Chiederò a Dio
di farmi rinascere nel Deserto di Sonora
nel nord America,
accanto a te gigante nel cielo!
Tu sbocci i fiori tuoi
nelle notti di primavera
tra tramonti scarlatti e preziose piogge,
dove nessuno sguardo li rimira.
Ci sarò io,
nel silenzio assoluto e nidi di picchi,
non disturberò la tua quiete
Saguaro saggio e forte.
Vivrò timida all'ombra di te!
6 commenti
Ora accarezzi il crepuscolo
fatto d'Autunno
e respiri i germogli dei loti
ascoltando i passi confusi sulla ghiaia.
Ora sei aria leggera tra le rose
lo scalpiccio di un fantasma che passa.
Sei stata una spina tra i rovi
la paura e il turbamento del destino
il bagliore e l'illusione
la speranza e la certezza.
Una ferita lacerata che sanguina
improvvisamente
un tuono che incontra il cielo e cade in pioggia
tu, come goccia sull'asfalto ora
sei ombra e luce di Novembre.
E ti disperdi vagando tra la gente
tra gli amori, i sogni, i tuoi rimpianti.
Tutte le battaglie,
frammenti sfumati e consumati
dall'orgoglio e la fragilità
la rabbia, la malinconia
la voglia di libertà
e la fierezza di essere "Donna".
Una Donna che fu un eco sul mondo
ora è un' essenza impavida che non tace.
Una donna che nacque, scrisse e visse la storia.
fatto d'Autunno
e respiri i germogli dei loti
ascoltando i passi confusi sulla ghiaia.
Ora sei aria leggera tra le rose
lo scalpiccio di un fantasma che passa.
Sei stata una spina tra i rovi
la paura e il turbamento del destino
il bagliore e l'illusione
la speranza e la certezza.
Una ferita lacerata che sanguina
improvvisamente
un tuono che incontra il cielo e cade in pioggia
tu, come goccia sull'asfalto ora
sei ombra e luce di Novembre.
E ti disperdi vagando tra la gente
tra gli amori, i sogni, i tuoi rimpianti.
Tutte le battaglie,
frammenti sfumati e consumati
dall'orgoglio e la fragilità
la rabbia, la malinconia
la voglia di libertà
e la fierezza di essere "Donna".
Una Donna che fu un eco sul mondo
ora è un' essenza impavida che non tace.
Una donna che nacque, scrisse e visse la storia.Un compagno di penna,
un amico,
un poeta.
Fai nascere versi
anche da una
tazzina di caffè.
Trasmetti
emozioni forti
e inattese.
Il tuo dialetto romano
che sai rendere
bello e simpatico.
Voli
sulle ali
della poesia.
I tuoi versi
danno voce
ai sogni.
Vola
in questo giorno
importante per te.
Tanti auguri
Poeta,
buon compleanno.
DEDICA PER PAOLO DI CRISTOFARO, TANTISSIMI AUGURI PAOLO.
un amico,
un poeta.
Fai nascere versi
anche da una
tazzina di caffè.
Trasmetti
emozioni forti
e inattese.
Il tuo dialetto romano
che sai rendere
bello e simpatico.
Voli
sulle ali
della poesia.
I tuoi versi
danno voce
ai sogni.
Vola
in questo giorno
importante per te.
Tanti auguri
Poeta,
buon compleanno.
DEDICA PER PAOLO DI CRISTOFARO, TANTISSIMI AUGURI PAOLO.
Quando nasciamo un dono ci vien fatto,
un colore, tra tutti il più adatto
che ci accompagni per tutta la vita,
la renda più vivace e assai gradita.
Celeste fu il dono a me assegnato
come quello che avrei desiderato.
Dipinse tutto il mio universo
di lui mi ritrovai sommerso.
Celeste il cielo sopra la mia testa,
di tenui stelle contornato a festa.
Celeste il mare a me molto vicino,
da quando il sole gli da il buon mattino.
Celeste fu quel dì che t’incontrai,
amore che non si scorda mai !
Celesti son le dolci emozioni
che tu ogni giorno al mio cuore doni.
Celeste è il primo pensiero appena desto
e tu sei accanto a me, sei al tuo posto.
Celesti sono gli occhi tuoi splendenti
che fan sognare l’anime e le menti.
Celeste ho pur nomato
l’unica figlia che il Ciel mi ha donato.
Celeste è l’angelo della vita mia,
è il nome è grande, quello di mamma mia !
A mia madre
un colore, tra tutti il più adatto
che ci accompagni per tutta la vita,
la renda più vivace e assai gradita.
Celeste fu il dono a me assegnato
come quello che avrei desiderato.
Dipinse tutto il mio universo
di lui mi ritrovai sommerso.
Celeste il cielo sopra la mia testa,
di tenui stelle contornato a festa.
Celeste il mare a me molto vicino,
da quando il sole gli da il buon mattino.
Celeste fu quel dì che t’incontrai,
amore che non si scorda mai !
Celesti son le dolci emozioni
che tu ogni giorno al mio cuore doni.
Celeste è il primo pensiero appena desto
e tu sei accanto a me, sei al tuo posto.
Celesti sono gli occhi tuoi splendenti
che fan sognare l’anime e le menti.
Celeste ho pur nomato
l’unica figlia che il Ciel mi ha donato.
Celeste è l’angelo della vita mia,
è il nome è grande, quello di mamma mia !
A mia madre
Qualcosa scivola spesso sulla pelle,
un alito lieve, traccia di carezza.
Qualcosa mi annoda dentro,
si fa amaro: nostalgia
che perdura il ricordo!
… Mi manchi!...
Lo sguardo da bambino,
dolce il tuo sorriso,
discreto,
la burbera occhiata
e quel pudore che
cercavi di buttar via
per un abbraccio, per dirmi
che mi amavi.
… E così mi manchi!...
Mi manca quel tuo dire di te,
così orgoglioso e fiero,
quella tenera parola,
tutta mia.
Il tuo sentirmi tua
con amore, quel tuo darti a me,
fiducioso nei tuoi ultimi sguardi,
la mia appartenenza a te,
mia radice.
… E tutto quell’amore
che è stato sradicato, che troppo poco
abbiamo accarezzato,
mi manca…
un alito lieve, traccia di carezza.
Qualcosa mi annoda dentro,
si fa amaro: nostalgia
che perdura il ricordo!
… Mi manchi!...
Lo sguardo da bambino,
dolce il tuo sorriso,
discreto,
la burbera occhiata
e quel pudore che
cercavi di buttar via
per un abbraccio, per dirmi
che mi amavi.
… E così mi manchi!...
Mi manca quel tuo dire di te,
così orgoglioso e fiero,
quella tenera parola,
tutta mia.
Il tuo sentirmi tua
con amore, quel tuo darti a me,
fiducioso nei tuoi ultimi sguardi,
la mia appartenenza a te,
mia radice.
… E tutto quell’amore
che è stato sradicato, che troppo poco
abbiamo accarezzato,
mi manca…
Poesia e Poetare,
Poetare
e Poesia…
come area del messaggio, .
come campo del possibile…
dell’esatto trasferimento
di ciò che è bellezza e verità.
Principio ineguagliabile,
riparatore dei moderni guasti cosmici,
i cui resti metafisici
trasmettono ormai
remote frasi di terribilità.
Di errori beffardi,
di galassie spente,
o altro magma ancora
della grande disfatta emozionale.
Poesia…
come Preghiera,
come Spirito Divino
che torna qui tra gli uomini,
per celebrare il trionfo della mente,
per mettere le ali ad ogni cosa.
E già!
i Poeti sono uccelli migratori
con l’eterno desiderio dell’illimitato,
di un altro ove!
Metropolitana Musa,
che guarisce
la psicosi indissolubile,
l'apocalittica nevrosi
dell’intelletto umano,
che solo,
smarriscono
il senso verticale dell’essere
e dell’esserci nel mondo.
Ziqqurat dell’Anima,
con l’unico supremo intento
di arrivare a Dio.
Poetare
e Poesia…
come area del messaggio, .
come campo del possibile…
dell’esatto trasferimento
di ciò che è bellezza e verità.
Principio ineguagliabile,
riparatore dei moderni guasti cosmici,
i cui resti metafisici
trasmettono ormai
remote frasi di terribilità.
Di errori beffardi,
di galassie spente,
o altro magma ancora
della grande disfatta emozionale.
Poesia…
come Preghiera,
come Spirito Divino
che torna qui tra gli uomini,
per celebrare il trionfo della mente,
per mettere le ali ad ogni cosa.
E già!
i Poeti sono uccelli migratori
con l’eterno desiderio dell’illimitato,
di un altro ove!
Metropolitana Musa,
che guarisce
la psicosi indissolubile,
l'apocalittica nevrosi
dell’intelletto umano,
che solo,
smarriscono
il senso verticale dell’essere
e dell’esserci nel mondo.
Ziqqurat dell’Anima,
con l’unico supremo intento
di arrivare a Dio.
Candide danzano sospese al suono
mani portali di tessiture infinite
d’altalenanti dita in apnea di suoni
sobbalzanti su legni bianchi e neri ordinati
fratelli ubbidienti al santuario d’anima
nell’emanazione sotterranea che ariosa esala
sacre commozioni d’opera fremente
intimo invito d’un pianoforte antico.
Note d’eterno trattenute in gorgo
con la tenerezza d’una vena di vate
rapiscono in trionfo la passione in dono
terremoto che scuote il percorso del silenzio,
e ne ammutolisce le lacrime in ascolto.
L’estroso ingegno asservito alla musica
scandisce melodie viventi e le incita all’ascesa
in volo su spartiti a corona,
girotondi di suoni
sottovoce nel dolore a specchio di cielo
e solchi d’eterno in ritornelli in coro.
Tutto amato fino in fondo, amando il dolore
vibrazioni cullanti modulazioni imperiali
ribollenti marce di dignità sobria, altera
corali d’essenza colmi, porosi di magia
fino all’ultima nota sanguinante
fino a sentire il lamento del mare.
mani portali di tessiture infinite
d’altalenanti dita in apnea di suoni
sobbalzanti su legni bianchi e neri ordinati
fratelli ubbidienti al santuario d’anima
nell’emanazione sotterranea che ariosa esala
sacre commozioni d’opera fremente
intimo invito d’un pianoforte antico.
Note d’eterno trattenute in gorgo
con la tenerezza d’una vena di vate
rapiscono in trionfo la passione in dono
terremoto che scuote il percorso del silenzio,
e ne ammutolisce le lacrime in ascolto.
L’estroso ingegno asservito alla musica
scandisce melodie viventi e le incita all’ascesa
in volo su spartiti a corona,
girotondi di suoni
sottovoce nel dolore a specchio di cielo
e solchi d’eterno in ritornelli in coro.
Tutto amato fino in fondo, amando il dolore
vibrazioni cullanti modulazioni imperiali
ribollenti marce di dignità sobria, altera
corali d’essenza colmi, porosi di magia
fino all’ultima nota sanguinante
fino a sentire il lamento del mare.
Proteggi l'infinito mio essere
con una spada di fuoco,
una giostra sinti in perpetuo movimento,
che balla di colori accesi e discesi;
la mia persona arde fatua,
dacché svolazza disinvolta e spreme
di guardia aceto di mele.
Ho lasciato il mio cuore
in un cellofan di resina,
a riposare tutta la notte,
ed ora è di nuovo lucido e
presentabilmente bello.
Il tuo regno notturno non mi spaventa,
solo è miserabile e
immeritamente autunnale,
quel palpito che guardandoti
dovrebbe ridere
e voltarsi chino,
e invece imbrunisce,
e bulimico impreca d'attesa.
con una spada di fuoco,
una giostra sinti in perpetuo movimento,
che balla di colori accesi e discesi;
la mia persona arde fatua,
dacché svolazza disinvolta e spreme
di guardia aceto di mele.
Ho lasciato il mio cuore
in un cellofan di resina,
a riposare tutta la notte,
ed ora è di nuovo lucido e
presentabilmente bello.
Il tuo regno notturno non mi spaventa,
solo è miserabile e
immeritamente autunnale,
quel palpito che guardandoti
dovrebbe ridere
e voltarsi chino,
e invece imbrunisce,
e bulimico impreca d'attesa.
Ora sei lassù
tra le stelle del firmamento
sei luce che illumina
coloro che hai lasciato
I cuori straziati
gli occhi senza lacrime
per padre amorevole,
compagno fedele
Il tuo sorriso illuminava l'intorno,
i tuoi occhi dolci
avvolgevano in un abbraccio
Ricorderò i tuoi racconti
come parole fuoriuscite
da un libro di favole,
la tua voce vivrà
nel canto dell'usignolo
Amico caro, bello come il sole
buono come il pane,
voglio ricordarti
con semplici parole
come tu eri,
senza fronzoli ne altisonanti versi
Neppur poesia sembrerà codesta
ma un sentito commiato
per la tua partenza,
sventolando un fazzoletto bianco
ti saluterò alla stazione
al tuo salire sul treno
che indietro più non ritorna.
Riposa ora dopo tanto soffrire,
aspettaci,
un ad uno tutti saliremo
su quel vecchio treno ….
*****************************************************************************************************************************
Dedicata al nostro caro amico Marcello, che oggi è scivolato
nel sonno eterno, ennesima vittima della Sla
Vorrei t’arrivasse un po’
di questa freschezza del mattino,
un abbraccio di gelsomini e ginestre,
un po’ del loro colore
che sa di sole e di vita.
Uno spuzzo di onde,
vorrei t’arrivasse,
di questo mare, brillio argenteo
su un lenzuolo
di fine seta acquamarina,
profumato di alghe e sogni lontani.
Vorrei sentissi, sulla faccia,
il bacio della brezza e il sapore
e l’odore salmastro dell’aria
che sveglia il cuore, s’infila tra i capelli
come fresca carezza,
dita amorevoli.
Vorrei calarmi,
farmi spazio nell’animo tuo
ripulirlo dalla malinconia
portarlo su con me,
in questo cielo
d’azzurra gioia d’estate che avanza…
di questa freschezza del mattino,
un abbraccio di gelsomini e ginestre,
un po’ del loro colore
che sa di sole e di vita.
Uno spuzzo di onde,
vorrei t’arrivasse,
di questo mare, brillio argenteo
su un lenzuolo
di fine seta acquamarina,
profumato di alghe e sogni lontani.
Vorrei sentissi, sulla faccia,
il bacio della brezza e il sapore
e l’odore salmastro dell’aria
che sveglia il cuore, s’infila tra i capelli
come fresca carezza,
dita amorevoli.
Vorrei calarmi,
farmi spazio nell’animo tuo
ripulirlo dalla malinconia
portarlo su con me,
in questo cielo
d’azzurra gioia d’estate che avanza…
Sei sempre una campana,
a vorte ‘n poco poco strana.
Sai bene coniugà
dolcezza co la semplicità.
Seduta sugli scogli
sembra che tu risvegli
amori giovanili,
sperduti in arenili
de splendida beltà
della tua località.
E sei bella pure, tu,
una che “tira su”
bella e non valutata,
da tutti tanto amata !
Sagace, spiritosa a profusione,
sei piacevole in ogni discussione.
Ma…
Ma, allora, perché quando me commenti
lo fai cor cortello ai denti ?
Eppoi ho pure l’impressione
che me cojoni proprio co intenzione.
Nun so scemo e c’ho visto bene,
tu sei ‘na granne…nun me fa passà e pene
a vorte ‘n poco poco strana.
Sai bene coniugà
dolcezza co la semplicità.
Seduta sugli scogli
sembra che tu risvegli
amori giovanili,
sperduti in arenili
de splendida beltà
della tua località.
E sei bella pure, tu,
una che “tira su”
bella e non valutata,
da tutti tanto amata !
Sagace, spiritosa a profusione,
sei piacevole in ogni discussione.
Ma…
Ma, allora, perché quando me commenti
lo fai cor cortello ai denti ?
Eppoi ho pure l’impressione
che me cojoni proprio co intenzione.
Nun so scemo e c’ho visto bene,
tu sei ‘na granne…nun me fa passà e pene
Grappoli di cappero,
festosi, ricchi, grassi,
s’attaccano a pietra antica
che respira il suo passato.
Rivivono fantasmi
tra resti quasi sbriciolati dal tempo
e il caos del presente
mescola emozioni e rabbie.
Eterna…
Eterna la bellezza, i giardini
e i suoi aliti d’amore,
i baci in penombra, le parole sussurrate
in quest’aria ammaliatrice.
Eterna l’anima,
nel marmo scolpita,
che vita ha dato.
Eterni i profumi,
sciorinati al vento del Pincio
e, forse, anche le lacrime
che ingoi alla maestosità
della sacra piazza
e della sua cupola d’oro.
Radici,
solo radici vivono,
s’intersecano
e percepisco e danno linfa
a questa terra nostra…
…Eterna.
festosi, ricchi, grassi,
s’attaccano a pietra antica
che respira il suo passato.
Rivivono fantasmi
tra resti quasi sbriciolati dal tempo
e il caos del presente
mescola emozioni e rabbie.
Eterna…
Eterna la bellezza, i giardini
e i suoi aliti d’amore,
i baci in penombra, le parole sussurrate
in quest’aria ammaliatrice.
Eterna l’anima,
nel marmo scolpita,
che vita ha dato.
Eterni i profumi,
sciorinati al vento del Pincio
e, forse, anche le lacrime
che ingoi alla maestosità
della sacra piazza
e della sua cupola d’oro.
Radici,
solo radici vivono,
s’intersecano
e percepisco e danno linfa
a questa terra nostra…
…Eterna.
Ti lascio
Firenze
alle voci confuse e
ai sacri campanili.
Ai Profumi e
agli odori dei borghi .
Alle erose e selciate
grandi pietre in calce.
Agli angoli dei
"canti " vestiti di
memoria e di brusio.
Addobbato e sfarzoso
l'Arno sotto il Ponte
che di "Vecchio"
ha solo lo sguardo
di Dio!
19 Settembre 2015
Corri non fermarti...
aspettami non distrarti...
guardami e non stupirti...
abbracciami e non arrabbiarti...
cercami e non ignorarmi...
ascoltami e non giudicarmi.
Cammina e non pensare a tutto quello che può far male,
voltati e sta' a guardare cosa saprò fare.
aspettami non distrarti...
guardami e non stupirti...
abbracciami e non arrabbiarti...
cercami e non ignorarmi...
ascoltami e non giudicarmi.
Cammina e non pensare a tutto quello che può far male,
voltati e sta' a guardare cosa saprò fare.










