La notte disfa architetture
Inganna e deforma
nature oscure in curva
E' diluvio di parole
Accesi brusii albergano
il fondo della corteccia
Lenti risalgono in superficie
Agiscono sotto pelle
Potessi sfuggire al pensiero!
Ma sono solo corsa e inciampi
mentre svanisco
L'alba è un incendio.
Dal tempo inabissato
sarei voluta fuggire
tutto si era fermato
come il mio sentire.
Rimasi annaspando
amorfa, senza colore
l'unione allontanando
al tempo del grigiore.
Nebulosa congiunzione
non predestinata da Dio
in obsoleta abnegazione
soggiogava un fragile io
Non giaceva mai misura
nella fredda arroganza
misera scialba mistura
d' esibita ridondanza
L'esimio esperto oratore
tirava labbro nel suo atto
tronfio del suo spettatore
ammaliato dal suo tratto.
Presumeva carenza di difetto
ma l'animo triste emerse puro
mutando e turbando suo intelletto
che all'ambiguità eresse alto muro.
Infine giunse tempo di verità
non designò alcun vincitore
decretò fine di mera ottusità
ripristinando perdute libertà.
All'ombra di alti pini
scansai il rovente sole.
Giunsero tue parole
lontano eco tra spini.
Ansimavo nel pineto
lesta giunsi al crinale
nel nostro rifugio segreto
in parvenza tutto uguale.
Affollato apparve lido
cristallino tratto di mare
poi alto si levò un grido
un nome udii chiamare.
Sciocca pensai, tu che speri
non disdegnar simil bellezza
osserva e scaccia illusori pensieri
trascorsa è tua giovinezza.
Improvviso passo si fece lento
al frinir tra rami sostava
l'anima in estasi al concerto
mentre il corpo tutto tremava.
S'affacciarono sospiri d'amore
e in un soffio tutta una vita
sconfitta da un grande dolore
dal fato e dal tempo punita.
non ha radici.
eppure, fermo,
verde e rigoglioso,
resta lì, a regalarmi riparo e ombra,
quando il sudore
sgorga copioso
dagli affanni dei miei giorni.
La mia isola,
non ha fondali,
eppure, senza un perché, resta ancorata
pronta ad accogliermi
ad ogni naufragio,
quando il cielo turbinoso
devasta incurante
i passi faticosi del mio cammino.
E questo luogo che chiamo casa
non ha fondamenta,
eppure trattiene in se l'essenza stessa del mio essere,
e mi consola nel pianto e nel dolore
mi tiene salda in un materno abbraccio per non lasciare che io mi perda
errante tra le macerie del mio cuore.
Cercando qualcosa
In una voce monca
Graffio e scavo
Cercando parole che non scivolino via
Un bagliore di luce nella pioggia
Anche solo tristezza
Qualcosa di bello
Continuo
Finché non lo trovo
Insegnano virtù
Patroni di conoscenze
Che son proprio quei cieli
Vorrei non biasimare il ricordo del mio palese cipiglio
vulnerabilità d'un tempo della perduta innocenza.
Provai sollievo all'antica gentilezza, alle tue lusinghe,
non ripiegasti sulla valle degli indugi, fosti audace,
nel momento cruciale elevasti il tuo ego nel groviglio
di corpi ansimanti, nella folle catarsi d'un attimo infinito.
Ci nutrimmo avidamente d'amore nei giorni, nei mesi
e successivi anni, conditi di tenero rispetto, coronando sogni.
Anche le favole più belle sfumano nel vortice dei mali.
Non vedesti i miei occhi velati di tristezza nell'incognita
di prospettive future, fruttuosi inganni d'un avverso destino.
Amore castigato nel bel mezzo del nostro cammino
pentagramma acceso e poi spento come fiamma di cerino.
Si levano ancora alte note in assolo a te dedicato
a suturare ferita imbevuta di pianto, tra musica e rimpianto
del tuo amore forte e delicato, sempre sul mio cuore adagiato.
Sono partito con una valigia di cartone,
macchiata di colla e quasi tutta graffiata,
dentro c’era un formaggio, una pagnotta,
una bottiglia di vino ed un’altra d’acqua.
L’ho presa soltanto per non mortificare
i genitori, non m’avrebbero fatto andare,
i loro occhi erano lucidi, pieni di lacrime,
con grande fatica mi son dovuto staccare.
La valigia era pesante e poco la reggevo,
per non scontentarli, altro non potevo fare,
mi sarebbe bastata solamente la chitarra,
comodamente a tracolla, niente pesava.
I veri bagagli li portavo in testa,
insieme a tanti sogni da realizzare,
l’ambizione, l’onore e la gloria,
erano mio bersaglio da non mancare.
Di tempo, da allora, tanto ne è passato
e tante sono state le cose realizzate,
la valigia di cartone ora è di vera pelle,
ma quella vecchia non l’ho mai buttata.
Ora però, bisogna tirare le somme,
sempre mi chiedo: soddisfatto o no?
Di sogni, quanti ne ho realizzati?
Chi s’accontenta gode, chi no, crepa!
Non voglio complicarmi la vita
in questioni che non mi appartengono.
Ho chiuso un capitolo della mia vita
in cui mi sono ritrovata per puro sbaglio.
Non voglio addossarmi colpe non mie
ognuno ha il suo libro già scritto
e non possiamo riscriverlo a modo nostro
cambiando il finale, dobbiamo adeguarci
continuando a sfogliarlo giorno per giorno.
una tristezza amore mio ,
che stringe il petto .
Allora io ,
accendo la luce
a profusione le note di un'amabile canzone
che in questo tempo
insiste a tenerci chiusi
ma noi ci sentiamo liberi
dentro ad un'armonia sospesa
che fluttua leggera, leggera, leggera.
Sfavillanti aurore
danzarono col sole
e tenendosi per mano
giocarono a nascondino.
Risuonarono nei boschi
Spensierate risate
echeggiando tra fronde
catturarono momenti
imprimendoli nel cuore.
Improvviso il sole s’adombrò
nubi…
Distrussero quel gioco
Lacrime…
Asciugarono al vento.
Genoveffa Frau
Scritta il 12/04/2015
nei cespiti delle ostilità poiché non hai
considerato prima
cambiare sentiero
e salvarti la pelle
da quei graffi
che lacerano l'anima
dal dolore che essi
inevitabilmente provocano, non è fredda indifferenza
ai grovigli della vita
ma è pura previdenza
per il proprio benessere
al dì la della loro
presenza
a porre a repentaglio
la pazienza
del cuore acume,
pronto a farne
perle profumate
di viburno, buddleja
e oleandro!
Poiché purtroppo
non sempre
son gemme di rose
ad abbellire il tuo essere
e ad allietare il sorriso
a causa di contingenze
non agognate,
ma sopraggiunte
per inadatte scelte
di una fatua disamina.

Ti porterà lontano
dove il vento
è più vicino al sole
e la pioggia è una meteora
che s’affaccia al mondo.
Chiudi gli occhi solo un momento
ed immagina come dentro un sogno
che l’amore non è così irrangiungibile
due rondini che volano
nello spazio immenso
ed un cuore che batte per davvero.
Ti porterà lontano
quella pazza voglia
di sorridere e pensare
e di non tornare indietro
consumandoti nel mondo dell’ipocrisia
due cellule di vita che si stringono forte
per non lasciarsi più.
Chiudi gli occhi solo un momento
e sogna tutto questo e anche il resto.








