l’odore dei campi arati da poco.
La terra scura fumiga
e si riverbera nel sole germogliante del mattino.
I cipressi del camposanto
s’inzuppano d’ombra greve
come fossero spugne di buio.
E nell’inquietudine umana
vagano i miei pensieri innocenti,
scavalcando alberi
e colline.
E mi portano
in luoghi lontani,
tra disincanti
di picaresche emozioni
e di evasive elegie.
della solitudine
quando si adagiano
le ombre,
ti fisso nei punti di condensa
degli specchi,
ti ascolto nel fruscio della tenda
scostata inavvertitamente,
abbracciandomi ti cerco,
nel freddo fumo del mio alito
col dito
ti disegno!
Il mio pensiero è volato
trovando spazio in quell’attimo
dove mi sono seduta a lungo
Nel volo di quell’attimo, si è fermato,
affogandomi nel pensiero
In quello spazio speciale, ricamato come un arcobaleno
dove il tutto è possibile…dove tutto è prezioso
quasi a farlo diventar reale
come in un’altra e nuova dimensione
dove è possibile sentirsi, incontrarsi
E’ una parte del sentire viva
è dar vita, mescolando realtà con il desiderio
o anche solo curiosità, poco importa
E’ trascinante, dentro e fuori
c’è scambio e vive nelle vibrazioni intense
E’ la meraviglia della mente
del meraviglioso sentire
apre, allarga, ci sguazza dentro
si cambia scenario come più aggrada
e fa sentire, fa vivere e rivivere
quell’impossibile. Sorrido
sorridono gli occhi, sorride l’animo mio
è un piacere fino al godimento interiore
Son momenti che danno sapore
far rivivere i ricordi, senza fretta
arricchendoli di pensieri sfuggiti
intensificando i sapori, gli odori
Nella solitudine mi posso liberare
colgo quel pezzetto che in quel momento serve
rivive senza dolore anche se è andato
ricomponendolo, riprovando e risentendo le stesse emozioni
e poi magari, ringraziandolo e salutandolo con amore
Così scivola e forse, arriva proprio lì
dove vorrei essere o dove vorrei rivivere
Amo la solitudine, è davvero la mia compagnia
amica, amante, madre, sorella…me stessa
non potrei farne a meno di questi momenti.

tra me e l’orizzonte
silenziosamente ammiro
appaiono toni lievi
oltre l’aria
perdutamente immagino
riflesso nel cielo
scompongo il mio corpo
frammenti semplici
da individuare
parti complesse
da incastrare
tutto deve tornare
come appare nel riflesso
della mia mente
tra assurde passioni.
La realtà e la vita,
come un miraggio,
non si lasciano raggiungere,
si posseggono solo nel ricordo,
nella fantasia, nella parola,
nel racconto.
Luce cinestrina di lampada,
rumore di voci
sfrenatamente volgari
nel silenzio disincantato.
Vita glabra,
nostalgie
come piccole cicatrici,
pruriti
leggeri ed effimeri.
Forzieri della vita
in un paese aspro
e pieno di neve.
Nuvola d’illusioni,
sfinge dalle ali iridescenti
su un clivio assolato.
Come un rapsodo
d’antiche civiltà
giro il mondo,
zingaro ricco
di storie e visioni.
E nei miei sogni
le altrui apparenze
svaniscono in vuota foschia
o si spostano più in là
come un arcobaleno.
trasportato dal vento
ora qui
ora là
ascolta ed ammira
dalle note della primavera
un po’ su
un po’ giù
un pozzo infinito
un pozzo dove tutto si specchia
un pozzo dove tutto si mischia
un pozzo dove tutto finisce
ed inizia
non è stato facile
tra magie e maschere
indossare il mantello del cielo
guardare l’anima
scrutare la coscienza
frugare la mente
dentro quel pozzo infinito
quel pozzo dove non c’è confine
quel pozzo dove non c’è profondità
quel pozzo dove affondi
e riemergi
nascondersi ed ascoltare
senza alcun fremito
lontano da ogni brivido
non è stato semplice
passare sulle impronte
raccogliere ciocche di ricordi
comporre frammenti di corpo
quasi perduto
e guardare ancora
dentro il pozzo infinito
il pozzo dove trascini tutto
il pozzo dove tutto si chiarifica
il pozzo dove niente si perde
il pozzo dove tutto finisce
per rinascere
come acqua nuova e pura
Piove pigramente
il cielo è grigio sazio di lacrime
mi conforta questo tempo
più del sole splendente
la cui luce soffoca
i ricordi di te
che correvi sulla sabbia
abbracciavi la montagna
arrampicando sui sentieri impervi
Non correrai più
con fatica strappi briciole di pane
che alla bocca con mani tremanti porti
Non mi domando più perchè
non esiste un perchè
solo la certezza di una maledizione
divenuta la tua amante
distruggendoti dal troppo amore
Non impreco verso Dio
quale Dio sarebbe così crudele,
nemmeno il destino per bastardo che sia
giungerebbe a tanto,
Ho udito teorie sulla vita
che per esaltare eventuali errori commessi
ti mette di fronte ostacoli impervi
Per quanto puttana possa essere la vita
non ci credo, non ci voglio credere
e mai ci crederò
ruberò un po di luce alla luna
per non camminare nel buio più profondo
tira i fili della mente e li aggroviglia disordinati,
servirebbe stenderli su filari per i panni.
Inghiotte tutto e lo scrive su un pentagramma,
ne cambia le chiavi e chiude i lucchetti
con armature a 5 bemolli. E ti senti un Re (bemolle).
Bello il sole che filtra tra i righi!
Ha il sapore di fisarmonica nei giorni di festa
e i pantaloni li portavo con la piega come una cresta
e la cravatta ce l'aveva anche un sedicenne
come il cappio al collo di un condannato
e le sigarette nella tasca della giacca,
il profumo da barba di mio padre rubato,
il calpestio di stivaletti lucidati
e una ragazza che sorride
anche quando non sai chi è.
Sette giorni di domeniche.
Poi il passato a un tratto passa
tra i vetri rotti del presente
e diventa un ricordo perduto,
uno qualunque dei sassi lanciati nello stagno,
quasi un degente seduto
su brande a brandelli
in un vecchio ospedale di pazzi.
Non ricordi più niente,
tutti i giorni uguali immancabilmente.
Pensieri appesi ai lampioni della sera
che arriva troppo lesta,
senza giorni di festa.
E ci si trova a ridere di se stessi,
delle imprese e dei mancati successi.
Coi vecchi amici seduti come tanti gessi
senza lavagna, senza processi.
Si guarda impotenti
il volare libero degli uccelli
e negli occhi tanti mulinelli
a riprendere fili di memorie lontane,
profumo di pane,
viali di erba d'estate.
Memorie a lucchetto celate.
nella luce del sole,
nei verdi boccioli
e nel profumo dei fiori.
La colgo
in uno sguardo d’amore.
E nel profondo meandro
della sua nudità
riscopro la terra,
assaporando profumi,
vivendo emozioni
in boschi di betulle
e in estese brughiere.
Sensazioni irradiano
un’eco,
sentimenti emanano
musica e immagini.
mi sento talmente vuota
e penso;ma se dovessi sparire?
Se andassi via lontano da qui
da questo posto malinconico,opaco,
se ne accorgerebbe qualcuno
della mia assenza?
A volte mi sento talmente vuota, sola,
che la mia mente s'ingozza
di mille pensieri.
Mi rinchiudo in me stessa
e le parole fanno fatica ad uscire
per colpa di uno stupido nodo in gola.
A volte
mi sento talmente vuota,
sola....
Perché nessuno è in grado di capire
realmente quel che provo.
Mi dicono "Sarà l'ansia."
Se questo è vero
mi sta distruggendo......
Vagano gli occhi per la stanza
nel silenzio del primo mattino
quando il respiro
ha un diverso rumore
e l'anima ancora non è stanca
Cambio tana ancora una volta
avrò un giardino di trifoglio vestito
addobbato da fiori colorati
profumato da erbe aromatiche
Già più nulla sento che mi lega
a queste mura
sono piroettata verso
le sere estive che verranno
assaporando la brezza
sollievo dalla calura del giorno
Alla luce della luna
potremo parlare rilassati
sul vecchio dondolo,
mentre sotto il palmo sento
il morbido pelo del nostro cagnolino
tutto da accarezzare
Assaporo il profumo di caffè
bevuto al tavolo bianco del giardino
mentre il primo sole
ci dà il buongiorno
progettando la giornata
o semplicemente perdendosi
nella serenità di noi
Non sono gatta
che si affeziona al luogo
la casa è l'essenza che dentro
si porta attraverso il nostro essere,
i pensieri, le gioie ed i dolori
ma in cima alla lista l'amore ….
è l'amore che di fa di due cuori una casa da vivere
che sia castello, spelonca o sotto il firmamento
l'essenziale
è averti accanto
lambiscono i clivi del Molise
e la campagna s’accende
d’un baluginìo argentato.
Foglie d’ulivi sparsi
espongono al sole
la pagina inferiore,
rivoltata dal libeccio,
lucida e brillante
come un metallo prezioso.
Gemme, fiori ermafroditi,
inflorescenze a grappoli.
Frutti drupacei
con bucce verdi,
rossicce, violacee, nere.
In autunno
dai polposi mesacarpi
i frantoi spremono
l’anima espressiva
e dai frutti sgorgano
variegate sfumature,
tenere sapidità,
serbevoli fragranze.
solo cenere, aleatoria, fugace,
solo cenere si perde nel vento.
Solo cenere, mentre butto
nel vuoto la mia sigaretta.
Come una sigaretta,
usata e gettata via,
accesa nell'euforia
e poi lasciata spegnere
da sola tra i freddi sassi.
Una sigaretta, schiacciata
sotto la lucida scarpa.
Una sigaretta, che si consuma,
soltanto fumo tra i miei pensieri,
soltanto cenere intorno a me!
Fluido inchiostro non ti fermare.
Traccia il sentiero, fissa il pensiero.
Prima che le parole divengano fumo,
prima che una promessa si perda nel vento,
prima il ricordo si allontani, come una stella nel firmamento.
Sii per me guida, maestro insegnamento,
fluido inchiostro rendimi fondamento.
Fluido inchiostro fissa il mio comandamento,
la legge del cuore, la legge dell'amore,
prima che tutto perda il dolore.





