come sangue che sgorga inesorabile da una ferita appena inferta,
sento il cuore battere forte
l'aria pesa come un macigno nei miei polmoni,
fa male...
Eppure mi aggrappo con tutte le forze
a questo incessante, crudele momento,
il tempo munito d'abile astuzia
tenterà di strappare una ad una le pagine
che la memoria pazientemente ricama di flebili pensieri
ma non voglio,
resto ferma, ancorata al ricordo
di ogni singola lacrima versata
del tiepido fardello che la tristezza ti regala
perchè egli mi proteggerà come uno scudo del più fervido metallo,
quando lei ritornerà,
implacabile, spietata, violenta come mai prima,
io ricorderò
ed il dolore non mi scalfirà...
in comunione con il mare,
mi trovo vittima vera
di quel bisbigliare.
Il corpo tutto si copre
di quel soffio; perfetto
alcova i sensi fa rinascere
da quell'ormai vecchio salotto.
La pelle già febricitante
si unisce a essenze primordiali,
resi dalla brezza, importante
quanto alla sposa i riti nuziali.
Non ci sono richieste,
ma non per questo si tace.
E' vita? E' morte?
E' solo poesia.
una brace di cuori di legno vecchio
arrostiva con macabro gusto
le anime perse e sole
in giro per l'estate
Al barbecue dell'amore
sentimenti ravvivati, gocciolanti e smunti
rosolavano le ultime incertezze, le mille dolcezze
Lacrime di oli profumati e dense
si allungavano in serate di stelle cadenti
conosciute per caso
fra voci rauche e risate forzate
continuando nella selvaggia notte
di bianchi unicorni
Mani legate e corpi stretti
danzavano liberandosi
di sinuosi fuochi
di festose libertà
Nello spreco di fragole e vino
si ubriacavano anche i curiosi
che non ebbero mai nei loro bagagli
la gioia di vere passioni
il calore di un'estate africana
Mi strizza l’occhiolino
Intanto che mi sveglio
All’alba del mattino,
mi trovo a canticchiare
un semplice motivo
felice come mai
nel giorno uguale ad altri
e tutto emozionato
mi sento come in volo
contento della vita
che intorno mi circonda:
non so che mi succede
non so cosa mi prende
ma poi all’improvviso
accendo il cellulare
trovando un tuo messaggio
che dolce mi saluta.
O nuvole del cielo,
O sole del mattino,
O fiori profumati,
la forza del saluto
nel cielo mattutino
mi fa rinvigorire
riemergere e cantare.
mi sento immobile, nella velocità
atono
afono
Arcobaleno di movimenti molteplici
incrociati, paralleli
profondi, spaziali
sono i luccichii profusi
Si avvicinano
mi coprono, mi trapassano, mi riempiono
mentre vago
mentre sto per arrivare
Luci nella notte, nel buio illuminato
dall'orizzonte alto
dal lontano confine
amiche o sorelle
sparse come stelle cadenti
gentili accompagnatrici
in luoghi sognati
le stelle di fausta bellezza
circondano del posto, le vie
con la celeste brezza
Al cader del nero
assorte più di prima
rimuovono ogni nebbia
come rinata brina
I nasi arricciati e freddi al ciel rivolti
lasciano gocce limpide e pensieri spenti
alle fiammelle di candele
sognate e doloranti
Al volger del finir
e con stanca ammirazione
danno il palco al sole
re della stagione
tra le rocce
in muta intenta
mi dimeno
strappando
ogni lembo del tuo ricordo
strisciando
anche il più flebile pensiero
è come dura squama
luminescente
preda del sole impietoso
e di formiche alate
che non lasceranno traccia.
ed io mi vesto
di incubi scoscesi.
Plano verso il giorno
ma precipito dentro un mare
di ricordi,
di catene,
di passioni mai sopite
E torno bambino
in un corpo d’uomo,
la mia mente
è rimasta sul cuscino,
il corpo vaga solitario
tra una marea di esseri inanimati,
stelle al neon,
creature senza occhi
orologi dissolti al sole nascente.
Tempo e spazio si burlano di me,
rimango attonito in un
vortice che inghiotte
sentimenti,
idee, speranze.
Tornerà la vita
ad accarezzarmi
ancora?
mi lascio addormentare
L'odore di erba, di umido e qualche insetto
avvolgono il tiepido sonno
Occupo il mio spazio, come un tronco di legno tagliato
lasciato dal boscaiolo
Iniziando il sogno, non ho mete
non ho nostalgie
Scivolando fra cristalli ed alabastri
riordino i pensieri
Senza tralasciare nemmeno l'ombra del dubbio
m'abbandono e m'incammino nell'etere
senza perdere un passo, ne la mia ombra
A troppo, ho assistito
A poco, ho partecipato
Proseguo il viaggio
il nulla, è come uno sguardo.
Fasci rossastri sulle brine del mare,
di pini il riflesso su picchi roventi,
l'aleggiare d'autunni al caldo scurare
e muore il funesto battere dei venti.
Il sole si tuffa con colori ruggenti,
vi è l'urlo dei raggi ed un quieto cantare,
al tramonto l'oscuro zittire di genti;
si riposano le acque che han fatto schizzare
sulle punte dorate, là morte, del mare.
I piedi dei bimbi su sabbie non più ardenti
lasciano i castelli per le loro signore:
il bagnino la smette con i suoi lamenti.
ti voglio !
l’anima urla.
Una tempesta di emozioni
un uragano in piena
non vi è argine che possa resistere.
Fermare l'istinto
di sfiorare il tuo corpo, di toccarti,
baciarti... non è facile.
Le tue partenze
chiudono lo stomaco
la malinconia mi assale.
Il vuoto
che lasci
e incontenibile.
Un uragano ha scatenato
questa tempesta
d’amore immensa.
Da dietro i nuvoloni
il sole spunterà
per scaldarci ancora.
Le nuvole si dissolveranno,
al tuo ritorno
l’anima si illuminerà.
Di nuovo il cuore tornerà
ad emozionarsi è
l’anima volerà.
che si può avverare
una notte magica
condizione ideale per l’amore.
Sognare di ritrovarsi
con la stessa passione di un tempo
incantevole ciò che provo
notte d’estate magica.
Mistero, passionalità
ad un passo dalla magia
passione forte
poesia d’amore.
Un calore accanto al corpo
pronunciando il tuo nome
una vibrazione
passa attraverso il corpo.
Parole dolcissime
un effetto collaterale stupendo
la fantasia umana
non ha confini.
Si aprono le porte del cuore
tu... la molla che fa muovere tutto
stanotte la poesia ci fa compagnia
tutto è compiuto.
Una carezza la mano si avvicina
un sogno naturale, dolce.
una carezza poi
tutto è compiuto.





