L'ho vista tra gli scogli di un aprile
perlato d'aria ancora troppo fresca
e con un vento a smerigliar meriggio.
Guardava il mare come fosse sogno,
incredula di trovarselo ai suoi piedi
intanto ch'onda dopo onda li bagnava.
Correndo lungo curve di battigia,
il nero dei capelli al ciel mostrava
e forse ad ogni sguardo lo toccava.
Di qua dal picco della mia scogliera
io mi fermai per non guastar la scena
e l'ammirai, sotto la seta, nuda.
Non so se si trattò di qualche fata
intenta a dare un saggio di bellezza
o di bellezza stessa che s'adopra
a far di un'ora persa nella norma
prezioso tempo per liberar la voglia
di ricordarmi l'urgenza del sognare.
