Sento odore di fumo e camomilla
ti ascolto salire i gradini accanto
a me, in un'espressione tranquilla
come la morte, che non ti lascio
guardare
Io volto lo sguardo, inetta e confusa
quella finestra alla mia sinistra,
Tu fai del mio stomaco una giostra,
Versione maschile di Medusa.
Guardare?
Non posso, non diventerei pietra
caldo riposo per l'aquila e il verme
Diventerei universo, inerme,
troppo grande, immensa, tetra
che guardare
non puoi. Ti volti velocemente
I miei polmoni imbevuti d'amore...
È finita, si risveglia la mente.
Uno sguardo banale... Era niente.
Guardavi.
Era quello sguardo
per una mosca schiacciata sul vetro?
Sicuramente non per me
Ebbi gocce salmastre ad
imperlar corolle e
falene ad impollinarle,
cantavano cicale ad ascoltarle e
sognai, prati immensi a
correr nell'erba fresca e mattutina,
boschi dalle risa fragorose in
cerca di funghi a
cuor d'autentica amicizia,
battito a tamburo a
scandir il tempo dell'amore
vortice a soffocar aria.
Ebbi e raccolsi emozioni sincere e
pensieri a vincere sul cuore,
buoni propositi da proporre e
condurli a destinazione..
Ebbi notti insonni e
sospiri a sospirar mattini e
vagabonda luna a sussurrar opinioni.
Oh luna parlammo e parlandoci ci comprendemmo!
Ebbi parole a completar opinioni
amorevoli sensazioni a fin di bene,
frasi ad enfasi serena e
spazi fioriti ad anima volatile.
Ebbi amore a coniugar anima e cuore,
mosaico a comporre ad incessante battito e
scandir umana sensazione.
Cuore avranno udito il tuo battito d'amore?
Ugual cura ebbi di te cuore che
disinteressatamente amor doni e ricevi!
s'è addentrato
dalle porte dei tuoi occhi
nell'antro dove sta
il primordio dell'amore,
architettura fragile
infondata d'esperienza
e adombrata negli anni
mesti, assillanti
che lasciano l'eco
di tregua lunga un'era
con l'udir le note dolci
del tuo imminente arrivo.

E lucido lo schermo di questo cellulare
sperando di sentirlo poi squillare,
lo appanno con il fiato e strofino,
che sia di notte, di sera o di mattino.
Un gesto che è ormai una mania,
nevrosi e psicosi sono vera malattia,
ma lui tace, non fa mai uno squillo,
la mente pensa e tutto è un assillo.
Ho sbagliato tutto ed io l’ammetto,
le ho mancato anche di rispetto,
l’orgoglio non porta mai cose buone
e non ci piegano i colpi d’un cannone.
Io ti amo troppo, quasi da morire
e, prima o poi, sarò io a venire,
per me sei l’aria, acqua ed il pane,
non farmi qui morire come un cane.
Amore che riempi i miei pensieri,
che rendi veri i sogni e i desideri,
ti ho detto vai via, di non cercarmi
ma ora ti chiedo di venire e perdonarmi.

Sei qui.
Con i miei balzelli tra le nuvole
dentro ai tuoi tacchi.
Che un giorno, non so, smarrii.
Ritrovo con un po’ della mutevole
notte colata sulle tue unghie
questi occhi, nello sfiorarti le dita.
Non ti dirò che mi fa paura pensare
a domani perché non è che oggi,
il giorno che ieri non eri nella mia vita.
Sei qui ora, anche se non sono forse
le mie labbra il posto per le tue mani.
Ti chiedo solo di non farmi alzare la testa,
che questi occhi si gonfierebbero di così
tanta bellezza da non… se puoi, rimani.
Mi stringi i polsi, e la tua bocca sfiora
la mia e accompagni le braccia sui fianchi.
Apro gli occhi nei tuoi.
Sorridi, e leggera mi porti tra le nuvole.
E la notte cola sui cortili, e sui tuoi tacchi.
t’amo e t’amerò perdutamente,
t’affiderò il cuore e la mia vita
fino al giorno che sarò finita.
Ti diranno la storia con quel Marco
del giorno che mi videro nel parco;
il dì che mi videro al parcheggio
con Gigi e Giorgio di Viareggio.
Ti prego gradir la mia franchezza,
spesso la donna è debolezza.
Non confondere l’errore del leale
col peccato in assenza di morale:
la storia che c’è stata con Nicola
fu l’imperizia di una donna sola;
se con Giulio andai a Positano
è che pensavo fosse un puritano,
che mi ricordi d’altro, veramente,
non mi passa nulla per la mente.
La prima notte, certo, m’assentai
ma prima dell’alba ritornai;
peraltro, un minuto e tu crollasti
ma il giorno dopo nulla ricordasti
Dovetti salutare qualche amico,
ma questo ormai è fatto antico.

Ti ritroverò.
Nelle agonizzanti sere
tra profumi speziati
della nostra collina
osservando un tramonto d’incanto
mi sovviene il ricordo di te.
M’ insegnasti ad amare
in quello che fu il nostro tempo.
conducendomi oltre l’eternità,
nei magici momenti
imparai a volare con te .
Nel miracolo dell’amore
costruimmo il nostro ieri
trascorso come un treno in corsa
che non sono riuscita a fermare.
Ora so che in un’altra vita
fermerò quel treno e ci salirò,
t’incontrerò e t’ abbraccerò,
sorriderò e piangerò di gioia con te.
Il nostro amore rivivrà
spazzerà il dolore
che ci ha straziato l’anima
privandoci del nostro oggi.
Aspettami amore
ti ritroverò, ovunque tu sarai
ti ritroverò …
Oltre il tempo , oltre la vita.
Come mai così
questa notte hanno aperto
la porta del cuore
e nel buio hai sconfitto
ogni tua ipocrisia.
Cosa pensi di te
del tuo nuovo cuore
hai tagliato il traguardo
dei confini dell'amore.
Come stai così
sei più forte del vento
ed il giorno comincia a guardare
la luce del sole
e ora lasciati andare
come l'onda del mare
trasporti i tuoi sentimenti
nel profondo dell'anima.
Ora non vuoi perderli più
e lo sai come mai è così...
Siedo spesso davanti al mare
a guardare le vele
all'ora di cena, e a volte arriva
carezzandosi la salsedine
e alla luce delle candele
balla sola.
Lo sciabordio della risacca
sullo scafo da sottofondo,
come quando eravamo chiglia
e vento sulla giacca.
L’uno per l’altra necessari.
Se lui si fermava, lei aspettava.
Siedo mesto su uno scoglio
abbracciando le ginocchia.
Se lei era stanca, lui si quietava.
Dei tuoi sogni
Delle piccole lacrime che versi ogni tanto
Raccontami quei segreti nascosti nel cuore
Quelli così in fondo all’anima che neanche tu
Sai più dove sono
Pezzetti di vetro che scalfiscono e fanno sanguinare
Sogni infranti
Come finestre rotte da un pallone indisciplinato
Narra di quella volta che sei stato male
Quella dove ci siamo persi
Dove abbiamo rotto il patto
Quel giorno
Ecco
Torna nella mente
L’angoscia dell’addio
Ricordi l’ultimo bacio
Sapeva di dolore
Odorava di perdita
Ho ancora addosso la sensazione della tua pelle
Scivolandoci addosso in quel domani
Che non sarebbe arrivato
Non so perchè scrivo di questo
Ma sento che ci sei e che mi ascolti
Nel nostro per sempre giurato guardandoci negli occhi
Poi più nulla
Non sento più
Non vedo più
Il vuoto che rincorro e che so che riempirò
Di TE
Un giorno forse mi accadrà
di svegliarmi al tuo fianco.
Fisserò il vuoto fino a farlo sentire
in imbarazzo, e poi il tuo battito leggero
delle ciglia che sarà divenuto bianco.
Mentre ti strofinerai col dorso della mano
i sogni rimasti appiccicati agli occhi,
intanto farà mattino.
Io ti siederò accanto
per pettinare i tuoi incantevoli fiocchi.
Oggi sosto sul bordo di quel sogno
nel vuoto che si stende nella sua giravolta.
In quell’attimo in cui sbatti le ciglia, nell’altro
capo della penisola un uomo asciuga gli occhi
e s’innamora, un battito di ciglia alla volta.

Limpida come acqua di ruscello,
fresca come quella di un fiume,
brillante come vetro appena lavato,
come bicchiere di cristallo levigato.
Fiore fresco bagnato di rugiada,
anima pura dolce e leggiadra,
leggera come la piuma di un’oca,
luce sempre intensa e mai fioca.
Ma chi da me ti ha mandata?
Da dove, quando sei venuta?
Tutto questo tanto mi aggrada,
c’è tanta luce su questa strada.
Sono domande che rivolgo a te,
ma le risposte io le conosco già,
gloria a Dio, sempre sia lodato,
grazie a te per avermi accettato.


Amor Essenziale Amor!
Amor in gaudio canto in gesto quotidiano porgo,
amor senza pretese, umile e sincero,
amor d'amor il cuor nutre,
ed immancabilmente amor nasce e cresce.
Amor Famigliare!
T'amai e amor siamo.
Afflitti e vincitori della nostra storia
d'amor che tutto vince e tutto predilige,
amor impertinente, amor prezioso,
fra nubi e ciel sereno.
Amor perdura se amor perdona!
Amor ad union di bene e male
amor in scia naturale.
Giglio nei giardini in fiori
e famigliari unioni ad
essenza d'elisir d'amore..
Adele Vincenti
Maggio 2019
Non sono che un principe scalzo
riposto in un cuore cavo di bambù
ma se schiocchi le dita, il mondo
si lascerà guardare a testa in giù.
Dinanzi alla tua purezza di azzurro
posseggo solo una lacrima cadente,
gelosa custode di quei versi
da sussurrarti a luci spente.
L’azzurro non è privilegio degli occhi,
bensì fragilità e patrimonio del cuore.
E questa notte che mi sta così stretta
vorrei portarti dove osa solo l’amore.
Quando il principe dei sogni sognati
troverà la pace fuori da un assolo
forse questo rospo potrà guardarti
dormire, nella carezza di un lenzuolo.
Lascio la penna, e mi avvicino
dal cantuccio dove solitamente lavoro
per coprirti le spalle.
Forse sogni, e nemmeno ti sfioro.







