Nelle sere del tuo glaciale inverno,
quando l’asse di felicità vacilla,
rinforzerò gli ormeggi di mitezza
e aspetterò che rincasi primavera.
Avrò cura di immergerti nei profumi
che nel profeta autunno avrai versato
tra le schiume di marmo e fiori finti
a sostenere i tuoi glutei stanchi.
Avrò cura di asciugarti nei molli drappi
comprati quest’estate dai mercanti,
di cospargerti di ciprie e caldi unguenti
accatastati ai piedi dell’età che scansi.
Al banco del tempo assassino acquisterò
gli stracci per arginare la pioggia sui vetri.
Aprirò gli occhi sui tormentati giardini
che invecchieranno senza mai lagnarsi.
Avrò cura di allargare la trapunta a scacchi,
di seguirne con le dita il primo colore
e di frenare, respirando, all’inizio del secondo
per fare poi un giro nuovo, come la vita.
*
Stesura 2002
quando l’asse di felicità vacilla,
rinforzerò gli ormeggi di mitezza
e aspetterò che rincasi primavera.
Avrò cura di immergerti nei profumi
che nel profeta autunno avrai versato
tra le schiume di marmo e fiori finti
a sostenere i tuoi glutei stanchi.
Avrò cura di asciugarti nei molli drappi
comprati quest’estate dai mercanti,
di cospargerti di ciprie e caldi unguenti
accatastati ai piedi dell’età che scansi.
Al banco del tempo assassino acquisterò
gli stracci per arginare la pioggia sui vetri.
Aprirò gli occhi sui tormentati giardini
che invecchieranno senza mai lagnarsi.
Avrò cura di allargare la trapunta a scacchi,
di seguirne con le dita il primo colore
e di frenare, respirando, all’inizio del secondo
per fare poi un giro nuovo, come la vita.
*
Stesura 2002
