME.
incorona l'assolo sull’intimo scanno,
rive di luna prodigio, divino arcano
essenza in spicchi d’amore d’indifeso canto.
Golfo fragile l’anima ormeggia il pianto
l’estro in volo, il destino cieco, il piglio d'intelletto.
Varca la sponda il raggio e s’allaga onda
soporifera penna nel sogno c’affonda
fantasie sorbetto di nostalgiche magie.
Il mare all’ascolto schiuma parole sorelle
girotondo d'ancelle strette strette all’acuto di stelle
roteante carosello di stornelli d’estasi
nitrito mistico d’argine al trotto rapito
e sullo scorrere di specchi giocano pagine celesti.
Il limitare fiorito alla foce risorge
accende fiamma d’amore nei colori dell’eterno ritorno
e luce la parola è condotta al perdono.
Il cuore frinisce versi di rosa bambina
custode di fragilità d’innocenza suprema.
stretto al ventre del vento ferito
con occhi d’istinto c’è un candido lupo .
Dilania orme avvolte dall’ ego del tempo
e nel morso concede al vinto lingue di vuoto .
Colora paure del viver cemento
con occhi di terra e carezze di cielo
il nutrito d’uomo dal vivere morto
perdono natale d’indugio all’amore offerto.
La notte dell’anima affida alla luce
l’unione riversa altera e rifugge
dal profetico dio l’orlo d’un verso
ascesi vivente d’estasi a intarsio.
La poesia scrive monella epitaffi al sepolcro
morendo viva cenotàfio nel sospiro d’abisso.
E mi chiedesti se il sole rideva
alla vita quando la rosa s'apriva
al raggio intonando canti al vivente
o quando l'aria s'accoccolava adagio
nel cuore del vento
per divenire vertigine in volo.
E mi chiedesti se la luna annuiva
quando la notte mi rapiva i sogni
sotto chimere vibranti di cielo
in nidi pigolanti e disperati
appollaiati gli incubi al grido morbido e cavo.
E mi chiedesti se la poesia sapeva
ascoltare in silenzio il tempo del pianto
o l'amore maturato in radici d'ali
e se le voci spaccavano la vigna antica
scavando memorie in concerto d'ore.
E mi chiedesti se nell'infinito
o in ultimo volo d'eternità
da nutrire sotto ceneri di valzer
nudi al fragile dialogo d'anima
i pensieri s'abbracciavano al buio
come luna a specchio in mare aperto.
attraversa la gola del pensiero
al destare del suo fantasma
che tengo qui vicino
evitando le grida
per il suo mancare
occupando la parte
che come reliquia
non spolvero da tempo
in attesa di riannodare
le nostre parole
le nostre mani
di dolci pensieri.
Ghirlande di fiori
sulla finestra
adornano il viso
di quella donna
che sta a rimirar
con aria beata
la bellezza del cielo,
le stelle,la luna.
Ricami di notte
con il mondo che dorme,
in grembo c'è il bimbo
da tanto cercato.
Ghirlande intrecciate
come i folti capelli
decorano l'aria...
E' un lietissimo evento.





