Come sarà?
Quando ricresceranno le foglie
e la terra ritornerà a respirare
ed il sole si affaccerà alla finestra
baciandoci il viso.
Che ne sarà
di quel bambino appena nato
chi gli dirà che un giorno
il suo futuro sarà tribolato
perché ormai il mondo è cambiato.
Guarda la sposa che sorride
oggi il suo è un bellissimo giorno
finalmente riuscirà a costruire
insieme a lui una nuova casa.
Come sarà?
Quando la pioggia cadrà all'improvviso
tuoni e lampi faranno rumore
e di notte non riuscirai a dormire
ed il bambino piange
mentre lui dorme beato
maledirai mille volte quel giorno
che hai detto si davanti all'altare
ti verrà in mente quando tua madre
t'accarezzava dolcemente
dicendoti sottovoce per non farsi sentire:
"spero tanto che un giorno non sarai come me
bambina mia"...
Aspettavi in silenzio trattenendo il fiato
le lancette del tempo scandivano
i secondi, secondi secolari d’attesa
Ti copriva una minuta sottoveste di seta rosa
la tua pelle profumava di menta selvatica
riccioli sciolti facevano da corona
al tuo viso bianco come la luna
bella, splendente come levigata
da mani sapienti la tua pelle
la tua bocca, richiamava baci
perdersi era un attimo
sconosciuta trappola
Oh dolce fanciulla
attendesti a lungo quel momento
rapita e composta dietro ai vetri cattedrali
Il tempo della verginità è ormai finito
t’aspetta l’amore, forse, oppure l’orrore
Fremi e tremi tra le lenzuola sontuose
preziose, pronte per ricevere il tuo urlo
Quell’uomo che t’ha acquisita com’è
Bello, amabile e possente?
Oppure
Brutto, corvo e irriverente?
Non sai. Tutto è sconosciuto
fuorche' il tuo profumo di menta selvatica.
dalla dorata invisibile catena
col corpo disteso
alla nuova alba
coi desideri
nell’attesa del domani
con lo sguardo
a volte pilotato
con la leggerezza
abbandonata nel tempo
con la luce fra le imposte
rinchiusa
col sentimento
coatto all’evidente
col sogno
che mai in realtà
si è tramutato
col timore
che tu sempre piccola eri sei e sarai
con la costante che tu donna folle sei nata.
Così tanto tempo
alla tua vita hai regalato
forse perché prigioniera anche di te.
Come luna piena
pregna tu sei
di fulgido fascino
ginestra accesa
su brulla collina
onda di zagara
che carezza la Terra.
Mortale creatura tu sei
e al tempo stesso
custode di aliti in boccio,
creatura caduca tu sei
che dà inizio a una vita…
che nutre la vita.
Donna…
anima e passione
sottile ingegno
pensiero fecondo
che plasma di sé
forme e natura
l’intuito e la scienza
a foggiare i destini
la tua opera strenua
nella ricerca di oasi serene
e messaggi di pace
e coraggio esemplare
impressi su pagine oscure
nel libro del mondo…
tuoi germogli vitali,
impagabili gesti d’amore
a omaggiare la storia.
Donne…
A tutte le donne
grandi tra i grandi
a tutte le donne
passate nel tempo
o ancora in cammino
lungo la via inerpicata
del dare…
questi versi
un inchino…
e un simbolico fiore.
Dovrei collezionare complimenti
Donne che incontriamo tutti giorni sempre ben vestite e profumate
son donne del duemila
speciali....
con le storie
i loro amori
donne con mille pensieri
le donne del duemila
costruiscono la vita da sole
senza trucchi ne inganni
donne che hanno imparato a graffiare
quando son trattate male
donne che sanno essere dolcissime
quando ricevono una rosa
perchè il loro amore è vero
le donne del duemila
sempre indaffarate
che lavorano....
donne che han sempre quel tocco in più
son donne del duemila
donne moderne.
Che bella sei,
al sicuro da rughe,
col viso appoggiato
addosso all’anima che ho,
dal dentro,
che rammemori di te,
non di un giorno più vecchia
di quando t’incontrò.
Bella e sicura,
dal suo dentro come dietro a un vetro
mentre il tempo tutto sarà passato
proprio come la pioggia
che in gocce i vetri bacia
ma solo da un lato.
Quanto è il vuoto
il letto senza te.
E quanto non so che farne
del freddo
senza avere il tuo lato da scaldare.
Al pari del volubile fumo
delle tue Philip Morris
in assenza di te mi dirado
e non sempre consola
leggere e rileggere,
come fosse scritto in braille
scorrendo con il dito
il tuo cuscino
“…che in uno o in due noi siamo solo una cosa…”
Sono l'autrice del libro Un cuore a metà romanzo breve del genere autobiografico. Sto terminando il secondo romanzo del genere drammatico Paure mai sconfitte
La poesia che ho inserito verrà pubblicata nel mio prossimo libro che si intitola Piccolo Respiro
Grazie per la vostra attenzione. Nora Demaj

In questi giorni n'intravedo dove sei
svuoto i miei geni
di madre e figlia in un'essenza
diniego il sondare la misura del sentire
il credo, oggi
non prende ordini dal cuore,
lascio che faccia il suo mestiere di motore
che issi e scenda
nella carrucola di globuli scarlatti
la forma più essenziale della vita
ha troppi buchi, del presente
il velo grigio
che separa me dal cielo
tulle tarlato d'un'ancestrale sposa
che sul sagrato della chiesa
attende e spera
invano
il promesso tempo di gioire
quando nascesti non sapevi
Mamma
nè io lo seppi
Donna
che i petali si perdono nel vento
perchè la primavera è dolce e greve fortunale
soffia
finchè lieve ma decisa oltre confine
sperde l'aroma
mentre urla la sua croce senza chiodi
assi slegate
dai legami saldi che deruba
lasciando del passaggio poche gocce di rubino
su una spina,
acuminato altare
ara sacrificale adorna di fogliame rugginoso
acquaforte
del profondo labirinto che non serba desideri,
scrigno d'inabili parole
ove la notte sorge e affaccia, roca
e si rannicchia
sotto il peso del sigillo ombelicale
e dove l'anima vagisce e sugge senno al seno
nel ventre tuo immortale
brucia il sale
rugiada di cristallo, che all'asciugare nella bora
stagna l'orli alle ferite
col perdono.
Da madre e figlia...alla mia mamma che spero mi legga da lassù, per la sua Festa della Mamma.
per bloccare ogni istante di te
in rimpianto lettere che...
il cuore voleva dedicarti
a occhi che non possono leggerle
ma solo ascoltarle
in ascolto di parole sfuggite
non capite
in calma in te
rimpiango la piccola parte di me
che tali attimi
ha perso.
i miei occhi cadono su tè, lascio mezzo caffe mi alzo e ti vengo incontro
un cartellone di 2 metri per 4 rimango affascinato da tale bellezza.
Artemisia gentileschi una scritta in basso la mente incomincia a lottare con
ammetto ignoranza cronica, devo sapere devo sapere chi è costei.
entro in libreria e acqusto quello che trovo su lei
divoro due libri in 3 ore mi fermo a riflettere ,a questa donna devo scuse
prima come uomo e per non aver mai conosciuto talle bellezza artistica
in scusa di loro dedico a te i miei modesti pensieri.
In mezzo a un tempo d'uomini
mano tua nasceva leggiera e pulita
come animo di donna
ghettizzata da sapienti in calze
esclusa in botteghe d'arte
estro imprimeva su crema tela
violentata e torturata da inquisitori uomini fra uomini
Artemisia ha lottato in tribunale falso
e portato a noi
superba arte
grazie Artemisia.
Corre la vita
turbinio delle ore
lavoro non da respiro,
famiglia, che occupa
ore scivolano nell’oblio.
Sogni rinchiusi dietro
a palpebre socchiuse
respiri silenziosi
che paiano singhiozzi
soffocati d’amori tormentati.
Nascere crescere nella consapevolezza
da percorso già scritto tempo,
incurante dei sogni dei desideri,
lotte per ottenere diritti
che dovrebbero appartenere
da sempre.
Un muro d’ignoranza,
che corre su un filo
da un continente all’altro,
veli che coprano un viso
solo occhi ardenti
che gridano libertà.
Volti scarni di un continente
che conosce morte e odio
una madre d’africa
che tace ma il suo
silenzio è un grido di dolore
per il figlio che muore
di fame, di malattia e d’odio,
Un corpo minuto
tradizioni secolare
obbligate ad avere
solo pochi figli
è maschi, una figlia sciagura,
occhi a mandorla
che gridano il diritto
di amare e ogni figlio e ogni figlia.
Volare come donna
come amante
come figlia,
come madre
volare sognare
vivere con la forza
che solo tu donna
che solo noi donne
sappiamo d’avere
MARZIA ORNOFOLI
08/03/11





