Occhi pesanti
e cervello annullato.
Con un’assurda matita
scrivo inutili lettere.
Chiudo le imposte
delle mie finestre
e per un momento
godo della libertà.
Sdraiato sulla sedia
dimentico la vita che mi opprime.
Mi duole solo
del male ricevuto.
Giorni lunghi
come filosofie
interpretano la mia esistenza.
e cervello annullato.
Con un’assurda matita
scrivo inutili lettere.
Chiudo le imposte
delle mie finestre
e per un momento
godo della libertà.
Sdraiato sulla sedia
dimentico la vita che mi opprime.
Mi duole solo
del male ricevuto.
Giorni lunghi
come filosofie
interpretano la mia esistenza.
Commenti
passate tra libri che non volevo neanche aprire,amici assenti, in vacanza coi loro genitori e il caldo soffocante di un'estate torinese. Un incubo! Mi ricorda anche la
canzone di Celentano " Azzurro ". La ricordi?