Non lasciare ad altri
il regalo che ti porto,
sono le mie rose rosse
quelle ,che sono ostili ,
ad ogni veste .
Parlano di te :
di malizie ,delizie
le stesse mi hai permesso ,
incipriata m’affascini .
Mi hai permesso
di entrare nel tuo cuore,
accarezzarti , senza farti male …
implacabile , alla tua maniera .
Rose rosse per te
l’indole audace ,
e non ti sprechi
nel volermi passionale ,
nel sentirti musica
negli accordi d’un liuto .
Ti regalo rose rosse
in un tempo da vivere …
da cogliere ora che ci siamo ,
nell’apoteosi ,
di un rauco connubio .
3 commenti
A te dedico queste poche righe
per dirti grazie.
A te che mi fai ridere anche quando non
c'è speranza.
A te che fai vedere il carattere duro
quando serve.
A te che comprendi
tutti.
A te che trovi una parola di conforto
e pace per tutti.
La tua anima traspare
dai tuoi occhi.
A te che ascolti
incondizionatamente tutti.
BUON COMPLEANNO ENZO.
per dirti grazie.
A te che mi fai ridere anche quando non
c'è speranza.
A te che fai vedere il carattere duro
quando serve.
A te che comprendi
tutti.
A te che trovi una parola di conforto
e pace per tutti.
La tua anima traspare
dai tuoi occhi.
A te che ascolti
incondizionatamente tutti.
BUON COMPLEANNO ENZO.
Stempera la paura dell’ essere
la vita raccolta insieme
come viola del deserto
frastornata di primavera,
come sogno ambrato
affamato di felicità,
come brina d’ aurora
affascinata di serenità,
come pioggia rincorsa
riversa sull’ altare del tempo.
Bandisci dalle vesti dell’ io
le sillabe crudeli del dolore
come fuoco d’ immago
arroccato in tenero sguardo,
come volto imprecisato
sillabato dal peccato,
come mani consolate
stropicciate ed assolate,
come granai di stelle
d’ illusione affaccendati.
Affanna ogni scrupolo d’ amore,
destabilizza il cielo del sospetto,
ammaestra la vita di rispetto,
rifletti sui solstizi del cuore,
calpesta d’ incerto il pregiudizio,
abbraccia lo spazio ed il tempo,
difenditi di vita e d’ amore.
la vita raccolta insieme
come viola del deserto
frastornata di primavera,
come sogno ambrato
affamato di felicità,
come brina d’ aurora
affascinata di serenità,
come pioggia rincorsa
riversa sull’ altare del tempo.
Bandisci dalle vesti dell’ io
le sillabe crudeli del dolore
come fuoco d’ immago
arroccato in tenero sguardo,
come volto imprecisato
sillabato dal peccato,
come mani consolate
stropicciate ed assolate,
come granai di stelle
d’ illusione affaccendati.
Affanna ogni scrupolo d’ amore,
destabilizza il cielo del sospetto,
ammaestra la vita di rispetto,
rifletti sui solstizi del cuore,
calpesta d’ incerto il pregiudizio,
abbraccia lo spazio ed il tempo,
difenditi di vita e d’ amore.
Guardavo il cielo trapunto di stelle
Una sera d’agosto senza più Te.
La più luminosa rapì il mio sguardo,
Ti vidi in essa e in quel bagliore mi parlavi di Te,
estasiata io assaporavo ogni Tua parola.
Quanti momenti tristi, quanti lavori,
quante esperienze, quanti amori!
Poi la grande Scelta,
le tue ambizioni,
i tuoi sogni realizzati,
la scalata verso il Successo,
fin all’ultimo importante gradino,
il più alto dell’umanità.
Dall’alto di quella scala,
ammirasti i mutamenti
repentini dei paesaggi umani.
Muri che crollavano,
regimi che s’infrangevano,
guerre stupide
e vittime innocenti,
frutto di odi e rancori.
E Tu pronto con i tuoi voli,
a portare in ogni angolo,
in ogni dove, la Vera Parola d’Amore.
E così per tanto tempo, Stella Karol.
Raccontavi delle volte
in cui la sofferenza
e la stanchezza fisica
rallentavano il tuo cammino,
fin quando il peso del tempo
non ebbe il sopravvento.
Nel mentre parlavi
un dolce sorriso accarezzava
il tuo volto
e con l’ironia che ti distingueva,
dichiarasti di aver sostituito il bastone
agli amati sci.
Quel sorriso sciolse ogni mia riserva,
le lacrime inondarono
i miei occhi
e rigando il volto,
scesero giù tra i miei seni,
quasi a voler placarne,
del mio cuore il ritmo veloce.
Una stella cadente
mi distrasse e a malincuore
mi ritrovai nella reale.
Ogni sera d’estate, come allora,
ti cerco tra il manto stellato,
alzo lo sguardo,
so che ci sei Stella Karol,
sei lì, a vegliare su quanti,
come Padre ti hanno tanto amato.

C'era una volta,
un uomo, che aveva
un unico gentile sogno.
Era quello... di ascoltare
e di farsi ascoltare.
Era quello,
di donarsi
per insegnare a donare.
Era quello,
di portare sorrisi
per illuminare i volti.
Era quello,
di far guarire
per manifestarsi.
Sapeva porgere
anche l'altra guancia...
..egli era capace di equilibrio
e grande chiarezza!

un uomo, che aveva
un unico gentile sogno.
Era quello... di ascoltare
e di farsi ascoltare.
Era quello,
di donarsi
per insegnare a donare.
Era quello,
di portare sorrisi
per illuminare i volti.
Era quello,
di far guarire
per manifestarsi.
Sapeva porgere
anche l'altra guancia...
..egli era capace di equilibrio
e grande chiarezza!

Sento Lei
mentre ascolto il silenzio
Vedo Lei
mentre osservo il mare
Ancora Lei
Quando rifletto sul domani
Ispira Lei
le poesie che scrivo
Sogno Lei
nelle mie notti insonni
Ricordo Lei
quando ripenso a ieri.
Altrove Lei
Sempre Lei
Nei pensieri miei.
mentre ascolto il silenzio
Vedo Lei
mentre osservo il mare
Ancora Lei
Quando rifletto sul domani
Ispira Lei
le poesie che scrivo
Sogno Lei
nelle mie notti insonni
Ricordo Lei
quando ripenso a ieri.
Altrove Lei
Sempre Lei
Nei pensieri miei.
Giocano al vento
le spighe giallo grano
al tramonto
io e te
con l'ansia mia di volerti
nella tua poesia
voci di bambini
fischia il treno sulla litoranea
con l'età mia
stai volando via
il tuo sorriso lieve
l'accenno di un si
alla sera tu
eri gia mia
fuochi sulla spiaggia
occhi nuovi con i miei
tra la gente noi
non ci cercammo più
cantai a te mille poesie
tra le cinque corde le mie mani
le tue
eri abbracciata a lui
mentre ardeva il fuoco
la notte svaniva
te ne andavi tu...
senza un sorriso senza salutare
senza mai guardarmi
venne l'alba ma non cancellai
il ricordo tuo...
le spighe giallo grano
al tramonto
io e te
con l'ansia mia di volerti
nella tua poesia
voci di bambini
fischia il treno sulla litoranea
con l'età mia
stai volando via
il tuo sorriso lieve
l'accenno di un si
alla sera tu
eri gia mia
fuochi sulla spiaggia
occhi nuovi con i miei
tra la gente noi
non ci cercammo più
cantai a te mille poesie
tra le cinque corde le mie mani
le tue
eri abbracciata a lui
mentre ardeva il fuoco
la notte svaniva
te ne andavi tu...
senza un sorriso senza salutare
senza mai guardarmi
venne l'alba ma non cancellai
il ricordo tuo...
Vicoli assolati,
silenziosi e gai
svettano su
per la torre,
padroneggiano
l'orizzonte.
Bella tu sei
nell'anima e
nel cuore;
struggente è il
tuo ricordo a
chi da te è
lontano.
Antica Balbia,
respira nell'aria
tua storia nobile
e ricca, ma ancor
più le grida allegre
dei ragazzi,giocosi
nelle vie tue preziose.
Frammenti, di
un passato che
nulla può
scordare,
nutrice tu felice
di soave bellezza;
in te ha riposto
il cuore il
mio amato padre,
è tuo sarà per
sempre il
suo grande desìo.
silenziosi e gai
svettano su
per la torre,
padroneggiano
l'orizzonte.
Bella tu sei
nell'anima e
nel cuore;
struggente è il
tuo ricordo a
chi da te è
lontano.
Antica Balbia,
respira nell'aria
tua storia nobile
e ricca, ma ancor
più le grida allegre
dei ragazzi,giocosi
nelle vie tue preziose.
Frammenti, di
un passato che
nulla può
scordare,
nutrice tu felice
di soave bellezza;
in te ha riposto
il cuore il
mio amato padre,
è tuo sarà per
sempre il
suo grande desìo.
… Tu sei quella che mi porta lontano…
A quel tempo leggero,
che si spargeva tra nuvole rosa,
e rincorreva fuggenti attimi
che si allargavano nel cuore
e lievitavano sulla pelle.
… Tu sei quella che lontano mi porta…
A frivole poesie d’amore che,
al sorriso tuo, più belle si facevano.
… Tu mi porti lontano…
A quel vivere l’amore,
i sogni a mille, grandi,
che il cuore, sfrenato dall’età,
andava carezzando,
sfacciatamente vestito
di chimere e speranze.
… Lontano tu mi porti…
A quando, fuggendo l’ora noiosa,
con riso di bimbe gioiose,
furbamente s’andava.
…Tu sei quella che,
con gli occhi dolci
di bambina di sempre,
col sorriso fermato nel tempo,
mi porta quella parte di me
di tanto tempo fa…
A quel tempo leggero,
che si spargeva tra nuvole rosa,
e rincorreva fuggenti attimi
che si allargavano nel cuore
e lievitavano sulla pelle.
… Tu sei quella che lontano mi porta…
A frivole poesie d’amore che,
al sorriso tuo, più belle si facevano.
… Tu mi porti lontano…
A quel vivere l’amore,
i sogni a mille, grandi,
che il cuore, sfrenato dall’età,
andava carezzando,
sfacciatamente vestito
di chimere e speranze.
… Lontano tu mi porti…
A quando, fuggendo l’ora noiosa,
con riso di bimbe gioiose,
furbamente s’andava.
…Tu sei quella che,
con gli occhi dolci
di bambina di sempre,
col sorriso fermato nel tempo,
mi porta quella parte di me
di tanto tempo fa…
Capitano ROBERTO TAVERNITI
A ricordo del giorno della sua nascita: 18-02-1888

Quel di che nascesti,
forse l’ingrato destino,
già scritto aveva,
la tua prematura fine.
Decantar la tua fisica bellezza,
oggi forse non è cosa tanto essenziale,
quanto bensì proferir dei sentimenti tuoi,
chiusi in fondo all’animo, giovane e gentile,
dell’acuta mente e capacità
di tesser relazioni in sì
ambienti d’alta cultura.
L’amor per la scrittura, la storia,
e l’eccelsa poesia,
delineano te, quale giovane, capace, sobrio,
valoroso e studioso di grande acume.
Amavi le tue radici, la tua Calabria,
e ne volevi sollevar la sorte sua,
sognando per essa, un avvenir
più roseo e dignitoso.
Ma quell’animo altruista,
quando la storia lo decise,
orgoglio profondo esplose in petto,
e in un acuto canto si levò
quel tuo fervente motto:
“Non più calabresi oggi,
ma italiani per l’Italia”,
divenendo reale la volontà,
d’onorar l’amata Patria,
e scelta volontaria fu,
contribuir ad unificar l’Italia.
Giammai tornasti in quella Terra,
ad attuar l’ambito tuo progetto,
quale, intrecciar tra ordito e trama,
la tela dei tuoi sogni,
e dipingere su essa,
col pennello del tuo cuore,
usando delle tue virtù i colori,
il futuro della Calabria, “Terra Nostra”.
Della tua breve vita,
poche foto in bianco e nero,
volto aperto al sorriso,
ma malinconico il tuo sguardo,
sebbene, resta alto il nome tuo
inciso su stele, come altri eroi,
e gli scritti tutti custoditi stanno,
pari a prezioso oro e argento
in robusto forziere chiusi.
A ricordo del giorno della sua nascita: 18-02-1888

Quel di che nascesti,
forse l’ingrato destino,
già scritto aveva,
la tua prematura fine.
Decantar la tua fisica bellezza,
oggi forse non è cosa tanto essenziale,
quanto bensì proferir dei sentimenti tuoi,
chiusi in fondo all’animo, giovane e gentile,
dell’acuta mente e capacità
di tesser relazioni in sì
ambienti d’alta cultura.
L’amor per la scrittura, la storia,
e l’eccelsa poesia,
delineano te, quale giovane, capace, sobrio,
valoroso e studioso di grande acume.
Amavi le tue radici, la tua Calabria,
e ne volevi sollevar la sorte sua,
sognando per essa, un avvenir
più roseo e dignitoso.
Ma quell’animo altruista,
quando la storia lo decise,
orgoglio profondo esplose in petto,
e in un acuto canto si levò
quel tuo fervente motto:
“Non più calabresi oggi,
ma italiani per l’Italia”,
divenendo reale la volontà,
d’onorar l’amata Patria,
e scelta volontaria fu,
contribuir ad unificar l’Italia.
Giammai tornasti in quella Terra,
ad attuar l’ambito tuo progetto,
quale, intrecciar tra ordito e trama,
la tela dei tuoi sogni,
e dipingere su essa,
col pennello del tuo cuore,
usando delle tue virtù i colori,
il futuro della Calabria, “Terra Nostra”.
Della tua breve vita,
poche foto in bianco e nero,
volto aperto al sorriso,
ma malinconico il tuo sguardo,
sebbene, resta alto il nome tuo
inciso su stele, come altri eroi,
e gli scritti tutti custoditi stanno,
pari a prezioso oro e argento
in robusto forziere chiusi.
… A te,
che t’appresti a vivere
la tua giornata,
che combatti i tuoi demoni
e sorridi agli Angeli
del tuo Paradiso.
Perché tu,
hai un cielo pieno di nuvole
ma appese cento lucine,
pronte ancora a brillare.
… A te,
che nascondi le paure,
truccandole coi sorrisi
un po’ sbiaditi,
dipingile con il colore
di nuove speranze.
Perché per te,
che navighi in mille domande
senza pescare risposte,
il sole splenda già alto
nel cuore…
… A te,
tutti i colori dell’arcobaleno,
il prorompente
abbraccio della vita.
Perchè pioggia di zucchero
scenda per sempre,
sul sapore amaro
di qualche lacrima…
che t’appresti a vivere
la tua giornata,
che combatti i tuoi demoni
e sorridi agli Angeli
del tuo Paradiso.
Perché tu,
hai un cielo pieno di nuvole
ma appese cento lucine,
pronte ancora a brillare.
… A te,
che nascondi le paure,
truccandole coi sorrisi
un po’ sbiaditi,
dipingile con il colore
di nuove speranze.
Perché per te,
che navighi in mille domande
senza pescare risposte,
il sole splenda già alto
nel cuore…
… A te,
tutti i colori dell’arcobaleno,
il prorompente
abbraccio della vita.
Perchè pioggia di zucchero
scenda per sempre,
sul sapore amaro
di qualche lacrima…
Tutti in strada,
tutti in compagnia
di sua altezza l’allegria.
Che bello!
è davvero novità:
siam tutti collettività.
Alti e bassi,
brutti e belli
saggi e litigarelli.
Siam davvero pazzerelli!
Con maschere ed orpelli,
con coriandoli ed eccessi
smettiamo finalmente
di non essere noi stessi.
Commedia rigorosa,
improvvisazione…
…scenari e canovacci
di vestiti anche gli stracci.
Fate, Dee,
Mostri vari…
…siam tutti biricchini
e poi quanti gli arlecchini!
Eh si!
Si ritorna ancor bambini…
E’ una cosmogonia
questa euforica follia:
grande spazio agli spaventi
e siam tutti più contenti.
Tutto si rigenera,
tutto si rinnova!
Sospensione delle norme,
violenze dei divieti,
coincidenza dei contrari.
E’ un ritorno al primordiale:
Canti, balli,
salti e piroette…
ci teniam con mani strette.
Che formidabile invenzione!
Che piacevole emozione!
Qualsiasi trucco vale,
è Sua Altezza ...il Carnavale!!!
tutti in compagnia
di sua altezza l’allegria.
Che bello!
è davvero novità:
siam tutti collettività.
Alti e bassi,
brutti e belli
saggi e litigarelli.
Siam davvero pazzerelli!
Con maschere ed orpelli,
con coriandoli ed eccessi
smettiamo finalmente
di non essere noi stessi.
Commedia rigorosa,
improvvisazione…
…scenari e canovacci
di vestiti anche gli stracci.
Fate, Dee,
Mostri vari…
…siam tutti biricchini
e poi quanti gli arlecchini!
Eh si!
Si ritorna ancor bambini…
E’ una cosmogonia
questa euforica follia:
grande spazio agli spaventi
e siam tutti più contenti.
Tutto si rigenera,
tutto si rinnova!
Sospensione delle norme,
violenze dei divieti,
coincidenza dei contrari.
E’ un ritorno al primordiale:
Canti, balli,
salti e piroette…
ci teniam con mani strette.
Che formidabile invenzione!
Che piacevole emozione!
Qualsiasi trucco vale,
è Sua Altezza ...il Carnavale!!!
Dada si,
Dada no.
Sapere,
Non sapere.
Avere,
Non avere.
Essere,
Non essere.
Dada è caso,
Rivoluzione,
Provocazione!
Dada è tutto
Dada è niente;
Dada si crea
Dada si distrugge;
Dada è favola
che diventa mondo;
Mondo, che diventa favola.
Dada non vuol capire
perchè ha già capito.
Dada è…
…pieno che rivela vuoto.
Vuoto, che rivela pieno
nella sua infinità.
Dada non è avventura…
…E’ l’avventura!
Verità,
poiché non possiede verità.
Essenza democratica:
Dada esclude,
per non escludere.
Non crede
perchè vuole credere.
Non vuole essere,
perché vuole esistere.
Dada è autencità ,
modo diverso
di frequentare il mondo…
… Accoglie il proprio nulla
per diventare tutto.
Dionisiaco esercizio
per non morire
prima della naturale morte.
Dada è transito-verità.
È l’evento a cui partecipare…
…per diventare… NUOVI!
Auguri Dada..................................DadadadadadadadadadadadaaddadadadadadaadadadadadaddadadadA
Dada no.
Sapere,
Non sapere.
Avere,
Non avere.
Essere,
Non essere.
Dada è caso,
Rivoluzione,
Provocazione!
Dada è tutto
Dada è niente;
Dada si crea
Dada si distrugge;
Dada è favola
che diventa mondo;
Mondo, che diventa favola.
Dada non vuol capire
perchè ha già capito.
Dada è…
…pieno che rivela vuoto.
Vuoto, che rivela pieno
nella sua infinità.
Dada non è avventura…
…E’ l’avventura!
Verità,
poiché non possiede verità.
Essenza democratica:
Dada esclude,
per non escludere.
Non crede
perchè vuole credere.
Non vuole essere,
perché vuole esistere.
Dada è autencità ,
modo diverso
di frequentare il mondo…
… Accoglie il proprio nulla
per diventare tutto.
Dionisiaco esercizio
per non morire
prima della naturale morte.
Dada è transito-verità.
È l’evento a cui partecipare…
…per diventare… NUOVI!
Auguri Dada..................................DadadadadadadadadadadadaaddadadadadadaadadadadadaddadadadA
Hai letto i versi sul giornale?
Tanti amori,
tanti ricordi commoventi,
tante strofe profumate
di mariti a mogli molto amate,
di mogli a mariti ritrovati,
di amanti aviti di tempi andati,
desideri sopiti, voglie ritornate.
Passate storie
in fiumi d’inchiostro appassionati,
mesti di giovinezze consumate,
oggi vecchiezze rifiutate,
quelle che non ti fan leggere senza occhiali,
quelle causa di tanti mali,
eppur stimolo di tenerezze.
In questi versi, a tratti allegri ed altri tristi
ho visto un po’ di noi e un po’ di me:
coi nostri anni fermi ai cinquanta…
coi nostri progetti per il futuro,
con la nostra passione eternata
in milioni di versi pensati e mai scritti
da Ugo per Grazia,
per la sua donna,
unica,
mai muta…e mai mutata,
sposa irripetibile,
assoluta.
Tanti amori,
tanti ricordi commoventi,
tante strofe profumate
di mariti a mogli molto amate,
di mogli a mariti ritrovati,
di amanti aviti di tempi andati,
desideri sopiti, voglie ritornate.
Passate storie
in fiumi d’inchiostro appassionati,
mesti di giovinezze consumate,
oggi vecchiezze rifiutate,
quelle che non ti fan leggere senza occhiali,
quelle causa di tanti mali,
eppur stimolo di tenerezze.
In questi versi, a tratti allegri ed altri tristi
ho visto un po’ di noi e un po’ di me:
coi nostri anni fermi ai cinquanta…
coi nostri progetti per il futuro,
con la nostra passione eternata
in milioni di versi pensati e mai scritti
da Ugo per Grazia,
per la sua donna,
unica,
mai muta…e mai mutata,
sposa irripetibile,
assoluta.








