Alchimie di silenzi
dentro un tuonare
d’innocenti scritti.
Nel ricordo infanzie
d’improvvisi bagliori
piccoli miracoli d’estasi
in laghi sconfinati
col cuore all’ascolto di vita.
Che sia la pace
il mio navigare calmo
magia colta viva
di farfalle poggiate
su parole in versi.
Che sia l’ultimo mio volo
e ali di poesia
adagiate a chiave
di respiro di stelle
un bacio sulla fronte
il giorno della mia morte.
Che sia la speranza
il divino fiore
la luce sul fondo
che mi chiama Amore.
dentro un tuonare
d’innocenti scritti.
Nel ricordo infanzie
d’improvvisi bagliori
piccoli miracoli d’estasi
in laghi sconfinati
col cuore all’ascolto di vita.
Che sia la pace
il mio navigare calmo
magia colta viva
di farfalle poggiate
su parole in versi.
Che sia l’ultimo mio volo
e ali di poesia
adagiate a chiave
di respiro di stelle
un bacio sulla fronte
il giorno della mia morte.
Che sia la speranza
il divino fiore
la luce sul fondo
che mi chiama Amore.
10 commenti
Si spegne in un bianco livido
la luce del sole
azzurrandosi
di fredde sfumature verdognole.
Come un lago racchiuso tra aspre rocce
il mio cuore contempla
fragili increspature dell’anima
e vaghi torpori maliziosi.
Cresce l’ansia dell’immaginazione
in un immobile biancore elettrico,
ritagliato nel remoto
e in fittizie insensibilità.
Nella fossa irraggiungibile
brilla il diamante,
pena dell’universo reale,
come stendardo
d’un esercito incognito.
E sulle labbra
della mia coscienza
sale un grido di redenzione.
la luce del sole
azzurrandosi
di fredde sfumature verdognole.
Come un lago racchiuso tra aspre rocce
il mio cuore contempla
fragili increspature dell’anima
e vaghi torpori maliziosi.
Cresce l’ansia dell’immaginazione
in un immobile biancore elettrico,
ritagliato nel remoto
e in fittizie insensibilità.
Nella fossa irraggiungibile
brilla il diamante,
pena dell’universo reale,
come stendardo
d’un esercito incognito.
E sulle labbra
della mia coscienza
sale un grido di redenzione.
Oggi sono felice,
perché il sole riscalda,
i fiori d’aprile sbocciano.
I promessi sposi
sono convolati a giuste nozze
perché Omero ha cantato Ulisse
ed il fiume Reno si è spostato sulla Selva Nera
per permettere al Danubio
di avere la sorgente ,
e perché le donne sono belle
e perché la mia donna
mi ha concesso un bacio,
e perché sollevando gli occhi al cielo
mi è venuta spontanea una preghiera,
per la pace del mondo
per la fine delle guerre
e perché finalmente
la coscienza di esistere
prende il sopravento.
Si oggi sono felice,
perché Dio
mi concede di amarlo.
perché il sole riscalda,
i fiori d’aprile sbocciano.
I promessi sposi
sono convolati a giuste nozze
perché Omero ha cantato Ulisse
ed il fiume Reno si è spostato sulla Selva Nera
per permettere al Danubio
di avere la sorgente ,
e perché le donne sono belle
e perché la mia donna
mi ha concesso un bacio,
e perché sollevando gli occhi al cielo
mi è venuta spontanea una preghiera,
per la pace del mondo
per la fine delle guerre
e perché finalmente
la coscienza di esistere
prende il sopravento.
Si oggi sono felice,
perché Dio
mi concede di amarlo.
Tutto rose e fiori
dalla vita non avresti desiderato altro.
Avevi l’amore,l’amicizia….
non ti mancava niente
andava alla perfezione
era bellissimo ……
Proprio perché troppo bello
non poteva esser vero…
Un errore di valutazione si….
ti sei sbagliata di nuovo…
Ci hai creduto hai investito
sentimenti,
fiducia,
amore….
ti sei sbagliata ancora.
Nonostante le batoste prese
ti sei fidata ancora.
Hai commesso un altro errore
una valutazione sbagliata.
Adesso ci stai male…
molto male.
Niente da dire
ora che le parole
sono cucite sulle labbra
e le emozioni si sono perse
agli angoli,
niente da fare
ora che lo sguardo
si è perso nel vuoto
e non vede più
l'orizzonte
né oltre,
solo terra arida
come deserto
e distese di sabbia
infinite
in questa solitudine
che ti veste.
ora che le parole
sono cucite sulle labbra
e le emozioni si sono perse
agli angoli,
niente da fare
ora che lo sguardo
si è perso nel vuoto
e non vede più
l'orizzonte
né oltre,
solo terra arida
come deserto
e distese di sabbia
infinite
in questa solitudine
che ti veste.
Non riesco a stare senza di te
sei dentro di me.
Fingo che non sia cosi
che non ti penso.
I tuoi occhi sono come il mare
immensi
Voglia di te…..
Ma non ci sei, ho bisogno di te.
Senza di te la luce dentro il mio cuore è spenta
Il respiro affaticato.
Non riesco a sorridere
ho freddo,paura.
Bisogno di te,voglia di te
ma non ci sei.
sei dentro di me.
Fingo che non sia cosi
che non ti penso.
I tuoi occhi sono come il mare
immensi
Voglia di te…..
Ma non ci sei, ho bisogno di te.
Senza di te la luce dentro il mio cuore è spenta
Il respiro affaticato.
Non riesco a sorridere
ho freddo,paura.
Bisogno di te,voglia di te
ma non ci sei.
Non senti più l'abbraccio
né il calore della pelle
che riscaldava anche
nei giorni freddi di Gennaio
e riparava dal vento gelido,
non senti più
la melodiosa voce
che sussurrava sempre
parole che saziavano
e ti riempivano
anche di niente
ma anche il niente
era tutto
ora
è solo niente
né il calore della pelle
che riscaldava anche
nei giorni freddi di Gennaio
e riparava dal vento gelido,
non senti più
la melodiosa voce
che sussurrava sempre
parole che saziavano
e ti riempivano
anche di niente
ma anche il niente
era tutto
ora
è solo niente
Con vento ed aria umida
rotolano sulla piazza,
gironzolano,
un vortice avanza.
Una danza,
un valzer in un'estate che muore,
l'autunno che incalza,
la senti la musica
con il sibilar del vento,
come tanti violini,
Strauss fa un bel concerto.
Le luci si illuminano
e si riflettono sul canal grande,
la piazza è deserta,
il principe e la sua cenerentola,
danzano senza sosta,
le foglie gialle incorniciano la sua testa,
come un sole splendente
in piena estate.
Il sole è morto,
brilla nel cielo la luna
e le stelle ammiccano contente.
E' mezzanotte,
cenerentola scappa,
finisce la danza ed intanto incalza la pioggia,
e poi la neve e la bora.
Poveri colombi e passerotti!
l'autunno è alle soglie,
danzate
volate in alto,
scappate dal freddo e gelo,
qui non ci sarà più cibo,
non ci sarò più io a tendervi la mano.
Non ci sarò più io in questa piazza
ad aspettare il principe,
la mia scarpetta s'è persa,
volata dal soffio di bora
nel canal grande.
L'autunno è sceso sulla piazza,
le foglie morte
danzano ancora,
solo il cuore mio,
non danza più.
All’asta l’intimità!
Sul manifesto ucciso il pudore
resosi irreperibile l’onore.
Rabbrividisco in silenzio
a spalle strette
indecenze sfrontate
intimamente pubbliche
vomitate addosso
tanto per irretire
incuriosire , provocare
dignità svendute
vite tristi e vuote
gettate, scontate e rivendute
E’ questo un uomo?
Ignorante prepotente
Presuntuoso invadente
a pugni serrati, animale
con intelletto assente
in garage nella mente
senza storia e senza credi
senza amori e senza eredi.
La poesia presa a schiaffi
gettata via ai distratti
confusa in versi goffi.
La vergogna nella spazzatura.
Tempi tristi a lor signori
Alziamo i calici!
Un brindisi a chi è senza più valori
e pretende di parlare ai vostri cuori !
Sul manifesto ucciso il pudore
resosi irreperibile l’onore.
Rabbrividisco in silenzio
a spalle strette
indecenze sfrontate
intimamente pubbliche
vomitate addosso
tanto per irretire
incuriosire , provocare
dignità svendute
vite tristi e vuote
gettate, scontate e rivendute
E’ questo un uomo?
Ignorante prepotente
Presuntuoso invadente
a pugni serrati, animale
con intelletto assente
in garage nella mente
senza storia e senza credi
senza amori e senza eredi.
La poesia presa a schiaffi
gettata via ai distratti
confusa in versi goffi.
La vergogna nella spazzatura.
Tempi tristi a lor signori
Alziamo i calici!
Un brindisi a chi è senza più valori
e pretende di parlare ai vostri cuori !
Quando sarai vecchia
e nemica dell’amore,
quando sui tuoi occhi
non si specchierà più il sole,
quando la paura
penderà dalle tue labbra
e sul viso affaticato
regneranno mille rughe,
quando per amare
non avrai più la tua forza,
quando da nessuno
potrai più esser posseduta
allora t’amerò.
e nemica dell’amore,
quando sui tuoi occhi
non si specchierà più il sole,
quando la paura
penderà dalle tue labbra
e sul viso affaticato
regneranno mille rughe,
quando per amare
non avrai più la tua forza,
quando da nessuno
potrai più esser posseduta
allora t’amerò.
Infedele alle promesse interiori
mi riempio le mani di sabbia
e vivo in perpetuo straniamento.
Costruisco con oro e seta
antichi scenari
intrecciando giochi di pensieri
e musiche invisibili.
Oltre l’uscio di casa
i rumori della strada
parlano a voce alta
con toni solitari.
Fra il nerume opaco
che vibra dappertutto
s’increspano di luce
intensa e pallida
stretti vicoletti.
E sul terrazzo d’ un palazzo impossibile,
tra febbricitanti realtà lunari,
consumo l’anima nei graffi
profondi d’ argentati interludi.
mi riempio le mani di sabbia
e vivo in perpetuo straniamento.
Costruisco con oro e seta
antichi scenari
intrecciando giochi di pensieri
e musiche invisibili.
Oltre l’uscio di casa
i rumori della strada
parlano a voce alta
con toni solitari.
Fra il nerume opaco
che vibra dappertutto
s’increspano di luce
intensa e pallida
stretti vicoletti.
E sul terrazzo d’ un palazzo impossibile,
tra febbricitanti realtà lunari,
consumo l’anima nei graffi
profondi d’ argentati interludi.
Senza attesa
restano i giorni
e senza sole,
ripongo in
un cassetto
i ricordi
di un tempo
chiudo a chiave
e poi la getto
nel fiume
dell'amarezza.
Resto nella pace
del giorno
senza attesa
con i colori
di sempre
quelli che
danno un senso
al continuo di vita.
restano i giorni
e senza sole,
ripongo in
un cassetto
i ricordi
di un tempo
chiudo a chiave
e poi la getto
nel fiume
dell'amarezza.
Resto nella pace
del giorno
senza attesa
con i colori
di sempre
quelli che
danno un senso
al continuo di vita.






