decorata di carnevali e ricorrenze
rivestendo l’ala d’eleganza
fantasia effusa al gioco.
Inseguo aquiloni nella mente insolvente
corse libere di follia allegra
per credere di non cedere a questa farsa
elemosinata in mille lesioni d’essere
a tariffa fissa su terre incolte e cieli indolenti.
Essere o non essere dunque per chiunque
ma cometa d’evasione in fuga
Essere e non essere solo un’illusione
nata, vissuta, morta, amata nell’inazione.
E allora correre a inseguire parole
armonie complici d’allegra compagnia
per credere che tutto sia come destino vuole
godere come se tutto fosse fato grondante
di promesse d’orizzonti dai giorni slegati
saltellando dall’una all’altra strofa.
Attendo l’evasione dalle lacrime assolte
senza volontà di conquista
sfiorando appena l’invasione piuma
grazia di sogno nell’argento del primo mattino
con fiori variopinti dai petali danzanti
radici bagnate alla terra che s’apre
rivelazione d’anima in continua oscillazione
di sensi destinati all’essere creazione.
non pensare ai fatti tuoi
se tu vuoi
si potrebbe riprovare
e magari poi pensare
ch'è più facile sbagliare.
Stai così dove sei
con un passo sulla luna
che fortuna sei per me
quando insieme ci giochiamo
e magari litighiamo
dell'amore che cos'è
è più facile sbagliare
e poi guarire
se si sta coi piedi a terra
senza andare chissà dove
o sperare e disperare.
Se potessi amore mio
ti direi che sono io
quello che ti darà
tutta la felicità.
Stai con me non dico tanto
solo il tempo di finire
il mio discorso complicato
ci farei una mezza idea
e magari poi capirai
che sei stata disegnata
nel mio cuore...
Un uomo seduto di fronte
raccoglie i ricordi da terra.
Ha un fazzoletto sulla fronte.
Scotta, ha la febbre
delicato arlecchino
vaneggia mentre
ha chiodi di pianto nel ventre
e pensieri che fanno male.
La solitudine si bagna di sudore
e per paura o per pudore
cerca d’ anestetizzare
le ore con chi siede accanto
ad ascoltare il suo dolore.
Sanguina cicatrici dalle parole.
La pelle di cristallo piove
lacrime d’un tempo smarrito
formando un antico suolo
di fughe da un’infanzia tradita
lezione d’anima marchiata.
Nessuna tenerezza di madre
o affetto di donna
alla fine lui, ultimo astante.
E’ un uomo che aspetta.
e aspettando racconta
e raccontando muore.
Caldo come il fuoco
vedere le stelle
quando sto in alto mare,
senza pensieri che sanno
solo far soffrire.
Vorrei tutto e forse niente
star bene solo
senza mai dimenticare
la luce che ha dato
quel poco d'amore avuto.
e solo al cantar del gallo
mi vorrei svegliare.
Sarebbe bello
con il mattino che spunta improvviso
il silenzio accarezza del vespro il volto
e il cuore danza nel respiro d’un sogno;
accanto la luna muta ammicca amore
col suo grazioso alone a vezzo d’autore.
Giada calda al laccio tinto d’arpeggio
l’intimo arcobaleno dal pallido raggio
molle s’adagia anima al sonno.
Folleggia pensiero in gorgoglii d’alma
sospira notturno l’invito d’un soffio.
Nuda l’aria veste la campagna
antiche nenie annidiate in canti solitari
han nodose mani e profumi di storie.
Sottratto all’oblio il sonno è vita
favola narrata su candeline rosa
piume di tenerezza in un bacio d’addio .
E questo è il mio paese però,
tra la vecchia chiesa,l’albero
e la stradina di sempre;
paese immutabile,
stagionato,
solite facce ingrugnate,
un po’ burine
un po’ scontate;
paese a cavallo tra vecchio e modernità,
un po’ fetente , addormentato,
un po’ selvatico e maleducato;
che mi dà qualcosa e niente,
a cui stò attaccato come
un gatto randagio,
che ama
solo i posti,
e del resto non gli frega niente;
paese,
piccolo e conosciuto,
un po’ casa mia,
un po’ buco del mondo.
e annegati tra le rughe del mare
mentre la lucente serenità
IL MIO MARE SFUMATO D’AZZURRO
QUANTE VOLTE DI ROSSO MACCHIATO
SANGUE VERSATO, VITE SPEZZATE
DI UOMINI CLANDESTINI.
ANIME RICCHE DI PROFONDA FIDUCIA
AFFIDATE AL VILE E INFAME DI TURNO,
MISERI UOMINI CON MANI TREMANTI
PAGANO, COL PREZZO DI FATICOSE RINUNCE,
UN VIAGGIO DI SOLA ANDATA
PER UN PAESE DA MILLE E UNA NOTTE.
OCCHI BRILLANTI, SGUARDO RADIOSO,
RIVOLTI AL CIELO E ALLE STELLE
CHE DIVERRANNO TETTO E LUCE
NEI LORO GIORNI FUTURI.
PROFUMO DI VITA NUOVA,
AUSPICIO DI VERA DIGNITA’,
BRAMOSIA DI PACE E GIUSTIZIA,
FRETTA DI ARRIVARE
NEL PAESE DA SOGNO.
VESTITI CON STRACCI A BRANDELLI
INSEGUONO I FANTASTICI SOGNI,
SU MEZZI MALFERMI
DAI TARLI INTACCATI,
CORROSI DAL SALE,
DAL SOLE SBIADITI.
TRASPORTI DI ESSERI UMANI
SIMILI A INDIFESE BESTIE,
LONTANI DAI LORO NIDI,
AFFAMATI E STANCHI
INCONTRO ALL’IGNOTO.
INCONTRO ALLA FINE
CHE GIOCA D’ANTICIPO
ALLORCHE’ NEL BUIO,
UN FARO LI ABBAGLIA,
IL VILE LI LASCIA
IN BALIA DELLE ONDE.
SI AVVERTE UN IMPATTO,
UN FORTE RUMORE,
GRIDA STRAZIANTE
DI GENTE CHE AFFOGA.
SUL FONDO POSANO
I CORPI DI MOLTI
ALTRI SPINTI E CULLATI
GIUNGONO A RIVA.
LE SPONDE SI AFFOLLANO
DI ANONIMI CLANDESTINI,
NESSUNO LI CERCA,
PER LORO NON SI VERSANO LACRIME.
LA GENTE PASSA,
NEGLI OCCHI COMPASSIONE,
ALTRI SOCCORRONO IN FRETTA
I TANTI FERITI CHE LOTTANO ANCORA.
UNA GIOVANE DONNA,
VINCENDO LE ONDE,
GUARDA ORA L’INFINITO ORIZZONTE,
PREGA IL SUO DIO,
EMETTE L’ULTIMO RESPIRO,
NEL MENTRE UNA MANO
DEBOLMENTE, ACCAREZZA
IL SUO VENTRE PIENO D’AMORE.
Che odore ha il cielo?
Ora che non è tempo di colori
Che odore ha la terra?
Ora che inganna
l'aria è bruma che consuma
anche le parole.
Senza campi il cielo
sui monti la neve.
di una farfalla
libera di volare nell'aria.
Mi adagio piano nell'erba
è così morbida...
Vorrei sognare ancora un po’
se mi è permesso.
Seguo con gli occhi
quella piccola farfalla,
non smette di agitarsi
mi passa infinite volte davanti:
pare sfidarmi,
ma io non ho nessuna voglia.
C’è un leggerissimo vento
l’aria è fresca
ed il sole è ancora alto,
provo a rialzarmi
ma non ci riesco,
mi rilasso ancora un po’.
Provo a parlare con la piccola vita
lei mi gira ancora intorno
forse capisce quel che dico.
Mi addormento soddisfatto...
non tutte le foglie
tu che non lasci
il tempo d'essere sei la coinvolgente
quando mozzi pulsione d'affetto;
il respiro; sei la dolcezza
tu che sei immersa
il marchio di passione negli occhi;
di chi s'ama; sei il roseo sapore
tu che sei sulle labbra;
la sublimazione sei il più bel fiore
dei sensi; che nasca nel variegato
tu che sei giardino dell'amore.
la carezza soffice
sulla guancia
d'un bambino;
tu che sei
il soccorso delicato
sul viso
d'un anziano.
Anch'io ti canto:
sei celebrato
nelle arti
d'ogni tempo;
sei il più romantico
gestuale
dei sentimenti;
sei il messaggio
di fratellanza
tra i popoli;










