Sono lucido e mesto
come una giornata fredda
e la mia vita scorre nel conforto
di situazioni nitide ed esposte al sole.
Insulti e umiliazioni
arrivano alla spregevole periferia
della mia sensibilità
ed entrano nel recinto dell’anima cosciente.
Elementi anonimi d’indifferenza,
figure d’altri tempi,
immagini incarnate in libri non letti
e nella casualità di strade deserte.
Assaporo il niente
con una pienezza di bonaccia spirituale
mollemente cadendo
nel grembo azzurro delle mie aspirazioni.
Il mio cuore traslucido
penetra nella sufficienza delle cose
e un dolore vago fiorisce
dietro i muri della rettitudine.
L’aroma e il colore
dei fiori tristi
attraversa il mistero confuso dell’essere
finendo in un mare interiore.
E il fiume della vita
sfocia in sonnolenze esistenziali.
come una giornata fredda
e la mia vita scorre nel conforto
di situazioni nitide ed esposte al sole.
Insulti e umiliazioni
arrivano alla spregevole periferia
della mia sensibilità
ed entrano nel recinto dell’anima cosciente.
Elementi anonimi d’indifferenza,
figure d’altri tempi,
immagini incarnate in libri non letti
e nella casualità di strade deserte.
Assaporo il niente
con una pienezza di bonaccia spirituale
mollemente cadendo
nel grembo azzurro delle mie aspirazioni.
Il mio cuore traslucido
penetra nella sufficienza delle cose
e un dolore vago fiorisce
dietro i muri della rettitudine.
L’aroma e il colore
dei fiori tristi
attraversa il mistero confuso dell’essere
finendo in un mare interiore.
E il fiume della vita
sfocia in sonnolenze esistenziali.
3 commenti
Strana sensazione ieri era come volare
in cielo dalla felicità.
Oggi mi sembra di cadere nel vuoto
senza via di scampo.
Dovrei cercare un appiglio per non cadere
ma non ce la faccio non ci riesco.
Forse non voglio,mi mancano le forze e la volontà
basterebbe avere qualche stimolo per reagire.
Se dovessi salvarmi cercherò un'altra strada
da percorrere magari meno tortuosa.
Forse avrei la possibilità di soffrire un po’ meno.
in cielo dalla felicità.
Oggi mi sembra di cadere nel vuoto
senza via di scampo.
Dovrei cercare un appiglio per non cadere
ma non ce la faccio non ci riesco.
Forse non voglio,mi mancano le forze e la volontà
basterebbe avere qualche stimolo per reagire.
Se dovessi salvarmi cercherò un'altra strada
da percorrere magari meno tortuosa.
Forse avrei la possibilità di soffrire un po’ meno.
Intrecciati come corda
sono i pensieri
che dondolano
distesi, agganciati
su fili arrugginiti
ma poi al sole,
si quietano,
guardano lontano
gabbiani liberi
si alzano in volo
e spaziano
nel cielo infinito
scompaiono alla vista
ritornano
ma noi?
Beviamo dallo stesso calice?
sono i pensieri
che dondolano
distesi, agganciati
su fili arrugginiti
ma poi al sole,
si quietano,
guardano lontano
gabbiani liberi
si alzano in volo
e spaziano
nel cielo infinito
scompaiono alla vista
ritornano
ma noi?
Beviamo dallo stesso calice?
Un ultimo barlume di sole
sui monti distanti,
un vento che solleva le foglie
davanti alle deserte soglie.
La mia anima
brandisce le corde di violino
con l’orgoglio spento
d’una misteriosa orchestra.
Un silenzio rumoroso
m’invade come livida brezza
e deposita sul calvario dell’oblio
la croce dell’esistenza.
Porto nel cuore
la nostalgia del tempo vissuto
e il mio pensiero errante
segue la rotta di una nave inesistente.
Le ombre dei sogni
scolpiscono i ricordi
sull’acquiescenza spirituale di un barbone
e sull’immobile esteriorità dei muri.
E i miei ideali
odorano di freddo e di dolore
come la monastica putredine
di una cella di reclusione.
sui monti distanti,
un vento che solleva le foglie
davanti alle deserte soglie.
La mia anima
brandisce le corde di violino
con l’orgoglio spento
d’una misteriosa orchestra.
Un silenzio rumoroso
m’invade come livida brezza
e deposita sul calvario dell’oblio
la croce dell’esistenza.
Porto nel cuore
la nostalgia del tempo vissuto
e il mio pensiero errante
segue la rotta di una nave inesistente.
Le ombre dei sogni
scolpiscono i ricordi
sull’acquiescenza spirituale di un barbone
e sull’immobile esteriorità dei muri.
E i miei ideali
odorano di freddo e di dolore
come la monastica putredine
di una cella di reclusione.
Ho scritto quello che provavo
le mie angosce,le mie ansie
il mio dolore interno
le mie sofferenze.
Ho scritto l’amore per chi ho messo al mondo.
Ho scritto la mia vita ma non come la volevo io.
Mi sarebbe piaciuto scrivere la mia vita
su un’isola deserta mettere tutta la mia vita
dentro una bottiglia è lanciarla dentro l’oceano.
Chissà dove arriverebbe…..lontano.

le mie angosce,le mie ansie
il mio dolore interno
le mie sofferenze.
Ho scritto l’amore per chi ho messo al mondo.
Ho scritto la mia vita ma non come la volevo io.
Mi sarebbe piaciuto scrivere la mia vita
su un’isola deserta mettere tutta la mia vita
dentro una bottiglia è lanciarla dentro l’oceano.
Chissà dove arriverebbe…..lontano.

Notte insonne passata a guardare il soffitto e
la sveglia
Non passa mai il tempo.
Notte passata a pensare quell’Unico pensiero
che occupa il cuore.
L’alba finalmente arriva ci si prepara ad
affrontare un altro giorno senza fine.
Un altro giorno di lavoro di fatica un
altro giorno di malinconia provo a non
pensarci ma non ci riesco.
Cominciano i pensieri che ti frullano in testa.
Mi viene da chiedermi quando non avrò più
questa tristezza?
che mi tormenta.
la sveglia
Non passa mai il tempo.
Notte passata a pensare quell’Unico pensiero
che occupa il cuore.
L’alba finalmente arriva ci si prepara ad
affrontare un altro giorno senza fine.
Un altro giorno di lavoro di fatica un
altro giorno di malinconia provo a non
pensarci ma non ci riesco.
Cominciano i pensieri che ti frullano in testa.
Mi viene da chiedermi quando non avrò più
questa tristezza?
che mi tormenta.
Vagolo distratto
sotto alberi alti
e ascolto il leggiadro sussurro
della foresta.
Aspre radure
nella casualità d’un sentiero,
tra chiarori evanescenti
e intrico di rami.
Con sguardo sfuggente
come di chi non vuole vedere,
il mio sdegno, diffuso
in ogni lineamento,
tira fuori un pallido sorriso
come labbra di disperazione.
Una strana sensazione di dubbio
s’affaccia sulle mie supposizioni
muovendosi tra le onde lunghe
di verità romanzate.
E nel tedio del crepuscolo
s’avanza il turbamento
come un ventaglio chiuso
sull’esistenza vissuta.
sotto alberi alti
e ascolto il leggiadro sussurro
della foresta.
Aspre radure
nella casualità d’un sentiero,
tra chiarori evanescenti
e intrico di rami.
Con sguardo sfuggente
come di chi non vuole vedere,
il mio sdegno, diffuso
in ogni lineamento,
tira fuori un pallido sorriso
come labbra di disperazione.
Una strana sensazione di dubbio
s’affaccia sulle mie supposizioni
muovendosi tra le onde lunghe
di verità romanzate.
E nel tedio del crepuscolo
s’avanza il turbamento
come un ventaglio chiuso
sull’esistenza vissuta.
Si sono mai chiesti i poeti
cos’è che li manda in delirio,
le rose di maggio
le spiagge d’agosto
la neve d’inverno
o la vaga speranza di esistere?
La morte non credo, è troppo presente,
la sorte malvagia o la vita
che aleggia nei monti e sul mare,
che cosa fa scrivere all’anima
di forze nascoste, di tempi futuri,
di stelle comete o di mondi perduti,
che cosa hanno come traguardo nel cuore
che cerca infinito;
l’eterno è già qui, in versi sofferti e ineguali
in dolci parole che sole
annientano i giorni
pensando che forse
la grande ricerca è l’amore.
cos’è che li manda in delirio,
le rose di maggio
le spiagge d’agosto
la neve d’inverno
o la vaga speranza di esistere?
La morte non credo, è troppo presente,
la sorte malvagia o la vita
che aleggia nei monti e sul mare,
che cosa fa scrivere all’anima
di forze nascoste, di tempi futuri,
di stelle comete o di mondi perduti,
che cosa hanno come traguardo nel cuore
che cerca infinito;
l’eterno è già qui, in versi sofferti e ineguali
in dolci parole che sole
annientano i giorni
pensando che forse
la grande ricerca è l’amore.
Questa pioggia incessante non smette mai
il sole si nasconde dietro grandi nuvoloni neri.
Il vento scuote gli alberi stacca le foglie se li
porta via lontano.
Il mio cuore è grigio come il tempo sei lontano
il mio pensiero sempre per te.
Si per te che sei lontano vorrei essere come
quelle foglie trasportata dal vento per
venire da te.
Tu che occupi gran parte del mio cuore
sei parte integrante di me.
Sei il mio respiro
sei il mio sole quel sole che sta dietro quelle
nuvole lontane.
il sole si nasconde dietro grandi nuvoloni neri.
Il vento scuote gli alberi stacca le foglie se li
porta via lontano.
Il mio cuore è grigio come il tempo sei lontano
il mio pensiero sempre per te.
Si per te che sei lontano vorrei essere come
quelle foglie trasportata dal vento per
venire da te.
Tu che occupi gran parte del mio cuore
sei parte integrante di me.
Sei il mio respiro
sei il mio sole quel sole che sta dietro quelle
nuvole lontane.
Occhi pesanti
e cervello annullato.
Con un’assurda matita
scrivo inutili lettere.
Chiudo le imposte
delle mie finestre
e per un momento
godo della libertà.
Sdraiato sulla sedia
dimentico la vita che mi opprime.
Mi duole solo
del male ricevuto.
Giorni lunghi
come filosofie
interpretano la mia esistenza.
e cervello annullato.
Con un’assurda matita
scrivo inutili lettere.
Chiudo le imposte
delle mie finestre
e per un momento
godo della libertà.
Sdraiato sulla sedia
dimentico la vita che mi opprime.
Mi duole solo
del male ricevuto.
Giorni lunghi
come filosofie
interpretano la mia esistenza.
Salwa il misero Michelino
chiede perdono...il meschino!
Per tua bontà diwina...
porgi la chiawe della cantina...
per fiducia al suo passato
wuota botti, wino e moscato!
(la doppia w è una normale ma il tasto della medesima
s'è spento...non risponde....chiedo scusa ai lettori)
chiede perdono...il meschino!
Per tua bontà diwina...
porgi la chiawe della cantina...
per fiducia al suo passato
wuota botti, wino e moscato!
(la doppia w è una normale ma il tasto della medesima
s'è spento...non risponde....chiedo scusa ai lettori)
A volte la mente si stacca dal cuore
Cercando imperterrita
Gli angoli caldi di tutta una serie
Di nuvole in cielo
Di alberi in terra
Di prati fioriti e di fiori splendenti
Che fanno coraggio alla mia fantasia.
A volte riesce nel suo perdurare
Testarda e cocciuta
Più cieca che attenta a farmi soffrire
Nei vicoli neri di spettri e fantasmi
Che annebbiano gli occhi
E inventano all’anima abissi profondi.
A volte la mente
Fa scherzi proibiti tuffandomi in sogni
Che sanno di eterno
Ma sono lo specchio di ciò
Che poi vivo nel buio
Sprecato di questa realtà.
Cercando imperterrita
Gli angoli caldi di tutta una serie
Di nuvole in cielo
Di alberi in terra
Di prati fioriti e di fiori splendenti
Che fanno coraggio alla mia fantasia.
A volte riesce nel suo perdurare
Testarda e cocciuta
Più cieca che attenta a farmi soffrire
Nei vicoli neri di spettri e fantasmi
Che annebbiano gli occhi
E inventano all’anima abissi profondi.
A volte la mente
Fa scherzi proibiti tuffandomi in sogni
Che sanno di eterno
Ma sono lo specchio di ciò
Che poi vivo nel buio
Sprecato di questa realtà.
All’Inizio ti sembra tutto normale condividi
ascolti musica rispondi con qualche commento
magari anche ti annoi qualche volta.
Ma poi le cose cambiano conosci gente
amici virtuali arrivano i buon giorno
la buona notte.
Cosi ti accorgi che dall’Altra
parte del monitor ci sono persone come te.
Si preoccupano se non si risponde al buon giorno
strano virtuale…….li conosci appena ma ti sembra
che li conosci da una vita.
Al contrario delle persone che davvero conosci da
una vita ti voltano le spalle ti abbandonano non ti
stanno vicina quando ai più bisogno di loro.
Strano virtuale.
ascolti musica rispondi con qualche commento
magari anche ti annoi qualche volta.
Ma poi le cose cambiano conosci gente
amici virtuali arrivano i buon giorno
la buona notte.
Cosi ti accorgi che dall’Altra
parte del monitor ci sono persone come te.
Si preoccupano se non si risponde al buon giorno
strano virtuale…….li conosci appena ma ti sembra
che li conosci da una vita.
Al contrario delle persone che davvero conosci da
una vita ti voltano le spalle ti abbandonano non ti
stanno vicina quando ai più bisogno di loro.
Strano virtuale.





