Soffio di vento,
su lavanda in fiore,
evoca arcaiche voci, sommesse,
come il ronzio dei calabroni.
Succhiano il nettare fattivi,
nel loro andirivieni e sprigionano
il pungente profumo che riattiva i sensi.
Distensione e pace bucolica
potrebbero sedare lo spirito inquieto,
ma di un'anima in continuo lavorio,
come insetti operosi è impossibile.
Lo sguardo si perde, vaneggia ricordi e persone,
ritornare nell'oblio del tempo,
evocando la magia di un momento
di pura follia.
Fermare il tempo, per un attimo,
e le ali sospese si riflettono con toni di viola.
Si può sognare... allora.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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