Rio de Janeiro, maggio 1941.
Era una delle feste che venivano fatte ora a casa di uno, ora a casa di un altro, per festeggiare la maturità. Massimo si guardava attorno, cercando quel viso bellissimo che aveva scorto la festa precedente. Lei era arrivata tardi, con un codazzo di ammiratori che la circondavano come una nebulosa. Era davvero bellissima, e lui, che con le ragazze ci sapeva fare, voleva conoscerla meglio.
Improvvisamente la vide, dall’altra parte della sala emanava luce con il sorriso smagliante e gli occhi lucenti come piccoli smeraldi.
Massimo non ebbe esitazione. L’orchestrina aveva giusto iniziato una bella canzone lenta e romantica e lui era un gran ballerino.
Inizio a camminare con passo rapido verso la ragazza, stranamente libera da pretendenti per il ballo. Cominciò a sorriderle, anche se lei guardava da un’altra parte. Massimo guardò in quella direzione e vide un piccoletto che muoveva veloce verso la stessa preda. Massimo accelerò, ma il piccoletto era più vicino all’angelo e gli passò davanti, già chiedendo alla bella se voleva ballare.
A Massimo non restò che guardarli mentre si allacciavano nella lenta beguine.
Conosceva di vista il piccoletto, andava alle feste con una sorella anche più piccola di lui. Ah, eccola là; piccola, ma ben fatta, si disse.
In mancanza di meglio, si diresse verso la ragazza e la invitò a ballare.
Sei mesi dopo si sposarono e un anno e mezzo dopo nacqui io.
Anche il piccoletto sposò la statuaria bellezza. Massimo e lui divennero cognati.
Se Massimo fosse partito un attimo prima verso la preda, o il piccoletto un attimo dopo…
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Commenti  

Sara Cristofori
+1 # Sara Cristofori 06-07-2014 07:19
perfettamente esposto il tema delle "sliding doors" :-)
nabrunindu
+1 # nabrunindu 07-07-2014 23:03
sembra una scena delle sale degli anni 60. bravissimo.
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 09-07-2014 06:43
Un attimo prima...un attimo dopo...quando si dice il destino, molto carina mi piace. :-)

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