smarrito al pensiero,
dove vanno i versi dei Poeti?
Dove andranno nei secoli dei secoli,
quale parte dell’Universo
accoglierà parole scritti e lacrime,
dove sarà la fine di tutto,
dove le dediche, dove i pianti
dove l’amore che sprigiona quotidiano
dal cuore che non può accontentarsi
e cerca e spera e sogna su altre stelle
su altri amori, su altre anime ribelli come il suo.
Smarrito, mi sento piccino
e nell’immensità di questi dolci canti
ammiro il Sole
ed una rondine bruna
che mi passa accanto, quasi ridendo col suo garrire
dei pensieri miei
fuori luogo a primavera.
per tutta la notte.
Nel dormiveglia sento
la sua insistente monotonia sui vetri.
Il rumore casuale di un’auto
arriva dal fondo della strada,
rimbomba sul selciato
e si spegne nel vago sonno
che non riesco a prendere.
Calpestio liquido di passi,
poi silenzio,
altri passi che si smorzano
e la pioggia continua,
fragorosa e abbondante.
Sulle pareti della stanza,
visibili nell’oscurità,
fluttuano frammenti di sogni,
luci vaghe,
righe nere,
cose da niente
che si arrampicano
e scendono.
E come oggetti vaganti
nell’ombra della mia insonnia
ammiccano a fragili sofferenze.
Nell’assurdità della tenebra
la solitudine dell’anima
si espande nella putredine.
quando le lacrime non scendono più.
Capisci che non era un sogno
sai che il tormento può trovare la pace.
Ho capito che dietro un sorriso
si può nascondere la cattiveria.
Da uno sguardo che tu pensi sincero
ci sono dietro mille bugie.
Adesso c'e' il silenzio senza le parole
il cuore è avvelenato.
Ho capito che l’ansia che mi toglieva il respiro.
era per la presenza.
accingo rivedermi nel percorso
finora perseguito.
Così che riprendo per monti
valli e distese infinite
osservando le impronte profonde dei passi
che allungano il tempo del viaggio
nel torrido sole che pare non abbia mai fine.
E mentre di più mi collego
per ciò che di strano nel suolo rilevo
mi fa sobbalzare!
Distanza del passo si accorcia
le orme diventano meno profonde
e lenta la sabbia piove d’intorno.
Voglio ubriacarmi di parole
e vedere città festanti
attraversate
e inebriate
dal profumo d’incenso
di mirto e di sandalo
tornare a bramare
virtù passate
sognare uomini d'un tempo migliore
estranei alla viltà e al grigiore della nullità
cercare di nuovo nella poesia
estasi come nell'assenzio
ebbrezze come nel vino.
Voglio donne e uomini non più
timidi dei propri sensi
ma avidi di amori
e di avventure.
Spiriti indocili
dominare l'inquietudine del mondo
con il piglio sicuro
del fare d'eccezione.
Voglio un giorno
poter desiderare tutto questo
e non chiamarlo sogno.
Vorrei essere libera come te
di andare in giro per il mondo.
Osservare senza farmi vedere
cambiare colore ogni volta che cambia il tempo.
Piangere quando sento la voglia di
piangere ridere quando c’e’ da ridere.
Girare intorno al sole
scaldarmi con i suoi meravigliosi raggi caldi.
Andare a dormire con la luna
svegliarmi con il sole
vorrei essere libera come il vento.
Vorrei essere una nuvola
per venire da te per dirti che
mi manchi.
la bocca serrata In una smorfia
sorriso forzato
Spento l’occhio,
sulla curva
Silente lacrima
In bilico tra l’iride e le ciglia
Che appanna gli occhi,
Cola il sudore sulla schiena
A congelare il sangue raffermo
Trema la madre col cuore che brucia
A fuoco lento,
Stringe le nocche fino a sanguinare
Nella via del non ritorno,
E non basta pregare
Per fermare l’agonia
Anche se si consuma le ginocchia
Prostrata in preghiera.
E si lacera la carne
Si rompe il cordone ombelicale
ancora
Tuo figlio
Ora è angelo su nel cielo
Ma
Era angelo anche sulla terra.
Le madri hanno tutte lo stesso sguardo(nella morte)
Il sole risplende in tutta la sua potenza
profumo di erba appena tagliata
inonda le narici allargando il respiro
seduta in giardino
mi godo le meraviglie del creato
e sogno ….
Sogno una giornata al mare
adagiata sul bagnasciuga
la pelle calda
corro verso il mare
mi chiama il chiacchierio delle onde
dall'acqua di un dolce salato
mi lascio cullare come un bimbo
tra le braccia del padre
Mi sciolgo in essa
sono acqua nel corpo e nell'anima
mi sento sirena
diversa da tutti nella normalità del mondo
perchè è così che sono
sono io solo io
nessuno sarà mai come me
nessuno proverà ciò che provo
tanto meno potrà portarmi via i sogni
L'arsura delle labbra mi riporta
alla realtà
accarezzo le mie lunghe gambe
non sono sirena
ma nel cuore si ….
la mia fronte rugosa
annullando propositi
e conseguenze.
In feste serali sconosciute
emergono con disagio umiliante
sensazioni di tedio
e inconsistenti monotonie di vita.
Ghermisco fiori spettrali
e intreccio mazzetti di ghirlande
in angoli bui
della mia esistenza.
E l’allegria si manifesta
con gesti di rabbia
che non provo,
tra sbuffi d’aria fresca
che lambiscono la coscienza
come carezze nella sera.
Vizi e virtù,
castighi e peccati:
ricerco l’impossibile
attraverso l’inutile.
-bene, bene- mi rispose,
-prendo il fresco e mi riposo
dopo il giorno faticoso-.
Sempre allegro zio Cicito,
sempre pronto alla battuta;
come antico monumento
sta seduto tutto il giorno
appoggiato al suo bastone
ben piantato nel selciato.
Prorompente buonumore
crede in Dio,
nel lavoro e la campagna,
sulle stelle si smarrisce
ma il carattere è di ferro;
con i figli "collocati"
e un'incrollabile speranza
ora gode la vecchiaia
con sua moglie sempre attenta.
-Beh! Salute zio Cicì,
a domani se Dio vuole-
Mi fa cenno con il capo
per chinarmi al suo bisbglio:
-Una cosa mi tormenta-
mi sussurra a bassa voce,
-voglio bene alla mia donna,
una vita insieme a lei,
ma mi affliggo perchè a casa
non è stata moglie-amante-.
l’ansia chiude la gola
non fa respirare.
Il cuore è triste stanco
angoscia,sofferenza.
Senza stimoli non puoi vestire
i panni di chi non sei più.
Arriverà il giorno quando
tutto questo finirà.
Sarai di nuovo felice di amare
la speranza
c’e’ sempre stata
e ci sarà sempre.





