Dopo che quanta ne basta

farina di semolino di grano duro

e poc'acqua che richiede l'hai impastata

quasi massaggiata per " 'na mezz'ora-ta e

a 'nu vrazzu" ridotta prima poi a grissini

se cominci a cavare te coi tuoi fratelli

grissino grissino circa a centimetro tagliati

induci di solo indice - con la punta del dito

a pressare strisciando – a produrre cavatelli

di misura raddoppiata e cavati con tre dita

si potrebbero gustare a mo' di strascinati

e volendo esagerare

anche a quattro si può fare

a creare "'e cortecce de fasòle".

Semplice e prediletto

al tempo stesso il condimento è pronto:

a 'na bella cipolla rosolata va aggiunto

un bel pezzo di muscolo tagliato a pezzi

a sfumare con "nu bicchiere 'e vino"

e salsa - tomato che danza – facciamo

per "nu pesce 'ntero", diavolicchi a piacimento

per rendere al palato preziosi consigli

che potrebbe trovarsi pure distratto

e, magari ostruito, liberare il naso l'inverno.

A pasta cotta unire il tutto

e di "furcìna" svuotare il piatto

piano piano ... alla scarpetta.

Buon appetito

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Se al mezzodì della domenica
i baffi ti vuoi leccare
quel che serve è solo stocafisso
procedi senza fissazioni

secco secco, un asciutto figurino
che più costa
più la figura sarà tosta.

Dopo averlo per ben sfibrato,
menato a cazzotti o meglio di mazzetta
e di sega in più parti separato
stia in ammollo sin dal giovedì mattina.

In acqua per due giorni almeno
ad ogni mezza, cambiata, poi
- pinne, lisca e pelle via -
diliscato ed eviscerato
è pronto per porsi , il sabato mattina,
a disposizione dell'arte culinaria
forse meglio dire gastronomica
meno propensa al cul in aria.

Ma bandite le ciance
e presa idonea pentola
come tela la si empia:
ci si facciano finire cinquecento
emmelle di verdi guerrieri olio
color dell'oliva in compagnia
di cipolla e spicchio d'aglio
che nudi e ben tritati
si vergognino pian piano,
arrossiscano un pochino.

E giunge del reidratato il tempo
dei suoi settecento grammi

aggiunti a lenire i danni
dall'infuocato sole provocati,

nella minor misura spaccato
del maggior numero di pezzi possibile
che con due chiodi garofano
al trito spalmino la schiena
con poca noce moscata,
sale di quel tanto che basta
salsa o concentrato che certo non manca
e acqua

di tanto in tanto aggiunta
per far bollire a fuoco lento
un'intera giornata
e con poco ritmo mescolando
giusto ad evitare  eccessiva confidenza, 
nuova amicizia col fondale

perchè più cuoce più piace.

Poi stanco del bollente trambusto,
tutta notte lo si lasci riposare
... che s'insaporisca
e servito il giorno appresso
in doveroso abbinamento
d'amabile polentina
ad ingabbiarlo, stupirci
e per gola rapirci.

P.S. Ho sentito che non esce
a pranzo e cena
se non
con bianco d'annata
o giovane rosso
sufficientemente tannico
e discreto tenore alcolico.
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Leggo tra la pelle di questa celebrata stagione

Scale armoniche di timido flutto

Come il grano, timido, ardere al tramonto

Baciato da onde sottili di rondini e coccinelle

Polline di nave!




Viso di rame,

Distesa tra le profumate terre

In fondo a quel momento

Guardavo solo, storta, la bocca del firmamento.
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Profilo Autore: Alessandra Pulvirenti  

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Riporranno il mio cuore

Al capezzale di Ostriche & Champagne

Mentre siedo viola tra i santi

in un angolo ''La tua supplica''

(5 centesimi per accendere una candela e inginocchiarti)!




Da qui

Le nuvole appassiscono magre,

ed io non ho volto tra le stelle.




Lontano,

Sfiorisco,




Ancora flutto

Con mano rivolta in preghiera,




E' ancora, la morte!
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Tra gli erranti carboni
Le allodole di cobalto
Hanno rughe profondissime
Conservano uno sguardo che non somiglia
E mentre precipitano dall'ossa
Frantumano inguainate pelle color d'avorio

Che accada pur quel pianto
Vapore d'angoscia di avvizzita stagione umana

Ma su un fianco di pupille larghe
Tempia contro tempia
Trasfonda la nostra febbre di tacito scrigno

Non piagarmi allora
Conosco allor bene quell'acre sabbia intorbidita
E mentre tramuto di cielo per accoglierti
Mi impegno a urlare una stella che cade,

Ma i miei occhi non mi somigliano
E tu
Sete vermiglia
Sei l'ombra di tutti i miei tramonti.
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Galleggia casta come la neve

Immondo il cranio

Boicottando l'esistenza al limite della trascienza

L'esuberanza della morte agita la chiave

Il silenzio tra le zampe di uccello

gli steli delle piante.




Inganno il sorgere delle colline,

un frastuono d'anima monacale arde

verso il cielo scolorito delle rughe.




La vecchiaia ha la voce di un gatto

dal mare

Annegato.

I suoi zoccoli masticano la brezza

E nel puzzo di morte adagio le mie rose arenate.




L'arsura della fame

fredda come una febbre

E' midollo,

Una lastra di cemento armato

indigesto come il mondo!




Mi hai corteggiata come certi pipistrelli

e poi

Schiantata per un neo.




Entrai nella tua bibbia

Onorai le tue statue da Babbuino Sacro

Bevvi il fluido della leccornia, ma

Retrocedendo nel tempo

i punti tirano sai?




Un mare lontano lontano muore al mio orecchio

S'imbianca e inghiotte

Opache stelle senza vita!




La morte ferisce l'attenzione dei multipli

Pregna di esaltazioni petrolifere vedo sdoppiarsi due me _-

  • una che sta li, con me
  • _ una che sta qui, con te.



Ho partorito lo svantaggio di essere con te in te e senza di te

Nel gesso di quell'atroce

Ho creduto di essere immortale

E ora che ho perso

Sono stanca del peso di queste valigie

La mia è stata una vita sbattezzata alla morte, ma

Come diva al tramonto lei mi ha vinta

Ed è attivo il processo!




In una stanza senza porte nutro la decomposizione

La muffa in alto come spirale sul nulla

Voglio solo che la morte mi accordi come una corda

Freccia del non-esistere.




Di corrente d'aria

Gelata arriva alle ginocchia

Oh vacuità mortale!




Sanguisughe succhiano ingorde i miei alluci.

Adesso sono alga!




Adesso sono alga.
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Profilo Autore: Alessandra Pulvirenti  

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Ho una tenda da circo

Prodigo il mio cuore si esibisce

Tra le ferite del morso quotidiano lambisco i fari di ogni delusione

In clessidra si traduce la stanchezza del vivere quotidiano

Soffitta del cranio!




A brandelli giace come corda l'anima affollata

Mentre il mare esegue strane danze a pendolo

Astuto scarto di montagna!




Prego

Si accomodi

Si accomodi sulla mia testa

E poi sul mio cuore

La raccomando, lo faccia senza indugio, il più violentemente .




Ed ecco una spina cingermi furiosa:




Ossario dell'anima mia!
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Profilo Autore: Alessandra Pulvirenti  

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Vorrei poter lasciare alle mie ossa la pelle
Galleggiare sopra il mare stanco stanco
In modo da poter vedere gli angoli della mia infanzia fare a botte con le luci della saggezza.

Annegare vorrei sulla terra ferma
Con gli occhi rovesci
Avendo l'agio di dedicarmi ai pensieri
Cammino allora sull'acqua strampalata dei ricordi
Schiava cardiaca di stelle!

Dissolvo con mano invernale
Come è solito fare un grande arrangiatore di pavida inquietudine, un umore ludico di flanella.

Imbottito sopra i falchi ruvidi di cristallo
Il paesaggio si è girato sul dorso, come in un sogno sopra i campi
Il ginocchio non è che un colle con rami e nervature d'albume,
Ma la neve fresca vale solo un soldo
E in belle curve l'agile fisica trova in volo la formula dell'amore cieco
Per voi, solo per voi, papà, tutta la notte ha nevicato!

Vado al camino allora
Vado ad accendere il freddo all'ombra degli ulivi.
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Profilo Autore: Alessandra Pulvirenti  

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Naufraga imperlata

Tra la nera esplosione reumatica

Scogli illividiti resuscitano ai piedi della rupe




Un marinaio racconta all'orizzonte :




Laggiù vi è una donna d'alga

Di notte s'alza in volo

Tra il fanale di una nave!
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Profilo Autore: Alessandra Pulvirenti  

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Giravo in tondo dopo aver inserito un gettone.

Hai gettato via la dignità per due soldi.

Soldatino di te stesso chinasti il capo.

Chi era il capo? Domandai incuriosito...

Curiosa combinazione rivelò le trame.

Trame di colori invisibili s'intrecciarono in cielo.

“Cielo” gridai d'un tratto.

Trassi conclusioni nel giusto senso.

Un tale perse il senso della ragione.

Ragionai con un pupazzo.

“Pazzo” Dissi a quel tale.

Tale fu il paradosso che scrissi una falsa farsa.

“Dobbiamo far sì che emerga la verità”

Veramente furono solo presi alcuni vocaboli mai resi.

Resi il luogo pieno di fumi tempestosi.

Tempestai di mail il Sinedrio.

“Chi volete Barabba o Gesù?”

Liberate popolo degli eletti la libertà.

Liberamente m'arrogai il diritto di tutto.

Tutto volgeva in luoghi oscuri della mente.

“Lei mente” Replicò il P.M.

L'interrogatorio finì con un nulla di fatto.

L'infame e il pazzo si presero per mano

e cantando sotto la pioggia

si sposarono al porto di Chioggia.


“Gira gira la giostra senza mai fermarsi, non la guardar troppo se non vuoi finir per terra”
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

Questo autore ha pubblicato 202 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Nel ritmo lento
Sei come fluido
Che arriva …
Rassicurante!
Campitura solida
 a vicinanza dell’oggi.
 Smisurato focolare
Umile, mite.
Di fisionomia greca
Eroico.
Nel presente
Hai volto assorto
Quasi dimesso;
In smisurata potenza
La  tua riva
Per l’onda a venire.

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Profilo Autore: Hera  

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Non sono felice

perché aggredita

da stupri di pensieri

e da parole impiccate

all’albero della dis-simulazione.

S-veglia con il peccato

sul cuscino

a rincorrermi.

Nel buio del mattino.
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Profilo Autore: Frida  

Questo autore ha pubblicato 34 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Continue voci
regalano luci
propongono brani

elevano piani

sintassi di lettere
e strappi di nettare
sorvolano in aria
primula varia di notizie già nate
per poi essere gridate
sensazioni improvvise
per essere condivise
virgole e punti
come riassunti
e rimane poi il silenzio non detto
di chi piu' non ha
cuore nel petto.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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 L’agguato dello spleen.

 

 Mi sopravvive il difetto

 del nodo stretto in gola

 che orgia disumana intrattiene

 con gli avanzi delle mie ossa.

 

 A sbranarmi.
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Profilo Autore: Frida  

Questo autore ha pubblicato 34 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Ho in mente le farfalle lesse

vivono tre giorni innaturali

mai hanno il modo di coagularsi in vena

Vedo la filosofia esistente nelle fessure

E dico che sarebbe come urlare di panico

loro volando sui fiori vivono soltanto

0, 23, 22, 21, 20 and counting?

Contro-produ-fru-fru-cente

è il suono della loro canzone

si chiudono sotto scaglie colorate

dopo aver chiesto una sedia a rotelle

che verrà consegnata dopo il funerale.

Le farfalle sono per sempre giovani

e hanno sogni d’aquila maestose nel cielo

 

 

e noi che siamo come ragni color bitume

e tessiamo tele su ali di libellule

sino a imprigionarle, per sempre giovani

nel flusso di sangue ininterrotto

da 0, 73,72,71,70 and counting

giocando a mosca cieca coi ricordi

le dentiere comprate al mercato delle pulci

l’amante in minigonna s’è presa una sbronza

in montagna perché nel freddo del congelatore

il corpo si conserva meglio. L’airbag

della carrozzella si è aperto dopo lo schianto

con un limone gigante, sostiamo da ragni danzanti

al ritmo di percussioni africane lunghe e lente

appoggiati a un bastone di vetro colorato

scheggiato sul fondo, ancora giovani

nella mente, i sogni impressi nella memoria del cuore.

 
Risultati immagini per foto di farfalle
 

 
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Profilo Autore: mybackpages  

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