Vagolo distratto
sotto alberi alti
e ascolto il leggiadro sussurro
della foresta.
Aspre radure
nella casualità d’un sentiero,
tra chiarori evanescenti
e intrico di rami.
Con sguardo sfuggente
come di chi non vuole vedere,
il mio sdegno, diffuso
in ogni lineamento,
tira fuori un pallido sorriso
come labbra di disperazione.
Una strana sensazione di dubbio
s’affaccia sulle mie supposizioni
muovendosi tra le onde lunghe
di verità romanzate.
E nel tedio del crepuscolo
s’avanza il turbamento
come un ventaglio chiuso
sull’esistenza vissuta.
sotto alberi alti
e ascolto il leggiadro sussurro
della foresta.
Aspre radure
nella casualità d’un sentiero,
tra chiarori evanescenti
e intrico di rami.
Con sguardo sfuggente
come di chi non vuole vedere,
il mio sdegno, diffuso
in ogni lineamento,
tira fuori un pallido sorriso
come labbra di disperazione.
Una strana sensazione di dubbio
s’affaccia sulle mie supposizioni
muovendosi tra le onde lunghe
di verità romanzate.
E nel tedio del crepuscolo
s’avanza il turbamento
come un ventaglio chiuso
sull’esistenza vissuta.
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