fugaci, ardite
di fluida cadenza
Come cosmo
ovunque e sprecate
abbondanti e fuggevoli
In libertà o trattenute
convinte o pacate
Come polvere, leggere
senza ritorno
parole e vento
Gomitoli intrecciati
e colorati
Automi o idoli
A nostro volere
Ricordo com'erano
i suoi occhi,
belli come il sole
di un tramonto
riflesso sul mare.
La sua bocca era dolce
cercava la mia,
con un lieve soffio
respirava il mio cuore.
Nei miei ricordi
nei suoi,
dentro questa poesia
con un colore infinito
dipinto di rosa
da mani leggere, sudate,
dopo ore d'amore...
E' faticoso arrampicarsi per il sentiero
che alla cima del monte porta,
lo spettagolo di cui si gode
meraviglioso agli occhi appare
Appaga la fatica, stanne certo, sarai contento
io ci ho provato ed esterefatto sono stato
anche se senza fiato,
apri le braccia ed esso ritorna
ed insieme la volontà di provarci un'altra volta ancora
Se il calore del sole non vuoi che la pelle ti baci
nasconditi sotto la tenda e sentirai il cuore
battere i denti dal freddo.
Odorare non vuoi il profumo del cielo
trattieni il fiato forse morirai
ignorando un'altra opportunità
Se una volta giunto sulla sommità
la veduta che ai tuoi occhi si allarga
non vuoi vedere, tieni la benda che il buio dona
fai due passi in più e cadrai nel vuoto,
il destino che volevi arriverà
ma se il desiderio di tornare indietro
ti sfiorerà la mente, ricorda anche Icaro ci provò
ma gli uomini non hanno ali per volare
Inspira profondamente, pensa intensamente
questo pacchetto è un dono che il tempo vuole farti
è un'opportunità ancora dalla vita offerta
su un piatto d'argento, non sdegnarla
sputerai sangue ma c'è l'ha puoi fare
la vita è bella in ogni modo sempre
amore mio non la sprecare !!
della mia tristezza
che si fa sconforto
nell’io quotidiano
mi vien di pensare
che tutto va male
che tutto è al contrario
di come dovrebbe,
che la morte sovrasta la vita
che l’amore è al contrario di sempre
che l’uomo fa leggi che non vuole nessuno
l’impero il potere il dolore
son come serpenti di un Eden nefasto,
che i fiumi ci odiano
e i monti ci uccidono
che il mare ruggisce
tremendo a vedersi.
Nelle pieghe della mia tristezza
il mondo è al contrario
con tanto di male che sradica il bene.
ho preso il coraggio a due mani per scriverla, dopo aver letto le profondissime/bellissime poesie di Demetrio-"non sarò mai il poeta"- "l'mbrunire" di Raffaello e "l'ultima speranza" di renato, che mi hanno letteralmente folgorato, vi ringrazio e scusate.nanni
ove respiri cattivi si perdono
inabissati nelle frustrazioni
del cuore, che si pente
che si chiede scrutando l'orizzonte
del tramonto, se amato verrà
almeno lassù, in quel cielo onnipotente
nei paradisi spaziali, dolci oceani
immensi, con magiche distese
invidiate dalla terra, un respiro
scalcinato, da forti tensioni solari
Cosa provi adesso, anima erroneamente illusa?
Sento solo questa voce: rombo trionfante al primo sole.
Mente che s'intralcia da sola,
mogli insoddisfatte, mamme esaurite si prostituiscono e...
barba nera, pungente e spelacchiata di troppi giorni fa,
uno zitello sdentato prende boccate di fumo sul terrazzo dell'ospedale;
parcheggi vuoti sotto stelle chiare, il cielo rosso pomodoro dell'Apocalisse.
Costa troppo lo scotch nei supermercati di ideologia comunista!
Folla vociante per i saldi, neofascisti con cappellini e rasati a zero,
sorrisi lascivi e suoni metallici di soldati dell'esercito irlandese
che cercano fucili all'ultimo grido (di quale battaglia?);
giovani neri in giacche chic al banco, mentre i loro fratelli
tornano nel paese natale per un provino con la nazionale di calcio
e senza un pass per ritornare qui in caso di un calcio in culo.
Pali grigi di luci notturne ancora accese mi cinguettano addosso.
Un gatto nero mi attraversa gentilmente la strada.
Squittisce quel grigio topolino che sono: stritolato,
litigato e conteso come una star
fra i denti di gatto e cane in giardino. Che onore!
Girovago senza meta correndo ubriaco e nudo lungo le mura storiche,
nemmeno il mio bus trova la contea delle sbornie felici,
amaro l'alcool per le dolci dimenticanze. Oggi mi sposo
o rado i peli sulle gambe?
Uno zingaro felice e cordiale mi chiede se per favore
mi può stringere le mani intorno al collo, sollevarmi da terra
e farmi singhiozzare, sbavare a schizzi, poi puntarmi un coltello
alla gola e rapinarmi: ci mancherebbe altro, amico!
Un vecchio con la barba bianca e lunga, seduto a ridosso
di un muro crepato con il suo cane denutrito e gli occhi
che gli cadono dal volto stanchi
disegna pescherecci
affondati nel cielo color abisso.
Immagino...
Ma cos'hai? Effetti collaterali? Cosa prova un'anima bastarda
e beatamente distrutta?
E non dovevi essere felice?!
li depone credendoli
sempre uguali
come discrete delizie
da conservare delicatamente
parlandone in silenzio
con uno sguardo scaltro
fra mura di cristallo
mentre il sole si alza
e scruta occhi tranquilli
per appoggiarsi piano
alla tristezza che piange
e non fa rumore
ma composta si nasconde
dietro ai sipari socchiusi
fronteggiare sbagli
che poi esploderanno
rinfacciandoti atteggiamenti dei quali
vorresti farne a meno
e scomparire per sempre in quei luoghi
dignitosi nel pentimento di un'anima sola
raggomitolata soffrendo, col fiato sospeso
di una insopportabile calura. Che tristezza
serrare gli occhi e le orecchie
e non avere più, la forza di parlare
e piatti che volano nelle tane delle cicale
I dispetti del giardiniere che suona nel giardino
e la deludente scatola dei biscotti
con dentro aghi e gomitoli
(sarà un nuovo tamburello)
Mattina a cui spunta l'ultimo dente da latte
proprio mentre cade il primo
Sui promemoria più indelebili
si rovescia il calamaio del sonno
e non può essere altro
che un arrogante dormiveglia
Ho visto la luna stanotte,
aveva i suoi occhi
le sue labbra
il suo sorriso.
Ho dormito benissimo
abbracciando il cuscino
pensando fosse lei.
Ho sognato milioni di stelle,
volevo prenderne una
per regalarla a lei
non ci sono riuscito
ed ho pianto
svegliandomi come un bambino,
avevo paura del buio
dei rumori notturni
ma non di lei,
era lì!
Aspettava soltanto
qualche dolce parola.
Le parlai...
ho parlato così!
Come fosse la luna,
volevo farla innamorare
ancora di me.
Non so se sono riuscito
perché mi sono
riaddormentato....
per descrivere
una brutta vicenda
annegata in una disgrazia
mondana, colorando
di nero i tetti che osservano
il mondo dall'alto e lo distruggono
fotografandolo con uno sguardo
inferocito
Non ci sono parole per dire
che il mondo è
non come ce lo descrivono
dietro inquadrature precise
ma finte, che non convincono
le mezze misure insoddisfatte
nei quartieri molto bassi
ma non sai cos'è
il perdono, lo confondi
tra miriadi di stelle
che attendono di essere
amate mentre il vento
si inclina al tuo cielo
grigio, di illuse speranze
quando pensi d'esserti liberata
da quelle prigioni, dove
urlare non puoi
e raccontare nemmeno
tutti uguali, e li descrivi
come oggetti senza senso
Li ammanetti procurandole dolore
che lo mischi con un pizzico di gioia
ma quella gioia che avverti appena
consumandoti la vita
quella vita che non senti e vorresti
trasformarla senza rancore
per ore e ore, affinchè un portone si apre
dove passano raggi solari, nei contorni
dell'amore
nel colore del cielo
che squarcia la nebbia
alleggerita da un cuore
triste con lampi
di fumo acceso
Troppo per lui
semplice e sincero
che vede la vita fuggire
sotto sguardi sempre attenti
come fragili bambini
in un mare di poesia
respirando speranza






