Gli occhi di Carlo
hanno smesso di vedere.
Per il combattente sempre uguali
giorni e sere.
La granata devastante
si conficca sulla fronte,
alto il prezzo per il milite
che conquista il fatale ponte.
Il cielo chiama a squarciagola
un novello martire.
IL tribunale esige una nuova
vittima.
Violento tripudio
di urla e bestemmie.
Obbligato a tacere
nel nido della menzogna.
L'eroico combattente
è preso per la gogna.
Sibila sinistra in quel piazzale
la pallottola assassina.
Non risparmia neppure
il prete confessore.
La medaglia d'oro degradata
a nera masserizia;
girovaga per giorni
sul camion dell'immondizia.
E l'odio di alcuni
dirigenti nostrani
non ha il vigore
di spegnere la memoria
della medaglia Carlo Borsani.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Commenti  

Aita Carla
+1 # Aita Carla 02-08-2017 16:23
Non sapevo chi fosse e mi sono informata. Mi piace come hai scritto, l'estetica, la fisicità e le parole usate; per il resto mi sento di dire solo che la guerra è guerra e non tira sempre fuori il buono dalle persone. L'odio chiama odio. Non si parla di cosa spinse quelle persone a procurargli una fine tanto crudele, ma non perchè venga lodato il gesto ma per capire.
E anche oggi, vai di vocaboalrio e ricerche, ma ora ne so di più.

Grazie


Carla

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