La torre dei fuggiaschi ora è disabitata
dopo la retata degli scheletri appesi
al gancio di un robot, il mare è in apnea
e ulula il vento del nord, l’ultima strega
del nocchiero è morta di polmonite
tre anni fa. Credi che sia un monolite
la pietra prima del bosco della congrega
dei rabdomanti, non è così dice la dea
dei monti spogli. Non è qui la genesi
dell’odio, ma qualcuno l’ha avvistata.
Dall’altra parte della terra, al confine
con la regione dei giganti astemi
e la terra delle fontane zampillanti.
La regina dei comizi è stata deportata
ora recita a gettone per gli abitanti
di una città senza finestre, i torrenti
sono inquinati dalla marmellata
di catrame, per guadarli servono guanti
resistenti alla pece. Empi e blasfemi
stanno vincendo, non c’è più discussione.
Spulciando tra le righe delle leggi emanate
dal parlamento qualcuno ha scoperto
un refuso, per farle invalidare serve l’approvazione
dei discendenti del re di Prussia, perché gli eletti
sono stati confinati nel girone dei prepotenti
da una rivolta improvvisa degli elefanti
sordi. I briganti del sud ora sono protetti
da mosche danzanti al suono di una canzone
rap, le donne invecchiate stanno all’aperto
e quelle più belle non sono mai nate.
3 commenti
Penso a un tuffo trend, solare,
a un mare chic, etnico, casual.
Un'estate,
di tonalità super
di tonalità super
un tocco di bon—ton
una ventata di freschezza;
una carezza sulla pelle
e una certa fragranza che dà vita.
Un’ emozione,
che arrivi tutta dalla terra,
che arrivi tutta dalla terra,
gioie vicine,
del cuore stesso di tutti gli elementi.
Stagione
patinata d'oro,
Stagione
patinata d'oro,
donna emblematica,
ricca di contrasti inediti,
irresistibile,deliziosa;
fuga esaltante
laddove tutti i sensi si risvegliano.
laddove tutti i sensi si risvegliano.
Nel fondo inconfondibile,
di note morbide, d’iris e rosa,
il tuo dettaglio, donna, è audace:
d’un tocco fruttato
come di pesca
pericolosamente sexy.


Parlami e dimmi del tuo cuore
vesti le induriti pareti delle arterie
le praterie le distese di detriti
le miti giornate di primavera le carie
della mente l’atmosfera rarefatta
delle valli di confine. Ti dirò un giorno
se il versante sarà benedetto amante
mai lo sai che è il discrimine l’orlo
del bicchiere senza latte rette parallele
che non sono destinate a incontrarsi
amate udite je t’adore oh Dior
mon petit fleur je t’aime jamais
je t’aimerai je ne comprends pas
è complicato le rate i versi
e i corsi e i ricorsi scellerate vite
Vico nel buco nero della galassia
a sinistra della via Lattea dite
dimmi fammi sapere quando il cero
sarà spento una volta per tutte.
Riviera di mansuete rondini
che mietono doni di nascita
portando azzurro
in un mare che non c’è.
Ti piace accarezzare l’uncino
Accalappiato ai tuoi seni
e veder volteggiare occhi
che recitano abbastanza bene
ma traditi da dita al caffè.
Con una lenza sporgente
Verso fiumi che sgorgano ebbrezza
dimentico con il sonno
una fragranza che ha saputo di limone.
che mietono doni di nascita
portando azzurro
in un mare che non c’è.
Ti piace accarezzare l’uncino
Accalappiato ai tuoi seni
e veder volteggiare occhi
che recitano abbastanza bene
ma traditi da dita al caffè.
Con una lenza sporgente
Verso fiumi che sgorgano ebbrezza
dimentico con il sonno
una fragranza che ha saputo di limone.
La nube bianca ha varcato l’uscio
e gli amanti hanno il volto coperto
il bacio è impossibile, ma la passione
è infuocata. Qualcuno scende dal cielo
è il marito di Mary Poppins o uno svitato
qualunque che lavora in banca? L’invitato
è in ritardo, c’è un sole nero ed è un velo
la notte, è l’iride che è scuro o la ragione
che scambia la realtà con un porto
di mare? C’è silenzio in questo fruscio.
Pensi anche tu che siamo alla frutta
se è una mela a farci respirare
o se è un sasso nel cielo a indicare
la via ai sognatori? La donna truccata
mi copre la vista del cielo, ma il mare
è una tavola piatta questa mattina
il sole ha piccoli occhi, non c’è brina
nei prati. Con questa pipa non puoi fumare
perché non esiste, se sei la mia fata
ti voglio accanto in questo vagare
nel regno della bellezza. Il colore
può cambiare, è calda ora questa grotta.

I miei pensieri sono più dei miei neuroni,
sono insubordinati,
si affollano,
si danno gomitate,
si spingono
perché vogliono essere ascoltati tutti insieme.
Ma io due orecchie sole ho!
Sono oppressivi,
e per niente gentili …
non so come trovano ancora posto
e come facciano ad aumentare
senza far scoppiare
la mia povera testa!
La mia povera testa …
Potrei affogarli nell’alcool come molti fanno.
Ma al mio risveglio sarebbero ancora lì
e mi sembrerebbero ancora di più.
Potrei dormire per giorni
e notti intere
nel tentativo di cullarli,
di assopirli,
tuttavia mi dovrò prima o poi svegliare,
e vedrò che si saranno accampati
escogitando una strategia di guerra
e si saranno coalizzati
per annientarmi,
per farmi cadere in una voragine
in un abisso nero
dal fondo ancor più nero
ove alla fine d’esso c’è la pazzia
che sogghignando mi dice:
"Vieni, vieni da me, è da tanto che ti sto aspettando...."
Ma io non devo permettere tutto questo.
No.
Devo tirarmi fuori da questa situazione,
se pur utilizzando
le unghie
i denti
io mi arrampicherò
e riemergerò
come una guerriera
dall’armatura sporca di cenere,
ammaccata,
con pezzi mancanti
e un po’ claudicante,
ma io,
ritornerò …
E pensare che tutto iniziò da un sol pensiero
da una fissazione
che come un sol batterio
si è centuplicato dando luogo ad un’epidemia
che ha infestato tutto l’intelletto mio.
____________________________________________
N.B.: Non vi preoccupate non sono impazzita. Questa è soltanto una poesia e niente più!
Più vado avanti e più è difficile trovare un'ispirazione per scrivere.
E l'unica cosa su cui non ho mai scritto è la pazzia e quindi ho deciso di descrivere cosa sia la follia, la pazzia.
Ma poi nel finale c'è un messaggio positivo...
____________________________________________
sono insubordinati,
si affollano,
si danno gomitate,
si spingono
perché vogliono essere ascoltati tutti insieme.
Ma io due orecchie sole ho!
Sono oppressivi,
e per niente gentili …
non so come trovano ancora posto
e come facciano ad aumentare
senza far scoppiare
la mia povera testa!
La mia povera testa …
Potrei affogarli nell’alcool come molti fanno.
Ma al mio risveglio sarebbero ancora lì
e mi sembrerebbero ancora di più.
Potrei dormire per giorni
e notti intere
nel tentativo di cullarli,
di assopirli,
tuttavia mi dovrò prima o poi svegliare,
e vedrò che si saranno accampati
escogitando una strategia di guerra
e si saranno coalizzati
per annientarmi,
per farmi cadere in una voragine
in un abisso nero
dal fondo ancor più nero
ove alla fine d’esso c’è la pazzia
che sogghignando mi dice:
"Vieni, vieni da me, è da tanto che ti sto aspettando...."
Ma io non devo permettere tutto questo.
No.
Devo tirarmi fuori da questa situazione,
se pur utilizzando
le unghie
i denti
io mi arrampicherò
e riemergerò
come una guerriera
dall’armatura sporca di cenere,
ammaccata,
con pezzi mancanti
e un po’ claudicante,
ma io,
ritornerò …
E pensare che tutto iniziò da un sol pensiero
da una fissazione
che come un sol batterio
si è centuplicato dando luogo ad un’epidemia
che ha infestato tutto l’intelletto mio.
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N.B.: Non vi preoccupate non sono impazzita. Questa è soltanto una poesia e niente più!
Più vado avanti e più è difficile trovare un'ispirazione per scrivere.
E l'unica cosa su cui non ho mai scritto è la pazzia e quindi ho deciso di descrivere cosa sia la follia, la pazzia.
Ma poi nel finale c'è un messaggio positivo...
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Hanno un suono le parole dei poeti.
E’ musica,che rischia di non esser più ascoltata,
deformata,da chi cerca di ripeterla stonandola.
Dov’e il vento dell’essere,
il suo silenzio, la sua quiete,
dove, la nuova richiesta
per la nuova risposta,
il nuovo inizio di se stessi?
Il grande testo cosmico
chiede nuove dis-velanti note
inudibili celestiali suoni
per intonar nuovo soggiorno……all’Uomo!
Sia pure,
la pietà della domanda...
la pietà della domanda...
....per pietà della risposta!
Che accada presto nuova verità,
nell’odierna perdita di infantili danze
di abbandono di quell'(essere)!
Siano,
i multipli orgasmi
del gran (dis-velamento),
i multipli orgasmi
del gran (dis-velamento),
sia… la nuova musica Cosmica!


E' il poeta … (mnemosyne),
grande occhio d' amore
eroe e semidio…
Rammemorazione!
Rammemorazione!
Vino,
che fà dimenticare (l’ente)
che fà dimenticare (l’ente)
e nel contempo mantenerlo;
(ap-prensione)
verso l’originaria idea
del disvelar se stesso
in quel suo sentir (mancanza),
nell'eterno lutto, (costruente attesa)
a salvaguardar gli dèi fuggiti.
Il suo rioncorrerli, il ricondurli,
tradurne i sacri cenni, il lor dettato,
tradurne i sacri cenni, il lor dettato,
a preparar nuovo ritorno,nizio, altro tempo d’amore!
altro i
Allora?
Trionfi pure la poesia
su grandi padiglioni colorati!
su grandi padiglioni colorati!
…Ben vegano cento scritte
illuminate ad intermittenza;
illuminate ad intermittenza;
ci cadano pure addoso!
Ci ridiano Honderlin,
ci ridiano (l’esser-ci)
e nuovamente,
più originariamente, sia:
quel calice odoroso…L’Ereignis!


Oh dolce canto, o mia poesia,
che custodisci le brusche epoche di questa vita
e vuoi inseguir l’ebbrezza:
l’anima ordina il proprio stordimento
e finanche del pensare stesso !
Vuol ribadirne l'originario stile
e annunciar di nuovo il (Nuziale Evento)…
…a riecheggiare verità!
Oh ,tu, poesia…
…dolce canto,
che dischiudi la radura dolce,
che disveli il gran nascondimento
sei, come di Van Gogh,
il contadino,
che prepara il dolce campo
a custodirne il seme!

Taras Shevcenco
Nella casematta
Dedicazione ai miei compagni
Reivocate , fratres meos…
Che non ritornino i guai,
Quando miravamo in fiducia
Dalla gallera che finiva mai.
Possibilmente, pensavamo:“quando
Ancora ci vedermo nella vita
Per un dibattito tranquillo
Su quella terra impoverita?”
Pero’, non mai, fratres, non mai,
Noi non beviamo dal Dnipro unitamente!
Avendo difuso la nostra sventura
Nelle steppe e nelle praterie,
Separeremo poi le nostre vie,
E , nella liberta’, un po’ piu’ crederemo,
Prima che vivere cominceremo.
Tra altre persone, come una nazione,
Ma, prima, che lo sara’ successo,
Amatevi, miei fratelli,
Volete bene l’Ucraina,
E, per essa, sfortunata,
Il Signore, pregate,
E, Lo dimenticate, amici,
E non Lo bestemmiate,
E ,nella schiavitù, a volte,
Anche di me, vi ricordate.
Traduzione dall’ucraino all’italiano
.
Nella casematta
Dedicazione ai miei compagni
Reivocate , fratres meos…
Che non ritornino i guai,
Quando miravamo in fiducia
Dalla gallera che finiva mai.
Possibilmente, pensavamo:“quando
Ancora ci vedermo nella vita
Per un dibattito tranquillo
Su quella terra impoverita?”
Pero’, non mai, fratres, non mai,
Noi non beviamo dal Dnipro unitamente!
Avendo difuso la nostra sventura
Nelle steppe e nelle praterie,
Separeremo poi le nostre vie,
E , nella liberta’, un po’ piu’ crederemo,
Prima che vivere cominceremo.
Tra altre persone, come una nazione,
Ma, prima, che lo sara’ successo,
Amatevi, miei fratelli,
Volete bene l’Ucraina,
E, per essa, sfortunata,
Il Signore, pregate,
E, Lo dimenticate, amici,
E non Lo bestemmiate,
E ,nella schiavitù, a volte,
Anche di me, vi ricordate.
Traduzione dall’ucraino all’italiano
.
T'avvicini e mi guardi.
Mi guardi, come mai.
Quello che provo somiglia a un fiore già morto
bagnato così all'improvviso
da una pioggia densa arrivata troppo tardi.
Una lingua di velluto che lecca membra bambine.
Da vicino quasi mi pugnali.
A breve distanza m'accorgo del tuo viso, quello di sempre.
Quel che vedo mi trapassa il sentire.
Mi incide i polsi.
Mi fai sentire una lastra sottile di ferro
piegata dal vento
così all'improvviso.
Colpo fugace e affilato
preciso e stronzo
tiepido e gelido insieme.
Vedere per la prima volta la mia faccia di fronte.
Non uno specchio.
Come se nell'aria s'aprisse un ovale sospeso
così all'improvviso
coi tuoi tratti.
Come guardarti negli occhi da solo
come incontrarti di scatto
trovarti davanti,
così per caso. Per sbaglio.
Non un passante.
Ti volti e succede, quegl'occhi di fronte
che ti guardano.
Questo è successo.
Mi giro e ti vedo col mio viso,
quello che nascondo nei capelli.
Per la prima volta ti sento mia madre
quasi posso immaginarmi nel ventre
quasi ti vedo cullarmi
tu a contenermi
quasi vorrei tornare lì dentro.
Posso immaginarti con le mani sul grembo
quasi sento quel tatto dolcissimo.
Ti avrei ancora così.
La mamma gravida del figlio.
Siamo due tombe.
Sembriamo due estranei.
Due passanti che si somigliano in viso.
Vorrei m'inghiottissi adesso.
Madre, perchè non vuoi amarmi?
Mi guardi, come mai.
Quello che provo somiglia a un fiore già morto
bagnato così all'improvviso
da una pioggia densa arrivata troppo tardi.
Una lingua di velluto che lecca membra bambine.
Da vicino quasi mi pugnali.
A breve distanza m'accorgo del tuo viso, quello di sempre.
Quel che vedo mi trapassa il sentire.
Mi incide i polsi.
Mi fai sentire una lastra sottile di ferro
piegata dal vento
così all'improvviso.
Colpo fugace e affilato
preciso e stronzo
tiepido e gelido insieme.
Vedere per la prima volta la mia faccia di fronte.
Non uno specchio.
Come se nell'aria s'aprisse un ovale sospeso
così all'improvviso
coi tuoi tratti.
Come guardarti negli occhi da solo
come incontrarti di scatto
trovarti davanti,
così per caso. Per sbaglio.
Non un passante.
Ti volti e succede, quegl'occhi di fronte
che ti guardano.
Questo è successo.
Mi giro e ti vedo col mio viso,
quello che nascondo nei capelli.
Per la prima volta ti sento mia madre
quasi posso immaginarmi nel ventre
quasi ti vedo cullarmi
tu a contenermi
quasi vorrei tornare lì dentro.
Posso immaginarti con le mani sul grembo
quasi sento quel tatto dolcissimo.
Ti avrei ancora così.
La mamma gravida del figlio.
Siamo due tombe.
Sembriamo due estranei.
Due passanti che si somigliano in viso.
Vorrei m'inghiottissi adesso.
Madre, perchè non vuoi amarmi?
non e' l'onda che ha sbattuto
il fiume ch'era trasparente?
non e' la ragazza triste, infelice,
perche' la mamma ha svegliato la sua mente?
non mi ha battuto la mamma-
le lacrime cadono da soli:
non ci sono i sensali dal mio caro,
arrivono i mezzani dal uno che non voglio.
dove sei, mio tesoro? guarda-
come io soffro;
vieni, vieni, mio cuore,-
un odioso uomo mi offron.
sii veloce, caro, mi salva
dalla sfortuna piu' grave:
se dovessi vivere con un odioso,
meglio perire con uno che amavi.
il fiume ch'era trasparente?
non e' la ragazza triste, infelice,
perche' la mamma ha svegliato la sua mente?
non mi ha battuto la mamma-
le lacrime cadono da soli:
non ci sono i sensali dal mio caro,
arrivono i mezzani dal uno che non voglio.
dove sei, mio tesoro? guarda-
come io soffro;
vieni, vieni, mio cuore,-
un odioso uomo mi offron.
sii veloce, caro, mi salva
dalla sfortuna piu' grave:
se dovessi vivere con un odioso,
meglio perire con uno che amavi.
Quell'uomo ha qualcosa da dire
non più segue lo schema
ha perso gli ingranaggi
spezzato le catene
lui guarda avanti, non subisce dal passato
è partito, non puoi seguirlo
il passaporto non ti basta
è folle!
è pazzo!
è solo un matto!
dice la gente del suo conto
sconnesso nel parlare, quanto nel pensare
ora sale in cattedra
mi state osservando, io guardo avanti
sono libero non ho un guinzaglio
vedo oltre gli schemi, oltre il controllo
finalmente libero nel mio pazzo stato mentale
non più segue lo schema
ha perso gli ingranaggi
spezzato le catene
lui guarda avanti, non subisce dal passato
è partito, non puoi seguirlo
il passaporto non ti basta
è folle!
è pazzo!
è solo un matto!
dice la gente del suo conto
sconnesso nel parlare, quanto nel pensare
ora sale in cattedra
mi state osservando, io guardo avanti
sono libero non ho un guinzaglio
vedo oltre gli schemi, oltre il controllo
finalmente libero nel mio pazzo stato mentale
Parla di me
non ti scordare
tienimi acceso, vivimi
portami sulle tue labbra
fai scivolare le mie gesta sulle tue corde vocali
urla il mio stato mentale
raccogli i miei passi
fanne tesoro
scrivi di me in ogni dove
rivivimi nei tuoi sogni
fai di me la ninna nanna dei tuoi figli
cercami nella semplicità della vita
nei gesti umili e dentro lo sguardo di un infante
suonami! filmami!
assapora il mio profumo
trai nutrimento dal mio frutto
condividi con me gioie e dolori
dipingimi con tutti i colori
sono il tuo osservatore
racconto il mondo con gli occhi di un viaggiatore
non ti scordare
tienimi acceso, vivimi
portami sulle tue labbra
fai scivolare le mie gesta sulle tue corde vocali
urla il mio stato mentale
raccogli i miei passi
fanne tesoro
scrivi di me in ogni dove
rivivimi nei tuoi sogni
fai di me la ninna nanna dei tuoi figli
cercami nella semplicità della vita
nei gesti umili e dentro lo sguardo di un infante
suonami! filmami!
assapora il mio profumo
trai nutrimento dal mio frutto
condividi con me gioie e dolori
dipingimi con tutti i colori
sono il tuo osservatore
racconto il mondo con gli occhi di un viaggiatore





