sensuale quest’aria
alita la tua presenza,
col vento viaggia
quel tuo profumo amaro,
fino a me,
come un tocco di carezza.
… E all’improvviso
mi stringi,
come un fiume
mi travolgi
poi m’inondi
ed io mi perdo con te.
Un’onda ci vela
ci aspira,
ci nasconde al mondo intorno.
Si abbassa
tutta quanta questa luce,
in un attimo
il tutto scompare…
Tutto in un attimo,
all’improvviso…
Poi,
si spandono mille fantasie,
si colorano di sogno…
ho chiuso gli occhi, senza troppo frugare
le ho ritrovate
le mie mille sensazioni.
Un brivido m’ha sfiorata,
una carezza calda e profonda
giù per la schiena nuda.
Un bacio che scorre, un tocco sapiente.
Ho ascoltato la mia voce
nel silenzio dell’anima.
… Un volo,
il grido di mille voli: gabbiani rinchiusi
che ora s’innalzano sul mare.
… E lo specchio mi riflette,
accarezzo quella ruga: è piccola!
Sorrido a quella bimba che
mi fa l’occhietto.
Son quella di sempre!
Cosa vuoi che sia una piccola ruga!...
si offre a nostalgici ricordi
mentre il cielo accarezza la sera.
Mio unico piacere il suo mezzo sorriso,
nella magia di questa notte,
un abbraccio di cielo
bucherellato da mille stelle.
Mi perdo nei pensieri,
tra file di reminiscenze,
cicatrici…
Vado riprendendomi le mie orme
sulla sabbia imbevuta di noi,
prima che la brezza ne cancelli la presenza.
… Sono mie, solo mie ed erano felici.
Or son ricordi e son lontani.
Dimmi, sei triste anche tu?
… Resta con me, malinconica luna,
fammi compagnia
aliti di gioia quando,
quel tanto di nostalgia
mi bagna il cuore.
..Quando mi sento furiosa tempesta
e la notte non dà baci
ma solo schiaffi salati.
… Quando le ombre
allagano la mia paura e
dentro mi rotolano onde di ghiaccio,
vorrei respiri tiepidi come carezze,
sole di primavera.
Un po’ di caldi aliti
all’anima mia stanca.
Se dentro, poi, mi guardo e
ci scopro lacrime, allora vorrei
mille sogni ancora,
per alitarli al cuore e colorarlo….
dove il sole accorcia ombre
e turba, penetrando foreste
la pace ombrosa delle forre.
Sarò ad attendere nel vento
quando alita crudo e terrorizza voli.
Sarà il mio volto che vedrai per primo
quando l'ombre s'allungheranno
e con dita idulgenti
si stenderanno sui cuori i silenzi.
Parleremo solo di noi
con muta voce e sonori pensieri
nell'ombratile quiete
che ci comprende oltre ogni dire.
pochi sbuffi di vento, complici di tenerezze,
respirano tra i capelli.
Una coppa gli occhi,
ricolmi d’azzurro col naso all’insù.
Inseguono qualche ciuffo di panna montata
che si contende una fetta di cielo.
…Fragorosa una risata,
ladra d’istantanee follie
resa muta da un tuo bacio…
finestre aperte su un profondo accese,
due stelle che t’invitano a sorprese
di sentimenti mai considerati.
Cadervi dentro, in tal profondità,
smarrito il senso e il ben dell’intelletto,
ridona a tutto ciò che hai nel petto
sapore quasi di irrealtà.
In un concerto antico
di mille colori intriso,
ti trovi in paradiso
In un contesto amico.
Entra, suvvia, gioioso
amore attende chi
dei suoi occhi s’impadronì
facendone il suo sposo.
Attento ogni oltre dire.
Sicurezza non avere,
coltivalo a dovere
…d’amor si può morire.
Mi scosto dal tuo corpo
lieve movimento delle labbra
risvegliate dal chiaro raggio
timbrano un nuovo giorno
sull'amata pelle
Mi scosto dal tuo corpo
ma non dal tuo cuore
ancorata in quel porto
mi sento protetta, sicura
Mi scosto dal tuo corpo
rimarco, sei amato
come di primo tempo
quando oscillavi
come foglia al vento
cercando d'afferrar il mio ramo.
M'avvinghio al tuo corpo
e denudo il caldo piacere
in parole silenziose
che ancor sa dirmi
Bisbigliami parole d'amore
impregnate di desideri
che, come ali colorate
danno vita al nuovo giorno.
di colui che ti ama, del tuo immenso mare.
Solo che io possa trasmetterlo a colei
che amore accese nei sentimenti miei.
In lui talor, gioioso, io mi immergo,
al dolce rinfrescar, le membra porgo.
Ma a lei vorrei far capire
che è un sogno già poter solo vederlo.
Il Glauco Jonio voglio decantare,
i suoi colori profondi esaltare.
Di blu e verde sono le sue onde
che lascia scivolare vagabonde.
Di notte con le stelle e luna piena
i brividi fa scorrer sulla schiena.
A timidi innamorati fa preghiera
d'accomodarsi sulla sua scogliera.
Canta canzoni dolci e appassionate
dalle sirene stesse suggerite.
Conserva nel profondo dolci promesse
che un caldo bacio suggellato avesse.
La sua canzone in fondo è sempre quella
che cantava Glauco alla sua Scilla,
Orsù vieni, te la farò ascoltare,
non sono Glauco però....la vuoi sentire ?
stringe emozioni e respira magia
all’ultimo canto della notte.
Quando spingono prime luci,
risucchiando le tenebre,
quel bacio si tinge di rosa e d’arancio.
Piano, accarezza baci teneri d’amanti
fasciati ancora
dal caldo silenzio dell’amore, dagli ultimi sospiri.
Tra rami d’ibisco in fiore
lo sguardo s’infila, s’allunga e si tuffa in mare,
si veste di pace e si culla.
… Qui a strapiombo, l’azzurro cristallo innalza
per noi la sua dolce canzone d’amore...
Affondai la lama del vomere nella profondità della zolla,
scavai con tenacia, osando fino al cuore della terra
per trovare il seme perfetto.
Cercai fra i rami degli ulivi quando gemono al Mistral
nelle notti di plenilunio,
quando cani scalzi vagano ferendosi
lottando per la libertà e tori acquietati
sognano arene senza sangue.
Andai cercandomi in assurde chimere
scoprendo che guardare negli abissi
può far tanto male.
La mia dura pelle d’uomo si sciolse
nella tua così arrendevole e inerme,
con un grido antico che sa di rinascita.
Non notasti nel mio sguardo
la paura del cerbiatto quando si sente accerchiato:
mi accettasti come si accetta la freccia
che spaccherà il cuore.
Torneranno ancora notti
quando il gelsomino si aprirà alla luna,
quando la terra più non assorbirà
il sangue dei malvagi
e tu mi toglierai di mano l’arco
puntandomelo contro, allora,
aperto il petto ti impossesserai del cuore
rendendolo fertile.
quando incerta si fa la luce e sfocano
nell’onde i riverberi d’un assonnato sole,
rassicurante e tenero
a parlarmi del futuro.
Venivano in moto lento spumosi flutti a lambirci,
melodie s’alzavano dagli abissi
e noi estrani al mondo
lasciavamo lievi tracce di passi
nella cedevole rena che la marea disperdeva
sì che nell’andare fossero sempre nuovi.
Affievoliti, giungevano suoni,
voci di case invase dall’ambra della notte,
schiamazzi di bimbi nell’ultimo gioco.
Ogni tramonto mi vede di vedetta in fronte al mare
ad aspettarti.
che migrano come stormi d'uccelli
e poi ritornano,
che sporcano di zucchero filato le labbra del cuore,
son giostre d'un luna park sotto un manto di stelle
e grandi occhi accesi nella notte, che d'albe,
riempiono l'aria al primo chiaror del giorno.
Gli amori,
che sfilano mascherati su carri di antichi carnevali,
che seguono le rotte per il paradiso,
mercanti di sete e di perle, mercanti di sogni.
Gli amori,
che si perdono tra le pieghe dell'anima
e che d'amaro lasciano il sapore,
che velano d'ombre il cielo,
che tarpano le ali del gabbiano
e il canto dell'usignolo.
Gli amori,
monete nell'aria
cambiano faccia ad ogni volo.
Memento
E sogno quel giorno in cui
le labbra saggeranno il tuo sangue esule
percuotendomi come saetta
in risposta al mio cercare.
Ma forse sogno non è.
Forse è lamento di delusa sete,
voce rauca di tuono al seguito di folgore
che esaurisce i già logori feticci
allorché divampa simile a fugace fuoco
nell’allontanarsi nel vuoto del cielo.
Potesse il sognarti essere più forte della morte




