a me, ai nostri figli,
a tutti coloro che ami e ti amano,
L'angelo della morte ti si è avvicinato
lambito ha la tua mano,
quella che tenevo stretta chiamando il tuo nome
con la forza di tutto il mio amore,
costernato da si tanta determinazione, lontano è volato ….
Hai viaggiato per qualche ora
nell'oblio tra l'essere e non essere,
come un passero che fa il suo primo volo incerto
verso il cielo e poi torna al nido.
Nuovamente in quelle camere
dove prevale il rumore leggero ed assordante
dei monitor del cuore, del respiro, del ritmo vitale,
a te collegati da fili colorati,
stelle filanti di un carnevale maledetto
Preghiere al cielo, speranza mai persa,
l'amore immenso che a te mi unisce ….
sei rinato di nuovo,
salutandomi con il tuo dolce, intenso sorriso ….
Mio dolcissimo, ora sei nella tua casa,
massaggiandoti gli arti dolenti,
accarezzandoci con gli occhi
oggi abbiamo fatto l'amore
“Grazie di esistere” hai sussurrato
con la tua voce muta
ma più calda e sensuale che mai
Grazie a te, grazie a Dio, alla vita
che nuovo tempo ci ha donato
altri momenti da ricordare,
per andare avanti ancora,
per andare oltre, a cosa non so
ma sicuramente ad un qualcosa di meraviglioso
come invadenti fumi di cenere, le nuvole
sotto, lo scorrere di torrenti
d'illusioni metropolitane
con l'attesa nelle ossa
in fradici segmenti di carne
mai esibiti, solo accennati
il corpo tuo esile
i polsi filiformi
inondavano
dando ordine al trambusto di un corpo
come punti di rottura
intercapedini nei muri
tutto di noi, era nostalgia
e senza poter dire
accalda i lobi
la pelle si bagna
qualche tremore accompagna
gli occhi sbattono senza freni
i respiri son già corti e veloci
nessun concreto pensiero
viene scelto
voltandomi alla ricerca
guardo senza osservare
L'emozione della passione
non cercata
sincera, sentita, provata
non lascia spazi, ad altro che a se stessa
tarpando le ali a questo volatile spirito
che troppo ha volato per il nulla
Explosion, disincantato riverbero
Lei, grande,
con la faccia da luna
di stagioni amate
e i sorrisi di falce
vasti come campi
sterminati di desideri.
Chi l'ha mai vista?
Silenziosa come
nubi distratte
o come l'attrazione
che ci lega
a questo frammento di terra
dove gli uomini
amano,
vivono,
piangono,
muoiono.
Chi l'ha incontrata?
l'ultimo rigagnolo
si getta nel canale
dove regna riflesso
l'ultimo barlume
di un crepuscolo serale.
Pittori e poeti
di quel tremolio ne fan versi lieti.
I rami protesi al cielo
stillano l'umida rugiada
stropicciano la luna
rubano l'ultimo soffio imbronciato,
che echeggia e ricorda l'Estate
pietrificata nelle ultime foglie
adagiate
nel crepuscolo autunnale.
capita di saltare sulle crepe del tempo
nella dissolvente distanza
intensa senza radici
con corpi adulti e
suture di consapevolezza
inspirando l'odore della pioggia
sugli abiti di sconosciuti
rivivendo sguardi a mille
nel bagno di un metrò
ridendo, per vomitarli
perdonandomi assenze
che nulla pesano.
Ho inseguito i tuoi occhi
colore cane che fugge,
ho accarezzato le tue braccia,
ali di cartone
dispiegate verso
un volo estremo
di indifferenza.
Gocce di acciaio
lambivano il tuo volto
di landa desolata.
Getterò il mio cuore
oltre il calendario sgualcito,
oltre le spade dei tuoi capelli,
oltre le tue vuote sillabe
colore buio notte.
è abbraccio d'amante
avvolgente, sicuro
Azzurro di cielo confuso in voce d'onda,
salso bacio
Si stagliano nel sole gonfie vele
sospingono al largo i pensieri
Ah, potessi perdermi nell suo immenso
senza rimpianti o ritorno
mutata in marina creatura,
là dove il pescatore di sogni
non può raggiungermi
prima che ti addormenti.
Perchè sò già
che ti mancherò.
Vorrei appoggiarmi
sul tuo cuscino.
E sentire il tuo respiro,
il tuo profumo.
Ma sò
che non è possibile.
Un nodo
mi sale in gola.
Mentre due lacrime
mi segnano il viso.
quell'oscura tristezza del giorno!
Tutta la pena vorrei affogare
nel vago mare stellato,
ma la falce celeste
recide senza indugio
ogni arbusto dei miei sogni.
Sono solo una misera incognita
della fatale
equazione della vita.
il sudore, le gambe
svestiti, impetuosi, amanti per gioco
Suona ancora il bandoneon, con il vuoto davanti
nello sbadigliante mattino
Al muro risposano al chiodo, finte rose rosse
Nel fumo rimasto della sera, si apre uno spicchio di luce
che viene dalla cucina
Echi di scarpe ed olè, accompagnano qualche argentina discussione
Desti bicchieri di calvados e sangria, girano sui balconi
Femmine latine formose, truccate e vestite a festa, accennano qualche passo
gonfiando le gonne
Dagli sgabelli impagliati, si muovono le gambe ai ritmi del luogo
alle note di passione, ai fumi di sbronze
Sbalordito ed accaldato
mi sciolgo nel fuoco libero
della festa tanghera.
te cascheno le vojie, peli e denti,
te se 'mbrojeno 'n bocca le parole
e le sere tua sò sempre più sole.
Questa è la vita, è così, che vòi fà,
sò questi li regali graditi de st'età,
in testa li ricordi sò 'na macedonia,
la pappetta t'ha succhiato la memoria.
Ma nell'urtimo cassetto der core
t'è rimasto 'no spazzietto pe' l'amore:
è quanno che 'r cielo apre li battenti
e piagni si vvedi du' stelle cadenti.





